GDR: L'oscurità in fondo al tunnel

Tifereth

Lurker
La scena che la maga si trovo' davanti aveva qualcosa di sinistro e allo stesso tempo qualcosa di famigliare. Come gli altri si fermo' ad osservare quello scempio di carcasse di capi di bestiame e interiora sparse per un raggio di alcune decine di piedi mentre un odore nefando la nauseava, ricordandole molto quello che si sente presso le fosse comuni in cui spesso e a malincuore vengono ammassate le salme dei suoi fratteli d'arme caduti... La guerra non permette tempo di onorare i morti e gli erori, se non dopo che siano cessate le ostilita'.

Vide Olderico avvicinarsi alle carcasse, nel chiaro intento di cercare indizi utili, mentre lei con Hendioke e Bakalite discuteva sul da farsi, accordandosi sull'intento di attendere la notte.

Mentre ancora i suoi tre compagni erano impegnati, istintivamente si scosto' un po' dal gruppo... Aveva una sensazione di dejavuee, seguiva ciecamente i propri passi, come se le sue gambe conoscessero un sentiero nascosto. Come narrato all'inizio di questa avventura, nelle settimane appena passate aveva avuto moo di esplorare gia' due caverne popolate da Skaven, e al sentire la parola "Rattogri" pronunciata da Hendioke, qualcosa di dentro di lei si era messo in movimento. Gia' in un paio di occasioni aveva dovuto seguire le loro traccie per scovare l'ingresso ai loro sudici buchi nel suolo e anche se questa volta non aveva il proprio caporale scout al seguito, aveva orma di per se stessa sviluppato una certa capacita' ed intuizione in merito...

Senza neanche accorgersene si era gia' allontanata dal gruppo abbastanza da non essere notata e si ritrovava da sola in mezzo ad un punto ove la vegetazione cresceva fitta, dall'altro lato della vecchia torre rispetto a dove si era verificato il massacro di vacche. Pochi passi ancora e si rese conto che il sole non filtrava piu' tra gli alberi tanto era poco lo spazio tra le diverse frasche e rami; si fermo', bisbiglio' qualche arcana parola da cui era quasi possibile distinguere parte di una frase piu' lunga "...cus diligite lumen sapientiæ atum..."; per un attimo il suo viso impallidi' come se stesse per svenire un attimo dopo il colore le ritorno' in volto e le fiamme illuminarono leggermente le pupille dei suoi occhi e, soprattutto, le dita della sua mano... Col leggero bagliore provocato dalla sua magia, osservo' nuovamente i rami alti degli alberi e riusci' a capire che in quella zona la vegetazione era stata artificialmente resa piu' fitta; rami appartenenti ad alberi di altre zone della foresta erano stati divelti e portati qui, appoggiati sopra le querce ed i pini che la circondavano, andando a creare un velo di frasche impenetrabile alla luce del giorno. Avvicino' la stessa mano illuminata dalle fiamme verso il terreno, dove ora poteva notare una convergenza di orme verso un'unica direzione... Decise di non continuare oltre, aveva trovato quello che cercava!

Mentre si ricongiungeva con il gruppo vide Hendioke che addmesticava il suo cavallo, forse irreuqieto dall'assenza della sua padrona... "Eh eh, ufficale, vedo che sapete bene come mantenere calmi i cavalli dell'esercito imperiale; una dote che si impara solo con l'addestramento e l'esperienza." con questa semplice frase aveva attirato l'attenzione dei tre suoi compagni che non l'avevano vista ritornare. Parlando a tutti aggiunse "Tornando al nostro scopo, ho trovato una tana..."
 

Hendioke

Divo
Hendioke fece un sorriso mesto alla frase della Piromante ma l'annuncio d'aver scoperto una tana assorbì tutta la sua concentrazione distraendolo dai ricordi del passato.

"Sarà il caso di andare a dare un'occhiata"

Il quartetto si diresse, guidato da Fiordiscoppio, addentro la foresta, sull'altro lato della torre fino a un luogo dove l'ombra era particolarmente fitta.

Hendioke, che aveva combattuto a lungo, quasi una vita, nelle foreste, si accorse subito di come quella zona d'assoluta oscurità era stata creata artificialmente incastrando nelle chiome degli alberi rami e frasche da altre zone. Un trucco spesso usato negli agguati ma che, a pensarci, poteva anche tornare utile per nascondere qualcosa alla cuoriosità dei passanti.

Fiordiscoppio illuminò magicamente l'aria con un fuoco fatuo che prese a ballarle sulla mano tenuta alta mentre Hendioke e Olderico si avvicinarono al punto dove si dirigevano tutte le orme. Di fronte a loro si aprì quella che aveva tutta l'aria d'essere una tana di volpe, ammesso che la volpe in questione fosse stata più grossa di un destriero da guerra.
 
Alto