GDR: L'oscurità in fondo al tunnel

Olderico

Divo
GDR On

Quello che lessi, benché rappresentasse per me solo una raccolta di informazioni nozionistiche, suscito non poco interesse fra i commensali.
Her Hendioke mostro un vivo interesse nel sentire quelle informazioni, ed un lampo parve balenare negli sui occhi, segno forse del riaffiorar di un qualche lontano , seppur vivo , ricordo.
Anche il Capitano parve alquanto interessato e sorpreso, ma entrambi celarono la loro curiosità fingendo, sebbene il caso lo imponesse, una certa premura per i preparativi e sull'incombenza dell'indomani.
L'unico che non parve turbato fu il Maestro Bakalite.

<< Herr Hendioke , di sorprendente non vè proprio nulla in quello che io stesso ho annotato in questo piccolo libbricino. Nulla che non sia gia conosciuto. Nulla che non sia sotto gli occhi di tutti. >>
Ma sia uno che l'altro ormai si erano alzati dal tavolo

<< E sia dunque, il domani ci attende. Poche ore di riposo non potranno che giovarci. >>

Mi accomiatai dal Maestro e dirigendomi verso i miei alloggi salutai gli altri due compagni.
 

Hendioke

Divo
GDR OFF

Mea culpa, ho sbagliato a portare così avanti l'azione ^^' ma visto come stavamo procedendo lenti ho pensato fosse meglio avvicinarci all'azione :/
Adesso toccherebbe a Baka però <.<
 

Tifereth

Lurker
GDR OFF

Tranquillo, hai fatto bene se no si rimaneva al tavolo a bere birra per altri due mesi :kyo:

Direi che ora siamo alla mattina dopo pronti per partire... E direi anche che si', in effetti, e' il turno di Baka.

Baka, vieni qui e scrivi, bene e in fretta! ;)
 

Olderico

Divo
Gdr on

Giunto in camera, Olderico non potè non soffermarsi ad osservarla. Suonava strano per lui tornare una seconda volta nei luoghi delle sue partenze. Mentre osservava le vecchie assi del tetto, il muro scrostato delle pareti che mostrava in alcuni punti le pietre i conci e la pasta che le maestranze avevano adoperato per legarle insieme.
Rifletté sul fatto che prima di allora non aveva mai avuto l'occasione per tornare in uno dei posti dal quale era partita. Aveva viaggiato molto in questi ultimi anni, ma sebbene avesse annotato molte delle cose che aveva osservato e vissuto, non aveva mai provato la sensazione del ritornare in un luogo conosciuto.
Sistemo il suo sacco vicino al piccolo tavolino. Si guardo intorno una seconda volta poi estrasse dal sacco la seconda spada che poso sul tavolino insieme alla prima. Poi fu il turno del piccolo diario e degli strumenti per scrivere, poi un piccolo cofanetto ed infine una coperta arrotolata che poggio sul giaciglio.
Dal cofanetto estrasse una pietra affusolata scura ed una spugnetta.
Estrasse allora la sua spada dal fodero e guardando la lama illuminata dalla luce del piccolo fuocherello, che lento ardeva due ceppi, inizio a pulirla ed a correggerne le piccole imperfezioni del filo. Ripete il procedimento sulla seconda, cambiando pietra, questa volta una di colore piu chiaro.
La spada a differenza della prima rifletteva molta piu luce della prima, come se la luce stessa colpendola ricevesse alimento e forza.
Olderico guardo i suoi occhi riflessi nel metallo della spada, poi continuo nel suo lavoro.
Finito che ebbe con le spade, riposo la seconda nel fodero e sistemo la prima accanto al giaciglio.
Riportandosi al tavolino apri la coperta, che adagio sul giaciglio una volta ripulito dalla vecchia paglia.
Il fuoco si accese di intensità per un breve momento quando la vecchia paglia fu raggiunta dalle assopite fiamme. Il momento fu breve ma l'intera stanza parve accendersi di rosso.

Posata la coperta raccolse un piccolo fagotto che in essa era avvolto. Poggiatolo sul tavolino lo apri.
Al suo interno alcune erbe un piccolo recipiente ed un pestello. Prese alcune foglie e poste nel recipiente vi verso un po di liquido da una fiaschetta. Attese qualche secondo poi col pestello inizio a lavorarci. Appena ebbe ottenuto la densità voluta verso un altro goccio di quel liquido. Poso il recipiente vicino ad alcuni carboni nel camino per far riscaldare la mistura e mentre questa prendeva calore egli annotava alcune cose nel suo diario.......
Le erbe stanno per finire
Riposto il diario e gli attrezzi nel sacco si diresse verso il camino. Prese il recipiente e valutatone la temperatura ne bevve il contenuto d'un fiato.

Il sapore amaro gli invase il palato, mentre il liquido caldo gli bruciava la gola ed il petto mentre scendeva.
Si appoggio con la sinistra al muro. La sensazione di dolore era forte ma fu solo un momento.
Inspirò profondamente e riaprendo gli occhi attese che la vista tornasse limpida. Poso della cenere all'interno del recipiente che poi colmò con un ciuffo di paglia appallottolato.
Fece girare quel ciuffo di paglia di modo che la cenere pulisse il recipiente e poi la getto sul fuoco il quale scoppietto e prese vigore, seppur per un breve momento.
Riavvolse infine gli strumenti nel panno e li sistemò sotto la paglia del giaciglio a mò di poggia testa.

Infine prima di prender definitivamente congedo con la giornata appoggio lo scranno alla porta e si coricò.
 
Ultima modifica:
Si era fatto tardi in locando. I compagni erano andati nelle loro stanze, molti avventori coloro che ancora si reggevano in piedi, si erano allontanati e anche l'oste pareva dormire appoggiato su uno scranno di legno.

Il monaco decise di allontanarsi dalla locanda. Aveva prenotato una stanza ma per quella notte avrebbe fatto veglia, pregato e ascoltato la sua voce interiore.
Prima di tutto aveva bisogno di un bagno per lavare la sozzura del viaggio.

Non vedendo il garzone decise di recarsi nel retro della locanda, la dove stavano le stalle, alla ricerca di un catino e di acque fresche. Trovatolo, decise infine di utilizzare le stalle come luogo di veglia. Quella notte, tranquilla e nemmeno troppo rigida era perfetta per "parlare con Sigmar"...Così diceva quando si recava in solitudine e meditazione.

Lavatosi e ascigatosi con paglia e con la sua tunica, cercva la serenità dello spirito, la chiarezza interiore che lo avicinava all'altissimo. ...Ma quella notte qualcosa turbava la sua concentrazione. Come la quiete che precede la tempesta il suo animo era all'erta e in attesa. La luna alta nel cielo illuminava la strada e le poche case intorno alla locanda.

Nessuno per le strade. Cani che latravano in lontananza e la sensazione che qualcosa sarebbe cambiato al più presto.
 
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Olderico

Divo
Gdr off
Baka...
un indizio in piu potevi darlo però^^
dunque vediamo...L'Ordo Iustitiae , la locanda, la notte .......2+2= ratti nelle vicinanze?
aspetto maggiori info prima di proseguire.
 
[GDR OFF]

pensavo infatti di ravvivare...solo che Prima è già passata alla mattina quindi bisognerebbe rieditare a meno che non voglia sonnecchiare mentre noi seghiamo ratti.

però potremmo rimandare alla mattina quando si viene a sapere che nella fattoria lungo la strada lem mucche sono state uccise (qualcosa del tipo chupacapra , cioè prosciugate del loro sangue) questo fa pesnare a una strega o cose simili n...noi indaghiamo e troviamo tracce skaven..le seguimao fino a una grotta e ci intrufoliamo nel sottosuolo.

nonso voi che dite?
 

Olderico

Divo
Gdr Off
per me ok, nessun problema.

Ricapitolando gli spunti per continuare sono (al momento) :
- L'inquietudine del Maestro Baka , percepita gia durante l'assemblea al tavolo da basso;
- Hendioke potrebbe voler conferire con lui in privato e non trovandolo all'interno della locando potrebbe indagare.
- Fiordiscoppio potrebbe aver intravisto il maestro dirigersi verso la stalla dalla finestra della sua stanza oppure potrebbe aver visto un ombra che l'ha insospettita
- L'andirivieni nel corridoio che porta alle stanze potrebbe aver destato il sonno di Olderico..

Etc. Etc solo spunti niente di che...
Riguardo alla mattina ...l'idea di Baka puo andare, un po di investigazione.
Riguardo cosa troveremo...gli skave sappiamo che si aggirano nel sottosuolo e Kemperbad pare stia inmezzo a questo intreccio di cunicoli. L'ordo ha gia avuto esperienze simili in passato nei medesimi luoghi, tuttavia gli SKaven attaccano perche vogliono qualcosa, magari un antico cimelio di un ricco mercante di passaggio, diretto verso la capitale , potrebbe aver destato l'interesse di queste creature ....magari perche incastonata in questo cimelio si trova un piccolo frammento di mutapietra?
Potremmo azzardare qualcosa a riguardo dei Ghoul, le mucche trovate morte in un modo assai insolito (insolito forse qua) potrebbe essere un buon aggancio per il proseguio.
Fantasia ne abbiamo, decidiamo la linea temporale (se ancora notte o gia mattina ) e partiamo.

GDR never DIE:metal:
 
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Olderico

Divo
Gdr On

La notte trascorse veloce e silenziosa.
Il Cielo sereno lasciava agli astri un ampio palcoscenico dal quale proiettare la loro flebile luce, puntinando quella parte del vecchio mondo di gocce d'argento.
Per lo strano gioco di misteri e scienza la luna quella sera non risplendeva nel cielo , nascosta chissà dove forse faceva compagnia al sole. Era questa una storiella molto comune nell'Impero con la quale si dava risposta alle domande pressanti dei bambini piu curiosi.
Ma quella sera, in quella locanda, non era a questa domanda che gli avventori cercavano di dar risposta attraverso il sonno.

Al primo canto del gallo, che annunciava l'arrivo del nuovo giorno, Olderico era gia in piedi. Dalla finestra della sua stanza mirava il paesaggio circostante: la stradina segnata dal passaggio di mille carri, carrozze, cavalli e piedi era imperlata da piccole pozzanghere. Le piccole case che si ergevano lungo questa erano ancora avvolte dalla cappa oscura della notte. Solo qua e la piccoli rigoli di fumo uscivano dai comignoli per salire in un celo che gia si schiariva illuminandosi d'oro e vaniglia.

La beltà di quel piccolo quadro, di quel fugace momento venne spezzata dal vociare che dalle case piu vicine alla campagna, si sparse fin al centro del villaggio.
Nella tranquilla notte che aveva cullato il sonno di molti qualcosa si oscuro aveva agito.

Sistemati che furono i suoi bagagli, Olderico scese al piano inferiore. Ad accoglierlo solo qualche fattore che raccontava cio che aveva udito all'Oste.
La presenza di Olderico venne notata e l'oste , scacciato il fattore, gli venne incontro mostrando un pessimo sorriso:
<< Ben svegliato messere. Cosa posso fare per voi? >>
Olderico guardo l'oste per un istante.
<< Cosa avete da offrirmi ? >>
L'oste si strofino le mani.
<< La cucina è stata appena risistemata. Se avete desiderio di un pasto dovrete attendere qualche istante ancora, tuttavia abbiamo del latte di capra munto questa mattina.>> rimase in attesa
<< Prendero il latte di capra e del pane .....>> posò sul bancone una piccola moneta d'argento, e quando l'uomo torno con cio che aveva ordinato continuò <<...ditemi cosa è accaduto questa notte>>
La moneta segno il bancone mentre Olderico la spingeva con un dito verso l'Oste.
L'uomo lo guardo fra l'attonito ed il sorpreso, poi racconto quel che aveva sentito riguardo i fatti accaduti quella notte.
La moneta venne raccolta avidamente.

Bevve d'un fiato il latte e termino il pane uscendo dalla locanda.
L'aria era fresca, non rigida sebbene la stagione fredda sarebbe ben presto arrivata. La giornata si era annunciata serena osservo Olderico volgendo lo sguardo al cielo. Peccato che qualcosa l'avesse macchiata turbando quella sensazione di pace che si respira al mattino presto.
Cosi riflettendo Olderico si mosse verso le case dove gia dei gruppetti di gente si stavano formando.
 

Tifereth

Lurker
Mentre erano fuori dalla locanda, aspettando di partire, Fiordiscoppio ripassava nella propria mente alcuni recenti avvenimenti...

Dal fronte di Praag era giunta cavalcando furiosamente, ma non aveva comunque tralasciato di guardarsi le spalle, e il suo istinto da avventuriera le aveva fatto notare di essere seguita. In diverse occasioni era riuscita a distinguere almeno due figure a cavallo; la prima volta non ci aveva fatto caso, ma se alla seconda occasione si era insospettita e al terzo avvistamento non aveva piu' avuto dubbi... Non pareva comuqnue allarmata, in fondo dentro di se' sospettava di poter gia' dare un nome a quelle due ombre, e cio' che si conosce non fa certo paura come l'ignoto.

Aveva deciso di dormire la notte appena passata senza precauzioni (un lusso che si concedeva poche volte); la decisione fu frutto di un freddo calcolo, sapeva che i nemici che potevano nascondersi nell'ombra avrebbero semplicemente aspettato una diversa occasione per colpire, in un luogo e un tempo piu' propizi. Prima di coricarsi pero', non aveva comunque potuto fare a meno di appoggiare l'orecchio alla propria porta, prestando ascolto ad ogni possibile rumore sospetto che potesse venire dal corridoio. Fato cio', si avvicino' alla finestra, scosto' delicatamnete la tendina che le impediva la visuale e noto' il Maestro Bakalite dirigersi fuori dalla locanda... "Povero Maestro, sente il peso della missione tutto sulle sue spalle..." disse tra se' riflettendo a voce bassa "Un peso troppo grande per un gruppo cosi' ristretto di persone, per quanto possa essere il loro valore. L'esito della missione e' appeso ad un filo sottile, e l'elsa della lama che puo' tagliare questo filo non e' interamente nelle nostre mani; troppe forze esterne stanno giocando le loro carte al fine di influenzare l'esito di questa avventura in una direzione o nell'altra."

Proprio mentre pensava a tutto cio', comprese anche il motivo della scelta di un gruppo cosi' ristretto... Non era solamente per potersi meglio muovere in incognito, operando nell'ombra... Ora capiva: di quante altre persone avrebbero davvero potuto fidarsi?


GDR OFF
Tranuqillo Olderico, GDR never dies :) (e grazie per i suggerimenti nell'altro post). Scusate la mia assenza di diversi giorni, dovuta anche ad un rinato interesse per WAR in game. Baka, non fare l'ozioso e passa di qua a scrivere due righe ogni tanto, intanto ti portiamo avanti noi!;)
 
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Hendioke

Divo
Essere un ufficiale è una cosa che non si dimentica, come è impossibile dimenticarsi come si corre o si cavalca. E quelle erano le sue terre, nel Reikland diventava ancora più difficile scordarsene. Certo, avrebbe potuto frenarsi, ma lì c'erano solo popolani e un paio di mercanti di passaggio e un Templare è pur sempre dotato d'una certa autorità

"Che accade qui?"

I due mercanti trasalirono come se si fosse materiallizato dinanzi a loro un magistrato itinerante, i popolani erano già spaventati di loro; nell'Impero la paura è una costante nel carattere dei contadini dei piccoli paesi e oggi avevano pure una buona ragione per esserlo.

"Ser! Ser!" iniziò ad agitarsi il più vecchio del gruppo "le mie vacche, signore cavaliere, tutte le mie vacche morte, e non capisco come!"
"Calmati e racconta per bene quel che è successo"
"Le ho lasciate al pascolo vicino alla strada sud ieri sera e io sono andato a coricarmi alla mia casa che le mie ossa, eh, non reggo più. Le ho legate una ad una ai faggi lungo la strada ser, per non perderle e oggi *sigh* quando il mio figliolo è andato a riprenderle erano tutte stese a terra, gli occhi sporgendi e come pazzi, dilaniate e divorate come da un gigante"

La strada a sud è vicina alla torre, che gli Skaven possano avere a che fare con questi fatti? pensò Hendioke

"Non avevi lasciato nessuno di guardia al tuo bestiame?"
"Mia moglie è malata ser, sono forse i suoi ultimi giorni se Sigmar non dovesse salvarla. Nessuno della nsotra famiglia soa lasciarla sola la notte, ma ci stringiamo tutti attorno al suo letto per tenerle compagnia e sorvegliarla" le guance del vaccaro si chiazzarono leggermente di imbarazzo mentre evitava di incorciare lo sguardo di Hendioke

Probabilmente teme che la moglie sia vittima dell'epidemia. Staranno tutti nella stanza accanto, troppo timorosi per avvicinarla e con le armi in mano

"Potrebbero essere stati i lupi o gli uomini bestia"
"No signore, ci ho pensato ma dopo aver visto quel che ho visto... qualcosa di enorme dev'essere stato signore"
"Darò un'occhiata, tieni intanto, per comprarti dei nuovi capi"

Mise nella mano del contadino un karlo d'oro e poi si diresse, ignorando la profusione di ringraziamenti alle sue spalle, alla locanda fuori dalla quale era stato attirato dagli schiamazzi di un contadino entrato a dar notizia della tragedia. Doveva parlarne con gli altri e intanto sperava che quanto successo non portasse troppa gente troppo vicino alla torre

GDR OFF

Scusate la prolungata assenza, sono state due settimane pienissime ^^'
 
Il monaco seguiva a piedi il cavaliere Hendioke. Voleva evitare i popolani il più possibile, questi credevano che ogni chierico fosse un intercessore di Sigmar e che potesse miracolare quanti versavano in condizioni pietose: lebbrosi, ammalati, gente con un piede già nella casa di Morr.

E se qualcuno rifiutava aiuti o spiegava loro come Sigmar aiuti solamente chi combatte il maligno (per i lebbrosi c'era inaffti la buona Shallya) nessuno mai prestava orecchi e tutto finiva con le solite imprecazioni contro il clero corrotto...

E questo il monaco non lo sopportava...La fede degli uomini è labile come la loro forza di fronte alle avversità.

Ora pensava tra se cosa potesse essere accaduto al bestiame, allungò il passo evitando il manipolo di popolano, fece segno al cavaliere di proseguire...si sarebbero riuniti nel bosco per dare una occhiata alle bestie dilaniate.
 

Olderico

Divo
Gdr on

Camminando in direzione delle case alla destra della locanda, venni passato piu volte dalla gente del posto che accorreva man mano che la notizia si spargeva nel paese. Ora giovani incuriositi che ridendo ironizzavano sull'accaduto. Ora donne preoccupate per i figli e mariti. Ora anziani che con amarezza giudicavano il fatto.
Le voci erano molte e non fu difficile distinguere qualche passo:
" povero Hans.....che cosa orribbile.....ahaha chissa se è vero o sono le solite fandonie dei malati di febbre....Che pena mi fa quella famiglia......poveretto la moglie sta male ed ha perso tutto il bestiame.....Che idiota il figlio, sta a casa invece di badare al bestiame."
Le voci pian piano che mi avvicinavo si facevano piu silenti. La presenza di un estraneo incuteva timore e fugaci come gli sguardi alcune voci sibilavano sospettose
"chi è mai costui....e questo da dove arriva.....Uno straniero, che vorrà.... "

Raggiunto che fu il posto, osservai come la folla si era riunita attorno alla casa del fattore Hans. C'era molta agitazione dovuta oltre che dall'accaduto anche da un peggioramento delle condizioni della moglie.
<< Fatemi passare , Fatemi passare. >> gridò un uomo mentre di corsa si faceva strada tra la folla.
<< Hans!!, Hans!!>> qualcuno gli urlo per chiamarlo ed egli si fermò.
<< Per l'Imperatore!! Hans cosa sta succedendo qui! >>, l'uomo si guardo intorno poi verso casa e poi verso l'uomo che aveva di fronte.
<< Capitano , le mie bestie le vacche. Tutte morte...mia moglie sta male lei....sa, come farò adesso.>>

Il mormorio della gente mi permise di capire che Hans, il fattore stava discutendo con il capitano delle guardie del paese, un certo Victor il cui cognome non riuscì a capire.
<< Hans! datti un contegno. La milizia si occuperà di questo caso nel frattempo entra dentro e bada ai tuoi! E voi ! basta con questa confusione....>>
La discussione fra i due continuo per un po. Il fattore fece cenno al capitano indicando la locanda. I due parvero discutere animatamente poi il capitano mando via Hans e richiamo due guardie impartendo loro degli ordini.

Si interruppe ed un brusio si sollevo pian piano. Qualcuno tra la folla stava avanzando, qualcuno di una certa importanza, al meno cosi sembrava.
Di li a poco, mentre alcune guardie correvano verso i campi ai margini del bosco piu a sud, apparve dalla folla un cavaliere Templare seguito da un canuto ed assai contrariato prete di Sigmar.
Il Capitano della guardia accorse verso di loro.
Trattenendo a stento un sorriso, lasciai la folla per dirigermi verso la zona dell'accaduto seguendo le guardie che un po piu avanti mi precedevano.
Ormai quel che c'era da sapere lo avevo appreso e fare domande non mi avrebbe aiutato. Con un pizzico di fortuna avrei potuto vedere da me cosa fosse realmente accaduto a quelle bestie.
 
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Tifereth

Lurker
Fiordiscoppio non amava questo tipo di situazioni e sembrava, dal canto suo, ancora piu' contrariata di Maestro Bakalite, che pure mormorava brontolii di insoddisfazione... I contadini del Reikland non sono cero aperti e la presenza di una donna in un gruppo gia' di per se non comune, per di piu' Maga e nonostante cio' ufficiale non avrebbe aiutato i suoi compagni ad ottenere il favore dei fattori locali. Si tenne un po' in disparte, osservando da una vicina collinetta Hendioke e Bakalite discutere con i villici e Olderico mischiarsi tra la gente, fingendosi anche lui estraneo al resto del gruppo.

Dopo avere osservato la scena per qualche minuto, noto' che il capitano delle guardie aveva dato ordine ad alcuni dei suoi uomini di allontanarsi; senza farsi notare segui' queste guardie a piedi, seguita dal suo cavallo che non mostrava aluna intenzione di separarsi dalla sua padrona... Giunta a ragionevole distanza dalla folla e ormai vicina al gruppo di guardie si rivelo':
"Soldati, che notizie portate con voi? Cosa succede, cosa riunisce questa folla di contadini?" il tono era militaresco, ma si ricordo' che non aveva segni distintivi visibili nei suoi ornamenti, avendo preferito abiti civili per non dare nell'occhio. Avvicinandosi ulteriormente e con voce piu' sommessa aggiunse:
"Sono il Capitano Fiordiscoppio dell'Esercito Imperiale, a servizio dell'Imperatore e dei cittadini dell'Impero, parlate e' un ordine" e dicendo cio' mostro' loro una pergamena con tanto di sigillo imperiale che attestava la veridicita' delle sue affermazioni.

Tra gli occhi interrogativi dei soldati, quello che sembrava essere il capo squadriglia avanzo' di qualche passo e disse "I miei rispetti capitano, non ci sono notizie che possano interessare un ufficiale che come voi viene dalla prima linea dell'esercito, non siamo cosi' fortunati o sfortunati da avere storie di guerra ed eroi da raccontare qui, solo noiosi avvenimenti rurali, ma visto che lo ordinate sappiate allora che una famiglia di allevatori locali ha perso gran parte del loro bestiame stanotte, se non tutto". Fiordiscoppio finse disinteresse, altrimenti avrebbe insospettito troppo il resto delle guardie. Con fare non curante disse:
"Bene e cosa c'e' mai di strano in tutto cio'? I lupi del Reikland sono conosciuti e temuti da molti anni..."
"No capitano, permettetemi, qui non si tratta di lupi... C'e' qualcosa di sinistro negli occhi spalancati di quelle povere vacche, straziate in modo tale da non far pensare ne' ai lupi ne' agli uomini bestia... Ma nessuno sa di che cosa possa essersi trattato, forse streghe o qulche sorta di rito arcano, sapete il tutto e' successo la' vicino a quella vecchia torre; non sono comunque faccende di interesse per noi, almeno fino a quando non arriveranno ordini diretti che ci diranno il contrario."
Mostrandosi pronta a lsaciarli, la maga li dismise seccamente
"E avete ragione, ci sono rivolte da sedare qui nel Reickland per voi e una guerra al fronte che mi attende, non si perda ulteriore tempo a fantasticare idiozie su avvenimenti di minore rilevanza, tornate ai vostri compiti dunque".
E voltatasi di scatto, si allontano' pensierosa...

Da lontano incorcocio' lo sguardo del suo amico e templare Hendioke, e capi' che era il momento di riunirsi al resto del gruppo.


GDR OFF
Direi che ora si puo' andare ad indagare direttamente sul posto dell'avvenimento (magari aspettando il buio), trovare un'apertura ed esplorarla, cosa ne dite?
 
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Hendioke

Divo
Hendioke e Bakalite giunserò per primi sul luogo della strage. Quel che gli aveva rivelato il povero Victor si dimostrò vero: nel terreno c'erano profonde impronte e ancora più profondi segni di artigli e la forma di quelle impronte mostruose rassomigliavano fin troppo nella forma a delle zampe di topo.

Il Cavaliere e il Prete si guardarono corrucciati e nel mentre giunserò, da direzioni opposte, Olderico e Fiordiscoppio accompagnata dal suo cavallo.

Quando furono abbastanza vicini perchè qualcosa detta a bassa voce potesse essere udita da tutti loro senza giungere alla folla di contadini, che osservava la scena a debita distanza (troppo terrorizzata per avvicinarsi oltre e troppo affascinata da quel macabro spettacolo per allontanarsi) bisbigliò loro "Rattogri"

Olderico annuì osservando l'impronta più vicina e Fiordiscoppio chiuse e aprì il pugno nervosamente.
"E' impossibile agire adesso se volete la mia opinione"
"Avete ragione herr Olderico. Presto la gente vincerà l'orrore e verrà per maciullare quel che resta delle carni e per tutto il giorno sarà un via vai di gente. Anche quando le carcasse saranno spolpate resteranno i curiosi"
"Sarà il caso allora di rimandare a stanotte, che ne dite Maestro?"

I tre si voltarono all'unisono verso il Maestro Bakalite in attesa di risposta
 
"Certo...ci muoveremo subito, questa notte stessa"
Il monaco osservo torvo i suoi compagni.

"Siate consci del fatto che il nostro fato ci attende, non è cosa semplice dare la caccia ai ratti..Siamo un manipolo solamente, ma forse abbiamo qualche speranza. Tutto sta nel vedere cosa ci troveremo davanti. Ora diamo una occhiata in gior per vedere dove vanno a finire queste orme."
 

Olderico

Divo
L'odore di sangue si faceva sempre piu intenso man mano che mi avvicinavo al luogo dei fatti.
Un leggero avvallamento del terreno alle propagini della boscaglia che si sviluppava ad Est del piccolo villaggio. Oltre, in cima ad una collinetta , una torre dall'esile forma proiettava la sua lunga ombra sulla terra allungandosi fin oltre il piccolo bosco.

A terra, i corpi delle bestie.
La terra era zuppa di sangue di quelle bestie. Alcune erano ridotte a brandelli di altre restava solo il corpo sbranato.

Segui le guardie fino ai margini di questo teatro, poi scivolai tra la boscaglia tenendomi nascosto dalla loro vista.
Rimasi li in attesa.
Qualche istante piu tardi le guardie vennero avvicinate dal Capitano "Fiordiscoppio". Qualche breve frase e queste vennero allontanate, di li a poco anche Hendioke ed il Maestro Bakalite giunsero sul posto.
Convergemmo tutti in uno stesso punto.

Qualche contadino ed alcuni ragazzi ci osservavano da lontano. Poi Hendioke sussurò:
Rattrogri

Scossi la testa.
<< Superficialmente sembrerebbe di si. Ma è' impossibile agire adesso se volete la mia opinione. Ci sono alcune stranezze che devo essere studiate prima di muoverci >>
<< Avete ragione herr Olderico. Presto la gente vincerà l'orrore e verrà per maciullare quel che resta delle carni e per tutto il giorno sarà un via vai di gente. Anche quando le carcasse saranno spolpate resteranno i curiosi......
Sarà il caso allora di rimandare a stanotte, che ne dite Maestro?
>>

Ci voltammo all'unisono verso il Maestro Bakalite in attesa di una sua risposta.

Il monaco ci osservo per alcuni istanti. L'aria torva. Severa.
<< Certo...ci muoveremo subito, questa notte stessa ......
Siate consci del fatto che il nostro fato ci attende, non è cosa semplice dare la caccia ai ratti..Siamo un manipolo solamente, ma forse abbiamo qualche speranza. Tutto sta nel vedere cosa ci troveremo davanti. Ora diamo una occhiata in gioro per vedere dove vanno a finire queste orme
>>

Il piano era semplice. Attendere. Entro la notte i curiosi sarebbero andati in locande o nelle case dei compari per discutere dell'accaduto, mentre la milizia certamente avrebbe trovato una qualche storia per non far crescere il timore, la paura ed il sospetto negli abitanti.

Mentre indagavamo, un pensiero continuava a tormentarmi. Le impronte erano indubbiamente grandi. Piu di quelle di un uomo adulto , e dai segni di artiglio tutto sembra portare all'ipotesi di Hendioke. Rattogri.
Qualcosa pero non quadrava. Le orme seguivano un passo assai regolare anzi alcune di una certa profondità segnalavano un incedere lento.
Da alcune letture e da alcuni episodi che in passato mi avevano coinvolto, c'era un altro particolare che non quadrava. Il lezzo degli Uomini ratto avrebbe dovuto far scappar via il bestiame. Il vento contrario avrebbe potuto anche ingannare gli animali ma la presenza di un Rattogre se non anche la sua ferocia sarebbe stata sicuramente sufficiente per far scappar via le bestie.
Tutto questo non era accaduto.
Le bestie si erano fatte macellare senza scappare. Fatto assai insolito.
Mi fermai ad esaminare meglio quelle orme vicino al corpo di una vacca ed i morsi che le avevano straziato le carni.
Presi il mio taccuino e strappatone un foglio lo poggiai sull'orma. La terra bagnata di sangue mi restituì un impronta ben evidente. Poggia su questo un altro foglio e lo conservai.
Passai ad esaminare i morsi. La zona era ampia ed i segni dei denti evidenti. C'erano tuttavia altri segni come di artigli.
All'inizio pensai che questi fossero dovuti alla presa della bestia per evitare che questa scappasse. Ma questo era privo di senso non essendoci segni di fuga del bestiame.
Poi capi.
I morsi erano serviti a bloccare e zittire la preda. Gli artigli erano stati usati per smembrare la carne dove poi una bocca affamata si sarebbe sfamata.

Con queste nuove mi avvicinai al Maestro.
<< Credo di aver capito cosa abbia causato questo. Le prove mi inducono a pensare a due possibili colpevoli. Ma per la certezza dovremmo indagare ancora. >>
 
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