BACKGROUND SECONDI PERSONAGGI

Shuren

Lurker
Non avevo visto questa sezione,ho postato per sbaglio il BKG del secondo pg nella sezione background normale.
Ci pensate voi a cancellarla?

Personaggio; Sac. rune (secondo pg)
Nome: Doctor (vedro` di trovare un cognome decente,cmq pare che in una lingua antica,ormai in disuso,quel nome significasse "dottore" o "medico")

Nota:Ho pensato di scrivere solo un piccolo sketch,per uscire un po` dagli schemi,tralasciato volutamente descrizione fisica e la storia del personaggio.


“Sono un tipo solitario,diffidente per natura,non mi piacciono gli uomini e tantomeno gli elfi,ecco il mio biglietto da visita.Volete che mi presenti a questo Bakalite? Il signore e`servito!”,esclamo` socchiudendo gli occhi e sfubbando col naso,cercando inutilmente di rendere lo sguardo ancora piu` duro.
“Dannazione!” ,sbraito`girandosi di scatto e agitando in aria le braccia tozze,”non bastava quel mago chiacchierone e rompiscatole di Shuren, adesso devo la vita anche a un cacciatore di streghe,che se ne va in giro mascherato....dove andremo a finire di questo passo? Mi salvera` un elfo la prossima volta?E poi...e poi, avrei potuto farcela anche da solo,stavo solo........ indietreggiando per riprendermi il bastone,avevo tutto sotto controllo”disse con voce ferma.
Si porto` in avanti deciso con aria di sfida,fino ad arrivargli a pochi centimetri,dimenticandosi che era alto almeno il doppio di lui.
Ebbe un attimo di esitazione,fece mezzo passo avanti e mezzo indietro,per poi alzarsi timidamente sulle punte,buffo e impacciato.
“Capito?”sbotto`a voce grossa,puntandogli il dito e arrossendo, un po` per rabbia e un po` per imbarazzo,”non ho bisogno di nessuno io,tantomeno di una Gilda,so cavarmela benissimo da solo,e` chiaro?”
Kostantin annui` cercando di non scoppiargli a ridere in faccia,ma era difficile perche` la scena era ancora ben stampata davanti ai suoi occhi,quel nano che scappava inseguito da uno squig,che inciampo` proprio in cima al colle ruzzolando giu per il prato, imprecando.
Una scena tragicomica degna del teatro di Altdorf.
Che riflessi,penso`,aveva colpito lo squig dritto in mezzo agli occhi con un colpo solo,senza neanche prendere la mira,da almeno 50 passi.La pistola ormai era diventata un estensione del braccio,un arma precisa e letale che non aveva piu` bisogno del pensiero.
“Era tutto sotto controllo,la famosa tecnica della runa rotolante” disse Shuren sghignazzando,accompagnando la battuta con un movimento circolare delle mani, incrociando con lo sguardo prima Kostantin e poi il nano,che si giro` di scatto cogliendolo in flagrante.
Stavolta il cacciatore non riusci` a trattenersi ed esplose in una fragorosa risata,di quelle spontanee e contagiose,che fecero sbottare anche Shuren.
Il nano perse del tutto la pazienza, raccolse il suo bastone magico appoggiato vicino alla porta e brandendolo come una mazza esclamo`:”Te la do io la runa rotolante,vieni qua!!”
Si lancio` verso il tavolo,dietro il quale Shuren era seduto.Il primo colpo ando` completamente a vuoto, facendolo girare su se stesso come una trottola.
Il mago era balzato in piedi con uno scatto felino,il sorriso strafottente ancora stampato sulla faccia.Doctor vacillo`,rischiando di finire gambe all`aria.
Il secondo “attacco” fu anche piu` goffo del primo,questa volta cerco` di colpirlo dall`alto al basso,tanta forza e poca velocita`,Shuren si sposto` appena, il nano taglio` l`aria e perse l`eqilibrio,rischiando nuovamente di finire a terra.
Si fermo` un momento,stringendo i pugni e digrignando i denti,poi si volto`di scatto in direzione di Kostantin,puntandolo con il bastone:” Ne ho anche per te cappello a punta! Hai finito di ridere?”
Il cacciatore indietreggio`,alzando le mani in segno di resa,sorridendo:”Mi arrendo,risparmiami!” disse con tono melodrammatico.
Seguirono lunghi istanti di silenzio,Shuren,ora seduto a braccia conserte sul tavolo squoteva la testa,come farebbe un padre,rassegnato ai capricci del figlio.
Kostantin abbasso` le mani e le appoggio`sui fianchi,aggrotando la fronte.
Doctor abbasso`il bastone,si ricompose, aveva dato spettacolo un altra volta......
 

Nether

Super Postatore
[FONT=Arial, sans-serif]Nome: Nether Gwynnbleid
Razza: Umano
Professione: Templare del Sole Splendente

Nether nacque in una famiglia della piccola nobiltà del middenland pochi anni prima dell'invasione delle terre dell'Impero da parte di Surtha Lenk e dei suoi predoni del nord.
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[FONT=Arial, sans-serif]Suo padre, il conte Henrich, era un abile mercante e diplomatico e insime a sua moglie gestiva i beni di famiglia, riuscendo a guadagnare una posizione importante all'interno della schiere della corte del conte elettore Boris Todbringer, benchè raramente partecipassero agli eventi mondani.
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[FONT=Arial, sans-serif]Con l'invasione da parte dei predoni del caos, la famiglia di Nether si ritirò dalla loro residenza di Grimminhagen, rifugiandosi all'interno delle più sicure mura di Middenheim. Da lì continuarono comunque a gestire i loro punti commerciali con le altre città, rifornendole di beni di prima necessità come cibo e legna, oltre ovviamente alle armi per la milizia cittadina.
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[FONT=Arial, sans-serif]Qui il padre di Nether incontrò per la prima volta il capo di un nutrito gruppo di mercenari Tileani con cui strinse una salda amicizia, oltre ad assumerlo in via permanente affinchè proteggessero le loro carovane che venivano sempre più spesso aggredite da bande predoni norsmanni sbandati, banditi e uomini bestia.
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[FONT=Arial, sans-serif]Il capitano dei mercenari, Lucio Orsini, venne però fatto restare con la famiglia affinchè addestrasse il bambino nell'arte della guerra quando questi fosse stato abbastanza grande. A quel tempo, Nether aveva appena tre anni.
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[FONT=Arial, sans-serif]Quando l'invasione di Surtha Lenk venne respinta, i genitori di Nether fecero rientro alla loro dimora di Grimminghen riprendendo predisponendo i propri piani in vista di un afflusso indubbiamente elevato di richieste di materiale per la ricostruzione delle città e dei paesi andati in rovina.
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[FONT=Arial, sans-serif]Poche settimane dopo il loro rientro però, i cacciatori di streghe dell'Inquisizione bussarono alla loro porta, muovendo contro di loro pesanti accuse di tradimento secondo cui numerosi loro dipendenti nelle loro filiali avessero contribuito alla caduta di alcuni borghi importanti, specialmente nel caso della città di Wolfenburg.
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[FONT=Arial, sans-serif]Il conte Heinrich impiegò ben poco per capire il gioco politico che si celava dietro il mandato inquisitorio, così come anche il fatto che, indipendentemente da quello che avrebbe potuto fare o dire, lui e la sua famiglia sarebbero stati imprigionati e torturati dagli inquisitori o arsi vivi sul rogo.
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Il conte riuscì ugualmente a guadagnare il tempo utile per un'ultima azione disperata: raccimolò tutti i soldi che trovò in casa e li diede ad Orsini affinchè si allontanasse insieme al loro figlio e affinchè lo accudisse lontano dalla giurisdizione imperiale, almeno finchè le acque non si fossero calmate.

Orsini accettò l'incarico con fare titubante, allontanandosi dalla città in sella a uno dei pochi cavalli rimasti nelle stalle. Quando era ormai arrivato alla parte sud della città, cominciò a sentire il suono di numerosi campanacci e vide una grande nuvola di fumo alzarsi dalla stessa posizione in cui si trovava la casa del conte.

Con una borsa piena d'oro e con il rischio di essere lui stesso giustiziato, Orsini si fuggi di gran carriera facendo il minor numero di tappe possibili, fermandosi solo in piccoli borghi per acquistare provviste e cambiare il cavallo, fino a raggiungere la città tileana di Toscania.

Lì rispolverò numerose vecchie conoscenze, riuscendo a mettere in piedi una piccola taverna che si mise a gestire insieme ad un'altro paio di vecchi camerati con cui aveva combattuto nei principati di confina prima che si ritirassero, il primo a causa di una gamba amputata, il secondo per semplice rinuncia.

Non si mise però in contatto solo con loro; benchè a prima vista potesse non sembrare, Orsini un tempo aveva fatto parte dei Templari del Sole Splendente prima di essere espulso dall'ordine a causa della sua condotta non proprio impeccabile (un numero non indifferente di bestemmie, e numerose scappatelle con le ragazze dei villaggi). Nonostante fosse stato espulso, il suo carattere gioviale gli aveva permesso mantenere salde numerose amicizie all'interno dell'ordine e tra queste vi era uno dei cavalieri della cerchia interna, Stephan di Luccini.

A lui Orsini chiese di istruire il bambino affinchè sapesse leggere e scrivere, oltre ad insegnargli la storia e la matematica, mentre lui si sarebbe occupato della taverna insegnandogli a combattere, a gestire i rapporti con le altre persone.

Nether crebbè così, diviso tra la serenità della piccola fortezza dei templari, in cui passava il tempo a leggere storie di battaglie e di uomini passati, e la taverna in cui aveva a che fare con avventori di ogni sorta, spesso ladri o truffatori.
Con il tempo Nether divenne sempre più bravo nell'arte della spada, e prese a studiare anche argomenti come le altre razze del Vecchio Mondo e le loro storie e religioni, oltre a dimostrare un'abilità particolare nello scorgere il vero carattere di una persona osservando qualche gesto o ascoltando qualche parola.

All'età di diciassette anni entrò nell'ordine intraprendendo una carriera militare di tutto rispetto; paziente e calmo come il suo maestro Stephan, ma anche ironico e spensierato come Orsini, Nether maturò una visione relativistica delle cose, valutando ogni cosa in base a numerosi punti di vista dimostrando alle volte una saggezza pari a quella dei veterani dell'ordine.

Queste perle venivano però spesso rovinate dai frequenti episodi di ingenuità del ragazzo oltre che dalla sua scarsa memoria e dall'inguaribile indecisione.

Fuori dal campo di battaglia si dimostrò uno stratega intuitivo in grado di organizzare in pochi minuti una difesa ben più efficente, ma sul campo di battaglia si rivela piuttosto che un leader carismatico, un perfetto gregario che esegue alacremente qualsiasi compito gli venga affidato.
Con l'avvento di una nuova invasione, i templari dell'ordine sono stati mobilitati in massa per muovervi verso nord affinchè proteggano i villaggi e le carovane lungo le principali vie dell'Impero. Nether si preparò così a tornare a tornare nell'Impero, ben conscio di quello che potrebbe succedere se qualcuno dovesse venire a conoscenza della sua storia.





Il sole stava tramontando, nascondendosi nella piccola catena montuosa a ovest, lasciando il dovuto spazio alle stelle che di lì a poco avrebbero cominciato a splendere in un limpido cielo blu. Eppure, nonostante l'assenza di nubi temporalesche, già da parecchi minuti i contadini udivano il suono di numerosi rombi di tuono nell'aria provenienti dalla spiaggia. I bambini venivano accompagnati nelle proprie case dai genitori prima che questi sprangassero porte e finestre, e se qualcuno dei figli chiedeva loro cosa stessero facendo, essi rispondevano usando le stesse parole che avevano usato i loro genitori tanti anni prima - Stanotte ci sono molti lupi in giro, figliolo...-


L'artiglieria imperiale sulla piccola scogliera che dava sulla spiaggia stava bombardando senza sosta le navi norsmanne in avvicinamento. I reggimenti della milizia e le truppe provinciali di alabardieri stavano poco sotto di loro sul bagnasciuga, pronte proteggere i cannoni da eventuali sopravvissuti al bombardamento. E di sopravvissuti ce n'erano stati. Almeno quattro navi erano riuscite a far sbarcare il loro carico di uomini alcuni dei quali erano stati eliminati da qualche colpo di mortaio ben piazzato, ma la maggior parte di loro era riuscita a nascondersi dietro le rocce che affioravano dalla sabbia e nessuno dei soldati era intenzionato ad andare là correndo il rischio di farsi colpire da una palla di cannone sparata male.

L'artiglieria cessò momentaneamente il fuoco solo quando le navi norsmanne rimaste ammainarono le vele, tenendosi al di fuori della gittata dei cannoni, cosa che lasciò perplesso l'ingegnere Kemmler che si stava occupando di dirigere il fuoco della batteria di cannoni centrale, posizionata su uno dei pochi punti da cui era più facile risalire fino a terra. Tanto bastò comunque a far esultare i soldati imperiali che, coordinati dai loro ufficiali, avanzarono verso la spiaggia per finire i predoni rimasti. Questi si raggrupparono formando un gruppo variegato di giganti nordici tatuati e coperti di pellicce pronti a vendere cara la pelle. Quando i soldati imperiali furono ormai a portata di carica, girda lancinanti di terrore provenienti dalle loro spalle distolsero la loro attenzione dai norsmanni davanti a loro.
Quello che videro, furono alcuni cavalieri bardati più o meno alla stessa maniera degli uomini sulla spiaggia, in sella a poderosi stalloni dalla pelle scura che caricarono sbucando dagli alberi del bosco esattamente ai fianchi del fronte imperiale passando a fil di spada ogni soldato della prima batteria di cannoni, caricando i serventi delle macchine successive senza neanche fermarsi. I predoni approfittarono di quel breve istante di distrazione per caricare le loro controparti del sud, gettando nello scompiglio la formazione dell'Impero che tentò debolmente di reagire; se fossero rimasti lì le macchine da guerra sarebbero andate sicuramente perdute, ma se si fossero voltati avrebbero subito perdite mostruose da parte dei nordici davanti a loro. Intanto le navi norsmanne avevano nuovamente issato le vele, e il suono dei tamburi che davano il ritmo ai rematori era udibile fino alla spiaggia.

Kemmler caricò la propria carabina a ripetizione in fretta e furia con la vista distorta a causa del sudore che gli colava sugli occhi. Alcuni dei serventi si erano già dati alla fuga abbandonando qualsiasi cosa avessero con sè e quei pochi rimasti erano bianchi come latte per il terrore. Quando i predoni ebbero terminato il loro lavoro con la seconda batteria, spronarono i cavalli verso di loro lanciando urla in una lingua che non si sforzò nemmeno di capire; qualcuno di loro si era anche preso il tempo di appendere alla sella le teste sanguinanti degli uomini appena uccisi.

Controllò frettolosamente che il meccanismo a molla non si inceppasse e si sforzò di aspettare che arrivasero più vicini. Fu questione di pochi secondi, poi premette il grilletto scaricando un nugulo di proiettili che abbatterono un paio di barbari urlanti; questi vennero schiacciati dai loro compagni che passarono su di loro senza nemmeno rallentare. Kemmler stava per farsela sotto dalla paura e chiuse gli occhi raggomitolandosi a terra per il terrore aspettando il colpo finale.

Ci fu uno schianto mostruoso seguito dal nitrire dei cavalli, però non morì, anzi, ebbe l'impressione di sentire qualcuno parlare la sua stessa lingua. Tremante, si sforzò si alzare lo sguardo e vide un nutrito gruppo di templari corazzati dalla testa ai piedi nelle loro armature laccate di nero e oro decorate con numerosi simboli a forma di sole. I predoni norsmanni erano stati a loro volta colpiti sul fianco, trovandosi schiacciati tra il bordo della scogliera dove i cavalli non potevano passare e i templari dell'Impero. Quando tutti i predoni furono eliminati smontarono da cavallo abbandonando le proprie lance da cavaliere seguendo gli ordini dell'unico ancora in sella. Uno dei templari gli corse incontro; era un ragazzo giovane, poco più che ventenne forse. Non indossava un elmo, ma notò un lieve rigagnolo di sangue rappreso sulla fronte - State bene? - chiese questi con il fiatone.

- S-si...sto-sto...bene...-

Il ragazzo gli diede una pacca sulla schiena e lo rimise in piedi afferrandolo per le spalle - Voi! - urlò all'indirizzo dei serventi rimasti - Mettetevi a sparare subito con quei cannoni! -

Un pò titubanti, i serventi si misero a caricare i cannoni mentre il ragazzo si rivolse all'ingegnere - Dopo quello che hanno fatto, voglio vederli affogare. - disse all'ingegnere cercando di incoraggiarlo - Li ripagheremo con la moneta più pesante che abbiamo. -

Come a voler sottolineare le sue parole, uno dei cannoni sparò un colpo che fece sobbalzare entrambi gli uomini che seguirono la traiettoria della palla di cannone. Questa colpì perfettamente la nave norsmanna che per un attimo parve traballare mentre alcune figure si gettavano in acqua. Quando l'ingegnere si voltò ai templari si era aggiunto un piccolo reggimento delle truppe provinciali, anche se non recavano la tipica livrea del nordland gialla e blu. Non che a quel punto gli importasse più di tanto. Si mise a ridere in una maniera quasi maniacale, colto dall'euforia per essere ancora vivo e per avere la possibilità di farla pagare ai propri assalitori.


Avevano respinto i norsmanni sulla spiaggia,ma la seconda ondata fu la peggiore. Senza il supporto delle altre batterie di cannoni, buona parte delle navi rimaste riuscì a scaricare il proprio carico di guerrieri che si lanciarono contro le fila imperiali sulla spiaggia. La salita che conduceva ai cannoni era presidiata da un piccolo gruppo di miliziani e dai templari, in numero leggermente ridotto poichè alcuni di essi avevano preso il posto degli ufficiali deceduti durante lo scontro iniziale. Ormai i morti di entrambe le fazioni coprivano la sabbia che aveva cominciato ad assumere una tonalità rosso scuro mentre corvi e gabbiani si contendevano quel macabro banchetto.
In mezzo al caos dello scontro, c'era una zona in cui nessun imperiale osava avvicinarsi. Un campione del caos corazzato dalla testa ai piedi si stava aprendo una via di sangue in mezzo alle truppe provinciali per cercare di raggiungere i cannoni insieme alla propria guardia personale formata dal gruppo di guerrieri norsmanni meglio equipaggiati apparsi fino a quel momento. I templari si aprirono la strada fino a loro dando inizio ad una serie di scontri che erano più simili a duelli veri e propri. Nether abbattè l'ennesimo norsmanno con un affondo tornando immediatamente a coprirsi con lo scudo. Ormai l'armatura era chiazzata ovunque di sangue, e non vedeva più da uno degli occhi a causa della ferita che si era riaperta e che faceva colare la calda linfa vitale su di esso. Maledisse tra sè e sè la sfortuna che lo perseguitava e il norsmannoche si era voltato all'ultimo secondo lanciandogli contro la propria ascia; l'elmo gli aveva permesso di subire il colpo restando vivo, ma spettava a lui adesso mantenere quello status.

Quasi senza rendersene conto si trovò insieme ad altri soldati e cavalieri davanti al campione del caos e a quello che restava dei suoi fedelissimi. Per un attimo ebbe un brivido quando fissò gli occhi di uno di questi ultimi e questi restituì lo sguardo, e in quel momento seppe che quello sarebbe stato il suo avversario per il resto dello scontro.

Entrambe le parti caricarono pronte a giocarsi il tutto per tutto. Il norsmanno menò un fendente laterale con lo spadone a due mani che venne però deviato dallo scudo d'acciaio di Nether; quest'ultimo tentò di aprirsi un varco nella guardia riuscendo a compire di striscio l'avversario con un'affondo aprendogli una piccola ferita sanguinante al torace. Il norsmanno tornò all'attacco menando numerosi colpi con una forza che Nether faticò a contrastare tanto che più di una volta temette di finire con il braccio staccato. Ad ogni colpo però lui riusciva ad aprirsi la guardia per un istante utile ad aprire una nuova ferita all'avversario. Questi menò un fendente di lato urlando come un folle, ma anche stavolta venne parato dallo scudo del cavaliere che però cominciava ormai a piegarsi. Nether fece mezzo passo in avanti quando questi cercò nuovamente di colpirlo, stavolta dall'alto; scartando di lato, riuscì a evitare il colpo per un soffio mentre il norsmanno scattava all'indietro cercando di portarsi fuori dalla gittata della sua lama e, allo stesso tempo, per cercare di aggirarlo e colpirlo nuovamente in un punto scoperto. Con una mossa rischiosa, Nether abbasò lo scudo girando su sè stesso nella direzione che aveva preso il norsmanno menando un tale fendente da staccare quasi di netto la gamba destra del guerriero che cadde a terra urlando.

Si girò in tempo per vedere alcuni alabardieri tentare di respingere il campione del caos. Corse incespicando verso di loro con i muscoli che dolevano solo per essere sbattuto a terra da un colpo di scudo di un norsmanno vicino. Istintivamente rotolò sulla sabbia alzando il braccio per colpire il suo assalitore. Questi deviò il colpo e lo colpì con un violento pugno al volto che, gli fece perdere i sensi.



Riaprì gli occhi che ormai era notte fonda. Lo capì dal freddo pungente che gli assalì le carni, non dal cielo, poichè quest'ultimo era sostituito da quella che sembrava una tenda. La sua mente cercò di mettere insieme quanto accaduto, per buona parte inutilmente. Tentò di aprire l'occhio sinistro e fu ben lieto di vedere che qualcuno gliel'aveva pulito, anche se continuava a sentire dei forti dolori alle braccia e al volto.
- Poteva andarti peggio. - disse una voce divertita poco lontana da lui.
Nel suo campo visivo entrò un uomo pelato che identifico subito come un prete guerriero sigmarita - Ti senti meglio? -

Nether si limitò ad emettere un lungo mugolio incerto.

Il prete sorrise - Capisco, effettivamente ti sei preso una bella legnata. - disse mettendosi accanto a lui controllando alcune ferite superficiali.

- Chi sciei? - chiese il cavalierie prima di lanciare un'altro mugolio di sopportazione - Ecco sci mancafa sciolo il viscio tummefaffo...-

- Hai preso prima uno scudo in faccia e poi un pugno da un norsmanno grosso quanto un armadio, cosa ti aspettavi figliolo? -

Nether storse il naso, un pò per accertarsi che fosse integro, un pò perchè non gli piaceva farsi chiamare "figliolo" dagli estranei - Abbiamo Finto? -

- Si abbiamo vinto, il loro capo è stato ucciso...ma ci vorrà del tempo prima che arrivino dei serventi in grado di usare quei cannoni, e le perdite sono state parecchie...non sono stati tutti fortunati come te. -

Nether rimase in silenzio a meditare per qualche secondo su quello che era accaduto, chiedendosi se la cosa avrebbe potuto svolgersi diversamente. Era difficile dirlo, c'erano troppe variabili. Poi venne colto da un pensiero improvviso, seppur banale - Ma tu chi sciarescti? -

- Mi chiamo Hendioke. Adesso comunque non ha importanza, prima di parlare ancora devi riprenderti...e quando ti sarai ripreso...- facendo per andarsene - dovremo fare una chiacchierata...-



OT: Uff...ci è voluto un pò per creare una storia riguardo a:perchè cavolo un middenlander che ha fede in ulric entra in un ordine templare di myrmida...magari si poteva far di meglio, ma son le 2, ho cancellato e riscritto per 4 ore provando varie storie XD
Se possibile, vorrei che fosse Lionel a essere segnato come Auxilia in gilda mentre Netheril (il nome sarebbe "Nether" ma me l'hanno fregato -.-) vorrei fosse segnato come main pg. Per il resto fate vobis, se qualcosa non va ditemelo.



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