(Background accolito O.I:) Altariel

2 Heilemann

NOME PERSONAGGIO: Altariel

RAZZA: Asur (Elfo Alto)

CLASSE: Leonessa Bianca

BACKGROUND:

-Chrace, nord di Ulthuan, AI 1486

Altariel correva come una agile cerva nel fitto sottobosco. La selvaggia Chrace quel giorno rifulgeva al sole e ogni cosa la circondasse le sembrava bella come se fosse la prima volta che la vedeva. La sua preda correva veloce tra gli alberi. A tratti riusciva a distinguerne un fugace contorno, a sentirne l'odore. La sua lama pronta, il suo mentore con lei. In quel momento nulla le importava della sua vita, delle delicatezze da cui era circondata ogni giorno nella nobile dimora dei suoi antenati, solo la caccia aveva importanza. E la preda. Era arrivato finalmente il momento a cui ogni Asur guerriero anelava nella propria vita: la caccia al Leone. Erano stati lunghi giorni di braccaggio, ogni tramonto era sempre più vicina alla sua preda. Non aveva avuto più alcun contatto con il suo mentore dall'inizio della caccia, ma lo sentiva presente ogni istante. Dopo alcuni balzi una luce chiarissima davanti a sè. Era uscita in una ampia radura. Il Leone si ergeva in tutta la sua fierezza innanzi a lei. Accentuò la stretta dell'arma. Non paura, non frenesia, soltanto la quieta eccitazione di un guerriero ansioso di misurarsi con l'avversario. Il leone consumato dalla stessa emozione con un balzo che la stupì le fu subito addosso. Le zanne si chiusero scattanti ad un soffio dal collo delicato, gli artigli graffiavano il piatto della grande ascia che lei usò come scudo. Con un rapido movimento volteggiò evitando una pesante caduta sul terreno, anzi lanciandovi il proprio avversario. Il sudore ed il fiato pesante soffocavano il suo spirito ma l'eccitazione alimentava le fiamme del suo cuore. Era giunta così vicina. Non avrebbe mancato l'obiettivo. Abbassò l'ascia. Un lieve sbilanciamento del corpo verso il leone. In un istante stava correndo verso la sua preda, con la lama rivolta verso il terreno. Ma erano due cacciatori ed anche il leone con lunghi balzi correva verso lei. Fu un attimo. Chiunque avesse visto ciò che accadde ne sarebbe rimasto estasiato dalla perfezione nella forma, nei muscoli tesi. Un quadro indelebile nella mente del mentore, un sorriso sulle sue labbra. Poi tutto finì. Un verso sommesso di sconfitta. Un tonfo.

La scogliera soprastante l'oceano erano uno spettacolo mozzafiato al tramonto, ma lei aveva occhi solo per la pelliccia della sua preda.

"Dovrai lavorarla. Ti aiuto io."

Il suo mentore le si accostò mentre lei appoggiava la pelle candida sull'erba e cominciava a mettere la carne del leone sul fuoco. Estrasse un lungo coltello affilato e cominciò a conciare la pelle mentre lei lo osservava. Dopo un po' glieli porse e lei cominciò ad emularlo mentre lui si occupava della carne, un sorriso fiero sul volto di lui.

Era diventata parte della guardia dei Leoni Bianchi.

-Chrace, Costa nord di Ulthuan, AI 2301

Il mare era tranquillo, il suo mentore al suo fianco. Nessun nemico le aveva mai fatto tremare tanto il suo cuore come faceva in quel momento il suo mentore. D'un tratto tutti i suoi piani per riferirgli quello che lei provava vennero travolti dall' emozione e lei cominciò a parlare esitante con voce flebile quando il volto duro del mentore e una mano puntata all' orizzonte la fermarono. Seguendo il dito puntato come una lancia verso il mare vide una cosa che la fece impietrire e per la prima volta in vita sua tremare. Un immensa Arca Nera Occupava una larga parte di mare antistante le vicine coste di Nagarythe, le Terre d' Ombra.

Correvano con passi furiosi verso Tor Achare. Improvvisamente il terreno le sbattè contro il volto e si trovò a boccheggiare sull' erba stranamente gelida. Un grido di allarme la sorprese e quando alzò lo sguardo vide l' elfo che amava soverchiato da tre voluttuose donne alate che lanciavano grida di eccitazione per lo scontro. Cercò di alzarsi ma scoprì che una Arpia era ciò che l'aveva atterrata e la teneva saldamente ancorata al terreno. Disperata urlò per cercare di accorrere dal proprio amato ma altre arpie si aggiunsero alle prime e vedendo quanto lei soffrisse ad ogni urlo di agonia del suo mentore prolungarono la sua sofferente vita quanto più possibile. Infine fu il silenzio e l'oblio. Nemmeno sembrava più viva quando esse cominciarono ad infierire su lei mostrandole il capo reciso dal corpo del mentore. Non le importava più nulla il leone stava lasciandosi sbranare dalle iene.

Era buio. Una parte lontana della sua coscienza la spronava a combattere ed alzarsi. Fece per aprire gli occhi ma il buio rimaneva. Alzò debolmente una mano verso il viso quando un' altra mano delicatamente le prese il polso e lo riappoggiò al fianco. Una voce gentile arrivò alla sua mente.

"Sei ferita, devi riposarti. Non temere nulla, ti abbiamo salvata da quei mostri."

Come una interminabile agonia i ricordi le tornarono alla mente e le lacrime cominciarono a scenderle lungo il viso. Con un pianto senza fine sprofondò nuovamente nell'incoscienza. Leggera camminava e con un solo passo copriva svariate leghe di foreste. Arrivò fino ad una ampia radura. Le ricordò qualcosa che non riuscì ad afferrare. Un leone si ergeva fiero al centro di essa e le parlò. Era il suo mentore.

Spalancò gli occhi. Era notte. Nessuna luce passava attraverso la benda che sentì sui propri occhi. Si sciolse la benda e non riuscì a cogliere nulal di ciò che la circondava. Nessun chiarore o minima luce. Un terribile presagio nel cuore le fece tremare la mano mentre si avvicinava esitante agli occhi. Urlò. Subito sentì voci e passi concitati attorno a lei si voltava verso ogni lato completamente privata della vista come impazzita. Il dolore la lacerò e nessuna opposizione trovarono le mani che la chinarono gentili sul cuscino e le legarono nuovamente la benda.

"Purtroppo la vista non ti potrà tornare mai più."

Conosceva quella voce. Era suo fratello maggiore Fineris. Era molto triste.

"Riposati ora, appena sarai in forze potrai alzarti. So come permetterti di consumare la tua vendetta non preoccuparti." Il leone dentro di lei ruggì. Avrebbe consumato la sua vendetta a costo di perdere la sua anima. Nessuna di quelle bestie sarebbe sopravvissuta alla sua collera.

Passò due settimane nel letto meditando la sua vendetta quando suo fratello entrò nella stanza e lei percepì che non era solo. Sentì un odore ferino e un miagolio interruppe il silenzio. Altariel sussultò a quel verso e capì che cosa era: il cucciolo di un leone e lei era sicura fosse anche bianco. Lo prese tra le sue braccia ed il piccolo dopo aver cercato di opporre un poco di resistenza si accoccolò nel calore del grembo dell' elfa. Suo fratello le toccò gentile la mano sedendosi sul letto.

"Sarà i tuoi occhi da oggi. Spero ti piaccia. Lo hanno trovato oggi accanto al cadavere della madre assieme ad altri due cuccioli. Anche lui ha perso dei cari per colpa dei Druchii e dei loro alleati del Caos."

Quella notte dormì accanto a lei. Come quella successiva e la seguente ancora. In effetti non ci sarà notte in cui il leone che lei chiamò come il suo perduto amato, Kalimkal, non veglierà sulla sua amica e padrona dormendo al suo fianco.

-Lothern, capitale degli Asur, Giorni del Giudizio

Camminava seguendo il leone attraverso le vie della città dirigendosi al porto. Kalimkal al suo fianco mugolò per l' impazienza. Subito lei lo calmò con una carezza. Aveva passato gli ultimi due secoli ad affinare i suoi sensi in modo da compensare la perdita della vista. Aveva saputo dagli altri Elfi che l' Impero umano ad ovest era in grande pericolo e che scioccamente il Re Fenice vi si stava per recare e stava reclutando più elfi possibile.

"Sarà la nostra grande occasione, amore mio. Un prete sta formando la sua crociata contro le forze della distruzione aldilà del mare. Come noi siamo più forti uniti, la mia vendetta sarà più completa assieme a quell' umano."

Grattò affettuosamente dietro l'orecchio del giovane leone e si diresse con passi veloci, guidata da Kalimkal, verso la nave che l'avrebbe condotta al suo destino.

-Aspetto fisico:

I capelli sono dorati e la pelle bianca come latte. Sugli occhi è posta una benda candida che non toglie mai. E' alta e abbastanza muscolosa pur non perdendo nulla della grazia elfica anzi dandole un' andatura felina ed elegante. Molto riservata non lascia mai il suo compagno che crede essere reincarnazione del suo perduto amore.
 

Heilemann

Lurker
esiste si ma non ho mai livellato per questioni di tempo (che preferisco dedicare a heile or ora) e necessità di gilda (non abbiamo bisogno di leoni mi par di capire)
 

Heilemann

Lurker
chiedo solo cortesemente che il bg venga tenuto valido per il futuro dato che il leone bianco mi piace molto anche per il ruolo che le ho dato.
 

Caesar Bernhardt

Super Postatore
Ovviamente non credo ci saranno problemi ;) Sentiamo il cappellano che dice.

Per il resto, non riesco a non vederti come il Preten dei portarancori ehehe
 

Heilemann

Lurker
su ultima online ho giocato molti personaggi donna (ben ruolati chiaro ne le classiche donnette di facili costumi o le suore che gli uomini che ruolano donna fanno di solito) e ho ricevuto molte richieste anche imbarazzanti... ho dovuto spezzare molti cuori via icq XD
 
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