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Vecchio 04-11-2005, 10:59   #1
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Ultima modifica di Mascalzone : 11-09-2006 alle ore 10:07
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Vecchio 13-11-2005, 14:20   #2
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Il Muro

<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top">Era una cosa irreale. La Grande Parete Nordica si innalzava dal terreno, illuminata all'esterno dal sole. Devona ha appoggiato il suo palmo sulla pietra, ritenendola solida, irrimovibile, rassicurante.

Alzando il suo martello sulla sua spalla, la guerriera salì le scale che conducono alle difese della parete. Fino a questa mattina, la struttura voluminosa che ha separato i resti di Ascalon dai Charr che infestano i territori al Nord, avrebbe dovuto essere qualcosa che si riusciva vedere anche da lontano. Ora lei avrebbe dato la sua prima occhiata alla devastazione che c'era dall'altra parte, le rovine e la terra secca per il caldo rovente.

Raggiungendo la parte superiore, la guerriera camminò lungo il bordo e scrutò al di la di esso. Lastre di roccia enormi spuntavano da terra, assomiglianti a giganti pezzi di terracotta frantumata. Gli alberi e l'erba erano neri, bruciati e morti. La saliva dalla base del muro fino ad arrivare ad una piccola collina che andava verso il territorio nemico e che non faceva vedere in lontananza. In cima alla collina, illuminata da un cielo arancio, Devona potè giusto vedere le linee esterne delle rovine di Surmia, una delle prime città cadute durante l'invasione.

Devona guardò questo mondo, rovine di un impero caduto, che ora si aggrappavano disperatamente alla loro ultima speranza di sopravvivere.</td>
<td valign="top"></td>
</tr>
</table>
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Il suono di un uomo che si schiarisce la gola, portò la sua attenzione di nuovo al muro.

"Capitano Calhaan." Devona si mise sull'attenti davanti all'ufficiale.

Calhaan chiese: "Prima volta sul Muro?" "Sissignore."

"Cosa ne pensi?" gesticolando verso il territorio del Charr.

Devona agitò la testa. "Sono intimorita, Signore." Il Capitano annuì . "Ma per l'attesa suppongo"

Devona pensò un momento e infine disse "Non solo." Alludendo alla terra rovinata "Io vorrei solo vedere di più." Il Capitano Calhann camminando avanti e indietro sui suoi talloni e unendo le mani dietro la schiena e sporgendo il petto all'infuori divenne molto formale.

"Bene, recluta" egli disse guardandola dritto negli occhi "otterrete la vostra possibilità." "Signore?" "Raduna un gruppo." Calhaan rispose "partirai entro un ora."</td>
</tr>
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Vecchio 13-11-2005, 14:24   #3
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Il Nord
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top">Devona abbattè il suo grande martello sulla testa di un divoratore. La pelle chitinosa della creatura si incrinò all'impatto ed una delle sue zampe anteriori cedette. Fu un duro colpo, il tipo che avrebbe mandato addirittura un esperto soldato alle sue ginocchia. Ma Devona pensò che il mostro non era umano. Da ciò che lei poteva dire queste bestie non sentivano nemmeno il dolore. A malapena barcollante la creatura combattè di nuovo.

I suoi artigli fischiavano come se tagliassero l'aria e Devona provò ad evitarli. Contorcendosi lateralmente, il guerriero mosse velocemente il maneggevole martello nonstante la sua pesante armatura. Lei fu veloce, ma non lo fu abbastanza. L'attacco del divoratore afferrò la sua spalla alla cucitura della sua armatura. L'artiglio a forma di falce pescò nella carne trascinando fuori il metallo al di sotto della legatura in pelle.La sua estremità a forma di rasoio pungente lo perforò da parte a parte e un lampo di accecante dolore colpì il lato sinistro del corpo del guerriero.</td>
<td valign="top"></td>
</tr>
</table>
Tirandosi indietro e allontanandosi, Devona fece due passi, guadagnando un po' di spazio per riposarsi. Il divoratore agitò gli artigli, il perfido essere spinato possedeva sugli aculei un liquido purpureo putrido con il quale avvelenava le vittime. I piccoli occhi tondi della bestia si mossero su e giù, come se la stessero misurando. Poi il divoratore scattò avanti. Il braccio di Devona stava ancora bruciando a causa della ferita velenosa sulla sua spalla, ed il nuovo attacco della creatura fu così rapido che lei fu scaraventata a terra, cadendo su un cumulo di macerie. Il guerriero buttò la punta del suo martello a terra, usando la robusta asta come una stampella, riprendendosi verticalmente. Ma abbassando la sua arma si mostrò scoperta ad un nuovo attacco del divoratore. Le mandibole del divoratore si chiusero insieme, muovendole furiosamente per azzannare il guerriero sbilanciato. Devona aveva pensato di mantenere il suo punto d'appoggio, ma il divoratore era dritto sopra di lei.
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">La punta rossa brillante di una freccia si conficcò nella pelle della creatura, pungendola attraverso la sua già danneggiata zampa posteriore e bloccandola a terra. La bestia lanciò un urlo altamente intonato e Devona, vedendo che il suo aggressore aveva altro di cui preoccuparsi, colse l'opportunità di allontanarsi per evitare i suoi artigli. Appena si girò, Devona vide Aidan, posatosi sulla cima di un tetto. La lunga chioma nera del ranger era tenuta lontana dalla faccia da una spessa cinghia di pelle ed i suoi scuri occhi marroni videro il suo arco. La sua corda era tesa, una seconda freccia rossa era indirizzata al divoratore mutilato.

Sulla sua sinistra, Devona udì la profonda voce di Mheno, che stava pronunciando le ultime parole di una preghiera a Dwayna. Un cono di luce biancazzurra avviluppò il guerriero. Arcane energie circolarono attraverso le sue vene, e la bruciatura sulla sua spalla cessò improvvisamente. Non potè vedere il monaco, ma sapeva che ci sarebbe stato tempo per ringraziarlo più tardi. Girandosi indietro, Devona vide l'insetto sollevare il suo rovinato arto, tirando la punta della freccia di Aidan attraverso la sua carne con un un urlo malato e liberandosi. Devona avanzò. "Divora questo", lei urlò. Ed il suo martello cadde ancora una volta.</td>
</tr>
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Vecchio 13-11-2005, 14:26   #4
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Cimefredde
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top">Il vento si arrestò e Devona tirò i capelli dolcemente sul suo collo. Il panorama era sbalorditivo, cieli azzurri, un sole di un giallo profondo, le bianche nuvole soffici che creavano un drammatico contrasto col nero bruciato che incombeva su Kyhlo. Anche il terreno era differente. Invece di canions di un inaridito terriccio rosso crepato e di fango secco, qui c’erano montagne rocciose e detriti di neve. Tra lucenti colonne di scintillante ghiaccio blu scendevano giù a dirotto sulle scogliere a picco che incombevano sui rami di pini inariditi.

Ma la più spettacolare di tutte queste visioni erano le profonde vallate attraverso le frastagliate vette. Da dove si trovava, Devona poteva vedere in lontananza finchè tutto al di sotto di lei si perdeva in un candore che nascondeva completamente dove finisse una montagna e ne iniziasse un'altra.</td>
<td valign="top"></td>
</tr>
</table>
Le Cimefredde erano enormi, più grandi di qualsiasi cosa che avesse mai visto. Devona proseguì avanti, attraversando la liscia e stretta sporgenza. Faceva freddo lì ed il suo respiro si condensava denso e vigoroso sulla sua faccia.

Ancora un altro passo e si sarebbe trovata fuori dalla sporgenza e sulla roccia che affiorava sopra la fortezza dei nani. Aidan si era gia chinato vicino al margine guardando al di sotto della rupe. Al suo fianco c’era Cynn, l’elementalista che aveva viaggiato con loro da quando avevano raggiunto le montagne. Cynn era alta e magra con una chioma bionda ed un'indole da prima donna.

A Devona non era piaciuta all’inizio, colei che usava la magia sembrava fragile ed inutile in battaglia. Ma dopo il loro primo incontro con un grifone, Devona cambiò per sempre l'opinione che aveva di Cynn. Appena la guerriera si avvicinò udì i suoi compagni bisbigliare.

“Pensavo avessimo un’ alleanza con i nani”, disse Cynn. Aidan, disse di sì col capo, non distogliendo i suoi occhi dalla fortezza pesantemente rinforzata al di sotto e poi sussurrò “L’avevamo con re Jarvis Martellodacciaio. Ma questi nani non mostrano più fedeltà al loro re”

“Guerra civile?”
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top"> Il ranger alzò le spalle. “Non lo so, ma penso sia sicuro che non siamo visitatori desiderati”. Come se fosse il momento giusto, l’enorme portone di legno a guardia dell’entrata anteriore del campo si aprì ed un’incredibile massa di creature uscì fuori. Erano enormi, con folti capelli e ricoperti sulla testa e sulle braccia con armature di metallo finemente lavorate. Cynn fece un passo indietro dalla sporgenza, tenendo stretta la sua staffa. “Cos…. Cosa sono quelle cose?”

“Sono nani” rispose Aidann stizzito. Tornando indietro, prese una freccia dalla sua faretra, e la scoccò con un singolo fluido movimento “Nani che cavalcano giganti”

Cynn si alzò in piedi e sollevò le sue mani sulla sua testa, iniziando a pronunciare le parole di un incantesimo. Devona tirò fuori uno scudo dalla sua schiena e prese una spada forcata dalla cavità della sua cintura. Il Muro, i divoratori, le enormi armate dei charr, gli eventi del passato di alcuni giorni fa erano solo un ricordo nella mente della guerriera. Ora, pensò, non aveva tempo di ricordare. C’erano nani contro i quali combattere.</td>
</tr>
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Vecchio 13-11-2005, 14:28   #5
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I Nani
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top">Il respiro di Devona aumentò in una colonna di vapore sopra la sua testa. "Sei sicuro ? Questi nani non sembrano troppo amichevoli."

Aidan guardò oltre la sua spalla i loro inseguitori, poi tornò alla curva, al ponte metallico prima di loro. "No," lui disse alla fine, "ma che scelta abbiamo?"

"Possiamo farcela ad arrivare al fondo della valle." Cynn indicò il sentiero alla destra. "Dobbiamo per forza evitare questi abitanti delle nevi."
</td>
<td valign="top"></td>
</tr>
</table>
Aidan scosse la testa. "Ci sono pochi posti a Cimefredde dove possiamo scappare. Inoltre, i nani Deldrimor odiano la Cima di Pietra. Loro possono aiutarci." Il ranger singhiozzando. "Almeno credo."

Le abitazioni dei nani davanti a loro erano molto differenti dall'ultima volta. Invece di lastre di pietra avvolte insieme da catene di ferro pesanti, gli edifici sono fatti di tetti metallici e intricate porte di legno intagliate. C'erano case per famiglie, niente caserme per soldati.

Colpi di frecce si abbatterono sul terreno intorno ai fuggitivi, e Cynn fischiò attraverso i suoi stretti denti.

L'elementalista si fermo' girandosi intorno con la faccia sui nani arceri. Una ferita gocciolava sangue sulla sua spalla dove la freccia l'aveva colpita.

"Non mi importa se i nani di queste montagne sono nostri alleati, disse, i suoi occhi diventarono scuri ed il gioiello sulla sua staffa diventò arancione infuocato, "Mi stanno rincorrendo."
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Mettendo entrambe le mani di fronte alla suo petto, l'elementalista pronunciò diverse e potenti parole. Il suo corpo venne circondato da un nembo di rune rosse ardenti, ed i suoi piedi si sollevarono dal terreno. Sospesa nell'aria da un magico flusso energetico, la voce di Cynn aumentò ed aumentò ancora, crescente d'intensità fino a che Devona non pensò che il suono avrebbe portato i ghiacciai giu dalla cima della montagna.

Poi improvvisamente com'era iniziata, la cacofonia cessò, e sui monti Cimefredde calo' il silenzio. Il cielo si scosse in eruzioni arancioni, rosse e gialle. Enormi meteore di fuoco e fiamme caddero dal cielo, colpendi i Cima di Pietra che li stavano inseguendo. La neve venne spruzzata in aria, oscurando momentaneamente a Devona la vista degli inseguitori. I nani urlarono quando la pioggia fiammeggiante bruciò le loro pellicce pesanti, inaridendo la loro pelle. E il fischio del fuoco che incontra la neve riecheggiò nella valle.

Il labbro di Cynn si arricciò in un sorriso. "Prendi questo."

Devona si girò intorno, estraendo la sua spada al suono degli zoccoli che provenivano da sopra il ponte di ferro. Una coppia pesantemente armata di yak addomesticati arrivano dalla destra degli umani.</td>
</tr>
</table>
Dietro di loro, collegati ai finimenti da quattro catene spesse quello che potrebbe essere descritto solo come una nave da neve. Il vascello con uno spesso albero maestro di legno e tre vele, non era differente dalle navi che Devona vide a Tarnished Coast. Ma dove i vascelli avevano un profondo scafo a forma di V questo era piatto per viaggiare sulla neve e sul ghiaccio.

"Bene Aidan" disse Devona, retrocedendo per stare dietro con il ranger, " Io spero tu abbia ragione circa il clan Deldrimor." Strinse le cinghie che tenevano lo scudo al suo avambraccio. "Perchè questo non assomiglia a un comitato di benvenuto."
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Vecchio 13-11-2005, 14:31   #6
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La Foresta
<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top">Devona tese la sua mano lungo il fogliame lussureggiante. Questo posto era incredibile. Prima vide alberi e piante, anche paludi e fiori, ma non era preparata a questo. Il mondo intero sembrava coperto di verde. Felci, erba, e erbacce, che non sarebbero dovute andare più su dell'anca del più alto guerriero, andavano oltre la sua testa. Ovunque si girava, la sua vista era oscurata da fronde di palme e da vigneti.

Dall'alto rami enormi scendevano giu per le rocciose pendici.Devona si levò in piedi nella valle tra due muri di roccia in un punto dove l'acqua si era riunita in stagni poco profondi.. Sopra la cima, il paesaggio era asciutto e sterile, ma di sotto, il mondo era come impazzito. I cespugli avevano le dimensioni di yak adulti. Gli alberi di bamboo erano cresciuti di oltre tre volte la loro altezza naturale.

Era buio sul fondo degli abissi. La giungla si allungava per raggiungere il sole, spinta più su e più su come la lotta delle diverse piante per la sopravvivenza data della luce da cui prendevano la vita. Solo delle singole frecce di luce si facevano strada fin sul pavimento della giungla. Accesero il muschio di cui era ricoperto sul terreno creando strane ombre allungate che facevano in modo che questo posto sembrasse fresco e pacifico ma stranamente sinistro allo stesso tempo.</td>
<td valign="top"></td>
</tr>
</table>
Devona si senti piccola in questo posto. Il mondo avrebbe potuto chiudersi su di leri come le dita di un titano, e non ci sarebbe stato niente da fare. Era circondata dalla sua clemenza e per questo spaventata.

Anche Aidan e Cynn sembravano snervati.

"Dico di bruciare quel posto laggiù," disse Cynn volteggiando il suo bastone nervosamente tra le sue dita lunghe, e sottili.

Aidan si girò per guardare l'elementalista. "No, Cynn, noi non faremmo una cosa del genere." Raggiungendolo per esaminare una innaturale foglia. "Una antica cultura vive qui" "Se questo e' vero," interruppe l'elementalista, "Loro dove sono adesso?"

Aidan scosse la testa. "Non saprei. Ma ci sono potenti incantesimi all'opera qui." Guardando ancora Cynn. "Cose che nemmeno qualcuno potente come te può superare da sola." Cynn si mise a ridere. "Questo e' quello che pensi."

<table width="100%" border="0">
<tr>
<td valign="top"></td>
<td valign="top">Il vento fischiò nelle profonde valli, strusciò i vigneti e le foglie. Ogni tanto il morbido cinguettare degli uccelli o l'ululare di un lupo potrebbe essere sentito sopra il brusio costante, ma prevalentemente, la giungla non era niente di più di un accozzaglia di suoni e rumori.

Gli occhi di Cynn si allargarono, e lei retrocesse via da un groviglio di enormi piante frondose viola e verdi, trattenendo le mani fuori dai suoi fianchi come se si stesse preparando per lanciare un incantesimo. "Cos'era?"

"Non ho sentito nulla," rispose Devona. Ridendo di soppiatto. "a meno che non ti stia riferendo all'incessante fruscio che abbiamo ascoltato un ora fa."

Aidan improvvisamente si inginocchiò, tirando una freccia dalla sua faretra. "Shh," lui disse, "Siamo inseguiti."</td>
</tr>
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