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Vecchio postatore
Fratelli in lotta [Diario di Serpe]
Il silenzio del mattino mi dava ristoro ed un senso di pace che da così tanto tempo non provavo.
"Le albe a Moonglade sono sempre uno spettacolo da ammirare in riverente silenzio"
"E' vero - dissi io - da tanto, troppo tempo non tornavo a casa"
Riconobbi senza voltarmi la voce del mio antico maestro, Piccolocorno.
Quanto tempo era passato dall'ultima volta che misi piede sul sacro suolo del santuario di Moonglade?
Mesi, anni forse.
La lunga ordalìa per apprendere gli antichi rituali del mutamento nei possenti moonkin mi aveva tenuto lontano da casa più di quanto avessi mai creduto. Ed ora, tornato, mi ero trovato scosso da tutto quello che in mia assenza era accaduto.
L'incontro mi aveva lasciato addosso un'inquietudine dura a morire.
Appena tornato mi ero diretto nella mia patria, Arathi, sconquassata da continui scontri tra noi e l'orda. Nulla di strano se consideriamo che quelle terre sono ancora campo di battaglia, nonostante gli sforzi di tutti per liberarle dall'odioso avamposto di Hammerfall.
Non era stato certo questo a lasciarmi interdetto.
Ero abituato a combattere per difendere la mia terra contro le orde di non morti che da nord calavano inesorabili, mentre ad est i portoni di Hammerfall lasciavano uscire nugoli di orchi assetati di sangue.
Ma non mi sarei mai aspettato un attacco da parte di un fratello druido.
"Maestro Piccolocorno, perchè tutto questo? - chiesi voltandomi verso il druido che aveva seguito i miei primi passi sulla via di Cenarius - come è possibile?"
Il vecchio tauren, sbuffando mentre giocava con il suo corno spezzato mi guardò rattristato.
"Vedi, giovane druido, le cose non sono più come una volta.
La sconfitta della legione infuocata ha reso di nuovo tesi i rapporti tra le razze, anche tra noi druidi. I più bellicosi tra i nostri fratelli iniziano a giurare fedeltà alle città ancor prima che ai propri fratelli, e questo ha portato a violenti diverbi anche nel Circolo. C'è qualcosa di oscuro in tutto questo, ma di più non posso dirti perchè lo ignoro.
Sta a te, ed ai fratelli più giovani far si che tutto questo abbia un termine.
So già che il compito è arduo, ben più difficile di quanto si possa immaginare, ma confido in te".
Ed in silenzio, il vecchio tauren si allontanò, lasciandomi davanti al Lago Elune'ara.
Io, Serpe, druido di Cenarius, druido della nazione Arathi.
"Colpirne cento per educarne... 'zzo mi frega di educare!"
"Ogni volta che usi una K a sproposito, Dio uccide un cucciolo.
Per favore, pensa ai cuccioli. (E se ti capita, impara l'italiano.)"
Campagna contro l'abuso delle K nella lingua italiana
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Finalmente un Druido. Finalmente un Elfo che possa guidarmi in un cammino di riconversione che sempre più sta diventando impervio.
Ti prego, scrivi ancora, di te, dei tuoi compagni. Scrivi di Moonglade e dei Tauren.
Fammi rivivere i tempi in cui non vi erano carneficine e gli elfi non erano quello che sono ora. Sarò sempre in rispettoso ascolto delle tue parole, guida i miei passi e ti ricambierò con grazia e spiritualità. Ne ho bisogno.
Auronfeanur ambasciatore di Elune.
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Vecchio postatore
Anf, anf, anf, anf.
Il cuore che pulsa a mille, una macchia che veloce mi sorpassa per i sentieri di NightHaven, schivando agile alberi, persone, costruzioni.
Il rumore felpato di lunghi passi animali, i muscoli tesi ed in movimento che pulsano di energia.
tum-tump, tum-tump.
Accellero, riprendo Kaisyn e la supero nuovamente, riprendendo la prima posizione
Non era certo una visione inusuale, nella terra dei druidi, gareggiare i giovani druidi in una folle e temeraria corsa attraverso Moonglade.
Supero per primo il ponte di fronte alle stalle degli ippogrifi, lascio la strada e scatto verso il dirupo, seguito a ruota da Umbran, Kaisyn e Biancachioma, la più giovane.
Spingo i muscoli al massimo, il manto brillante di sudore, e arrivato sul precipizio spicco un balzo.
L'altezza è notevole, decine di metri più in basso di NightHaven mi aspettano le acque quiete del lago Elune'Ara.
In una nuvola splendente riprendo per un attimo la mia forma, per poi mutare nuovamente.
Spash
Sono in acqua, le pinne spingono con possenti movimenti il mio corpo nuovamente mutato.
Non respiro. L'aria non mi serve, basta l'acqua per permettermi di vivere.
Dietro di me sento a stento uno, due, tre tonfi. Anche gli altri hanno raggiunto l'acqua.
Nuoto veloce verso la sponda opposta, l'acqua tiepida mi aiuta a lenire il calore del mio corpo teso allo spasimo.
In poco tempo raggiungo la riva, ed in un attimo la mia forma cambia nuovamente.
Di nuovo a correre, di nuovo il ritmico suono di zampe felpate sull'erba soffice di Moonglade.
Intravedo la mia meta, il tumulo di Stormrage.
Un ultimo sforzo, e per primo taglio l'ideale traguardo, sotto lo sguardo divertito di Elfi e Tauren in pellegrinaggio.
Non contento, continuo la mia corsa fino al piccolo laghetto intorno al tumulo, e li, finalmente, mi fermo a rinfrescarmi nell'acqua.
"Secondo me bari, ora te l'ho detto"
Ancora affannato, Umbran mi raggiunge e comincia a sistemare la lunga treccia che imprigiona la sua barba. Accanto a Lui Kaisyn pettina i lunghi capelli, mentre Biancachioma, ultima arrivata, si distende nell'acqua a riprendere fiato.
"Ma non dire stupidaggini, sei te che ti sei appesantito! - rispondo io ridendo, mentre lo aiuto a togliersi le foglie dalla sua folta chioma mentre lui combatte con l'edera incastrata nelle sue corna - "Da quando sei tornato da Thunder Bluff sei più grosso di un Kodo!".
Sbuffando offeso, Umbral mi guarda torvo, per poi scoppiare in una muggente risata, seguito da Kaisyn e Biancachioma, ancora in acqua.
"Ragazzi, ora basta giocare, venite qui. Oggi vi insegnerò come rabbonire le bestie feroci, potrebbe esservi utile, in futuro".
La voce di Piccolocorno ci richiama all'ordine.
Ci alziamo e lo raggiungiamo in una raduna vicina, dove anche oggi faremo il nostro piccolo passo sulla via dei druidi...
...sono anni che non corro più per NightHaven con l'animo leggero della mia gioventù.
E che non rivedo i miei compagni d'infanzia.
Ogni volta che torno a Nighthaven li cerco, ma non c'è più la pace di una volta.
Non ci sono più giovani druidi che corrono per le strade in forma di giaguaro, non vedo più tauren ed elfi ridere insieme. C'è solo timore, silenzio e tensione.
Poco tempo fa seppi che Umbran assieme ad altri druidi ha raggiunto il forte di Cenarion di Silithus. E' sempre stato un tauren d'onore, e ligio al dovere - a differenza mia.
Di Biancachioma non so più nulla. Alcuni dicono sia scomparsa nelle fredde terre di Winterspring, altri che sia dai Timbermaw, a Felwood, come ambasciatrice. Ma io non l'ho incontrata nel mio ultimo viaggio tra qui furbolg diffidenti, e non ho chiesto di lei.
Per quanto riguarda Kaisyn, beh... gli amori di gioventù non si dimenticano mai. Come i tradimenti.
Come il mio tradimento.
La mia fuga.
Chissà dove l'ha portata la via della natura.
"Colpirne cento per educarne... 'zzo mi frega di educare!"
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Per favore, pensa ai cuccioli. (E se ti capita, impara l'italiano.)"
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Ultima modifica di fiamma : 15-02-2006 alle ore 14:15
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Vecchio postatore
"Questo caldo nojn accenna a diminuire. Mi sto disidratando, ho bisogno di un sorso d'acqua".
E con pochi, semplici gesti, un'otre pieno d'acqua si materializza nelle mani della mia compagnia di viaggio.
Maghi. Gente pericolosa, secondo qualcuno della mia gente. Ma lo si pensava anche degli gnomi e dei loro strani macchinari.
E forse, ripensando a Gnomeregan, non avevano tutti i torti.
Guardo Zarra dissetarsi e sorrido.
"Mia cara amica, non preoccuparti. Presto di acqua non ne vorrai più sapere. - le dico pensando ai pantani di Un'goro che dovremo attraversare - Quindi non bere troppo"
E detto questo riprendiamo il viaggio.
Mi piace la compagnia di Zarra. Nonostante sia un'umana, e nonostante studi la magia.
E' gentile, intelligente, attenta, e soprattutto ha qualcosa che spesso gli umani non possiedono.
Ha umiltà.
Guidiamo le nostre cavalcature attraverso le vaste dune del deserto di Tanaris, puntando verso ovest.
E' la prima volta che Zarra si avventura in queste terre, e la guido nel viaggio spiegandole i rischi e le particolarità di questa regione arida, afflitta dal flagello dei silithid.
Mi ascolta silenziosa, ponendo sempre domande pertinenti e senza presumere mai. Se c'è qualcosa che nelle scuole di magia di Stornwind insegnano bene, è saper imparare.
Peccato che spesso gli umani lo dimentichino troppo presto.
"Il forte di Cenarion a Silithus è oltre il cratere di Un'goro. un posto affascinante quanto pericoloso - le spiego mentre ci inoltriamo tra rovine infestate di scorpioni - Vedrai che ti piacerà la giungla, è piena di vita".
Mi guarda con gli occhi vispi di una bambina. Per lei, in fondo, è una nuova avventura.
Per me, invece, è ben altro.
Ho fatto la mia scelta.
Alla rabbia animale ho preferito l'armonia con la natura, alla forza bruta l'arte taumaturgica.
Ed il forte di Cenarion, in guerra perenne con i silithid, è la meta del mio viaggio.
Come elfo, come druido come membro del circolo di Cenarius.
Chissà se ritroverò il mio vecchio amico Umbran. Dicono fosse diretto li, il giorno in cui i silithid attaccarono il nostro forte.
...e se Kaisyn fosse li?
"Colpirne cento per educarne... 'zzo mi frega di educare!"
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Per favore, pensa ai cuccioli. (E se ti capita, impara l'italiano.)"
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