Background: Eragath

Drumhil

Lurker
BG di Eragath [guerriero chaos]
Un uomo alto e muscoloso stava seduto su una roccia in cima a una collina osservando la valle polverosa illuminata dalla luce lunare ai piedi della collina.Era abbastanza inquietante: vestiva un'armatura completa dipinta di nero che non lasciava intravedere neanche un lembo di pelle e con un lungo mantello lacero strappato in più punti.Sulle spalle gli ricadevano lunghi capelli neri unti e sporchi che gli arrivavano alla vita dove teneva appesa una grossa ascia a due mani ornata con strane rune.Il suo viso non era da meno dell'aspetto, pallido e scavato, con piccoli occhi neri che lanciavano riflessi viola e un tatuaggio tribale che partendo dal lato dell'occhio sinistro si contorceva sul lato della faccia e piegandosi dietro all'orecchio si infilava sotto l'armatura.Il nome dell'uomo era Eragath, o almeno era quello che si era dato.Per sapere il suo vero nome bisogna andare ancora più indietro nel suo passato fino alla sua giovinezza.Eragath stava pensando proprio a quest'ultima, come faceva spesso, anche se lo faceva non con nostalgia come fanno molti, ma con odio.

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Lui era nato in un villaggio a nord dell'impero, vicino a quelle terre che dicono siano maledette e dimora di mostri orribili.In poche parole la desolazione del Caos.I suoi genitori lo avevano chiamato Albrecth e lo avevano allevato nonostante il ragazzo avesse dimostrato segni di unicità, per così dire.Aveva uno strano segno sul bicipite destro e aveva una predilezione per le terre a nord e tutto ciò che le riguardava.A 15 anni il suo "marchio" si era ingrossato come una gigantesca voglia della pelle ricoprendo mezzo bicipite e a volte il ragazzo accusava forti dolori al braccio.Iniziò ad essere sempre meno presente fra la famiglia e passava le giornate a osservare il nord.Eragath ricordò che sentiva un'attrazione irresistibile per il nord, sentendo che laggiù lo aspettava un mondo di avventure, onore e gloria.Rubava di nascosto armi dal laboratorio del fabbro del villaggio e andava con quelle spade, asce, martelli e mazze ad allenarsi nelle foreste intorno al villaggio e irrobustendosi sempre più.Era affascinato dal momento dello scontro e mentre percuoteva gli alberi con quelle armi immaginava di essere un grande condottiero che massacrava i popoli.Il giovane Albrecth si isolò dal mondo e quando faceva dei lunghi viaggi scappando dalla propria casa andava a osservare i guerrieri che combattevano al nord, rischiando anche molte volte la cattura.Quando entrava in quelle lande sentiva un'energia misteriosa entrare in lui e cambiarlo dentro, mutando il suo animo.Albrecth appena maggiorenne abbandonò i vecchi genitori e iniziò un'esistenza da viandante, viaggiando per paesi al sud e ogni volta che vedeva un uomo vecchio o un uomo morente provava odio per quella razza così fragile in confronto a quegli uomini che aveva visto al nord, che sembravano così forti e potenti.Odiava anche se stesso per quella sua debolezza, che lo rendeva così vulnerabile anche dalla più piccola malattia.Poi una sera che era tornato vicino alla desolazione vide un vecchio incappucciato che nei pressi della strada si addentrava nella foresta, camminando spedito.Albrecth sentì una fitta al braccio destro e vide che il marchio iniziava ad avere una colorazione verdognola.Smontò da cavallo e camminò diettro al vecchio tenendosi nascosto dietro agli alberi e stringendo in pugno un lungo pugnale dalla punta ritorta.Dopo un'ora di cammino arrivò a una radura con gli abiti stracciati dalla fitta foresta piena di rovi e spine e osservò il posto:era una normalissima radura con al centro una casetta con un orticello, ma ciò che fece gelare il sangue a Albrecth fu l'iscrizione sulla porta:era un marchio a forma di luna contorta con varie decorazioni di colore viola intenso.Si avvicinò cautamente alla porta e con il pugno alzato per battere alla porta sentì una voce che lo precedette dall'interno: <entra ragazzo e mettiti comodo, ti stavo aspettando>

L'aria all'interno della capanna era calda e viziata e era immersa nel buio più fitto a parte un tavolo con una candela a cui era seduto un vecchio incappucciato con strani segni sul viso.Albrecth avanzò cauto verso il tavolo fino a sfiorarne il bordo e entrare nel fascio di luce.Il vecchio alzò lo sguardo sul robusto giovane che gli stava davanti osservando la stanza che lo circondava con sguardo guardingo e un po' curioso. <Siediti su quello sgabello Albrecth e ascoltami attentamente perchè parlerò una volta sola come desidera il grande Signore del Mutamento> aspettò che il ragazzo ricevesse il messaggio e si sedette su una sedia, prima di parlare ancora <Immagino che tu sia pieno di domanda, lo leggo nei tuoi occhi:io sono solo un ambasciatore di nostro signore Tzeentch, Dio del Mutamento e signore Onniscente del nostro mondo.Il simbolo sulla mia porta è il marchio dei servi di Tzeentch.Ho avuto una visione in sogno in cui il signore del mutamento mi spiegava i suoi piani per te, una cosa che molti neanche osano sognare.Tu sei un raro eletto di Tzeentch, uno di quelli che sono destinati a combattere per lui.Le forze del nostro dio si stanno radunando per adempiere ai suoi intricati piani futuri.Secondo il piano che mi ha detto il Signore del Mutamento io dovrò istruirti nel suo infinito sapere e poi andrai nella desolazione a combattere finchè lui non vorrà che tu lo serva per i suoi obbiettivi dandoti gloria e onore...e ormai è ora che io ti dica il nome che ti ha destinato Tzeentch, il nome che porterai fino alla morte:Eragath> Eragath lo guardò come se fosse un mostro terrificante.Non sapeva se ciò che diceva era vero e se doveva fidarsi.Ma poi sentì una voce nella sua testa, una voce profonda e remota, che gli diceva di fidarsi, che sarebbe diventato tutto ciò che desiderava.Sarebbe diventato uno di quei possenti guerrieri che aveva visto combattere nelle pianure oscure della desolazione del caos.

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Eragath si alzò annoiato dalla roccia e raggiunse il suo cavallo legato ad un albero che scalciava furiosamente.Montò in sella e si diresse giù dalla collina verso un gruppo di cavalieri abbigliati come lui cavalcavano verso nord.Eragath li raggiunse e disse al capogruppo <Scusate il ritardo capo mi stavo riposando prima della battaglia.Quegli umani giù al villaggio non avranno speranze contro gli eletti di Tzeentch>.

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La contadina raccoglieva alcune mele nell'orto fuori dalla sua casupola di legno scaldata dal sole.Stava per terminare e tornare al suo villaggio per le compere quando passando lo sguardo sulle colline vide una ventina di figure a cavallo ammantate di nero osservarla dall'alto dei loro cavalli da guerra...

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Eragath diede una pacca leggera con la mano sul collo squamato del suo cavallo, che scosse la testa mostrando degli occhi segmentati come quelli di una mosca.Quando il guerriero rialzò la testa provò un moto di fastidio quando il sole penetrò il suo capuccio mostrando la sua faccia pallida ricoperta da incisioni a fuoco nella carne.Prese in mano la spada arruginita al fianco del cavallo e osservò con cura la vallata:una contadina che aveva visto la sua truppa stava correndo verso il villaggio urlando avvertimenti, mentre sparute guardie armate e alcuni uomini armati di falci e forconni si allineavano davanti al villaggio.Eragath osservò il campione che guidava la sua spedizione di cavalieri e attese il segnale di attacco mentre l'euforia della morte si impossessava di lui.Poi il capo si lanciò al galoppo urlando il grido di battaglia seguito a ruota dagli altri cavalieri.Eragath era appena diventato un guerriero, infatti fino a poche settimane prima faceva parte di una tribù di predoni.Pregò gli dei oscuri di fargli mietere molte vittime fra quei contadini, e promise a nurgle in offerta la vita di dieci di quei contadini se lo avrebbe protetto dalle ferite.Poi si lanciò dietro ai compagni giù per la collina mulinando la spada sopra la testa.Il suo cavallo atterro con una zampata un contadino e ne trafisse un altro con il corno che gli usciva dalla fronte mentre Eragath duellava con una guardia armata di lancia.Eragath riuscì a fatica a rompere la lancia dell'uomo e lo atterrò con un calcio prima che un sibilo trafisse l'aria e il dardo di una balestra gli colpì la spalla.Allora Eragathh caduto da cavallo, uccise i due contadini tramortiti e la guardia e traballando vistosamente corse nella mischia che si stava concludendo a favore dei cavalieri oscuri.Uccise anche l'ultima guardia e poi si diede al saccheggio e all'uccisione dei popolani.Alla fine della giornata, Eragath, Si avvicinò al corpo del capo dela cittadina e calando dall'alto la spada sul cadavere gli mozzò la testa e la infilò su una lancia piantata nel terreno vicino a quelle di altri nove contadini.E sentì il compiacimento degli dei per l'offerta scorrergli nelle vene.

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Eragath cavalcava sferzato dal gelido vento che attraversava la strada travolgendo tutto come un fiume in piena.Il lungo mantello nero gli svolazzava intorno al corpo, accecandolo per frazioni di secondo quando per toglierselo dalla faccia il cappuccio gli scendeva sulle spalle mostrando il suo viso tatuato con strani segni.Già da due giorni si era staccato dalla banda di cavalieri con cui combatteva perchè durante la notte aveva degli incubi che gli mostravano un monolito con strane rune incise sulla superficie, subito seguito dalla visione di uno stormo di corvi che volava su una foresta e infine prima di risvegliarsi in preda a forti dolori a un braccio, una voce dall'oscurità gli diceva:"Unisciti a noi, compi il tuo destino Eragath..."
La mattina precedente aveva parlato con uno sciamano che viveva vicino a dove era passata la compagnia in cui era entrato, e costui gli aveva riferito con gli occhi vitrei e in preda alle convulsioni per gli strani fumi che aveva inalato per interpretare il segno che doveva cercare nel sud...già, ma in che parte del sud?Allora si era ricordato di aver visto in un dipinto trafugato in una scorreria una foresta come quella del suo sogno, che secondo il titolo del quadro si trovava vicino a kislev.E lui era a qualche miglio appunto dalla cittadina.
Si scrollò la giacca e sollevò la manica fino al gomito, dove nell'incavo dell'arto c'era quello strano tatuaggio che aveva fino dalla nascita e che era stata la causa della sua cacciata dai genitori, che lo consideravano un abominio.Beh, adesso i suoi genitori giacevano tre metri sotto terra con la testa fracassata dalla sua ascia, quindi non c'era più niente a identificarlo.
Quando alzò la testa rimase di sasso.Davanti a lui c'era una foresta enorme, talmente fitta che non si vedeva più in là della prima fila di alberi, la quale era alta più di 10 metri.Iniziò ad agitarsi sulla sella perchè quella foresta non era indicata sulla carta.Il suo cavallo da guerra sgroppò nitrendo e si impennò quando Eragath cercò di farlo proseguire verso la foresta facendo finire il guerriero a mordere la polvere della strada.Eragath si rialzò e augurando al cavallo di essere colto dalla morte presto, si avviò nella foresta aprendosi la strada a colpi di ascia.Dopo una marcia faticosa raggiunse uno spiazzo con un monolito al centro, il monolito del suo sogno.Dagli alberi dietro di lui si sollevò uno stormo di corvi dall'aura viola, che sul momento lasciarono confuso Eragath.Poi una voce risuonò nell'aria:
"Eragath, finalmente...il signore del mutamento ha bisogno dei tuoi servigi ancora una volta.Cosa rispondi?"
"Sì mio signore.Il tuo servo è arrivato"
quelle parole uscirono dalla sua bocca quasi non fosse lui a pronunciarle,ma qualcosa annidato nel suo animo, si era risvegliato in quel momento.
E il tatuaggio sotto le vesti del guerriero bruciò l'animo del suo possessore.
 
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Ghazghkull

Lurker
ed intanto Ghazghkull comincia a pensare: noooo un altro bg del personaggio.... questo non me lo leggo però eh.... beh dai al massimo dopo, se non ho nulla da fare..... vabe faccio finta di averlo letto.....



BRAVO!! mai letta una storia così bella! Ben descritti i personaggi, le ambientazioni.... anche la parte in cui uccide il suo rivale.... ah.... non uccide il suo rivale? noooo non intendevo il suo rivale... intendevo quello la.... chi? quello.... quello che ha ucciso......





....... giuro che la leggo quando ho tempo....
 

Grant Mills

Lurker
ed intanto Ghazghkull comincia a pensare: noooo un altro bg del personaggio.... questo non me lo leggo però eh.... beh dai al massimo dopo, se non ho nulla da fare..... vabe faccio finta di averlo letto.....



BRAVO!! mai letta una storia così bella! Ben descritti i personaggi, le ambientazioni.... anche la parte in cui uccide il suo rivale.... ah.... non uccide il suo rivale? noooo non intendevo il suo rivale... intendevo quello la.... chi? quello.... quello che ha ucciso......





....... giuro che la leggo quando ho tempo....
:look: :gratta:
 
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