A Firor di Pelle
di Paolo Davide Lumia
pubblicato il 18-07-2012 11:51
 | Non un typo, ma una considerazione sulle parole di Matt Firor, Executive Producer di Elder Scrolls Online. |
Costui è sin dall'annuncio del gioco, avvenuto nello scorso maggio, che va professando che il titolo è stato concepito per attirare una più larga varietà di giocatori rispetto
Skyrim e ai suoi predecessori, concetto recentemente ribadito in un'
intervista rilasciata a gameindustry.biz. Quel che mi chiedo è cosa voglia dire rivolgersi a un'audience più ampia di quella di un gioco che ha venduto qualcosa come dieci milioni di copie. È stato detto che il gioco sarà fatto per girare su una larga varietà di macchine, e questo certamente vuol dire non cercare il fotorealismo. Ma,
come ho già detto, lo stile grafico è l'ultimo dei problemi di questo prodotto. Del resto in
Zenimax ci stanno lavorano qualcosa come 250 persone.
Il punto, quello che tutti si chiedono è quanto "tradizionale" sarà questo MMORPG, comparto tecnico a parte. L'esercito dei fan di Skyrim sanno di non doversi aspettare un sequel online. Quelli di
Dark Age of Camelot hanno ragione di sperare che Firor voglia dare un successore alla sua prima, apprezzatissima, creazione? Per il momento sembrerebbe di sì.
Basta che non ne venga fuori un qualcosa che cerchi dichiaratamente di accaparrarsi l'utenza di
World of Warcraft. Si spera che
Star Wars: The Old Republic abbia messo la parola fine a tali velleità.
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