The Minimalist: Luoghi Veri
  • The Minimalist: Luoghi Veri

    Abbiamo appreso da poco che Age of Wulin, il nuovo MMO di gPotato, avrà come location, posti reali. Vere città, vere regioni storiche, veri punti di riferimento. E questo, per un'ambientazione tipica dell'epoca non è affato consueto.
    Molto più facile, anche per ragioni a monte della programmazione, inventarsi luoghi fittizi con nomi fittizi. Di certo se ci presentassero un bel MMORPG che ci offrisse un Italia reale con situazioni e zone a noi note, che fosse attuale o storica, il convolgimento sarebbe maggiore. Ed allora vi chiedo, preferite trovare posti veri in un MMO, ove possibile, oppure inventati?

      



         
    Commenti 21 Commenti
    1. L'avatar di undomable
      ma anche no vedere un f2p con posti bellissimi e storici con una grafica di merda no!
    1. L'avatar di AWACS
      Speriamo che non facciano una mappa come quella di Atlantica Online dove esistono posti veri ma in luoghi da facepalm.. mi chiedo se alla Nexon conoscano o no la geografia.
    1. L'avatar di Mr_White
      Personalmente, mi piacciono molto le ambientazioni realistiche quando sono presentate in maniera verosimile...
      Tipo le città italiane di Assassin Creed o la "simil-miami" di GTA Vice City.
    1. L'avatar di MaXet
      Ancora aspetto un MMO ambientato nella roma imperiale ma fatto come si deve, nn quella patacca di heroes..
      Rifare la mappa di Roma con i suoi meravigliosi templi e palazzi e girarci dentro non avrebbe prezzo.
      Addirittura si potrebbe anche ambientare nella roma repubblicana con mappe + piccole riguardanti solo l'italia, con le varie popolazioni nemiche limitrofe come sanniti, etruschi, etc.
      Insomma unire per una volta la storia con il divertimento, cosa che non accostano mai purtroppo, il fantasy ha un pò saturato il mercato per quanto mi piaccia molto come ambientazione è ora che si faccia qualcosa di realmente storico.
    1. L'avatar di Maico
      ho sempre pensato a che meraviglia sarebbe un MMO con le location italiane di Assassin Creed..
    1. L'avatar di Rick_supercafon
      Come dice Di Caprio in Inception: "mai ricostruire posti reali, o finirai col non riuscire a distinguire sogno e realta'"
    1. L'avatar di Trafalgar
      E' una domanda che mi sono fatto pure io riguardo The Secret World, se vuoi prendere a modello il mondo reale e non hai alcun problema a inserire nomi di città come Seoul, Londra e New York perchè te ne fai quando devi indicare altre locazioni ?
      Prendiamo ad esempio Scorched Desert (news di qualche tempo fa), quanto non sarebbe stato più corretto e se vogliamo etico metterci il nome di una vera oasi egizia ?
      Se ne avvantaggerebbe tantissimo la coerenza d'insieme, non penso che i berberi o altre popolazioni residenti farebbero mai causa per questo, hanno ben altri problemi di cui preoccuparsi e magari servirebbe anche nelle ricerche online che il gioco propone a prendere coscienza di realtà che mai ci sogneremo di cercare per conto nostro.

      In un'ambientazione reale i nomi reali sono una grande opportunità, pensateci
    1. L'avatar di badula
      duuuunque

      per quanto riguarda i monumenti non ispirerebbe che fossero reali A MENO CHE non sia il gioco stesso impostato sul realismo!

      per capirci su tsw vedermi la tour eiffel ci sta benissimo... in generale però il fantastico non mi dispiace!

      Ah una cosa che mi piacerebbe davvero vedere realizzata realisticamente sarebbe una foresta/giungla e non semplicemente 4 alberi e 3 cespugli! (c'era un giochino sulla caccia ai daini che ricordo aveva fatto un lavoro EGREGIO nel simulare il sottobosco)
    1. L'avatar di -Cloudstrife-
      Citazione Originalmente inviato da badula Visualizza messaggio
      duuuunque

      per quanto riguarda i monumenti non ispirerebbe che fossero reali A MENO CHE non sia il gioco stesso impostato sul realismo!

      per capirci su tsw vedermi la tour eiffel ci sta benissimo... in generale però il fantastico non mi dispiace!

      Ah una cosa che mi piacerebbe davvero vedere realizzata realisticamente sarebbe una foresta/giungla e non semplicemente 4 alberi e 3 cespugli! (c'era un giochino sulla caccia ai daini che ricordo aveva fatto un lavoro EGREGIO nel simulare il sottobosco)
      esatto, se entri dentro una cazzo di foresta devi rischiare di perderti se non hai bussola/mappa
    1. L'avatar di Mr_White
      Citazione Originalmente inviato da Trafalgar Visualizza messaggio
      In un'ambientazione reale i nomi reali sono una grande opportunità, pensateci
      Ma, come ho detto in un altro 3d, anche un grandissimo rischio. Non so se te ne sei accorto, ma la caratterizzazione dei personaggi e fazioni in TSW è volutamente fumosa; nell'intro dei templari, ad esempio, viene esplicitamente detto che non sono propriamente quei Templari (quelli storici, che furono sterminati da Filippo il Bello), ma che vi si "ispirano".

      Perchè? Perchè tutti questi giochi sono distribuiti a livello mondiale, per cui devono giocoforza tener conto di un mercato globale; ergo, non possono rischiare di offendere nessuno. Potrebbero mai ambientare quel generico Scorched Desert in Egitto, Siria, Kuwait o Iraq? Cosa ne penserebbero i potenziali giocatori egiziani, siriani, iracheni vedendo dipinte le loro nazioni come luoghi in cui ha sede il male, in cui si crocifiggono persone sacrificandoli ai Grandi Antichi (o chi per loro)? Mentre magari New York o Londra sono luoghi sicuri, in cui si trovano i potenti che decidono le sorti di questo ed altri mondi... Nah, troppo rischioso e troppo poco politically correct.

      Difficilmente troverai, in un gioco con ambientazione reale, riferimenti concreti a politica, religione, etnia. Quando accade:

      - incorri in possibili incidenti e danno alla reputazione (vedi Call of Duty);
      - sposti tutto il contesto avanti negli anni, o misto a nomi fittizi (vedi i giochi di Clancy)
      - metti disclaimer a destra e manca (vedi Assassin Creed).

      Alla fine, oltre che una scelta di design, è una scelta di marketing.
    1. L'avatar di mirk91
      Citazione Originalmente inviato da Mr_White Visualizza messaggio
      Ma, come ho detto in un altro 3d, anche un grandissimo rischio. Non so se te ne sei accorto, ma la caratterizzazione dei personaggi e fazioni in TSW è volutamente fumosa; nell'intro dei templari, ad esempio, viene esplicitamente detto che non sono propriamente quei Templari (quelli storici, che furono sterminati da Filippo il Bello), ma che vi si "ispirano".

      Perchè? Perchè tutti questi giochi sono distribuiti a livello mondiale, per cui devono giocoforza tener conto di un mercato globale; ergo, non possono rischiare di offendere nessuno. Potrebbero mai ambientare quel generico Scorched Desert in Egitto, Siria, Kuwait o Iraq? Cosa ne penserebbero i potenziali giocatori egiziani, siriani, iracheni vedendo dipinte le loro nazioni come luoghi in cui ha sede il male, in cui si crocifiggono persone sacrificandoli ai Grandi Antichi (o chi per loro)? Mentre magari New York o Londra sono luoghi sicuri, in cui si trovano i potenti che decidono le sorti di questo ed altri mondi... Nah, troppo rischioso e troppo poco politically correct.

      Difficilmente troverai, in un gioco con ambientazione reale, riferimenti concreti a politica, religione, etnia. Quando accade:

      - incorri in possibili incidenti e danno alla reputazione (vedi Call of Duty);
      - sposti tutto il contesto avanti negli anni, o misto a nomi fittizi (vedi i giochi di Clancy)
      - metti disclaimer a destra e manca (vedi Assassin Creed).
      Alla fine, oltre che una scelta di design, è una scelta di marketing.
      tutto vero, ma c'è da dire che il problema non si presenterebbe in un contesto storico, quindi io sono dell'idea che ad esempio un bel mmorpg ambientato nell'età romana o nell'europa medievale o in qualche altro contesto storico non sarebbe ne brutto ne problemarico
    1. L'avatar di Dragon-rpg
      a me piacciono i giochi fantasy quindi il mondo e e tuttol il resto inventato mi sta piu che bene
    1. L'avatar di feudis
      Il mio sogno è il mmorpg di quel grandissimo gioco di ruolo cartaceo italiano che è stato Lex Arcana.
    1. L'avatar di Mulcarn
      Chi ha provato la saga di Assassin's Creed credo possa essere concorde con me sul fatto che il free roaming storico (soprattutto se ambientato in splendenti epoche del passato come il Rinascimento italiano ecc. ecc.) sia una delle più interessanti trovate di tutti i tempi. Però occorre una cura simile usata a quella di questa saga e una grafica decente e realistica.

      Sono invece contrario all'utilizzo di luoghi reali o persino fantasy provenienti da libri o film quando si intende produrre un mmo diviso in fazioni dedite al RvR. In quell'unico caso penso che l'unica soluzione decente sia immaginare una mappa geografica del mondo completamente disegnata da zero, appositamante progettata per equilibrare le fazioni tra loro.
    1. L'avatar di Trafalgar
      Citazione Originalmente inviato da Mr_White Visualizza messaggio
      Ma, come ho detto in un altro 3d, anche un grandissimo rischio. Non so se te ne sei accorto, ma la caratterizzazione dei personaggi e fazioni in TSW è volutamente fumosa; nell'intro dei templari, ad esempio, viene esplicitamente detto che non sono propriamente quei Templari (quelli storici, che furono sterminati da Filippo il Bello), ma che vi si "ispirano".

      Perchè? Perchè tutti questi giochi sono distribuiti a livello mondiale, per cui devono giocoforza tener conto di un mercato globale; ergo, non possono rischiare di offendere nessuno. Potrebbero mai ambientare quel generico Scorched Desert in Egitto, Siria, Kuwait o Iraq? Cosa ne penserebbero i potenziali giocatori egiziani, siriani, iracheni vedendo dipinte le loro nazioni come luoghi in cui ha sede il male, in cui si crocifiggono persone sacrificandoli ai Grandi Antichi (o chi per loro)? Mentre magari New York o Londra sono luoghi sicuri, in cui si trovano i potenti che decidono le sorti di questo ed altri mondi... Nah, troppo rischioso e troppo poco politically correct.

      Difficilmente troverai, in un gioco con ambientazione reale, riferimenti concreti a politica, religione, etnia. Quando accade:

      - incorri in possibili incidenti e danno alla reputazione (vedi Call of Duty);
      - sposti tutto il contesto avanti negli anni, o misto a nomi fittizi (vedi i giochi di Clancy)
      - metti disclaimer a destra e manca (vedi Assassin Creed).

      Alla fine, oltre che una scelta di design, è una scelta di marketing.
      Secondo me invece è un falso problema, quanti film sulla mummia hanno fatto distorcendo in modo orribile miti e cultura egiziana ? Quante volte in Indiana Jones vengono parodiate le culture dove si svolge la storia ?
      Non puoi fare un gioco sulla germania nazista senza citare i tedeschi ma ciò non vuol dire che siano tutti antisemiti e fanatici a nord delle alpi.
      La verità è che il politically correct è la scusante principale allla mancanza di coraggio degli autori che non sanno nè vogliono prendersi delle responsabilità sulle loro opere, si pensa che appiattire tutto allo stesso livello sia un incentivo alle vendite, domandiamoci invece cosa dovrebbero pensare i coreani le cui donne vengono viste sempre sessualmente focose e idealmente bisex visto che nel gioco la tipa che ti porta nell'organizzazione allude in maniera provocante a prescindere che il pg sia maschio o femmina, non è fonte di offesa questo ?
      E lo sappiamo tutti che aver incluso una fazione coreana è soprattutto marketing per arrivare al loro mercato, quindi si allo stereotipo per un mercato di riferimento ma no al nome reale per una località araba/africana per un potenziale (e improbabile) mercato ?

      Ci facciamo una marea di problemi su cavolate come un nome quando non abbiamo alcuna remora nello stereotipare e enfatizzare atteggiamenti che invece non sono di certo la norma e potenzialmente molto offensivi, o magari possiamo permetterci di infierire su alcuni popoli semplicemente perchè questi non bruciano bandiere in piazza e non sono tendenti al fanatismo ? A me sa molto di ipocrisia tutto questo, a prescindere dal fatto che abbia preso come esempio TSW.
    1. L'avatar di MaXet
      Citazione Originalmente inviato da Mr_White Visualizza messaggio
      Ma, come ho detto in un altro 3d, anche un grandissimo rischio. Non so se te ne sei accorto, ma la caratterizzazione dei personaggi e fazioni in TSW è volutamente fumosa; nell'intro dei templari, ad esempio, viene esplicitamente detto che non sono propriamente quei Templari (quelli storici, che furono sterminati da Filippo il Bello), ma che vi si "ispirano".

      Perchè? Perchè tutti questi giochi sono distribuiti a livello mondiale, per cui devono giocoforza tener conto di un mercato globale; ergo, non possono rischiare di offendere nessuno. Potrebbero mai ambientare quel generico Scorched Desert in Egitto, Siria, Kuwait o Iraq? Cosa ne penserebbero i potenziali giocatori egiziani, siriani, iracheni vedendo dipinte le loro nazioni come luoghi in cui ha sede il male, in cui si crocifiggono persone sacrificandoli ai Grandi Antichi (o chi per loro)? Mentre magari New York o Londra sono luoghi sicuri, in cui si trovano i potenti che decidono le sorti di questo ed altri mondi... Nah, troppo rischioso e troppo poco politically correct.

      Difficilmente troverai, in un gioco con ambientazione reale, riferimenti concreti a politica, religione, etnia. Quando accade:

      - incorri in possibili incidenti e danno alla reputazione (vedi Call of Duty);
      - sposti tutto il contesto avanti negli anni, o misto a nomi fittizi (vedi i giochi di Clancy)
      - metti disclaimer a destra e manca (vedi Assassin Creed).

      Alla fine, oltre che una scelta di design, è una scelta di marketing.
      Non sono per niente d'accordo, il pregiudizio nasce solo se si pone il mondo in modo pregiudiziale.
      Per esempio "300" sottolineò l'eroismo degli spartani e la perversione e spietatezza dei persiani ma tutto ciò perchè il regista lo realizzò premendo su quei canoni, intendo dire che qualsiasi staff può realizzare un MMO anche RvR stando fuori dalle parti ricreando per filo e per segno ciò che erano quei popoli e mettendoli poi in lotta tra loro equiparando naturalmente le capacità combattive dei popoli in guerra diversificandone cmq le abilità/capacità.

      Non conta l'epoca ma come viene posto lo scenario, cioè senza essere partigiani.
    1. L'avatar di Mr_White
      Citazione Originalmente inviato da Trafalgar Visualizza messaggio
      La verità è che il politically correct è la scusante principale allla mancanza di coraggio degli autori che non sanno nè vogliono prendersi delle responsabilità sulle loro opere, si pensa che appiattire tutto allo stesso livello sia un incentivo alle vendite
      Responsabilità sulle loro opere? Siete davvero convinti che i game designer vogliano dare un qualsiasi messaggio di cui si dovrebbero sentire responsabili? Io personalmente non ne sono affatto convinto; ciò che guida la scelta dei contenuti è prima di tutto la vendibilità - che soprattutto nei paesi anglosassoni va spesso a braccetto con il (seppur odiato) politically correct.

      I videogames sono media prima di tutto commerciali e solo dopo, mooooolto dopo, artistici. Al loro stato attuale di maturità, anche i film più commerciali hanno - mediamente - più "messaggio" dei videogiochi.

      Che sia un falso problema è comunque possibile: ma lo si saprà per certo solo quando qualcuno vorrà osare con un prodotto che rompa questa tradizione. A quando un Tarantino, un Oliver Stone o un Seth McFarlane tra i game designers?
    1. L'avatar di Trafalgar
      Citazione Originalmente inviato da Mr_White Visualizza messaggio
      Responsabilità sulle loro opere? Siete davvero convinti che i game designer vogliano dare un qualsiasi messaggio di cui si dovrebbero sentire responsabili? Io personalmente non ne sono affatto convinto; ciò che guida la scelta dei contenuti è prima di tutto la vendibilità - che soprattutto nei paesi anglosassoni va spesso a braccetto con il (seppur odiato) politically correct.

      I videogames sono media prima di tutto commerciali e solo dopo, mooooolto dopo, artistici. Al loro stato attuale di maturità, anche i film più commerciali hanno - mediamente - più "messaggio" dei videogiochi.

      Che sia un falso problema è comunque possibile: ma lo si saprà per certo solo quando qualcuno vorrà osare con un prodotto che rompa questa tradizione. A quando un Tarantino, un Oliver Stone o un Seth McFarlane tra i game designers?
      In un momento dell'industria in cui molti designer pensano di essere dei fenomenali scrittori/registi chi si cimenta con opere complesse e ambiziose non può fare a meno di assumersi delle responsabilità sul suo operato, anche se spesso falliscono miseramente perchè alla fine sono pur sempre dei game designer e non degli scrittori ma giochi come i vari Deus Ex, Half Life o Bioshock hanno chiari moventi critici e politici.
      Sempre usando ad esempio TSW non si può dire che quel gioco non si porti dietro una grande responsabilità sui suoi contenuti, specie in un momento in cui illuminati, massoni, etc.. escono dal mito per essere accusati da più parti di essere la causa dei problemi economici, senza contare il fatto di aver preso "in prestito" una quantità enorme di miti e leggende per delineare il mondo di gioco (ed è cultura anche questa).

      Certo molte cose sono inevitabilmente superficiali e kitsch ma un game designer che lavora con certi elementi ha comunque una responsabilità nel divulgare certe informazioni, non vedo che ci sia da stupirsi se si chiede ai game designer di essere responsabili su quello che fanno, se diamo sempre a loro la colpa di un pessimo game design non vedo perchè non dovrebbero essere responsabili anche di tutto il resto del gioco.

      Quando avremo gente del calibro di Stone e Tarantino ? Beh.. forse quando si smetterà di pensare ai videogame come a prodotti per bambini, e qualcosa si sta muovendo anche se ancora troppo poco.
    1. L'avatar di Mr_White
      Citazione Originalmente inviato da Trafalgar Visualizza messaggio
      Quando avremo gente del calibro di Stone e Tarantino ? Beh.. forse quando si smetterà di pensare ai videogame come a prodotti per bambini, e qualcosa si sta muovendo anche se ancora troppo poco.
      Ricordo quando Matteo Bittanti, grande filosofo nostrano dei videogiochi e del game design, parlava di evoluzione del messaggio dei videogame, della trasformazione da opera commerciale a opera artistica.

      Era su "K" e sono passati ormai più di quindici anni - e non siamo andati molto più in là; e questo nonostante l'innegabile maturazione dell'età media dei giocatori (molti di quelli che giocavano 15 anni fa giocano ancora).

      Ma chi lo sa: in fondo è un settore incredibilmente giovane, paragonato al cinema, alla musica o alla letteratura. Speriamo di riuscire a vederla, questa rivoluzione.

    1. L'avatar di Trafalgar
      Citazione Originalmente inviato da Mr_White Visualizza messaggio
      Ricordo quando Matteo Bittanti, grande filosofo nostrano dei videogiochi e del game design, parlava di evoluzione del messaggio dei videogame, della trasformazione da opera commerciale a opera artistica.

      Era su "K" e sono passati ormai più di quindici anni - e non siamo andati molto più in là; e questo nonostante l'innegabile maturazione dell'età media dei giocatori (molti di quelli che giocavano 15 anni fa giocano ancora).

      Ma chi lo sa: in fondo è un settore incredibilmente giovane, paragonato al cinema, alla musica o alla letteratura. Speriamo di riuscire a vederla, questa rivoluzione.

      Si ricordo pure io Bittanti, dobbiamo però considerare che la vera diffusione di massa dei videogame l'abbiamo avuta con la prima Playstation per cui bisogna dare tempo a quella generazione di crescere ed ai retrogradi moralisti di crepare ().
      Chi oggi ha 30-40-50 anni è vero che ha giocato a suo tempo ma sono/siamo troppo pochi per determinare un cambiamento culturale nel modo di intendere i videogame.

      Nel frattempo però c'è il rischio che i videogame si avvitino su se stessi facendo la fine dei fumetti che dopo decenni ancora non godono di alcun riconoscimento artistico presso il grande pubblico nonostante vi si siano cimentati autori di tutto rispetto.