(Background accolito O.I:) Katidir

scritto da UghdePagain


Nome: Kaditir

Razza: Nano

Carriera: spaccaferro

Katidir, nano spacca ferro, è l’ultimo di una gloriosa stirpe di guerrieri. Suo padre Eramor e, prima ancora, suo nonno Zeonar lo hanno addestrato all’arte della guerra sin da bambino.
I suoi giorni venivano scanditi dai racconti delle epiche gesta dei suoi antenati nelle indimenticabili ed ormai perse nel tempo dei tempi guerre del Grande Nord, dove la lealtà, il coraggio e la sagacia del suo popolo giorno dopo giorno facevano crescere in lui un grande orgoglio.
Ma un evento indimenticabile avrebbe segnato la vita del giovane nano, qualcosa che lo avrebbe ferito nel profondo del suo grande cuore.
Era una mattina di primavera, una come tante. Katidir, il suo fedele amico e compagno d’arme Holner ed il loro maestro d’armi Kunars si stavano allenando come sempre all’arte della guerra. I nani adulti, richiamati in gran segreto dal Grande Ordine dei Nani, erano giunti in soccorso delle armate di Minthya, capo supremo degli eserciti umani, bloccati nella valle di Heringord dopo la disastrosa ritirata seguita alla sconfitta nell’assedio di Minaren, ad opera delle legioni del Caos.
La città di Kaditir, Orenia, era perciò popolate di soli giovani nani, donne, vecchi e bambini.
All’incirca al sole di mezzo, una strana sensazione mista a stupore pervase l’anima del giovane nano, qualcosa non andava per il meglio quel giorno, lo splendido sole che adesso si stagliava lucente più che mai in cielo, pareva rivolgersi a lui con un riso di beffa e fu proprio allora che i giovani aspiranti guerrieri scorsero all’orizzonte le sagome nere e brulicanti di un orda di invasori che si avvicinava velocemente.
In quel momento come un vero aiuto di un Dio Vaahrahart, i giovani nani, udirono la voce di Kunars: “presto seguitemi mettiamoci in salvo”. I tre si affrettarono a raggiungere un posto sicuro al centro della città e precisamente la torre del consiglio degli anziani che, una volta chiusa dall’interno, non avrebbe permesso l’ingresso nemmeno ad un esercito di nani talmente forte e resistente si dimostrò nel corso dei secoli.
Fu una volta entrati che Kunars decise di uscire e tentare di salvare più persone che potesse, con il coraggio e la foga che solo un nano può avere, tanto fu vero che Holner, suo figlio, sebbene ancora inesperto, decise d’istinto di seguirlo nel valoroso gesto. Il giovane Kaditir era terrorizzato, le urla delle donne e dei bambini continuavano a riecheggiare nella sua testa, si affacciò da uno dei merli della torre e da li vide il suo maestro ed il suo amico combattere strenuamente contro l’invasore, erano in due ma sembravano in cento. Combatterono finchè poterono poi, stremati, caddero sotto i colpi dei nemici.
In Kaditir si scatenò un sentimento di odio nei suoi confronti per essere stato così codardo e per non essere anch’egli morto con i suoi amici e compagni in battaglia misto a vendetta, si voglia di vendetta che lo avrebbe per sempre cambiato e trasformato. Mai più, si ripromise, avrò un solo istante di incertezza e fu così che dopo lunghi anni di peregrinaggio, ormai nano adulto e guerriero instancabile, senza famiglia e senza nemmeno il desiderio di farsela incontrò lungo il cammino un personaggio che gli avrebbe per sempre cambiato la vita, il suo nome era Caesar. Egli notò in lui qualcosa di familiare, qualcosa che lo indusse ad invitarlo nella sua famiglia.
La famiglia sono gli Ordo Iustitiae ed io sono Kaditir nano spacca ferro.
 
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