 | Abbiamo tradotto per voi il nuovo capitolo della storyline di Star Trek Online, racconto che introduce i futuri player all'anno in cui sarà ambientato il MMORPG Cryptic.
Vi ricordiamo inoltre che potete trovare tutti i capitoli precedenti nella sezione dedicata a Star Trek Online della nostra wikipedia. |
Le ricadute della distruzione del sistema romulano dominano gli eventi interstellari nel 2388.
I mondi coloniali romulani vacillano per la perdita del pianeta natale e per un vuoto di comando. Con la morte del pretore Chulan e la scomparsa di Donatra, non c’è nessuno dotato dell’autorità per richiamare all’ordine i pianeti per organizzare un nuovo governo. Il consiglio direttivo di Rator III si dichiara il nuovo Senato Romulano, con Rator III come nuova capitale dell’Impero Stellare Romulano, ma viene presto sfidato dai capi di Achenar Primo e Abraxas V, che accampano simili diritti.
Una persona a cui molti guardano per rimettere assieme le popolazioni romulane è l’Ammiraglio Taris. Ella si concentra sul valutare ciò che resta delle forze militari e dirama un appello a tutte le navi rimanenti, perfino quelle impegnate nell’esplorazione dello spazio profondo, a tornare nello spazio romulano.
Battibecchi interni e questioni politiche ostacolano gli sforzi di soccorso della Federazione nello spazio romulano.
Il Consiglio Federale invia una flotta di navi per fornire cibo e cure ai profughi e per aiutare i sopravvissuti del disastro a trovare nuove case, ma la Flotta Stellare scopre di dover negoziare con ciascuno dei mondi coloniali. Ciò che un pianeta accoglie, un altro lo vede come falsa amicizia, o perfino un atto di guerra. La contesa fra i tre mondi dichiaratisi “capitale” complica ulteriormente la faccenda, poiché ogni assistenza fornita a uno di essi dev’essere data a tutti gli altri per evitare accuse di favoritismo verso una fazione o di tentativi di interferire con gli affari interni dei Romulani.
Molti degli alleati della Federazione acconsentono a mandare navi e risorse per integrare i soccorsi ai Romulani. Perfino i Cardassiani, che si stanno ancora sforzando per ricostruire il loro pianeta natale, sono concordi nell’inviare un contributo simbolico. Ma l’appello della Federazione all’Impero Klingon di unirsi ai convogli di soccorso viene respinto in modo duro.
“I Klingon non offriranno nessun trattato, nessun aiuto e nessuna mano che non stia impugnando una lama” risponde il Cancelliere Martok.
I falchi dell’Alto Consiglio Klingon, guidati dal Consigliere J’mpok, esigono che sia ai Romulani sia alla Federazione venga chiesto un risarcimento per la distruzione della flotta guidata nello spazio romulano da Worf. Alcuni sostengono che, a causa del fatto che Martok ha affidato il comando della flotta al suo amico Worf, un ambasciatore della Federazione, piuttosto che a un generale della Forza di Difesa Klingon, l’intera questione può essere stata un trucco per indebolire l’impero. E perfino se non si fosse trattato di un complotto, rimane il fatto che centinaia di guerrieri sono morti sotto il comando di un ufficiale della Federazione. Nella mente di alcuni Klingon, questo rende la Federazione responsabile per la loro perdita.
Martok respinge le insinuazioni che Worf facesse parte di un “trucco codardo della Federazione” e dichiara una sfida aperta a chiunque osi insultare l’onore di un membro della Casa di Martok. E, malgrado pesanti pressioni dai falchi del Consiglio, alla fine il cancelliere rifiuta le richieste di rappresaglia nei confronti della Federazione.
Sebbene sia stata evitata una crisi diplomatica, si tratta di un’ulteriore tensione per un’alleanza che è già stata messa alla prova dalla ripresa di Khitomer e dal conflitto dei Klingon contro i Gorn. Gli analisti riferiscono che le relazioni fra Klingon e Federazione sono al loro punto più critico da quando i Klingon recedettero temporaneamente dagli Accordi di Khitomer nel 2372.
A occupare il tempo di Martok quest’anno c’è anche un possibile trattato con gli Orioniani. Rendendosi conto che il loro pianeta natale nel sistema Rigel è piagato dall’inquinamento e le sue risorse naturali sono quasi del tutto esaurite, mentre al contempo le misure della Flotta Stellare per stroncare le attività criminali stanno diventando un serio problema per le operazioni del Sindacato, una delegazione di Orioniani capeggiata da Melani D’ian apre delle trattative sia con i Klingon che con i Breen per una possibile assistenza. Melani sventola la promessa del sostegno di Orione assieme a grandi quantità di antichi tesori e conoscenze, ma rifiuta di impegnarsi con qualunque parte finché non avranno definito in dettaglio quello che possono offrire agli Orioniani in cambio.
Da parte sua, Worf rimane su Qo’nos, riprendendosi dalle ferite e occupandosi dei suoi compiti come ambasciatore della Federazione presso l’Impero Klingon. In data stellare 65548.43 è presente alla nascita del suo secondo figlio, K’Dhan.
In data stellare 65776.64, il Network di Informazione Federale rivela una notizia secondo cui l’Accademia Vulcaniana delle Scienze sapeva della minaccia a Romulus ma rifiutò di prendere provvedimenti per assistere i Romulani prima della distruzione del loro pianeta natale.
La notizia desta immediato scalpore. La decisione dei Vulcaniani viene condannata da dozzine di politici e analisti. Diciassette pianeti indipendenti richiamano i loro ambasciatori presso Vulcano per protesta, così come due membri della Federazione, Pacifica e Zaran II. Due giorni più tardi, il Consiglio della Federazione vota l’apertura di un’indagine sul rifiuto dei Vulcaniani di aiutare i Romulani, così come sulle implicazioni delle scoperte dell’Accademia sulla manipolazione della materia rossa.
Il Presidente della Federazione, rivolgendosi al Consiglio Federale, fa un pubblico appello ai mondi membri della Federazione di rimanere calmi e non ostracizzare Vulcano o chiunque sia coinvolto. “In questo momento di conflitti, abbiamo bisogno di rimanere uniti” dice il Presidente Nanietta Bacco. “Assegnare colpe non guarisce i feriti, lenisce i sofferenti o conforta gli afflitti.”