G2A farà pagare le royalty sui suoi prodotti





Dopo il furto perpretato ai danni di alcune compagnie presenti nel noto sito di vendita key e gift di G2A, il colosso che è riuscito addirittura ad acquistare spazi publicitari all'interno di cinema e tv, comincia a mostrare le sue prime incertezze sulla questione sicurezza. Pare che Ubisoft sia stata la prima a subire un pesante ladrocinio in merito all'acquista di decine di migliaia di key con schede di credito rubate, perdendo così il valore della sua vendita (le key riscattate dovevano essere ormai convalidate).

Sulla graticola è tornato anche per il malaffare legato a veri e propri gruppi criminali che nei mesi passati hanno messo in vendita ben 26.658 copie di giochi che non hanno prodotto alcun ricavo (parliamo di SpeedRunners, Party Hard e Punch Club). Un giro di affari di mezzo milione di dollari che ha causato un impietoso deficit nelle economie della piccola società indie.

A seguito della bassa sicurezza legata a chi realmente fa affari tramite il famosissimo portale di G2A, la compagnia ha deciso di alzare i controlli di sicurezza legato agli account venditori che la popolano. Il mercato grigio (così viene chiamato), subirà forse una pesante battuta di arresto a causa di una tassa del 10% per l'acquisto delle royalty sulle license di ciascun marchio che inevitabilmente graveranno sui suoi clienti. Un affare sarà destinato a non essere più un affare per chi acquisterà da questo grosso indotto affaristico?

Verrà tracciata una linea diretta che andrà dal venditore dell'ingrosso, fino al destinatario finale della key, per mantenere più alta l'imperfetta macchina di acquisto per le key troppo spesso trafugate con metodi illeciti.
 

Commenti

Alto