Ghost Recon Wildlands - Recensione

ghostreconwildlands720.jpg


Viviamo oggi in un'era di meraviglia, stupore e pirotecniche aspirazioni. L'industria ludica, nonostante i suoi alti e bassi, ha raggiunto uno status di maestria tecnica che rasenta quasi la perfezione e, grazie agli strumenti oggi disponibili, ogni idea può esser realizzata, per quanto folle o surreale essa sia. Per questo, quando Ubisoft presentò al mondo qualche anno addietro Wildlands, a tutti sembrò chiaro che il titolo sarebbe diventato un'occasione per sperimentare due concetti che, almeno in teoria, distano anni luce l'uno dall'altro: strategia e mondo aperto. E, con il gioco sotto-mano, posso tranquillamente affermare che la strada intrapresa è molto interessante, seppur il prodotto finale non sia esente da difetti ed una certa genericità di fondo (ma si sa, gli esperimenti sono tali proprio perché il risultato non è scontato).

El-Sueno-tom-clancys-ghost-recon-wild-lands-hd-wallpaper.jpg


Come già anticipato nella nostra anteprima, in Wildlands saremo chiamati a smantellare chirurgicamente un cartello della droga boliviano chiamato Santa Blanca, il quale ha trasformato il meraviglioso paese sud-americano in una sorta di El-dorado della droga. Nel gioco, impersoneremo un “milite ignoto” americano a capo di un team composto da quattro elementi ultra-addestrati, con il compito di supportare i ribelli locali nel distruggere il suddetto cartello attraverso varie tipologie di attività e missioni, da vere e proprie task di guerriglia a incursioni e sabotaggi. Per poter dissipare la coltre nera (o bianca, per i più maliziosi) che attanaglia le splendide forme della Bolivia, dovremo colpire il cartello in varie province, abbattendo al contempo i vari “capoccia” dell'organizzazione che gestiscono ognuno un ramo dell'ensemble criminale, fino ad arrivare ad El Sueño, boss iconico e capo spirituale di Santa Blanca. Diciamolo subito, se siete amanti dei grovigli narrativi, Wildlands non brillerà certamente in questo frangente: oltre ad una caratterizzazione molto blanda dei personaggi principali del gioco persino a livello meramente estetico (eccezion fatta per il “capo dei capi” che vedete ritratto nella foto), la stessa trama diverrà a tratti “rarefatta” e quasi impercettibile ( della serie “Skip the cutscene” ) offrendo una storyline scontata e prevedibile. Le cose, da questo punto di vista, migliorano leggermente se si avrà la pazienza di esplorare il background di alcuni dei “pezzi grossi” del cartello attraverso alcuni dei collezionabili sparsi per il gioco, che doneranno loro un minimo di spessore e rilevanza.

SLIDE_VHC_4k_275395.jpg


Dopo questa brevissima premessa narrativa, la domanda sorge spontanea: quanta carne c'è al fuoco? Wildlands è sostanzialmente uno shooter in terza persona (che diventa prima in aim-sight), open world e che strizza l'occhio al passato più tattico e ragionato della serie Ghost Recon. Avviando per la prima volta il ludo, sarà facile sentirsi un attimo scoraggiati dinanzi alla vastità della mappa di gioco o disorientati dalla totale libertà d'azione che viene subito offerta in dono al player. Nel gioco, infatti, nonostante la mole notevolissima di missioni primarie e secondarie, non avremo catene o rotaie da seguire scrupolosamente, ma ogni azione sarà arbitrariamente pianificata dal giocatore: potremo decidere di concentrarci sin da subito sulle task principali oppure optare per l'esplorazione del territorio, in cerca di nuovo equipaggiamento o attività secondarie in grado di farci guadagnare preziosa esperienza e, di conseguenza, sbloccare nuove abilità con cui potenziare il proprio alter-ego.

grw-ubicom-ss-03-HQ_252999.jpg


Il nostro agire, ovviamente, sarà coadiuvato da una serie di strumenti tecnologici atti a ricreare le condizioni per un approccio strategico agli “impegni lavorativi”: oltre ad una serie di opzioni di supporto – come mortai o truppe ribelli da chiamare in rinforzo – avremo a disposizione armi di vario tipo, mezzi di varia specie (la cui manovrabilità è ahimè ancora ben lungi dall'essere perfetta), droni ed equipaggiamento necessario per marcare la posizione dei bersagli e studiarne le routine di movimento per creare un piano d'azione di successo. Le armi in particolar modo, la cui balistica è una via di mezzo fra l'arcade ed il simulativo, saranno decine ed avranno tante mod e opzioni di personalizzazione, la cui ricerca costituirà al contempo anche uno dei motivi principali per giustificare l'esplorazione accurata delle eterogenee lande boliviane. Ovviamente, nell'estrema libertà che fa da substrato al gioco, nessuno ci vieterà di approcciare le missioni come se fossimo dei Rambo del fine settimana, causando distruzione e sofferenza apocalittiche fra le fila nemiche, anche se risulterà piuttosto complicato soprattutto ai livelli più alti di difficoltà.

3111082-grw_screen_3_gc_160817_920am_1471356921.png


E' tutto oro quello che luccica? In realtà, la cosa che balza subito all'occhio già dopo un paio d'ore di gioco, è l'estrema ripetitività e genericità del gameplay: tolte poche missioni secondarie in cui saremo chiamati a compiere azioni furtive per impadronirci di mezzi speciali utili alla causa, la gran parte del gioco fluirà attraverso la continua ed ossessiva eliminazione fisica di obiettivi nemici. La situazione degrada ulteriormente offline ai livelli di difficoltà più bassi, dove i casi in cui si sentirà il bisogno di fermarsi a riflettere sull'approccio strategico più conveniente saranno davvero molto pochi, eliminando quindi di netto ogni aspetto tattico del gameplay. In aggiunta – cosa tra l'altro già riportata nell'anteprima scritta tempo addietro – l'IA artificiale non brillerà particolarmente, rendendo la pianificazione strategica complicata e difficile da eseguire: infatti, avremo la possibilità di impartire ai nostri teammate-bot solo comandi generici (i quali, a dirla tutta, verranno eseguiti spesso in modi “alternativi” ed imprevedibili) e di squadra (quindi, nessuna possibilità di controllo diretto del singolo), con l'ulteriore limite di non aver nessuna opzione per personalizzare l'equipaggiamento o le abilità dei suddetti (chi non ha mai desiderato, almeno una volta, condurre un conflitto a fuoco in una stanza con un team di cecchini?).

3069077-feature_ghostreconwildlands_impressions_20160526_site.jpg


Le cose migliorano un po' nel momento in cui si deciderà di compiere un netto balzo e sperimentare il titolo in cooperativo: in questo frangente, Wildlands sembra dare il meglio di sé, soprattutto se si opta per un aprioristico approccio tattico ed un livello di difficoltà elevato. La scelta di rendere la vita dei player più complicata anche solo con, ad esempio, l'impossibilità di un rapido teleport sulla posizione dei compagni, costringerà i giocatori ad una oculata pianificazione e, spesso, ad avere piani di riserva o vie di fuga alternative (soprattutto in relazione alle missioni in cui si prendono di mira basi nemiche fortemente popolate). Detto questo, fa storcere un po' il naso la scelta dubbia di limitare (e rendere immotivatamente più frustrante) l'esperienza online con amici fissando dei margini inopportuni alla composizione del team (ad es. se si giocherà in due, il sistema non includerà nel team due bot per completarlo ma lascerà la squadra composta da soli due elementi). Nella mia esperienza di gioco non ho riscontrato problemi riguardo il matchmaking o relativi a latenze/disconnessioni di sorta, quindi un plauso per il buon lavoro di net-coding operato.

Ghost-Recon-Wildlands_01-1.jpg


Da un punto di vista tecnico, Wildlands svolge più che bene il suo lavoro: nonostante qualche imperfezione sporadica e che riguarda principalmente texture secondarie un po' sgranate, il paesaggio boliviano è stato complessivamente riprodotto con estrema cura ed il comparto grafico consente la vista di scorci evocativi e paesaggi mozzafiato. Il territorio boliviano, fra foreste, aspre montagne innevate e segni della civiltà passati e odierni, sin da subito si mostrerà nella sua esotica bellezza, facendosi tra l'altro esplorare interamente senza caricamenti o attese di sorta. Nel gioco, poi, assisteremo a cambi climatici in relazione alla zona specifica della mappa, oltre che ad un ciclo giorno/notte che ovviamente condizionerà le nostre azioni. Nonostante il lato “visual” sia di alto livello, le cose non viaggiano coerentemente per lo stato di programmazione del titolo: oltre ad una fisica di gioco “imprevedibile” e che alterna realismo wanna-be a tragi-comicità improvvisa, più e più volte sono incappato in bug di varia entità (da personaggi incastrati nello scenario a pop-up improvvisi di elementi) che, nel peggiore dei casi, mi hanno visto costretto a riavviare il gioco o a ripetere un particolare segmento di storia per proseguire. Inoltre, la versione testata (Xbox One), nonostante il lock a 30 FPS, soffre di vistosi cali di frame rate soprattutto nelle situazioni più concitate, ai quali si aggiungono anche degli effetti di tearing abbastanza frequenti. Il comparto sonoro invece si attesta nella media, senza particolare infamia o lode, con una menzione speciale per l'ottimo lavoro di doppiaggio integrale operato nel gioco.

GRW_BetaNews_Header_2200x600.png


In definitiva, Ghost Recon Wildlands è un buon esperimento ed è per certi versi una prova di coraggio: l'estrema libertà d'azione, la mappa molto vasta e aperta, il cooperativo online e la possibilità di approcciare tatticamente le missioni, lo rendono sicuramente appetibile ed interessante. Interesse ed appetito che vanno via via scemando, pensando alla ripetitività, ad un animo sin troppo generico che, unitamente alla mediocre intelligenza artificiale e ad un controllo limitato del proprio team in singolo, renderanno davvero complicato attuare una qualsivoglia strategia e ci costringeranno spesso a soluzioni di gioco più radicali. In aggiunta, alcuni problemi tecnici ed una generale ottimizzazione ancora da perfezionare, andranno ulteriormente a gravare sullo stato generale del gioco. Un buon titolo? Si, ma con alcuni asterischi pesanti che dovranno esser tenuti in considerazione.


VOTO MMORPGITALIA 7/10
 
Ultima modifica di un moderatore:
Alto