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Vecchio postatore
mi è appena venuta in mente mentre leggevo
gli atei sono come il nulla, non esistono
tutti credono in qualcosa, quindi se volete fare i pignoli e dire che è ateo chi non crede in nulla allora gli atei non esistono, sono come il nulla
tolta la denominazione ateo rimane solo una persona con le sue convinzioni
quindi se si vogliono fare paragoni tra atei e non-atei, è ovvio che gli atei non sono mai imputati di nulla perchè non esistono (sono un insieme vuoto), mentre invece il paragone andrebbe fatto tra chi segue un'opinione comune/condivisa e chi fa di testa propria
edit. so benissimo che potrei aver appena detto una immensa vaccata, ma volevo scriverla prima che me la dimenticassi :P
Ultima modifica di zeando : 13-04-2011 alle ore 15:22
"prendermi sul serio è la cosa meno seria che puoi pensare di fare"
blog: le 3 crisi
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 Originalmente inviato da Beorn
Tutti devono morire, ma non tutti affrontano i problemi elencati da harkan per cui questo discorso del presente e del futuro mi sembra un po da sega mentale eh.
Tutti devono morire, ok. Ma è possibile che nessuno abbia e debba mai affrontare la morte. Se non si riesce neanche a stabilire se ci sia qualcosa dopo, a che serve tormentarsi in vita con domande le cui risposte (sempre che si ottengano) rischiano di essere inutili.
Magari potremmo concentrarci prima su problemi che almeno sappiamo per certo che esistono
 Originalmente inviato da zeando
tutti credono in qualcosa, quindi se volete fare i pignoli e dire che è ateo chi non crede in nulla allora gli atei non esistono, sono come il nulla
A parte che non mi torna il sillogismo...
Comunque gli atei non credono in Dio, non in nulla.
Ultima modifica di Llednard : 13-04-2011 alle ore 15:14
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Vecchio postatore
era riferito ai primi post dove galaphile si chiedeva perchè esisteva qualcosa invece del nulla
e beorn gli ha risposto che il nulla non esiste
Comunque gli atei non credono in Dio, non in nulla.
definiscimi dio, dato che prima hai detto che per i marxisti lo stato era dio
e che quindi anche i marxisti non erano atei
Ultima modifica di zeando : 13-04-2011 alle ore 15:23
"prendermi sul serio è la cosa meno seria che puoi pensare di fare"
blog: le 3 crisi
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 Originalmente inviato da zeando
definiscimi dio, dato che prima hai detto che per i marxisti lo stato era dio
Esistono migliaia di definizioni di Dio, sia con la d minuscola che maiuscola, come posso sceglierne una? In base a quale criterio dovrei farlo?
Al massimo posso dire se credo o non credo in quella specifica definizione.
Ultima modifica di Llednard : 13-04-2011 alle ore 15:30
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 Originalmente inviato da Llednard
Tutti devono morire, ok. Ma è possibile che nessuno abbia e debba mai affrontare la morte. Se non si riesce neanche a stabilire se ci sia qualcosa dopo, a che serve tormentarsi in vita con domande le cui risposte (sempre che si ottengano) rischiano di essere inutili.
Magari potremmo concentrarci prima su problemi che almeno sappiamo per certo che esistono
L'unica cosa che esiste per certo è la morte, nessuno è mai sfuggito a ciò. Questo la rende decisamente un problema reale e pratico. Se mi vuoi dire che la tua vita non è condizionata dal fatto che sai un giorno di dover morire e che le persone accanto a te lo faranno può significare solo due cose o sei un bambino o sei incosciente.
Perchè non ti butti da un ponte per vedere cosa si prova? Se non ti preoccupi della morte, e consideri che è solo una possibilità come mai non lo fai?
I problemi meno reali sono quelli di harkan che parlano di cose ipotetiche che non capitano a tutti, mentre la morte è cosi intrisa nella nostra vita, nella nostra società, nel nostro modo di vivere che si nega pure che sia una problematica reale come stai facendo tu.
Anzi se poi vogliamo dirla tutti i problemi elencati da harkan derivano tutti dalla stessa matrice, ovvero il non sapere cosa ci sia dopo la morte. Malattie incurabili, aborto, eutanasia sono tutti legati allo stesso problema "cosa c'è dopo la morte". Se l'uomo invece di farsi mille seghe etiche e morali iniziasse a risolvere un problema più reale e pratico magari altri sottoproblemi sarebbero automaticamente risolti, ma no la riposta media dell'uomo è quella tua "non è un problema reale, non è risolvibile, non esiste". Insomma un'altra volta che palle che siete....ma allargate un po gli orizzonti no?
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 Originalmente inviato da Beorn
Perchè non ti butti da un ponte per vedere cosa si prova? Se non ti preoccupi della morte, e consideri che è solo una possibilità come mai non lo fai?
Eh? Ma che discorso è? Non mi butto da un ponte perchè non voglio morire. Perchè non voglio morire? Perchè vivere mi va benissimo e da quello che ne so non si torna dalla morte, che fra l'altro è l'unica ragione vera per cui la gente non si suicida. A parte "il suicidio è peccato". E su questo ci sarebbe da scrivere per pagine.
La morte non è una possibilità, per quanto ne sappiamo è una certezza e probabilmente lo rimarrà in eterno.
Quando ho scritto "Ma è possibile che nessuno abbia e debba mai affrontare la morte" intendevo dire che è possibile che con la morte io smetta di esistere, indi per cui non devo affrontarla. Dovrò affrontare tutte le situazioni che mi portano alla morte, non quelle successive (ovviamente se questa possibilità è quella vera).
 Originalmente inviato da Harkan Ram
I problemi meno reali sono quelli di harkan che parlano di cose ipotetiche che non capitano a tutti, mentre la morte è cosi intrisa nella nostra vita, nella nostra società, nel nostro modo di vivere che si nega pure che sia una problematica reale come stai facendo tu.
Morire è una problematica reale. Altre persone che muoiono è una problematica reale. Lo stato che c'è dopo l'azione di morire non so se sia reale.
 Originalmente inviato da Beorn
Se l'uomo invece di farsi mille seghe etiche e morali iniziasse a risolvere un problema più reale e pratico magari altri sottoproblemi sarebbero automaticamente risolti
Anche se sapessi con certezza che dopo la morte mi attende un'eternità di gioia, essere tetraplegico sin dalla nascita mi romperebbe decisamente le palle e non sarebbe un problema risolto.
Comunque vorrei sapere quale sarebbe l'approccio o la soluzione per questo problema reale e pratico.
 Originalmente inviato da Beorn
ma no la riposta media dell'uomo è quella tua "non è un problema reale, non è risolvibile, non esiste"
Io non ho detto che non esiste o che non sia un problema reale. Ho detto che può non esserlo, che rischia di non esserlo.
Al massimo ho detto che non è risolvibile. Felice di essere smentito.
 Originalmente inviato da Beorn
Insomma un'altra volta che palle che siete....ma allargate un po gli orizzonti no?
Mi rifiuto di commentare.
EDIT:
@Zeando
 Originalmente inviato da zeando
quando uno si dice ateo deve specificare che cos'è che sta negando, per poter così definire che tipo di ateo è
E' impraticabile, un ateo nella media è ateo per decine di definizioni Dio se non centinaia. Il credente invece crede in una sola definizione di Dio. Fanno prima i credenti, che credono in una sola definizione di dio, a dire in quale credono e a quel punto l'ateo risponde.
Ultima modifica di Llednard : 13-04-2011 alle ore 17:21
Motivo: maledetta sgrammatichezza
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Vecchio postatore
 Originalmente inviato da Beorn
Insomma un'altra volta che palle che siete....ma allargate un po gli orizzonti no?
non te la prendere, ma detto da un non represso la frase mi fa un po' ridere :P
comunque sono abbastanza daccordo sul discorso della morte
 Originalmente inviato da Llednard
Esistono migliaia di definizioni di Dio, sia con la d minuscola che maiuscola, come posso sceglierne una? In base a quale criterio dovrei farlo?
Al massimo posso dire se credo o non credo in quella specifica definizione.
esattamente
quando uno si dice ateo deve specificare che cos'è che sta negando, per poter così definire che tipo di ateo è
altrimenti ateo inteso come negazione di tutti i significati possibli di dio porta a non credere a nulla, il che presupponendo che almeno in qualcosa tutti credono(anche solo in se stessi), significa che ateo di tutto è un insieme vuoto, il che rende ateo di tutto un termine senza valore, vuoto, legato a qualcosa che non esiste
da cui il paragone con il nulla (che è la negazione dell'esistenza)
questo riferito a quando si fanno paragoni tra atei e non atei, dove spesso si sua ateo come ateo di tutto
Ultima modifica di zeando : 13-04-2011 alle ore 17:14
"prendermi sul serio è la cosa meno seria che puoi pensare di fare"
blog: le 3 crisi
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