![]() | Una riflessione a seguito del preoccupante un trend di tanti nuovi titoli. |
In tutto questo, i consumatori ci hanno guadagnato? Sembra che, essendo il videogioco un bene velleitario, legato solo ad un passatempo, sia di secondaria importanza il grado di soddisfazione del cliente. Volete degli esempi? Star Wars: The Old Republic, Guild Wars 2, Diablo III. Tutti giochi con budget stellari, team di sviluppo titanici, finanziatori di prima classe e soprattutto introiti incassati preventivamente, mediante pre-purchase. Introiti concreti al quale però le softco non sanno rispondere con impegni concreti soprattutto in fase di dimensionamento e accesso alle strutture server.
I problemi dei server di SWTOR (passati e presenti) sono ben noti. Le difficoltà, durate ore, di login della beta (a pagamento!) di GW2 altrettanto. Adesso ho avuto occasione di sperimentare anche i problemi di DIII, un gioco offline che, per motivi di protezione della pirateria, richiede connessione continua a server di autenticazione: salvo poi averli clamorosamente sottodimensionati, facendo si che i clienti si ritrovino tagliati fuori da un servizio per cui hanno pagato salatamente. E questi sono solo alcuni esempi, magari eclatanti, ma neanche rari.
Quello che chiedo è: dov'è il rispetto per il consumatore? Dov'è la preoccupazione per la propria reputazione online? Da quando il cliente si è abituato a disservizi continui? Da quando il fornitore di un servizio non si preoccupa più dei numeri effettivi dei quali deve tenere conto, tipo le pre-purchase effettuare? Si è ormai diffusa la mentalità per cui, pur avendo pagato, il cliente può essere tenuto buono con un post su un forum ed un prodotto inaccessibile, quando anche neppure completo?





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