Final Fantasy XV - Recensione



PREMESSA

Sono solito soffermarmi sempre nel delineare uno stralcio di storia, di background dei titoli che ho il privilegio di provare e di cui ho l'altrettanto onorevole compito di recensire. Non è questo però il caso: Final Fantasy non ha bisogno di presentazioni e perciò non ruberò spazio e tempo per dettagli che sono di pubblico dominio da decadi. Ciò che vorrei premettere all'intero corpo dell'articolo è che, in un settore (ma non è il solo) in cui è molto facile accomodarsi sugli allori (meritatamente) conquistati, c'è ancora qualcuno che rimette in gioco un nome altisonante per promuovere e rendere viva una nuova idea o, più semplicemente, rianimare concept che per quanto immortali non sono più da anni “sorprendenti” (l'uomo è un animale curioso, d'altronde). Molti dei fan più sfegatati, alla prova di Episode Duscae, avevano gridato all'oltraggio, al crimine imperdonabile per aver distrutto e consumato un capitolo così disperatamente atteso: quello che ho visto io è, invece, una prova di coraggio. Una prova di coraggio non perfetta, con lacune ed alcune forzature, ma pur sempre tale. Inoltre, non cadrò nell'errore che molti altri colleghi (più preparati di me, sia chiaro) hanno a mio avviso commesso, promuovendo confronti “feticisti” con l'uno o l'altro capitolo: ogni Final Fantasy, pur condividendo un quantitativo variabile di elementi con i capitoli precedenti, è un mondo a se stante, tutta un'altra musica.




UNA STORIA INFINITA

Le danze si aprono con un improbabile quartetto di pseudo-teenager “dark” a cui viene affidato un compito arduo: stabilire una pace tra il Regno di Lucis e l'Impero di Nifelheim. Come avverrà il tanto agognato armistizio? Con un matrimonio pre-stabilito tra Noctis Lucis Caelum (il protagonista ed unico personaggio controllabile), erede al trono di Lucis, e Lunafreya Nox Fleuret, nobildonna e sciamana della provincia imperiale di Tenebrae. Ma, come in tutte le opere narrative d'ingegno umano, niente andrà secondo i piani e, ben presto, la situazione si complicherà notevolmente costringendo i nostri protagonisti ad azioni mirabolanti per il bene dell'intera razza umana. Che questo sia un capitolo totalmente diverso, lo si intuisce non appena ci si ritroverà a vagabondare con un auto super lusso su dell'asfalto cocente, circondati da deserto, relitti bellici e stazioni di servizio: il titolo infatti avrà, oltre ad un setting “urbano”, anche un'anima dualistica, le cui due sfaccettature si alterneranno senza sosta per tutto il dipanarsi dell'avventura. Da un lato, avremo la possibilità di esplorare a nostro piacimento una mappa di gioco piuttosto vasta, la cui accessibilità dall'altro dipenderà spesso dal completamento di alcune missioni “on the rail” che il gioco ci proporrà: questo avvicendamento esplorazione/missioni obbligate è inserito nella trama di gioco in modo intelligente, senza eccedere troppo in forzature artificiose per creare intrighi e allungare la brodaglia. A rendere le cose più pressanti (e interessanti) vi è un sistema giorno/notte ben studiato, con quest'ultima a costituire un nodo fondamentale della trama visto che, durante le ore di buio, sarà più facile incappare in demoni coriacei e difficili da abbattere almeno nelle primissime ore di gioco e, di conseguenza, più difficoltoso muoversi con libertà. Ovviamente, la questione non è esente da difetti: nonostante spazi aperti piuttosto vasti, l'esplorazione ha poco senso in Final Fantasy XV visto che, tolto qualche oggettucolo qui e li e (pochi) animali vaganti, gli ambienti saranno perlopiù vuoti (anche per strada si vedono raramente altri veicoli!). Persino i pochi dungeon a disposizione, oltre ad una certa ripetitività di fondo e ad essere nulla più che spawn sotterranei di nemici, saranno quasi tutti scoperti attraverso missioni secondarie, assottigliando ancora di più il valore del libero “gironzolare”.



MY PERSONAL EXPERIENCE

A rendere ancor meno conveniente l'esplorazione, vi è un meccanismo di spawn dei nemici non particolarmente brillante: ben presto, con l'evolversi del “groviglio” narrativo, ci ritroveremo spesso a dover fronteggiare continue ondate di nemici imperiali dai livelli casuali (alle volte, mi son ritrovato improvvisamente circondato da decine di nemici 10+ livelli sopra il mio) che interverranno spesso e volentieri in quasi tutte le attività secondarie disponibili, rendendo alle volte veramente complicato il completamento anche delle quest più semplici. Parlando di queste, il titolo offre un invidiabile numero di attività secondarie che, sfortunatamente, peccano quasi tutte di una ripetitività quasi asfissiante, concentrandosi esclusivamente o sull'eliminazione di uno/più obbiettivi o sul recupero di un oggetto. Oltretutto, il ruolo di queste come dispensatrici di esperienza extra perderà quasi immediatamente valore, vista la difficoltà tendenzialmente bassa del titolo che, quasi mai, proporrà sfide davvero impegnative e che, a differenza del passato, non richiederà ore di “grinding” o particolari strategie/build per esser affrontato. Nel gioco acquisiremo due tipologie differenti di “esperienza” procedendo nei combattimenti: la prima, dalla forma più classica, consentirà l'aumento delle statistiche del singolo personaggio e sarà effettivamente “accreditata” solo concedendo del meritato riposo ai nostri eroi nei vari hotel/roulotte/accampamenti sparsi per il gioco, ottenendo a seconda della scelta dei bonus percentuali sul guadagno complessivo. Il secondo tipo di esperienza, chiamata Punti Abilità, sarà invero un quantitativo di crediti guadagnati in-game attraverso combattimenti/attività secondarie che consentiranno lo sblocco di abilità specifiche per tutto il party: queste ultime saranno suddivise in varie categorie al cui interno saranno accessibili degli “alberi” piuttosto estesi in cui sbloccarle, tutte man mano più costose in termini di PA. Oltre all'accumulo di esperienza ordinaria, ognuno dei quattro protagonisti avrà delle abilità extra-combattimento uniche chiamate Talenti (come la capacità di scattare foto, di cucinare ecc) che, sebbene abbiano relativo utilizzo ai fini prettamente ludici, costituiranno un piacevole diversivo alla routine. Queste abilità saliranno di livello nel corso di gioco, scegliendo di accamparsi per la notte, oppure svolgendo attività secondarie predisposte (come le battute ittiche del nostro caro Noctis) ecc. Che dire a riguardo? Nonostante un quantitativo di abilità piuttosto ampio e categorie particolari di skill (come le skill da richiamare o quello che potranno esser utilizzate in autonomia dai nostri compagni), il giocatore avrà però zero o quasi possibilità di personalizzazione del team (i ruoli nella squadra sono praticamente fissi tranne che per Noctis) e dovrà necessariamente seguire una serie di percorsi predefiniti per sviluppare le abilità di squadra che, a conti fatti, possono esser raggruppate in due/tre strategie fondamentali di base. Se a questo aggiungiamo, come già sottolineato più avanti, che i nostri compagni potranno utilizzare effettivamente due categorie di armi a testa, il tutto si traduce in un notevole limite di fondo sia d'azione che decisionale del player.



COMBATTERE PER LA LUCE.....

E veniamo ora all'argomento più controverso e che più ha fatto incazzare i fan duri e puri della serie: il sistema di combattimento. Abbandonato il classico e attempato combattimento a turni, Final Fantasy XV è stato avvicinato notevolmente al genere degli Action in terza persona orientandosi su di un fighting system molto più dinamico e frenetico, votato più all'azione che alla pianificazione. Nonostante sia possibile optare per uno “stile riflessivo” (nulla più che una pausa del combattimento ogni qual volta ci si fermerà durante l'azione, che consentirà di cambiare target o conoscere le debolezze del nemico), il titolo sarà univocamente indirizzato verso un intermedio button mashing che, nonostante abbia un minimo di spessore anche solo potenziale, non richiederà quasi mai una attenta pianificazione e sarà quasi sempre governato da una certa frenetica ed impellente necessità d'azione. A mio modesto avviso, nonostante io sia fermamente convinto della bontà della scelta in se, il risultato è un po' fuorviante: combattere in FFXV significa spesso caos, casualità ed un abuso continuo di proiezioni tattiche, sorta di teleport in direzione di “ripari sicuri” che consentono di recuperare PV/PM e di proiettarsi poi direttamente sul nemico, per moltiplicare il danno. Il party avrà accesso ad una serie di armi, fra cui spade, spadoni, lance ma anche pistole ed armi non convenzionali: ogni nemico all'interno del gioco sarà resistente/debole nei confronti di una o più tipologia di armi, rendendo quindi la varietà d'assortimento un imperativo assoluto. Noctis dal canto suo, potrà utilizzare tutte le armi presenti in gioco ed addirittura usarne di speciali (Armi Ancestrali) che avranno caratteristiche extra ed una potenza superiore alla norma richiedendo, al contempo, il sacrificio di punti vita per poter esser utilizzate (e quindi, relativamente utili in una buona fetta dei combattimenti più intensi).



….PER SCACCIARE L'OSCURITA'!

Oltre alle armi, nel gioco sarà possibile utilizzare delle spell magiche, limitate al fuoco/ghiaccio/fulmine che potranno esser assimilate da apposite sorgenti dislocate quasi sempre attorno agli spazi adibiti all'accampamento. Ebbene, il primo sopracciglio inarcato me l'ha innescato proprio l'arte magica: essa è stata tradotta nel gioco come una sorta di “granata” da lanciare con un radius d'azione ben definito è che, udite udite, danneggerà anche i nostri compagni di combattimento. La situazione diviene magicamente (perdonate il gioco di parole) esplosiva nel momento in cui si uniscono fuoco amico, combattimenti tendenzialmente caotici e compagni d'arme non proprio svegli (Prompto, I love you) e la cui strategia d'azione, non governabile in alcun modo, è quella di stare quasi sempre incollati al nemico no matter what (di nuovo, Prompto I love you). Paradossalmente, l' IA dei nemici è di discreto livello e tenderà ad utilizzare tattiche di squadra, alla copertura vicendevole ed a puntare i membri più deboli/in difficoltà del nostro team. Il travagliato sistema di combattimento viene ulteriormente inasprito nel momento in cui ci si ritroverà a combattere in ambienti chiusi e ristretti: la telecamera, infatti, tenderà spesso a posizionarsi in malo modo lasciando cieco il giocatore che, spesso, sarà costretto a premere ripetutamente il tasto di schivata o proiettarsi in giro a caso, sprecando prezioso mana. Nonostante queste problematiche serie ed evidenti, non posso non dire che FFXV mi abbia divertito: gli scontri sono sempre incalzanti e adrenalinici e raggiungono il climax nelle boss battle, davvero spettacolari e ben realizzate. Ovviamente, come ogni Final Fantasy che si rispetti, il player avrà l'opportunità di evocare delle divinità ancestrali che giungeranno in soccorso nei momenti più complicati a patto che si rispettino delle condizioni particolari (come, ad esempio, il trovarsi al chiuso piuttosto che all'aperto). Quindi, niente spam di Shiva & Co.!



IL LUNGO (ED ESTETICAMENTE APPAGANTE) VIAGGIO


Graficamente, ogni iterazione di Final Fantasy sorprende e lascia di stucco il pubblico pagante: il XV non è da meno, anche se fra alti e bassi. Se da un lato si viene trafitti ed estasiati da clip in computer grafica che rasentano la perfezione tecnica, dai dettagli di altissimo livello dei personaggi principali e dalla realizzazione tecnica eccezionale dei Boss e delle Evocazioni, dall'altro mi son ritrovato spesso a storcere un po' il naso su texture secondarie di bassa risoluzione (ed ho avuto modo di provare il titolo sia su Xbox One che su PS4 Pro) sia degli elementi dello scenario, sia di una buona fetta dei personaggi secondari. Il titolo, da un punto di vista tecnico, non risente di particolari problematiche relative a bug/glitch (ho riscontrato un pò di flickering delle ombre di tanto in tanto e qualche texture "lenta" a caricarsi) seppur una menzione va fatta ai cosiddetti “muri invisibili”: il gioco ne è letteralmente invaso e spesso e volentieri incapperemo in glitch, personaggi incastrati negli scenari di gioco o, addirittura, skill o magie che falliscono perché ostacolate dai suddetti. Tralasciando questi fattori importanti ma non determinanti, i quali probabilmente saranno un vago ricordo se e quando il gioco verrà traslato su PC, il valore complessivo dell'offerta grafica del titolo è sicuramente di pregevole fattura e di alto livello: la mappa di gioco alterna in modo armonico e naturale varie tipologie di paesaggio, offrendo al contempo degli scorci di natura selvaggia estremamente evocativi che si intrecciano alla perfezione con i più alteri e grigi paesaggi urbani. L'impressione generale, comunque sia, è di trovarsi in universo di gioco esteticamente appagante ma tendenzialmente senz'anima: le strade così come gli spazi aperti saranno spesso vuoti, gli insediamenti un po' più popolati conteranno una decina o più di NPC intenti a fare le stesse azioni negli stessi posti ogni qual volta ci avventureremo in quella particolare zona, nonostante più di un titolo abbia dimostrato come render “vivo” un mondo di gioco molto vasto (GTA V, The Witcher 3 ecc). Restando in tema ma cambiando argomento, la soundtrack che ci accompagnerà durante le nostre peripezie è, come ogni FF che si rispetti, di altissimo livello e conterà decine e decine di temi originali affiancati da riedizioni di temi dei passati capitoli della serie, spaziando dal rock all'elettronica ed a musica di stampo orchestrale: che dire, un lavoro eccezionale!



IL GROVIGLIO DA SBROGLIARE

Non sono solito dedicare un paragrafo apposito per sviscerare le mie impressioni generali sulla trama di un titolo, ma FFXV merita un approfondimento spoiler-free anche di questo fattore soprattutto per i livelli altissimi a cui la serie ci ha abituato. Ebbene, definirei il tessuto narrativo di questo capitolo nella media della serie, quindi di buona fattura anche se tendente un po' al clichè ed alla prevedibilità (eccezion fatta per la sezione finale del gioco, in cui riprende a mio avviso un po' di mordente). L'evoluzione della trama subirà accelerazioni e brusche frenate di continuo, donando un ritmo imprevedibile al diramarsi degli eventi anche se, alle volte, capiterà di perdere per un attimo il filo logico dell'intreccio anche a causa di cambi repentini di priorità della main storyline. I personaggi principali sono abbastanza delineati caratterialmente ma non riescono a districarsi totalmente dai soliti cliché a cui il mondo nipponico ci ha abituati da tempo: ecco quindi che avremo l'archetipo del character nerboruto e un po' burbero, quello del character posato e riflessivo e quello dell'eroe prescelto che non riesce ad accettare il suo ruolo di eroe prescelto (ma guarda un pò). A questo, aggiungete una spruzzata dei temi classici della serie (il valore ed il ruolo dell'amicizia e dell'amore) ed una al solito manichea divisione tra luce e ombra (quest'ultima che, ad onor del vero, rivelerà il suo “scudiero” molto tardi nel gioco con un inatteso plot twist), e avremo servito un piatto succulento da gustare, ma non troppo originale né realmente differente da tante altre pietanze simili. Ovviamente, la mia non è una vera e propria critica (nell'accezione negativa del termine) al gioco perché, a conti fatti, quasi nessuno riesce nell'impresa di delineare profondamente un protagonista od una linea di trama realmente originale: per questo, tirando le somme, Final Fantasy XV riesce a mantenere la sua solita personalità delineata nel marasma di “favole” in cui anneghiamo, seppur non brillando particolarmente né distinguendosi in alcun modo da altri titoli di punta del settore.





EPILOGO

Mi è piaciuto FFXV? Assolutamente si. Lo considero un capolavoro? No, ma è sicuramente uno dei migliori giochi pubblicati negli ultimi anni. Dirò di più: sono fermamente convinto che, con un po' di olio di gomito e qualche modifica in profondità delle meccaniche di gioco, FFXV potrebbe diventare l'incipit di una evoluzione/rivoluzione del mondo degli JRPG, ancora troppo ancorati alle consolidate (e ormai prevedibili) tradizioni. Lo consiglio? Si, ma solo a chi è pronto ad affrontare la sua sfrontata attitudine a rompere degli schemi consolidati, seppur con dei limiti evidenti e delle imperfezioni ricorrenti.
VOTO MMORPGITALIA 8/10
 
Ultima modifica di un moderatore:

Commenti

#2
Ci sto giocando ora. Ottima recensione e d'accordo sul voto. Ottimo non aver innescato il paragone su altri ff. Come hai detto ogni ff è un gioco a se, cosa che molti altri a giro per la rete ancora si ostinano a fare confronti.

Tra l'altro trovo le missioni secondarie quasi quest da mmo, almeno mi hanno dato questa impressione.
 
#4
Non ce la faccio, non riesco a sopportare l'idea di giocare uno qualsiasi dei personaggi a partire da quello principale. Sono ormai anni che continuo la collezione di FF pur non giocandoli perchè se da un lato continuano ad incantare con luoghi,mostri,magie e skill dall'altro creano personaggi blandi e insipidi, esteticamente fastidiosi. Rimpiango Squall e la dice lunga...
 
#5
Non ho la ps4, sono andato al gamestop, ho comprato FF15, ho cercato ( e trovato) una ps4 in prestito da un amico, per quanto mi riguarda è spettacolare, innovativo, e non paragonabile ai precedenti capitoli, perchè appunto molto diverso e con meccaniche nuove. Lo straconsiglio va giocato....per quanto mi riguarda non ce nè per nessun altro titolo se confrontato con questo ;)
 
#6
per ora scaffaleHHH, quando lo troverò a meno di 30€ potrò farci un pensiero.
Al contrario trovo che watch dogs 2 sia il gioco migliore dell'anno, imho.
 
#7
Ciao a tutti e complimenti per la recensione che trovo molto ben fatta, obiettiva e non tendente alla partigianeria :)
Dico la mia. Personalmente ho trovato l'ambientazione fantastica, magica ed evocativa. Al contrario anche io ho difficoltà ad accettare dei protagonisti (giocanti e non) troppo lontani dal modello occidentali. Vero che non si devono fare i paragoni con i vecchi FF. In questo caso mi sento invece di fare il paragone con un titolo che trovo incredibilmente somigliante, che è l'ultimo DragonAge. Il combattimento è molto simile, anche se i protagonisti sono decisamente più profondi e non mancano le romance a cui ci ha abituato Bioware, qui completamente assenti.
Il combattimento di FF invece, sebbene spettacolare, risente secondo me di una tendenza al caotico. Inoltre almeno io, che sono più o meno a metà, trovo alcuni membri del party come Prompto e Ignis mal calibrati. Ho fatto di tutto per rinforzarli, per farli stare comodi nel loro ruolo con tutto ciò che è possibile (vestiti e accessori) e puntualmente me li ritrovo in crisi o morti in mezzo al campo dopo pochi secondi da inizio combattimento. Alla fine mi ritrovo a combattere in due, Noctis e Gladio. Quasi sempre. C'è qualcosa che non va. O io non ho capito come tenere in piedi sti due, o sono mal calibrati. Al contrario invece trovo la magia implementata bene. Alla fine è vero che si tratta di granate magiche ma il fuoco amico tutto sommato non fa così male, mentre invece la barra di energia dei mob scende che è una bellezza. E nelle situazioni di mucchi di mob, fa solo che piacere. A questo aggiungiamo il menu tattico dato dalle abilità che garantisce un valore aggiunto al combattimento in termini di strategia e divertimento.
Non sono d'accordo con il recensore riguardo la "noia" del mondo di gioco. Anzi io lo trovo divertente, perchè ci sono da fare un sacco di cose. Puoi girare a cercare materiali per la cucina, trovi uno specchio d'acqua e magari c'è lo spot per pescare, puoi far fare foto a Prompto (all'inizio trovavo il giochino una baggianata, invece alla fine mi ci diverto a scartare le foto e a scegliere le più belle a fine sessione), o correre con i chocobo che expano pure loro, trovare libretti di cucina o far osservare gente che mangia a Ignis che così impara piatti nuovi. A tal proposito trovo i bonus cibo finalmente significanti e gratificanti ai fini del gameplay.
Certo FF XV paga lo scotto di una concorrenza agguerritissima sugli openworld e, diciamocelo, ci sono titoli che fanno meglio. Eppure la magia di FF c'è tutta, molto più vicina al XIV "reborn", che al quel pastrocchio del XIII.
Se proprio gli devo trovare un difetto credo sia proprio la trama, troppo altalenante nella narrazione, incongruente in modo insito nella struttura di gioco (non posso dire altro per non spoilerare). Comunque vedetevi Kingslaive che almeno vi da un'infarinatura di base.
Si può migliorare? Certamente e sono sicuro che lo faranno. Già si parla di poter in futuro controllare gli altri membri del party che non sarebbe affatto male. E spero che siano la possibilità di migliorare la leggibilità dei testi perchè nella versione PS4 mi sto praticamente ciecando!
 
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