Background:Urfang

Cromak

Lurker
<Era l'alba e il sole illuminiva le pendici del Monte Occhiorosso mettendo in fuga le ultime ombre notturne. Un fuoco di bivacco vicino a un goblin che mangiava avidamente appolaiato sopra una roccia-"Finalment' un pazt' decent'!"-parlò nel suo linguaggio pelleverde. Intanto pensò -"Da quand' mi hann' eziliat' dalla mia tribù,Lun' Eclitzat', di goblin delle tenebr' a kaus' di una discordia:volev' ezplorar' il mond' ,accertar'se le notizie che giungevan' eran' ver' al più prezt',nonoztant' le avvertenz'....Il mio error più grand' fu di prender' un gran' numer' frecce e cercar'molt' kompagni zenz' permezz' del grand' kap'.... Si alzò di scatto buttando a terra l'osso della sua preda su un mucchietto e improvvisamente urlò-"Sol' Gork e Mork han' evitat' ke tutt' gli altr' gobli' mi linciatzer'! Passando sopra la mano si assicurò che l'arco fosse attaccato alla faretra piena di frecce così come lo era uno stiletto alla cintola sul piccolo usbergo di anelli di ferro mezzo arrugginiti e corse via. "Tutt' kuell' ke ho prez' è lo stretz' neccezar' per zopravviver' fin' alla deztinazion':le forest' che precedon' I Confin' del Mond',non le kiamav' kozì prima d'ezzer zkappat' dal mio villag' zotteran' , e li troverò goblin,orki con mucchi gambakorta da pikkiar' e strangolar',forz' pure degli omi,chizzà ke divertiment'!" pensando a quello scenario la bocca del goblin delle tenebre si contorse in un sorrisetto malefico. Smorzata il lampo di felicità pensò ai problemi che avrebbe incontrato nei prossimi giorni e più precisamente alla mancanza di pozioni ai funghi,la lunghezza del tragitto unita al fatto che doveva girare molto circospetto di giorno poichè poteva incappare in bande di goblin rivali oppure una rara carovana umana o gruppi di orchi sbandati in cerca di cibo;cosa che il goblin delle tenebre non aveva faticato a procacciarsi almeno fino a quel momento. La piccola figura verde camminava più svelta possibile tra l'erba ,scostandola e muovendola al suo passaggio,mentre si allontananava sazio e di nuovo in forze dal paesaggio roccioso della montagna....No,non era solo un monte quello che si lasciava alle spalle....perchè la sua vecchia esistenza e tutto quello per cui aveva lottato fino ad allora scivolavano nei meandri dei ricordi con lo scopo di far posto al destino sconosciuto che lui stesso,o "qualcuno" per lui,aveva scelto.> Continua....

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<Dopo più di una decina di faticose ore di marcia, sentì il bisogno di riposare le sue stanche membra:"Ank' ze mi zon' lazciat' dietr' le tan' della mià tribù,potrei ripozarm' all' ombr' di un' buc' zottoter',ma son tropp' stank' per zkavar' " pensava mentre camminava scrutando il terreno e quando la trovò ci cadde quasi dentro perchè la buca che cercava era una galleria molto profonda e con un apertura abbastanza stretta,ma non gliene importava tanto che s'infilò dentro e si accomodò. Ma il suo rilassamento fu interrotto da un rumore di mettalo che cozzava su sè stesso e di terricio smosso che provenivano dalla parte più bassa del tunnel. Subito scattò in piedi e con una mano prese l'arco e con l'altra afferrò una freccia tricuspidale da caccia e l'incoccò sulla corda dell'arco. Avanzò qualche passo e attese lo sconosciuto mentre tendeva la corda. Vide salire dall'oscurità una figura mai vista prima :aveva la faccia di un ratto,ma era grande come lui,era bipede indossava una corazza completa e un elmo neri e agitava in mano un lungo coltellaccio. Tra sè è sè il goblin mormorò:" Ke zfortun' per te ,coz'-ratto,dato ke io zon' abituat' a skrutar' il buio e vizt' che zei coz' bardat' ti colpirò ezattament' nell'occhio deztr'..."Focalizzato il bianco occhio dell'obbiettivo tese ancora di più l'arco,scagliò la freccia e centrò lo skaven nel medesimo istante in cui l'avversario si avvide della presenza di un intruso e cominciava a caricarlo. Quest’ ultimo mugolò di dolore e tentò di strappare le tre punte della freccia dalla cavità oculare,ma non ci riusciva e non faceva altro che intesificare il dolore al punto che lasciò cadere il coltello per provare ad estrarla con entrambe le mani,ma al contrario la incastrò meglio facendogli perforare il cranio e infine si accasciò con l'intero corpo irsuto in preda a spasmi. Velocemente il goblin tirò fuori lo stiletto e ,dopo aver raggiunto il nemico, lo conficcò nel muso per essere sicuro che quello skaven mai visto prima fosse davvero stecchito. Con disappunto osservò che la sua freccia non si era conficcata nell'occhio destro,ma nel sinistro della creatura:" Mpf!Dev' ezercitarm' di più ed ezzer' più preciz',inoltr' la zfid' è ztat' trop' kort'…Però zon’ riuzcit’ a ucciderlo al prim’ kolp’,quind’ zon’ protett’ da Gork e Mork!"-bofonchiò-. Estrasse la freccia ,macchiata di sangue nero, dal cervello del cadavere e lo spogliò dell'elmo che subito indossò trovandolo quasi della sua misura. Trasportò il cadavere in direzione dell'apertura della galleria,poi tornò sui suoi passi e ne fece crollare gran parte pensando-" Magar' la coz'-ratto si era perz' per finir' propr' kui,ma cozì zon' al zicur' pe' molt' ore-. Spostò la sua attenzione sul morto:"Proverò a zgranokkiar' la tezt' e le kavigl',forz' zon' koriacee,ma ho kozì fam' che mi mangerei uno skuig inter' e poi riposerò e continuerò il mi' viag' ,ke forz' mi port' ai Confin' del Mond'.Ma ke dik?!Ze zon’ davvero nelle grazie di Gork e Mork arriverò zan’ e zalv’ laggiù e troverò una band’ di goblin a cui aggregarm! " Solo in quel momento rammentò i nomi dello sciamano goblin Gazbag e del capoguerra orco Grumlok ,futuri grandi condottieri dei pelleverde ,sentiti nella casa della sua ex-tribù .Usando la corazza ,ancora indosso allo skaven,come punto d'appoggio si sedette e gli morse una zampa.Erano passati tre giorni da quando il goblin aveva intrapreso il suo viaggio alla ricerca di una nuova tribù a cui unirsi,ma non aveva avuto fortuna finora.. Ormai aveva percorso,con molta circospezione, quasi tutta l'area delle Malelande. I suoi occhi potevano già osservare a poca distanza lo stagliarsi di imponenti montagne innevate: I Confini del Mondo erano vicini. Sapeva che era un grande azzardo varcare quel confine da solo,ma sembrava che Gork e Mork stessi lo volessero guidare verso quei luoghi,e precisamente a Karak Otto Picchi, per unirsi alla Waaagh di Grumlok e Gazbag. La bocca del goblin delle tenebre si deformò in un ghigno,mentre pronunciava queste parole:" Quezta diffikoltà no'è inzormontabile per un goblin guidat' da Gork e Mork!" Dettò questo,cominciò ad osservare la neve nella speranze di trovare qualche impronta che gli rivelasse la via più sicura da percorrere tra quei valici.> Continua(forse)...

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<Sfortunatamente,il goblin delle tenebre non riuscì mai a trovare la Waagh di Grumlok e Gazbag tra i valici innevati del Confine del Mondo.Anzi,se non avesse subito lasciato quella zona,sarebbe preso stato individuato da qualche pattuglia di nani.Disperato,marciò senza sosta e per diverse settimane verso sud esclusivamente attraverso foreste:non doveva assolutamente farsi vedere in giro,almeno fincè non l'avesse voluto lui.Giunto nella foresta dopo la quale sorge la citta che gli umani chiamavano Kislev,il goblin notò un sentiero tracciato col fuoco proprio nel bel mezzo del sottobosco.Ma che ci faceva un sentiero lì?Sopraffatto dalla sua curiosità da pelleverde,percorse il sentiero fino ad arrivare a una grande radura.Nel centro di essa si stagluava imponente un grosso monolito nero ricoperto di rune rosse.Il goblin delle tenebre non aveva mai visto simili rune,eppure si sentiva stranamente da quest'ultime.Perciò corse a perdifiato verso quella strana struttura e la toccò con una mano.A un solo tocco una parte dell'immensa energia del Warp si riversò nel piccolo corpo del goblin.Quello che ora egli vedeva non era più una foresta del Kislev,ma visioni che promettevano grande potere e ricchezze.In conclusione,gli fu offerta la possibilità di entrare nell'esercito del Signore del Mutamento.Senza esitazioni,il goblin accettò e sulla sua spalla s'impresse il marchio di Tzeentch per sancire l'appartenza alle sue legioni.Non era più un goblin delle tenebre perchè ormai era stato benedetto dall'oscura energia del Caos,il Warp .Il legame di sangue era sancito,ma non era ancora arrivato il momento di agire.No...quello era il tempo del raduno e dell'attesa,di cui egli ignorava l'esatta durata e il preciso svolgimento desiderati dal suo nuovo "maestro" .Il goblin caotico ripose il suo arco per terra insieme alla faretra e si sedette ad aspettare una qualche sorta di segnale o persino i suoi futuri compagni d'avventure in persona,a qualunque "razza malvagia" appartenessero ;purchè fossero stati toccati dall'energia del Caos,del Warp,come lui e avessero giurato fedeltà al Signore del Mutamento come aveva appena fatto lui...>. P.S. Il nome "Urfang" deriva da una decisone presa nel topic gdr"Nubi di Guerra",che considero a tutti gli effetti un ulteriore pezzo di bg collocato più avanti nel tempo degli eventi narrati qui sopra.
 
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