BACKGROUND SECONDI PERSONAGGI

bremen227

Lurker
NOME PERSONAGGIO: Borendal
RAZZA:nano
CLASSE: Sacerdote delle rune

BACKGROUND:

"Cosa vi posso portare?" disse l'oste rivolgendosi a un nano trasandato con una folta barba nera e un armatura ammaccata ; "mi porti una birra" rispose il nano in modo sbrigativo; quella sera l'ultima cosa di cui avesse voglia era proprio parlare. Seduto al tavolo vicino alla finestra, sentiva il rumore della pioggia che batteva sui vetri e sui tetti delle case, un rumore assai familiare per lui, un rumore che gli riportava alla mente le cose terribili successe soltanto due mesi prima in quel che, purtroppo,non era più il suo villaggio, dato che era stato completamente raso al suolo. Eppure quella mattina di sessanta lune fa era iniziata nel migliore dei modi: il sole spuntava alto nel cielo e Borendal si stava preparando alla sua solita "passeggiata lunga" come la chiamavano scherzosamente gli abitanti di Karanar, villaggio a ridosso delle Black Mountains a un giorno di cammino dalla città di Zhufbar, conosciuta anche come Cancello Torrentizio. Ogni mese, circa verso la fine, Borendal intrapendeva un viaggio della durata di due giorni (solo due perchè, come tutti i nani, era abituato alla sua forgia e ne sentiva la mancanza) che lo portava nei territori vicini al villaggio: lui amava la solitudine,e, cosa che agli altri nani faceva storcere il naso, amava la natura. Gli piaceva inoltrarsi nei boschi, sentire i profumi e i rumori della natura che lo circondava , che gli faceva identificare con facilità le tracce dei vari animali che abitavano la zona e le eventuali trappole che venivano lasciate da qualche umano sconsiderato. Doveva ringraziare Gadgar, l'anziano capo-villaggio, se aveva imparato tutte quelle cose. Gadgar era una leggenda per il paese e per le terre vicine, alcuni dicevano che,addirittura, durante la fondazione del villaggio fosse riuscito a scacciare un'intera banda di orchi da solo brandendo unicamente le sue 2 mitiche asce. Il capo-villaggio era famoso anche per il suo pensiero, una volta un nano della città vicina era arrivato in paese,e udendo i discorsi di Gadgar sulla natura, aveva chiesto se egli fosse davvero un nano o un elfo: Gad allora gli aveva risposto: "per gli dei ragazzo! non esistono solo le montagne!" ma, vedendo il giovane nano ancora dubbioso, l'aveva portato alla sua fucina e gli aveva fatto ammirare i suoi splendidi lavori: asce di ogni dimensione intagliate alla perfezione,fucili e pistole straordinarie, scudi nanici di perfetta fattura e armature lucenti. "Allora" iniziò Gadgar "ti sembra ancora che io non sia un nano ?".L'avventuriero rimase senza parole e, prima che se ne andasse Gadgar lo fermò e disse: "un' altra cosa, prova ancora a paragonarmi ad un orecchi-appuntiti e la tua ascia dovrà trovarsi un nuovo possessore dato che non avrai più le mani". Da quel giorno nessuno mise più in dubbio la sua identità.
Preparato lo zaino Borendal si mise in marcia, attraversò il fiume e iniziò ad inoltrarsi nel bosco, sperando nel tempo dato che in lontananza comincivano a formarsi delle nuvole nere cariche di pioggia. La notte trascorse tranquilla e il nano passò tutta la mattina successiva a pescare e il pomeriggio a ispezionare territori ancora a lui sconosciuti. Verso sera iniziò a cadere una pioggia fittissima, quindi decise che era ora di tornare. Arrivato nei pressi del villaggio il nano si accorse che qualcosa non andava, non vedeva le guardie che di solito presidiavano la torre alle porte del paese e, malgrado la pioggia, si poteva vedere un leggero fumo grigio levarsi da alcune case. Con mille domande che gli frullavano in testa impugnò il suo bastone e si incamminò verso il villaggio, arrivatò alla piazza principale gli si presentò davanti un immagine e, forse per la prima volta nella sua vita, ebbe paura; una ventina di teschi erano fissati a dei rami infilati nel terreno, attorno ad essi erano dissiminati corpi di nani e nane inermi,che ormai avevano esalato il loro ultimo respiro, "Borendal!" il nano si voltò immediantamente; a parlare era Gadgar, riverso sulle scale di una casa, Garanor corse verso di lui e gli chiese cosa fosse successo, l'anziano nano con le ultime forze rimaste riusci a sillabare soltanto una parola: "orchi".

"Ecco la birra" affermò l'uomo, Borendal si voltò verso di lui, pagò e si fece lasciare la birra sul tavolo. Nella sua mente balenava soltanto una parola: "vendetta" ,però sapeva che non sarebbe riuscito a fare molto da solo, nonostante avesse partecipato a tutte le guerre avvenute nel villaggio, non sarebbe mai stato in grado di sbaragliare un esercito da solo, quindi doveva trovare degli alleati,aveva passato quei due lunghissimi mesi alla ricerca di una gilda in grado di ospitarlo e di aiutarlo nella sua vendetta. Il secondo giorno dalla distruzione del villaggio, con ancora le mani tremanti dallo sforzo di seppellire tutti i suoi compaesani, era partito alla volta della cittadina di Warden, in direzione ovest del suo villaggio. Dopo una marcia spossante durata tutta la notte, era giunto al paese dove però non era riuscito a racimolare molte informazioni, nella locanda aveva provato a chiedere all'oste qualche notizia sulle gilde del luogo, ma la breve descrizione che gli aveva fornito l'uomo non lo convinceva, aveva bisogno di far parte di una compagnia forte, onorevole, pronta anche a sacrificarsi per i propri obbiettivi: qualità che le congreghe del posto non avevano. Vedendo l'espressione di sconfitta sul volto del nano l'oste gli consigliò di provare a chiedere nella città di Wurtbad, esattamente a nord di Warden. Non facendoselo ripetere due volte il nano si affrettò a uscire dalla taverna e mettersi in viaggio verso la città indicata, che rappresentava una nuova speranza per lui. All'alba del secondo giorno di viaggio era giunto a Wurtbad , ridente cittadina affacciata sulle rive del fiume Stir. La città era molto affolata e Borendal aveva deciso di iniziare le ricerche dalla piazza principale.
Mentre camminava aveva notato un uomo anziano, seduto sulle scale di quella che doveva essere la sua casa,che stava raccontando a dei bambini storie di guerra. Il nano non fece caso a lui finchè non gli senti dire " ....e fu cosi che la gilda Ordo Iustitiae riusci a battere gli uomini ratto e, come se non bastasse, aiutò il proprietario della locanda, nonchè mio cugino a ristrutturare la taverna. Incuriosito Borendal aveva aspettato che i bambini si fossero allontanati e si era avvicinato all'uomo . "Salve buonuomo" aveva detto il nano "mi chiamo Garanor e sarei ben felice di avere qualche informazione in più su questa gilda" il vecchio rispose: " e cosi vuoi sapere qualcosa sull'Ordo eh?" "mio cugino mi parla spesso di loro, siano ringraziati gli dei! se loro non ci fossero stati attualmente dovrei ospitare il parente a casa mia" e si mise a ridere , Borendal incalzò "sapete dove posso trovare il capo di questa gilda?" "vuoi dire maestro Bakalite?, non lo so, ma sicuramente mio cugino ti potrà dire qualcosa di più. Vai al molo e noleggia una barca,naviga verso ovest e in una giornata dovresti arrivare al fiume Reik, da li vai a nord finchè non trovi la taverna <la tana del topo>. Dopo aver salutato il vecchio Borendal si era diretto al porto, e,noleggiato la barca più sicura, Aveva navigato fino alla locanda dove ora era seduto.
"Siete voi Borendal? " un uomo di bassa statura gli aveva rivolto la parola, il nano aveva annuito, "io sono Daranor, proprietario della tana del topo, mi è stato detto che avevi bisogno di informazioni sull' Ordo" , "proprio cosi" rispose Borendal " ho conosciuto suo cugino e mia ha detto che lei forse sapeva dove potevo trovare il loro capo", "che siano benedetti! " esclamò l'uomo, "senza di loro questa locanda adesso non esisterebbe piu", "è passato tanto tempo, ma ricordo quel giorno come fosse ieri". Il racconto era durato a lungo, Borendal lo ascoltò attentamente e, alla fine, si disse che quella era proprio la gilda che faceva per lui. "Per quanto riguarda la loro locazione non so cosa dirti, è passato tanto tempo da quel giorno, comunque prova nella città di Altdorf, l'ultima volta erano diretti li. Finita la conversazione il nano paghò la birra e si diresse alla volta della città indicatagli dal'oste, sperando che quella fosse l'ultima tappa del suo viaggio di ricerca. Giunto in città, ormai a notte inoltrata, iniziò subito a chiedere in giro notizie su questa fantomatica gilda, molti non la conoscevano, altri ne avevano sentito parlare ma non avevano idea di dove fosse situata la loro sede. Abbattuto il nano si rifugiò in una locanda, prese una stanza, sali le scale e si distese sul letto, neanche cinque minuti dopo dormiva profondamente.
"Buongiorno" esclamò un uomo alto sui 35 anni, seduto su una sedia ai piedi del letto di Garanor. Il nano si riscosse velocemente dal sonno e si voltò verso il visitatore "chi...chi sei tu?" "chi sei tu piuttosto" rispose l'uomo in modo abbastanza brusco, "non sono certo io quello giunto in città per cercare la Ordo Iustitiae", "voi siete il capo della gilda?"esclamò il nano ancora intontino dal brusco risveglio, "proprio cosi, io sono il maestro Bakalite, adesso voglio sapere il tuo nome e cosa cerchi dalla mia gilda"-"ma....come avete fatto a trovarmi e a sapere cosa stavo facendo?" -"eheheh" ridacchiò l'uomo "la città sarà anche gande,ma un buon udito riesce sempre a scovare ciò che gli interessa" . Il nano si alzò dal letto , si presentò e si mise a raccontare la sua storia. Una volta finito il racconto il maestro disse " cosi vuoi entrare in gilda eh? dai, scendiamo e discutiamone davanti a una abbondante colazione".


P.S. Il bg è quello di Garanor con qualche accorgimento, però dato che Garanor non lo userò più (l'ingegnere non mi piace) ho deciso di usarlo per il sacerdote di Rune
EDIT: cacciate pure il pg "Garanor" dalla gilda
 

Jzot

Lurker
PG: Eliter, Arcimago Elfo.

Di carattere schivo ed apparentemente distaccato Eliter nasce ad Ulthuan, ultimo di tre fratelli, in una famiglia che da generazioni è composta da artigiani del legno, rinomati per le loro multibaliste. La ricchezza della famiglia fa si che il ragazzo cresca in un ambiente agiato, ricco di stimoli ed interessi. Il maggiore dei quali è da sempre stato lo studio dell'alta magia, a differenza dei fratelli decisamente più portati per le abilità marziali. Raggiunta l'età adatta quindi, per il giovane Eliter si aprirono le porte della torre bianca, il più prestigioso collegio di magia dell'intero mondo. Particolarmente portato per il sentiero di Isha le abilità di intrecciare le magie curative diventarono ben presto sufficenti a fargli ottenere il diploma ed a farlo entrare nella carriera militare. Durante i primi periodi nell'esercito si trova spesso a comabttere ed ad assistere in battaglia il plotone di cui fanno parte i suoi familiari, sviluppando un ottimi sensi di battaglia, che non lo hanno mai reso protagonista ma sempre un indispensabile supporto. In seguito agli avvistamenti delle Arche Nere Eliter viene imbarcato sulla nave "Fiamma di Fenice" sulla quale partecipò a molte rappresaglie contro i cugini deviati, gli Elfi Oscuri, la più importatnte delle quali la combattè insieme alla Guardia del Mare sulle coste della Bretonnia durante la grande guerra conosciuta come Tempesta del Caos.
 
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Jalen

Lurker
Baka, il mio secondo PG è Jalen (da primario è passato a secondario) e chiaramente tutto il BG rimane valido. Rimane un arcimago, anche se speravo che questi fossero più classici caster dps piuttosto che curatori ma a stò punto risulta più utile per la gilda, oltretutto già Rhaegar è un ranged dps.

Dimmi se va bene tutto ciò ;)

P.S.: lo creerei e allenerei tra domani e domenica sperando di farli livellare velocemente - facendo scenari a manetta dovrei metterci poco - quindi...per settimana prossima c'è un healer in più in gilda ^^
 

Thardas

Super Postatore
Idem per me. Thandùrin diventa primario e Daelan secondario.

Nome: Thandùrin
Fazione: Nani
Classe: Spaccaferro
Professione: Alchimia incentrata sulla creazione di pozioni curative/tinture
Background: Era una giornata particolarmente fredda, rispetto alla media dell’Ekrund. Erano appena finiti i riti funebri, quando Thandùrin si allontanò per pensare. L’ennesimo parente della sua casata era defunto nel tentativo di riconquistare Karak Azul. Per anni la sua famiglia aveva difeso le lande naniche, da Karak otto picchi fino a Karak Vlag, coprendo l’intera fascia orientale. Lui era l’unico che ancora non aveva imbracciato ascia e scudo, poiché gli era stato dato l’incarico di compilare e custodire il “libro dei rancori” di famiglia. Non aveva neppure mai viso Karaz-a-Karak, la capitale di quello che una volta era il grande impero dei Nani. Ormai la sua famiglia stava per estinguersi, e nessuno era riuscito a vendicare i rancori di famiglia. Finito di fumare la sua pipa, e dato un ultimo saluto al defunto, si avvio verso casa, dove cercò il vecchio forziere del padre, lasciato in eredità a Thandùrin molto tempo prima. Da li tirò fuori una cotta di maglia semplice, uno scudo intarsiato con delle rune, un ascia bipenne in acciaio e l’immancabile zaino portaoggetti. Diede un ultima occhiata alla casa, ormai vuota, e ricordò i bei tempi quando feste e banchetti erano l’ordine del giorno; dopodiché si avvio all’uscita, non prima di aver preso anche il suo boccale di birra preferito. Arrivato sull’uscio si fermò di colpo: aveva dimenticato la cosa più importante. Tornò indietro a prendere un piccolo libro nero riposto accuratamente in una teca. Lo sfogliò a lungo, dopodiché lo richiuse e se lo infilò in tasca uscendo da casa. L’età dell’oro era lontana, ma ancora un briciolo di speranza c’era: ad ovest, nell’Impero degli umani, un organizzazione votata alla giustizia aveva incominciato a combattere l’ombra incombente del male. Si sarebbe diretto li, per placare la sua sete di giustizia e di vendetta, nella speranza che una nuova età dell’oro possa tornare. Desiderio che ancora brucia nel cuore di Thandùrin.

Descrizione: Thandùrin è uno spaccaferro, e come gran parte della sua razza è estremamente robusto. Occhi azzurri e barba chiara (tipico dei nani dell’estremo nord da cui discende), ha un carattere gentile ma deciso. Custodisce con estrema gelosia il libro dei rancori di famiglia, di cui non parla quasi mai.
 
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the reactor

Lurker
Salve gente... volevo comunicare che da stasera e per 3 o 4 giorni non mi connetterò con Kamaer perchè voglio provare un nuovo personaggio...
Un nano Spaccaferro dal nome Gramhar... Provo a vedere se mi piace la professione e mal che vada mi metto in moto x il nuovo BG.

Pace e Onore al Maestro Baka
 

Heilemann

Lurker
NOME PERSONAGGIO: Altariel

RAZZA: Asur (Elfo Alto)

CLASSE: Leonessa Bianca

BACKGROUND:

-Chrace, nord di Ulthuan, AI 1486


Altariel correva come una agile cerva nel fitto sottobosco. La selvaggia Chrace quel giorno rifulgeva al sole e ogni cosa la circondasse le sembrava bella come se fosse la prima volta che la vedeva. La sua preda correva veloce tra gli alberi. A tratti riusciva a distinguerne un fugace contorno, a sentirne l'odore. La sua lama pronta, il suo mentore con lei. In quel momento nulla le importava della sua vita, delle delicatezze da cui era circondata ogni giorno nella nobile dimora dei suoi antenati, solo la caccia aveva importanza. E la preda. Era arrivato finalmente il momento a cui ogni Asur guerriero anelava nella propria vita: la caccia al Leone. Erano stati lunghi giorni di braccaggio, ogni tramonto era sempre più vicina alla sua preda. Non aveva avuto più alcun contatto con il suo mentore dall'inizio della caccia, ma lo sentiva presente ogni istante. Dopo alcuni balzi una luce chiarissima davanti a sè. Era uscita in una ampia radura. Il Leone si ergeva in tutta la sua fierezza innanzi a lei. Accentuò la stretta dell'arma. Non paura, non frenesia, soltanto la quieta eccitazione di un guerriero ansioso di misurarsi con l'avversario. Il leone consumato dalla stessa emozione con un balzo che la stupì le fu subito addosso. Le zanne si chiusero scattanti ad un soffio dal collo delicato, gli artigli graffiavano il piatto della grande ascia che lei usò come scudo. Con un rapido movimento volteggiò evitando una pesante caduta sul terreno, anzi lanciandovi il proprio avversario. Il sudore ed il fiato pesante soffocavano il suo spirito ma l'eccitazione alimentava le fiamme del suo cuore. Era giunta così vicina. Non avrebbe mancato l'obiettivo. Abbassò l'ascia. Un lieve sbilanciamento del corpo verso il leone. In un istante stava correndo verso la sua preda, con la lama rivolta verso il terreno. Ma erano due cacciatori ed anche il leone con lunghi balzi correva verso lei. Fu un attimo. Chiunque avesse visto ciò che accadde ne sarebbe rimasto estasiato dalla perfezione nella forma, nei muscoli tesi. Un quadro indelebile nella mente del mentore, un sorriso sulle sue labbra. Poi tutto finì. Un verso sommesso di sconfitta. Un tonfo.

La scogliera soprastante l'oceano erano uno spettacolo mozzafiato al tramonto, ma lei aveva occhi solo per la pelliccia della sua preda.

"Dovrai lavorarla. Ti aiuto io."

Il suo mentore le si accostò mentre lei appoggiava la pelle candida sull'erba e cominciava a mettere la carne del leone sul fuoco. Estrasse un lungo coltello affilato e cominciò a conciare la pelle mentre lei lo osservava. Dopo un po' glieli porse e lei cominciò ad emularlo mentre lui si occupava della carne, un sorriso fiero sul volto di lui.

Era diventata parte della guardia dei Leoni Bianchi.

-Chrace, Costa nord di Ulthuan, AI 2301


Il mare era tranquillo, il suo mentore al suo fianco. Nessun nemico le aveva mai fatto tremare tanto il suo cuore come faceva in quel momento il suo mentore. D'un tratto tutti i suoi piani per riferirgli quello che lei provava vennero travolti dall' emozione e lei cominciò a parlare esitante con voce flebile quando il volto duro del mentore e una mano puntata all' orizzonte la fermarono. Seguendo il dito puntato come una lancia verso il mare vide una cosa che la fece impietrire e per la prima volta in vita sua tremare. Un immensa Arca Nera Occupava una larga parte di mare antistante le vicine coste di Nagarythe, le Terre d' Ombra.

Correvano con passi furiosi verso Tor Achare. Improvvisamente il terreno le sbattè contro il volto e si trovò a boccheggiare sull' erba stranamente gelida. Un grido di allarme la sorprese e quando alzò lo sguardo vide l' elfo che amava soverchiato da tre voluttuose donne alate che lanciavano grida di eccitazione per lo scontro. Cercò di alzarsi ma scoprì che una Arpia era ciò che l'aveva atterrata e la teneva saldamente ancorata al terreno. Disperata urlò per cercare di accorrere dal proprio amato ma altre arpie si aggiunsero alle prime e vedendo quanto lei soffrisse ad ogni urlo di agonia del suo mentore prolungarono la sua sofferente vita quanto più possibile. Infine fu il silenzio e l'oblio. Nemmeno sembrava più viva quando esse cominciarono ad infierire su lei mostrandole il capo reciso dal corpo del mentore. Non le importava più nulla il leone stava lasciandosi sbranare dalle iene.

Era buio. Una parte lontana della sua coscienza la spronava a combattere ed alzarsi. Fece per aprire gli occhi ma il buio rimaneva. Alzò debolmente una mano verso il viso quando un' altra mano delicatamente le prese il polso e lo riappoggiò al fianco. Una voce gentile arrivò alla sua mente.

"Sei ferita, devi riposarti. Non temere nulla, ti abbiamo salvata da quei mostri."

Come una interminabile agonia i ricordi le tornarono alla mente e le lacrime cominciarono a scenderle lungo il viso. Con un pianto senza fine sprofondò nuovamente nell'incoscienza. Leggera camminava e con un solo passo copriva svariate leghe di foreste. Arrivò fino ad una ampia radura. Le ricordò qualcosa che non riuscì ad afferrare. Un leone si ergeva fiero al centro di essa e le parlò. Era il suo mentore.

Spalancò gli occhi. Era notte. Nessuna luce passava attraverso la benda che sentì sui propri occhi. Si sciolse la benda e non riuscì a cogliere nulal di ciò che la circondava. Nessun chiarore o minima luce. Un terribile presagio nel cuore le fece tremare la mano mentre si avvicinava esitante agli occhi. Urlò. Subito sentì voci e passi concitati attorno a lei si voltava verso ogni lato completamente privata della vista come impazzita. Il dolore la lacerò e nessuna opposizione trovarono le mani che la chinarono gentili sul cuscino e le legarono nuovamente la benda.

"Purtroppo la vista non ti potrà tornare mai più."

Conosceva quella voce. Era suo fratello maggiore Fineris. Era molto triste.

"Riposati ora, appena sarai in forze potrai alzarti. So come permetterti di consumare la tua vendetta non preoccuparti." Il leone dentro di lei ruggì. Avrebbe consumato la sua vendetta a costo di perdere la sua anima. Nessuna di quelle bestie sarebbe sopravvissuta alla sua collera.

Passò due settimane nel letto meditando la sua vendetta quando suo fratello entrò nella stanza e lei percepì che non era solo. Sentì un odore ferino e un miagolio interruppe il silenzio. Altariel sussultò a quel verso e capì che cosa era: il cucciolo di un leone e lei era sicura fosse anche bianco. Lo prese tra le sue braccia ed il piccolo dopo aver cercato di opporre un poco di resistenza si accoccolò nel calore del grembo dell' elfa. Suo fratello le toccò gentile la mano sedendosi sul letto.

"Sarà i tuoi occhi da oggi. Spero ti piaccia. Lo hanno trovato oggi accanto al cadavere della madre assieme ad altri due cuccioli. Anche lui ha perso dei cari per colpa dei Druchii e dei loro alleati del Caos."

Quella notte dormì accanto a lei. Come quella successiva e la seguente ancora. In effetti non ci sarà notte in cui il leone che lei chiamò come il suo perduto amato, Kalimkal, non veglierà sulla sua amica e padrona dormendo al suo fianco.

-Lothern, capitale degli Asur, Giorni del Giudizio

Camminava seguendo il leone attraverso le vie della città dirigendosi al porto. Kalimkal al suo fianco mugolò per l' impazienza. Subito lei lo calmò con una carezza. Aveva passato gli ultimi due secoli ad affinare i suoi sensi in modo da compensare la perdita della vista. Aveva saputo dagli altri Elfi che l' Impero umano ad ovest era in grande pericolo e che scioccamente il Re Fenice vi si stava per recare e stava reclutando più elfi possibile.

"Sarà la nostra grande occasione, amore mio. Un prete sta formando la sua crociata contro le forze della distruzione aldilà del mare. Come noi siamo più forti uniti, la mia vendetta sarà più completa assieme a quell' umano."

Grattò affettuosamente dietro l'orecchio del giovane leone e si diresse con passi veloci, guidata da Kalimkal, verso la nave che l'avrebbe condotta al suo destino.

-Aspetto fisico:


I capelli sono dorati e la pelle bianca come latte. Sugli occhi è posta una benda candida che non toglie mai. E' alta e abbastanza muscolosa pur non perdendo nulla della grazia elfica anzi dandole un' andatura felina ed elegante. Molto riservata non lascia mai il suo compagno che crede essere reincarnazione del suo perduto amore.
 
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@ bremen227

qundi borendal è il sacerdote dell rune vero? e rimane...

@Heielmann

attendo completamento e metti in testa al bg razza e professione sempre
 

Thardas

Super Postatore
Attualmente quelli che seguo di + sono 1) Thandurin 2) Daelan. Thardas può essere cancellato, anche il BG. Creerò un altro Thardas con BG in futuro, quando uscirà (soprattuttò SE uscirà) la classe del Templare del sole splendente.
 

Caesar Bernhardt

Super Postatore
NOME PERSONAGGIO: Molrond

RAZZA: Asur (Elfo Alto)

CLASSE: Maestro di Spada

BACKGROUND:

Un biondo Elfo lavorava sul suo spadone a due mani, come sempre in quella verde terra, tutto scorreva nel silenzio. Le costruzioni come le voci sussurranti si inserivano e fondevano con la natura.

Il ritmico battere del martello sembrava dipingere una giornata come le altre, benchè nell'aria di Adunei le notizie, benchè filtrate dalla vita di provincia, arrivavano ed erano preoccupanti.

Fu poco dopo le 12, che la vita del villaggio si bloccò come per un sortilegio, tutto restava immobile, solo gli sguardi preoccupati dei paesani dalle orecchie a punta si muovevano comunicativi fissando prima uno poi l'altro compatriota.

Dopo qualche minuto di silenzio, un gruppo di persone arrivò trafelato, inseguiti da qualche nagarronte per via della inusuale velocità e traiettoria che li aveva fatti scoprire. Assurdo considerando che tutti erano elfi.

La notizia accese come un vespaio la cittadina, tutti si muovevano, c'era fermento.

Una nave da guerra degli elfi scuri si era appena spiaggiata e stava vomitando truppe di corsari e predoni assetati di sangue. La guerra aveva raggiunto anche Adunei.

Fu cosi' che il giovane elfo Molrond, dopo tanto lavorare prese la sua spada e divenne un'iniziato alla guerra, gli venne dato il titolo di Maestro di Spada, e cosi' attendeva l'impatto imminente della guerra in prima fila.

La sua postura sicura, la mancanza di paura, la spada che sprigionava fumo di ghiaccio comunicava che Adunai non sarebbe crollata inerme.

Un gruppo di una dozzina di Corsari Ulthorien stava salendo le ripide scalinate che univano la spiggia ad Adunai, in prima fila fra i difensori un biondo maestro di spada socchiuse gli occhi.

Un colpo ruotato con la grande spada ghigliottinò di netto uno dei Corsari.

Fu solo il primo dei tanti morti di quella giornata.
 
prima di abilitare i secopndi personaggi voglio stabilire la loro utilità in gilda quindi vorrei vederli giocare per un pò...

niente affiliazioni tramite /tell...

andiamo con calma e cerchiamo di creare una solida base prima..
 
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