BG dei personaggi

HoudCamu

Divo
Ah... vediamo se ci siamo :p

quando non avete nulla di meglio da fare, date una lettura ;)




no, non ora! ho detto quando non avete di meglio da fare!

ah be.. si in effetti...

va be si dai leggete :p

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{ V’è una pergamena, lasciata ai piedi di una statua insozzata di sangue che domina una piazza di modeste dimensioni. Tutto attorno desolazione e sangue, sangue e desolazione}

Eccolo. Mi pare quasi di sentirlo.
Chiudo gli occhi, sposto con delicatezza ed un certo timore le mie mani avanti nel vuoto. Anche le dita timidamente si muovono e vanno a sfiorare quello che non può essere sfiorato, eppure ci provano. Mi sembra quasi di sentirlo scivolare su di me, finalmente.
In questo buio più totale tento di trattenerlo, i pugni si serrano, ma esso scorre via: Il Tempo. Tento allora di inspirarlo, trattenerlo dentro di me, viverlo, ma è inevitabile la conclusione, espiro.
Fugge, fugge oramai senza possibilità di poterlo fermare, ogni istante mi sembra l’ultimo ed Io, – si proprio così, perché mia è la colpa – Io, non riesco a trattenerlo, a riempirlo di significato.
Le daghe, intatte, sono già state riposte nelle apposite custodie in pelle.
La balestra è stata ripulita, con maniacale precisione. I dardi sono pronti a fischiare nell’aere.

Il Tempo è oramai giunto… giunto? Stupido che non sono altro.. sta correndo! sta scappando! o peggio ancora: mi è rubato.

Apro gli occhi. Abbraccio il mio villaggio con lo sguardo per l’ultima volta. Tutto è pronto.

Parto, parto alla ricerca d’un caro probabilmente già morto. Parto alla ricerca d’una fredda e lucida vendetta. Parto per un viaggio, che sarà l’ Ultimo Viaggio, dal quale non v’ è può ritorno.

Vivo questi ultimi miei attimi di vita – nulla in confronto ai secoli ai quali fui destinato – cercando di non farli scivolare via privi di significato. Mi afferro ad ogni istante, ad ogni momento, con le unghie e con i denti e, fin quando le mani non mi verranno strappate via dal corpo, imbraccerò le mie daghe gemelle... Combatterò.

Tu, viandante che leggi questo scritto, ricordami, così che io possa vivere in eterno nei tuoi racconti, nelle tue parole, finalmente in pace. Non chiederti il mio nome, poiché esso giungerà spontaneamente a te dai campi di battaglia, se ciò non avverrà, allora non sarò degno d’essere ricordato.

Chiudo gli occhi, sento l’aria nei polmoni. Tento per un ultima volta di sentirlo scorrere su di me, senza più la pretesa di fermarlo, ma nella convinzione di viverlo dandogli un significato.

Parto. Addio.




Un Elfo Oscuro


{ una pergamena arrotolata, nascosta tra due grandi rocce }

Il viaggio procede, oramai è la settima notte.
Continuo a dirigermi a Ovest, là dove la Nera Madre m’attende a braccia aperte ed Io non ho intenzione di farla aspettare troppo. Mi muovo nell’ombra della foresta, silenzioso e leggiadro, ma pronto a pungere in ogni momento.

Ho trovato un riparo confortevole questa notte, in una grotta ben nascosta, credo che mi fermerò qui qualche giorno in più dal momento che, in lontananza, posso intravedere delle fioche luci; devo essere nei pressi d’un villaggio degli Alti Elfi.

Nelle ore libere, poche invero, mi concedo di viaggiare col pensiero:

Viaggio nel passato… mi tornano in mente una serie di effimeri ricordi, inutili, insignificanti, eppure così cari. Un pensiero al vecchio Senz’anima, che tutto mi insegnò dell’arte del combattimento. Un pensiero a Houd, che m’aiutò a formare il mio carattere, facendomi vivere accanto a lui e concedendomi un’infinità di lezioni di vita. Mi ha reso quel che sono.

Viaggio anche nel futuro… mi sembra già di vedere nel riflesso delle daghe gemelle gli occhi di coloro che sgozzerò, senza nessuna pietà, nessuna esitazione, solo letale precisione. Poi mi accorgo che quegli occhi invero sono i miei – ebbene è proprio così, perché Io mi condanno a morte.

Poi torno al presente. Ai pugni che si serrano. Ai denti che si digrignano. Al cuore che sembra essere schiacciato sotto un immenso peso. Non v’è più spazio per i ricordi, non v’è più spazio per pensiero alcuno, solamente… Vendetta.



{ una pergamena lasciata sopra un pietra, in una grotta }

Non avrei mai pensato di morire da solo.
Avrei riso in faccia a chiunque lo avesse detto. M’ immaginavo al fianco dei pochi, ma cari, compagni, gomito a gomito, in un imponente battaglia, combattendo sino allo stremo delle forze per ciò in cui Houd mi aveva insegnato a credere, per ciò in cui credevo, in cui credo.

Ed invece muoio da solo.

La scorsa notte mi sono avvicinato a quello che sembrava essere un piccolo villaggio, le mie supposizioni erano esatte: Alti Elfi. Ho memorizzato la disposizione delle costruzioni. Contato le poche sentinelle. Osservato i bambini giocare… Nulla m’è sfuggito. E nulla mi sfuggirà.

Domani, al calare delle tenebre, il mio Fato si compierà. Prego la Nera Madre di concedermi ancora qualche giorno di vita, prima di strapparmi l’anima con la temibile falce.

Ma Io sono pronto.

Le daghe gemelle s’insozzeranno. I dardi fischieranno per l’aere. I loro occhi si riempiranno di disgusto, ma io non mi fermerò, troppo grande l’offesa arrecata… Maledetti… e maledetto il giorno in cui osarono giungere al mio villaggio, maledetto l’Alto Elfo che osò sfigurare il corpo esanime Senz’Anima, maledetti coloro che rapirono ( o peggio, temo ) Houd.

Sono pronto, dannati.



Un Elfo Oscuro





{ una pergamena, lasciata poco distante dalla precedente }

Ero pronto. Il gelo nel cuore, l’ardore nelle vene.

Qualcosa mi ha fermato. Ho udito in lontananza rumore di metalli dapprima, poi colonne di fumo, poi urla. Furtivo come solo un Elfo può essere mi sono avvicinato alla zona dalle quale provenivano tutti questi suoni, scegliendo una collina quale miglior punto d’osservazione.

Un esercito. Pelleverde, Elfi Oscuri e Caotici.

Tu che leggi queste pergamene, se udirai delle gesta d’un Elfo Oscuro unitosi ad un esercito, sappi che sono proprio Io. Il loro scopo? Non mi interessa. Li utilizzerò semplicemente per giungere ai miei fini.

Vendetta.





Un Elfo Oscuro



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l'esercito in questione nel mio immaginario era quello composto dai membri della gilda.. poi mi collegherei al bg di gilda....


ci sono incoerenze immagino qua e là! forza con gli insulti via via!! :p
 

Grant Mills

Lurker
Mi piace parecchio, tutto sommato. Ricordati cmq che tutti i membri della gilda hanno ceduto la propria anima a Tzeentch (gdristicamente parlando, ovviamente:asd: ), come da bg di gilda...quindi cerca di ricollegarti in qualche modo. Per il resto, va molto bene:)

EDIT-> Manca il nome del pg.
 

HoudCamu

Divo
Mi piace parecchio, tutto sommato. Ricordati cmq che tutti i membri della gilda hanno ceduto la propria anima a Tzeentch (gdristicamente parlando, ovviamente:asd: ), come da bg di gilda...quindi cerca di ricollegarti in qualche modo. Per il resto, va molto bene:)

EDIT-> Manca il nome del pg.
Riguardo il "cedere" l'anima a Tzeentch non l' ho escluso, non ho ankora detto nulla di ciò che succede dopo che mi unisco al vostro esercito.. Oppure la dobbiamo "cedere" :p tutti assieme?

riguardo al nome... " giungerà spontaneamente dai campi di battaglia" !!! mwahahah :p


^_^
 

il Maro

Lurker
prima stesura del BG di Grunhar (orco-Black orc):

Essendo che per noi orchi la nascita e la morte sono solo cosette, la cosa che conta di più x i clan della mia razza è solo la forza. Già da piccolo mi misuravo con gli orchetti del mio stesso clan, e fui subito consapevole che le lotte scatenavano in me solo furore, gioia nel vedere io mio avversario sottomettersi, questo accadeva anche quando gli altri clan si mostravano in segno di sfida. L'unica cosa che mi importava e mi importa tutt'ora è solo la mia smania di combattere, combattere x dimostare di essere il migliore, x vincire...
Il mio clan nn si fermò mai in un punto ben preciso, ci spostavamo irregolarmente formanto sempre un accampamento dove appostarci, sfuttando tutto ciò che la terra ci offriva (riducendola in miseria) e poi cambiando zona. Con una vaga certezza posso affermare che ci trovavamo in una zona collinosa quando un giorno, durante la solita battuta di caccia dove i giovani orchi, tra i quali c'ero io, dovevano portare il cibo e rinfocillare così il clan, ma al nostro ritorno trovai difronte a me uno scenario di distruzione e pozze di sangue dove giacevano i corpi dei nostri compagni che ci aspettavano col cibo, e oltre ai loro cadaveri vidi x la prima volta i corpi di alcuni esseri simili a uomini, ma molto più bassi con una barba lunga quasi quanto loro intrecciata in più modi... In quel momento sentii la rabbia dentro di me ribollire, gli occhi iniettarsi di sangue, le mie braccia tendevano a diventare più possenti di quanto già nn fossero, mi sembrò che i corpi di animali che portavo in spalla fossero divenuti più leggeri. In quello scenario, con qualla rabbia in corpo giurai a me stesso vendetta x il mio clan contro quella razza che lo sterminò.
Nella nostra situazione ci unimmo a un altro clan, ovviamente sottomettendoci a questi, alcuni di noi molto ambiziosi furono massacrati dal capo clan avversario, che ovviamente era molto più abile ed esperto di numerose battaglie. Una volta parte di questo gruppo di orchi che portava con sè anche degli orchetti che a prima vista sembravano orchi, che xò erano molto più bassi di noi e avevano anche capacità magiche, venni a conoscenza solo in seguito che si trattasse di goblin, ma nn diedi molta importanza a quel particolare. Mentre ci spostavamo verso nord, vidi fiamme, nn fiamme comuni (lo venni a sapere sentendo 2 goblin parlare ta loro), che ardevano qualcosa ma nn mi avvicinai mai per vedere cosa fosse successo o meglio nn mi importò gran chè, e lo stesso penso valga anche x i capi clan.
Una notte i goblin diedero notizia ai capi clan che dovevamo dirigerci a nord x incontrarci con coloro che sarebbero stati i nostri padroni, poichè una chiamata era stata inviata da una persona molto potente e noi dovevamo unirci a essa x sua volontà, io sentivo dentro di me il gusto della vendetta avvicinarsi e la voglia di eliminare coloro che annientarono il mio clan, uccidento tutti quelli che si sarebbero messi tra me e la mia sete di vendetta; ciò mi esaltava...

P.S.: è il primo BG in vita mia che faccio... e accetto volentieri consigli :)
 
Ultima modifica:

Ghazghkull

Lurker
non è male anche se un orco (specialmente se un capoclan) non si farà mai uccidere per "difendere" altri orchi :p non è nella natura degli stupidi pelleverde :p

ah ed il grido WAAAAAAAAAGH! è più un grido di carica o di vittoria più che uno di disperazione perchè i tuoi compagni del clan sono stati sterminati da nanerottoli che potresti usare come sgabelli :asd:

poi vabè è il tuo primo bg del personaggio ed io non mi permetto nemmeno di cirticare quelli degli altri perchè non ne ho mai fatto uno "attentamente".:)
 

il Maro

Lurker
non è male anche se un orco (specialmente se un capoclan) non si farà mai uccidere per "difendere" altri orchi :p non è nella natura degli stupidi pelleverde :p

ah ed il grido WAAAAAAAAAGH! è più un grido di carica o di vittoria più che uno di disperazione perchè i tuoi compagni del clan sono stati sterminati da nanerottoli che potresti usare come sgabelli :asd:

poi vabè è il tuo primo bg del personaggio ed io non mi permetto nemmeno di cirticare quelli degli altri perchè non ne ho mai fatto uno "attentamente".:)
modificato correggendo gli errori che mi hai elencato :D
 

Apollion

Lurker
Antonius, questo era il nome che gli fu dato dai suoi genitori, nacque sotto quello che gli imperiali conoscono come la Stella della Strega (1); sin dalla nascita fu un bambino sveglio e vispo sempre interessato ad ogni cosa ed alla conoscenza sopra ogni altra cosa.
Quando aveva tre anni fece un incontro strano: nel giardino della loro villa a Remas (2) un viandante si fece largo e, approfittandosi dell’assenza dei genitori e della servitù, mostrò diversi prodigi all’infante che ne restò affascinato a tal punto da continuare a sognarli per i giorni e gli anni a seguire.
L’interesse di Antonius fu votato da quel momento innanzi alla magia, voleva assolutamente impararla e si applicò al massimo delle sue capacità al fine di raggiungere il suo obiettivo; fu così che i suoi genitori assunsero un tutore e gli acquistarono i primi libri di magia minore.
All’età di sei anni incontrò nuovamente il viandante, o almeno così egli credette, ma questa volta il prodigio che gli fu mostrato fu di origine differente: gli fu predetta la nascita di un fratello tre anni innanzi il giorno del suo stesso compleanno e gli fu detto che era compito suo difenderlo ed educarlo alla ricerca della perfezione e della conoscenza dato che Uno dei Quattro li aveva benedetti ma pretendeva che non vi fosse debolezza nei suoi servi.
Turbato dalle parole del viandante Antonius tornò ai suoi studi convinto esso fosse oramai divenuto un vecchio pazzo ma quando, a pochi mesi dal suo nono compleanno seppe che sarebbe nato un fratellino (fratellino che, guardacaso, nacque anch’esso proprio il giorno del nono compleanno di Antonius), sprofondò nel panico e nell’estasi: come poteva un vecchio sapere ciò tre anni prima? Questa era forse la dimostrazione che lui e suo fratello sarebbero stati parte di un qualcosa di più grande? Di un Disegno Maggiore?
Il giorno del proprio nono compleanno Antonius festeggiò anche la nascita di Ottavianus e da quel momento fino al proprio diciottesimo compleanno non ci fu notte che nei propri sogni non incontrasse grottesche creature in continua mutazione sempre sogghignanti e ridacchianti che gli consigliavano come meglio fare per diventare migliore degli altri e per educare al meglio suo fratello.
Negli anni a seguire diverse volte Antonius ebbe la possibilità di incontrare il viandante o altri servi del Mutamento e ogni volta un nuovo tassello fu posizionato nel mosaico della vita dei due fratelli di Remas.
Ottavianus crebbe forte e fiero, sempre pronto ad ascoltare i meravigliosi racconti che Antonius gli faceva e i giusti consigli che egli gli dava; durante i suoi primi nove anni fece molto esercizio fisico diventando famoso per tutta Remas per quanto fosse un bimbo bello e atletico; i successivi nove anni furono invece un misto di tecniche marziali e rudimenti di magia: Antonius infatti aveva notevolmente migliorato le proprie conoscenze e il fatto di essere giunto in possesso di alcuni manoscritti e grimori antichi gli aveva permesso di iniziare lo studio di una forma di magia ben più pura e potente, la magia del Caos.
Oramai i due fratelli segretamente avevano scelto di abbracciare il culto di uno dei Veri Dei, di uno dei Quattro, del loro Padre e Padrone, di Colui che muta i Percorsi, del Grande Architetto: Tzeentch si era fatto strada nelle loro anime e oramai essi gli appartenevano.
Fu così che diversi anni dopo, convinti i loro genitori, presero la maggiore delle navi della loro compagnia mercantile di famiglia e condannarono essa ed il suo equipaggio per la loro gloria: essi la fecero navigare verso nord fino alla Desolazione e qui si addentrarono entro essa fino a che, avendo rinunciato a tutta la loro vita passata ed essendosi consacrati anima e corpo al Mutamento, non gli fu fatto dono di una armatura del Caos.
Antonius divenne uno stregone di Tzeentch mentre Ottavianus ne fu un campione prescelto; essi vissero e combatterono nel nome del Fato ed in nome di Esso posero termine a miriadi di infedeli disgustosi e pietosi.
Ora, uniti come sempre dal capriccio del loro Dio, essi si apprestano a combattere ancora in nome del Destino!

1) Nello zodiaco imperiale è il segno della Magia
2) Remas si trova in Tilea, il corrispettivo dell’Italia nell’ambientazione di WHF

Questo è il BG dei miei due pg, non sapendo ancora se giocherò prima il prescelto o lo stregone ma sicuro che li giocherò tutti e due alla fine ho pensato di postare un BG unico che li introducesse entrambi; spero vi piaccia.
 
L'idea per me è oki, ma....

come aumentano i tuoi poteri secondo dopo secondo se non sei votato ancora ad alcun Dio? ( come dici poi sotto )
il chaos è malleabile.. assolutamente INDEFINITO per natura stessa.. nn esistono leggi ke ci permettono di determinare come ottenere potere.
inoltre oltre alle 4 divinita esiste il phanteon del indiviso.. cioe venerare il chaos allo stato puro.
sappiamo infatti ke i 4 dei nn sono altro ke demoni ke prevalgono sugli altri (scioccante vero? è scritto nei vecchi manuali di war 40k)
Non credo si possano compiacere contemporaneamente tutti gli dei, essendo rivali tra loro... però riguardo questo preferisco lasciar parlare qualcuno che ne sa di più...
come sopra, si puo compiacere il caos indiviso (e quindi diciamo tutte le divinita)
inoltre a volte ci sono occasioni ke richiedono l'alleanza di tutti e 4 i poteri, pertanto compiere un impresa puo gratificare Khorne come Slanesh

sta pianificando il suo ritorno.... ritorno dove? e perchè?
dai tempo al tempo

"per essere infine giustamente sacrificate anche loro"... mh, da ciò che ho capito se servi Zteentch ( oddio non ricordo il nome corretto scusatemi :p) non sei un pazzo sanguinario e molto probabilmente non uccideresti gli altri servitore del tuo Dio... ( ma anche qui lascia commentare a qualcuno che conosce il bg di WAR meglio di me )
al momento nn ero ancora sicuro ke ci fosse un unica divinita, tantomeno che questa fosse Tzeench.. ora ke lo so indirizzero il mio bg verso Tzeench.
cmq, il fatto di essere di Tzeench, molto + di essere di Khorne, mi autorizza a mandare alla morte i miei alleati... basti vedere come Arhiman (in wh40k) abbia ridotto in polvere (letteralmente :asd:) e sigillato nell'armatura, ogni componente della sua legione oO
il tradimento è pane x i discepoli di tzeench.
 

Apollion

Lurker
sappiamo infatti ke i 4 dei nn sono altro ke demoni ke prevalgono sugli altri (scioccante vero? è scritto nei vecchi manuali di war 40k)

al momento nn ero ancora sicuro ke ci fosse un unica divinita, tantomeno che questa fosse Tzeench.. ora ke lo so indirizzero il mio bg verso Tzeench.
cmq, il fatto di essere di Tzeench, molto + di essere di Khorne, mi autorizza a mandare alla morte i miei alleati... basti vedere come Arhiman (in wh40k) abbia ridotto in polvere (letteralmente :asd:) e sigillato nell'armatura, ogni componente della sua legione oO
il tradimento è pane x i discepoli di tzeench.
I Quattro sono sì demoni ma quello che è più importante, e normalmente viene dimenticato, è il significato della parola demone in WH: i demoni altro non sono se non ammassi di energia pura dell'Aethyr dotati di coscienza. Essi normalmente non sono "liberi" inquanto i sentimenti che li caratterizzano e generano sono limitati; nel caso di ammassi potenti come le divinità minori del Caos (principi demoni, pianeti dotati di un anima propria ecc...) o come quelle maggiori (i Quattro e sostanzialmente lo Star Child, nonchè la vera natura dell'Imperatore di WH40K) questi non sono caratterizzati per un solo o pochi sentimenti/speranze/ideali ma per una varietà molto più grande (dalla quale guardacaso attingono il loro potere).
Ciò conferisce loro una "personalità" complessa e ciò nonostante strettamente legata a ciò che li genera e potenzia; l'unica sostanziale, ovviamente, eccezzione è il Caos inquanto tale: Esso è Dio nel senso proprio del termine, non ha fine se non l'esistere e rinnovarsi in un ciclo eterno del tutto slegato da quello che avviene in esso (inquanto in realtà non influenzabile nella sua vera natura ma solamente nella sua rappresentazione).

Per capire bene i cultisti di TzeenTch (ti eri perso la "t" finale) bisogna capire che essi sono caratterizzati principalmente da 2 atteggiamenti e visioni delle cose:
1) la ricerca della perfezione intesa come efficenza ed efficacia: per essi tutto è Mutamento, Evoluzione (diversamente da quelli di Nurgle che credono nel principio opposto, cioè nell'involuzione della vita) e pertanto non ci si può mai fermare, accontentare. Non si può accettare la fine inesorabile inquanto la fine deve necessariamente concretizzarsi con l'inizio di qualcosaltro.
2) il fatalismo più totale: Tzeentch esiste al di là del tempo e dello spazio; non vi è nulla che Esso non abbia visto e compreso. Ogni accadimento, anche il peggiore, è inquadrato e funzionale al Grande Disegno. il Grande Disegno è il progetto di Tzeentch, un progetto che esiste dalla presa di coscienza della Divinità e che si concluderà quando ogni cosa finirà (a logica i cultisti di Tzeentch che arrivano ad essere principi demoni comprendono che ogni cosa tornerà indistintamente al Caos e pertanto trovano il senso della loro esistenza nel compiere gesta che facciano accadere ciò nella maniera per loro più apprezzabile).

I cultisti di Tzeentch possono tranquillamente tradire i loro fratelli ed anche i loro genitori se ritengono che il Fato necessiti il sacrificio di questi individui. Agli occhi di Tzeentch tutti siamo pedine e nessuno è insacrificabile... pertanto fino a quando si funziona si vive e si prospera, dopo si muore e si è utile morendo...

Se consideri Ahriman lui non tradisce, la Rubrica viene fatta per fermare il decadimento fisico dovuto alle mutazioni ed il conseguente decadimento mentale portato dalla follia che accompagnava le mutazioni: il fine di Ahriman e del Consiglio non era di condannare ma di salvare la Stirpe dei Mille. Quando la Rubrica funzionò "storta" e la maggiorparte dei marine si trovò imprigionata a vita Magnus il Rosso era pronto a distruggere Ahriman ma Tzeentch gli disse che faceva parte del suo Disegno. Ahriman fu così esiliato e 10.000 anni circa dopo l'evento riuscì, proprio perchè fu esiliato, a entrare nella Biblioteca Nera degli Eldar carpendone dei segreti che gli hanno, alla fine della campagna Occhio del Terrore, permesso di tornare nelle grazie di Magnus potendo ritornare sul Pianeta degli Stregoni.
Tutto ciò che accadde era pertanto stato studiato al fine di un bene superiore: il Grande Disegno.

Quello che potevi portare come esempio semmai era il fatto che Tzeentch non permise alla Stirpe dei Mille di accorgersi che gli infami Lupi Siderali e l'Adeptus Custodes stavano per invaderle a tradimento il pianeta (Prospero) attaccandola di sorpresa... con l'intento di sterminarli tutti... (ciò nonostante anche questo, nell'ottica di Tzeentch non è stata di certo una sconfitta, anzi, forse una delle + grandi vittorie di sempre)
 

Olderico

Divo
Gdr on

Khael Assassino elfo Oscuro.


Il lento gocciolare del sangue riecheggiava fra gli anfratti della grotta, tramutandosi in un grottesco lamento precursore di morte.
Le piccole luci delle candele vibravano come eccitate davanti al sangue, mentre tingevano di rosso le pareti lisce e umide della grotta.
Uhaaaaaaaaaaaaarrrrgh
Di tanto in tanto delle urla strazianti rompevano un silenzio innaturale, infrangendosi contro le pareti della grotta. All’esterno , le urla si perdevano tra le fronde degli alberi della foresta e le pareti scoscese della montagna.
In quegli istanti, quando una vita lentamente ma inesorabilmente andava spegnendosi, un ghigno beffardo e compiaciuto appariva fra le ombre.
Ultima immagine diabolica e sarcastica per gli occhi stanchi e doloranti di quella vittima sacrificale.


Rannicchiato in un cantuccio della grotta, avvolto tra le ombre, Khael osservava compiaciuto il suo lavoro. Era passata un intera giornata ed una nuova, a breve sarebbe arrivata.
Il suo prigioniero non si contorceva più, ma era ancora lì, vivo.
Quella insignificante vita nelle sue mani.

Le gocce di sangue picchiettarono la superficie di una pozza ricolma di sangue. Un piccolo rivolo giunse fino al suo cantuccio.
In quel rivolo , arteria rossa nella nera roccia della grotta, Khael vide il riflesso dei suoi occhi. La luce flebile ed il riflesso del sangue li rendevano maligni, rosso demone, rosso Khaine.

Erano tempi quelli che lui non capiva.
Era stato educato fin da piccolo all’arte dell’assassinio , all’arte dei veleni. Introdotto al culto di Khaine prima ancora di saper parlare.
Uccidere è in alcuni un abilità innata, dono concesso dallo stesso Khaine, che si manifesta fin dalla tenera età.
Lui fu un prescelto, un destino dal quale non ci si poteva sottrarre. Un destino costellato dal sangue, dalla morte, dalla gloria e dall’inarrestabile desiderio di onnipotenza.
Le questioni del mondo e del pensiero che non riguardassero Khaine, la morte come arte ed abilità di saper uccidere, il sangue ed i veleni, non erano argomenti per i quali provasse interesse.
Ma gli eventi del mondo si erano fatti piu pressanti, impossibile restarne fuori. Anche nella sua terra natale gli eventi del mondo avevano portato con se inquietanti presagi per il futuro della sua stirpe.
Era, come gli altri fratelli del culto di Khaine, devoto e servo del Solo Re.
Ma il culto del piacere stava diffondendosi troppo rapidamente fra le schiere dei suoi simili. Aveva visto esseri a lui inferiori, indegni del marchio di Khaine , acquisire agilità e forza . Altri salivano le cariche militari fin troppo velocemente. Il suo stesso maestro venne battuto da uno di questi “infedeli”.

La peste Khael , la peste, si sta diffondendo fra di noi , ultimi figli della reale stirpe. Prima vengono ingannati, poi corrotti ed infine consumati. Noi Figli di Khaine sottomessi al Dio del Piacere. Quando il vero piacere era bere il sangue delle vittime, era offrire in sacrificio cento , mille schiavi al Solo Dio.
Noi eravamo l’unica, la vera stirpe. Adesso i nostri deboli cugini ci sbeffeggiano. Siamo lo zimbello di questo mondo ed è una cosa che non possiamo tollerare.
Morati, è lei la nostra rovina.


Quelle furono le ultime parole che senti dal suo Maestro Delerek , venne ritrovato giorni dopo, sgozzato. Il sangue sparso a terra e sul petto marchiato a fuoco il simbolo di Slaanesh a sfregio e deriosione.
Quello fu la goccia di troppo.
L’omicidio era all’ordine del giorno, ma i membri del culto non furono contenti. Un maestro era stato ucciso senza officiare il rito, senza rendere grazia a Khaine, e quel marchio era un offesa a tutti loro.
L’odio e l’ira si liberarono e lotte intestine ai due culti scoppiarono nella terra dei figli di Khaine, dei discepoli del Re Stregone.

Fu a causa di questo che Khael decise di allontanarsi da quella terra ormai corrotta. Sparsi nel mondo altri avamposti Elfici esistevano. Lì avrebbe potuto rifugiarsi, continuare i suoi studi e diffondere il culto di Khaine, là, dove l’opera dell’infedele Morathi e delle sua cerchia di lascivi e corrotti servi, non era ancora giunta.


Ummmgh, ummmmgh!!!

Il prigioniero rantolò emettendo dei suoi.
Khael si riprese dai suoi ricordi.
Osservo nuovamente il suo prigioniero, poi voltandosi verso la curva oltre la quale stava l’entrata della grotta, noto che i primi barlumi del nuovo giorno facevano capolino fra le tetre ombre rosse.
Si avvicinò al suo prigioniero.
Con un rapido movimento pianto il pugnale sacrificale nel petto dello sfortunato. Il sangue si mischio al veleno per l’ennesima volta. Aggraziati gesti tagliarono le carni e disegnarono il simbolo di Khaine.
<< Il tuo , mio stolto amico è un Dio capriccioso e volubile......>>
Mentre parlava Khael guardava con disprezzo quel essere in pena.
<< Vi ha donato la forZA .... >>
Ummmgh - il pugnale si piantò nella parte sinistra del costato,
<< Vi ha donato l’agiliTA’ ....>>
Ummmgh - il pugnale si piantò a destra del costato.

Il sangue ne usci copioso da queste due nuove ferite.
Khael osservo le lame dei pugnali sacrificali che stringeva nelle mani. Il sangue defluiva veloce era il momento per concludere il rituale.
Cosparse il pugnale di un liquido verdastro assai viscoso. Un leggero fumo si alzo quando la sostanza tocco alcune gocce di sangue che punteggiavano le lame.
Khael guardo fisso gli occhi di colui che stava per sacrificare. Occhi rosso sangue i suoi. malvagi ed eccitati al tempo stesso.
<< Il vostro DIo è Una MENZOGNA, Voi che eravate gli Eletti siete adesso caduti in miseria. Vi ha tolto la coscienza che il vero piacere è nella tortURA!....>>
Il pugnale entro nuovamente, ma stavolta il corpo del prigionirero prese a muoversi
<< …nel suppliZIO …. >> la lama azzanno le carni nuovamente;
<< …nel portare la morte nel nome di KHAINE >> la lama azzannò le carni ancora una volta.
Il veleno entro in circolo rapidamente, fin dalla prima pugnalata. Ruppe i lacci del veleno usato per tutta la passata giornata, liberando il sangue, rendendo fluido. Intacco le cellule nervose amplificandone a dismisura le funzioni captative.
Il prigioniero venne presto rapito da rantoli e spasmi. Appeso alla parete della grotta attraverso catene uncinate proiettava ombre danzanti.
Una marionetta agonizzante nelle mani del suo carnefice.

Uhaaaaaargh!!

Il prigioniero si spense nel giro di pochi istanti , fra i dolori piu atroci. Era in quei momenti che Khaine si manifestava per impossessarsi dell’anima e del sangue.

Il sole lento sorse ed una forte luce illumino parte dell’entrata della grotta, proiettando di riflesso una coltre d’ombra ancora più intensa verso l’interno, tanto che la luce delle candele fu incapace di trafiggerla.
Ma in quel buio mentre una lenta nenia andava sorgendo, il ghigno malefico di Khael irruppe, mentre si ergeva fradicio di sangue:

Lode a Khaine Signore della Morte, Lode a Khaine Signore dell’Assassinio, Lode a Khaine nostro unico vero DIO!


Gdr off
Spero vi sia piacuto.
Come ho detto a Grant mi interesserebbe fare un po di Gdr lato Oscuro . Purtroppo non posso far parte della vostra gilda in seno a WAR poiche gia membro di un altra. Spero, tuttavia mi concediate l'opportunità di vivere qualche avventura con voi qui sul forum.
 
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Cromak

Lurker
GDR OFF.Ciao Olderico-Khael.Che storia,corposa e introspettiva pare quella che leggerò più avanti.I cattivi,gente oscura,attiranno(o lo fa Grant :look:) davvero parecchio gente.Da quanto tempo nessuno dava linfa al nostro gdr?Non ne serbo memoria.Ci vorrebbe qualche "buon animache facesse ripartire ,e penso che noi la seguiremmo a ruota, il gdr"il favore di Tchar Zanek"* getta occhiate ad Olderico*...
 
Ultima modifica:

Olderico

Divo
ciao Cromak.
ho dato un occhiata al Gdr il favore di Tchar'Zanek ma vedo che vi siete arenati alla prova dei mostri (anche se non ricordo se sia la 2a o la terza o piu^^)
Vorrei potermi inserire ma a prova inizia non so come fare. Aspetterò la conclusione, anche perche inserirmi cosi vorrebbe dire almeno 2 pagine di background per spiegare come e xke sia arrivato fin la.
 

Clawdio

Lurker
ciao Cromak.
ho dato un occhiata al Gdr il favore di Tchar'Zanek ma vedo che vi siete arenati alla prova dei mostri (anche se non ricordo se sia la 2a o la terza o piu^^)
Vorrei potermi inserire ma a prova inizia non so come fare. Aspetterò la conclusione, anche perche inserirmi cosi vorrebbe dire almeno 2 pagine di background per spiegare come e xke sia arrivato fin la.
Si si facciamo un poì di GDR assieme ( e intercedi per farmi fare un po' di GDR con l'ordo iustitiae perfavore ;) )
 

Valnir-DK

Super Postatore
Gdr On

Valnir, Guerriero del Caos, Prescelto di Tzeentch.

La tribù dei Kazhar si radunava quella notte, la cerimonia era prossima, dei nuovi guerrieri avrebbero attraversato ancora una volta quel sottile confine tra la semplicità della vita e la spietatezza dell' infinita guerra, il confine tra il mortale e il sogno dell'immortale, i guerrieri di Norska sono forgiati per questo, per superare questa linea, per combattere, altri sono forgiati per qualcosa di più grande, per essere i prescelti degli Dei Oscuri, ma solo i più forti trai barbari delle tribù di Norska vi riescono.

Molti guerrieri Kazhar erano partiti negli anni, solo uno era tornato, Jarl, il prescelto del Dio del Sangue, al suo ritorno aveva portato con sè molti della nostra tribù, aveva preso i più forti, chiedendo loro di seguirlo nella desolazione, intuibile il perchè, aveva bisogno di un esercito o semplicemente aveva paura di non resistere da solo contro i prescelti degli altri temibili dei del Caos. In pochi erano rimasti, la maggior parte erano stati attratti da Jarl a causa dei suoi possenti muscoli, della sua rossa armatura intrisa di sangue e aguzza di spine. Allora ancora giovane ed adesso adulto Valnir decise di non seguire Jarl, un pò per invidia, un pò per paura. La tribù Kazhar famosa per la sua ferocia era devota a Khorne, dio del sangue, e vedeva in Jarl il suo primo esponente, semplice dire quanto era stimato dai Kazhar. Valnir attendeva il suo momento, voleva realizzare il suo sogno, diventare un guerriero del Caos, non aveva preferenze tra gli dei, voleva semplicemente dimostrare la sua forza agli occhi degli Oscuri, non gli interessava se la sua Tribù era devota a Khorne, il suo obbiettivo era essere un prescelto ed ottenere i temibili doni degli dei oscuri.

Cosi iniziò la cerimonia, i guerrieri Kazhar si preparavano ad attraversare la desolazione, tra questi Valnir, il più anziano, dato che i più vecchi e forti avevano lasciato la tribù da diversi anni per seguire Jarl, scontato dire che nessuno aveva fatto ritorno.

Alle prime luci dell'alba i guerrieri si alzarono e partirono, ognuno per la sua strada, ognuno per conto suo, ognuno cercava lo sguardo degli dei, ma nessuno comprendeva le prove che gli aspettavano oltre quel temuto confine.

Il respiro si faceva difficile, l'odore insopportabile, l'ascia bipenne diventava incredibilmente pesante per Valnir, il barbaro dei Kazhar, che mai aveva esitato a brandirla con forza, ormai aveva oltrepassato i confini che dividevano Norska dalla desolazione, ma perchè quella spossatezza mai provata? Perchè quella fiacchezza?

Lamenti all'orizzonte .... che siano le urla dei compagni Kazhar? ... figure apparentemente stanche avanzavano oltre la nebbia, spade scomposte strusciavano il suolo roccioso, un odore nauseante e nubi di mosche li circondavano ... lo sguardo del possente barbaro si fece inquieto ... "UNTORI !!" Gridò nella sua mente, ecco la prima sfida degli dei, l'adrenalina caricò l'ira del barbaro che con indomabile forza alzò la sua ascia bipenne sopra la sua testa, i due untori erano lenti anche se inavvicinabili, Valnir sapeva come affrontarli.

La battaglia fu stancante quanto nauseante, l'ascia bipenne del barbaro di Norska era a dir poco dilaniata per non dire inutilizzabile dopo quella battaglia, gli acidi ed il vomito degli Untori la avevano modellata a loro piacimento. Questa era la prova per far capire al barbaro che doveva essere pronto a tutto e saper usare ogni tipo di arma. Pertanto eccolo sollevare la pesante lama di uno degli untori per affrontare le prove che gli dei avevano ancora da offrirgli. Riprese a camminare, l'odore tornò ad essere normale, il barbaro era stremato dopo la battaglia contro i demoni di Nurgle, ma era una stanchezza che non aveva mai provato durante le sue precedenti battaglie... una stanchezza che solo le terribili malattie di Nurgle potevano procurare... il barbaro uscì dallo scontro provato all'inverosimile...

Continuò ad avanzare stringendo i denti...

Canti ... Lodi ... Gemiti di piacere ... che fine aveva fatto la cupezza della Desolazione? Dov'era quell'odore temibile e insopportabile che aveva sentito in precedenza? Quali segreti riservavano queste lande desolate? Perchè tante contraddizioni? Una figura si fece avanti, una donna seminuda, era dai tempi delle raccolte che Valnir non vedeva donna di sì fatta bellezza... come era possibile trovarla nella desolazione, terra cosi famosa per la sua crudeltà? Valnir non era sicuro, ma queli occhi ... quella voce... era tutto cosi bello... tutto cosi soave... finalmente un pò di meritato riposo lo aspettava... Valnir fece cadere la spada del demone di Nurgle e si fermò a guardare quella donna che gli si avvicinava... Essa nascondeva le mani dietro la schiena e si avvicinava muovendo il suo corpo come fosse una sirena... una sirena... maestra ingannatrice, "SLAANESH" questo il nome del dio dell'inganno, pensò tra sè e sè il barbaro ... adesso sapeva cosa aveva davanti ... la demonietta era davanti a lui, il barbaro si inginocchiò afferrando la spada per l'impugnatura e abbassando la testa come in segno di ammirazione, la demonietta cominciò a parlare, quelle parole invadevano la mente di Valnir e la facevano contorcere ma il barbaro seppe resistere alla donna demone come seppe resistere al richiamo di Jarl ... le parole furono queste : "Oh magnifico barbaro, ti sei perso? Seguimi ed io saprò scortarti vi.... " Valnir si alzò di scatto e con un fendete a mezza vità tagliò di netto la Demonietta che cadde agonizzante a terrà mostrando le chele immense che prima nascondeva dietro la schiena... il barbaro sapeva di aver superato un altra prova, non era caduto nei temibili tranelli del signore dell'inganno...

Valnir sentiva che mancava poco alla sua fine, il suo corpo era martoriato dalla stanchezza e la sua mente era provata dalle orrende cose che aveva visto ... ma sentiva che non era ancora finita.. il barbaro riprese a camminare senza meta ... vagò per molte ore ... sapendo che la morte probabilmente sarebbe giunta o per stanchezza o per spada... in quelle terre si poteva trovare di tutto... la spada del demone di Nurgle si faceva incredibilmente pesante ma era l'unica difesa che il barbaro aveva ... anche se non sapeva se la forza nelle sue braccia era sufficiente a sollevarla ancora...

Zampe... veloci ... molto veloci ... dappertutto ... cos'era? Rumore molto simile a quello dei lupi di Norska ... ma molto più pesante ... ruggiti ... il barbaro scuoteva la testa da tutte le parti, guardandosi intorno ... ma niente ... solo nebbia ... ancora quelle zampate ... sempre più vicine ... il barbaro ricordò le sue prove ... Nurgle .... Slaanesh ... quei rumori di zampe non potevano certo essere bestie di Tzeench ... ed ecco che il barbaro si ingonocchia ... non avrebbe potuto niente contro i temibili mastini di khorne ... la stanchezza era eccessiva, la fine era giunta.

Valnir alzò la testa e vide un mastino correre verso di lui dritto davanti a sè ... quelle bestie erano stupide... forse c'era ancora una possibilità ... appoggiò la spada a terra con la punta rivolta verso il mastino e attese ... il mastino era sempre più vicino ... pochi metri davanti a lui spiccò un salto per addentarlo ma alzando la spada all'improvviso il possente barbaro riuscì a trafiggerlo ... il mastino rimase impalato sulla spada del demone di nurgle... Valnir lasciò la spada e cadde a terra stremato ... altre bestie si stavano avvicinando ... poteva sentirle sbavare, gemere, abbaiare, mordersi ... era giuntà la fine ...

Ed ecco sentirsi azzanare il possente braccio destro, le bestie stavano strappandogli la carne, Valnir non aveva più neanche la forza per emettere un gemito, un mastino gli strappò un avambracciò e scappò subito rincorso dai suoi simili che cercavano di strappargli il pasto...

All'improvviso un battito di ali durante quel secondo di tregua ottenuto pagando con un avambraccio ... Valnir alzò lo sguardo al cielo ormai bianco come un cencio ... incredibile ... ce l'aveva fatta ... sapeva il destino che lo aspettava ... Una creatura immensa con ali blu come la notte squarciava il cielo gemendo ed urlando ... i mastini si fermarono all'improvviso e scapparono a gambe levate ... il Manipolatore dei Destini lo aveva scelto e quello in cielo era il suo Demone Maggiore ... Valnir ce l'aveva fatta ... sarebbe tornato dalla sua tribù come prescelto di Tzeentch.

Nella sua mente sentì una voce, dalle sue orecchie non udi neanche una parola "E cosi sei stato scelto Valnir di Norska, il dio corvo ha posato gli occhi su di te, che il tuo braccio possa ricrescere tramite il potere della mutazione perchè Tzeench ne è padrone, tu andrai in battaglia e ucciderai per lui"

Valnir vide il suo braccio ricrescere, ma non come prima, la mano era grande e incolore, le vene si muovevano e si intecciavano tanto da poterle vedere muoversi a occhio nudo, si sentiva potente, era stato marchiato dal più potente degli dei del Caos.

Una potenza vincolata al volere del suo dio, una potenza che lo avrebbe ucciso se non avesse obbidito agli ordini del suo padrone, ma era proprio quella la potenza che stava cercando, la potenza di uno degli dei oscuri, e l'aveva trovata, Valnir ce l'aveva fatta, finalmente aveva qualcosa per cui combattere.

Il suo cammino come prescelto di Tzeench era appena cominciato.

Gdr Off

Mi sono un pò dilungato eh ... ma d'altra parte il cammino per diventare un guerriero del caos non è affatto semplice^^
 
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