Horizon: Zero Dawn, la Nostra Recensione

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Guerrilla stravolge il suo know-how e si cimenta per la prima volta in un gioco di ruolo open world dalle altissime aspettative, Horizon: Zero Dawn. Avrà centrato il bersaglio al primo colpo?

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L'interfaccia di gioco.​

Era il lontano 2004 quando la società, fino ad allora sconosciuta, pubblicò Killzone, uno degli sparatutto più attesi su Playstation 2, con il quale riuscì a vendere oltre un milione di copie nonostante un’accoglienza non entusiastica da parte degli addetti ai lavori.
Grazie alle vendite esorbitanti per la neo nata società, Sony non si fece scappare l’opportunità di siglare tempestivamente un accordo per lo sviluppo esclusivo di nuovi titoli sulle proprie console. Visti i lavori incoraggianti mostrati a porte chiuse, Sony decise di non attendere oltre e di compiere il grande passo acquisendo la software house, che divenne così una First Party pubblicando da lì a poco diversi titoli, tutti basati sul brand ormai legato al marchio Guerrilla.
Killzone 2 e Killzone 3, pubblicati entrambi su Playstation 3, riscontrarono un enorme successo sia condi critica che di pubblico e anche Killzone: Liberation (PSP) riuscì a ritagliarsi la sua piccola fetta di mercato. Venne poi l’ora di Killzone: Mercenary che, a causa del flop di PS Vita, non riuscì ad imporsi con forza sul mercato, risultando comunque il miglior sparatutto sulla piccola portatile. Totalmente opposto fu invece Killzone: Shadow Fall che, pur non essendo lodato dalla critica, riuscì a superare facilmente i due milioni di copie vendute.
Ed eccoci al presente con Guerrilla che, per la prima volta nella sua storia, cambia nettamente la rotta andando ad immergersi in acque mai esplorate sino ad ora. Sviluppare un gioco di ruolo è già un’impresa difficile di per sé, ma svilupparne uno da First Party senza alcuna esperienza pregressa è un’impresa faraonica.

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Piccolino l'amico...​

L’avventura è ambientata approssimativamente nel 3000 D.C. in un mondo post-apocalittico perfettamente ricreato, in cui la natura ha rivendicato i resti di una civiltà dimenticata ed in cui i restanti gruppi di umani vivono all'interno di tribù primitive di cacciatori. Il dominio umano sulla natura è stato usurpato dalle Macchine, temibili creature meccaniche dall'origine ignota.
Il racconto si apre con un trailer introduttivo che vede un uomo di nome Rost portare con se una neonata sulla cima del monte sacro per poter chiedere alla Dea protettrice di assegnarle un nome. Una volta raggiunta la cima, dopo averci mostrato un assaggio dei paesaggi che andremo ad esplorare, faremo la conoscenza di una delle Matriarche che darà all’uomo emarginato il suo benestare per potersi rivolgere direttamente alla Dea. Ed ecco finalmente un nome per la protagonista: Aloy. Con il passare degli anni (sei per la precisione) la bambina inizierà a domandarsi come mai gli altri ragazzini scappano quando si trovano in sua presenza e per quale motivo sia stata emarginata alla nascita. La risposta a queste domande si potrà avere in un solo modo, ossia allenandosi duramente per tutta l’infanzia, così da vincere la “grande prova” e poter chiedere alle Matriarche qualsiasi cosa.
Impareremo ad andare a caccia delle Macchine e a combatterle, ma non prima di cadere in un sotterraneo nel quale troveremo i resti dell’estinta civiltà “del metallo”, scoprendo il Focus, un dispositivo tecnologico che ci permette di individuare punti deboli di queste macchine, di tracciarne la rotta fino ad interagire con i ricordi registrati da quei corpi che giacciono ora senza vita (chi ha detto Lore?).

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Il mondo "di metallo".​

L’avventura tiene incollato il giocatore grazie ad una storia sempre interessante, raccontata da sequenze video ben riprodotte che immergono fin da subito il giocatore in questo nuovo universo, trascinandolo da una parte all’altra del vasto (ma non vastissimo) mondo di gioco. Durante gli spostamenti sarà altissima la probabilità di incontrare sul cammino delle Macchine, dapprima con esemplari facilmente distruttibili, fino ad arrivare a veri e propri colossi che ci faranno preferire strade alternative. E’ forse questo l’unico difetto della produzione Guerrilla: il mondo di gioco è tempestato da scorci mozzafiato che i nostri occhi non possono godere al cento per cento a causa della continua e massiva presenza di Macchine e banditi. Peccato perché l’accoppiata Playstation 4 Pro e televisore 4k HDR è in grado di riprodurre scenari in grado di far tremare anche le schede video più performanti e costose della console di Sony (e non sto scherzando) grazie al coinvolgimento di Mark Cerny, colui che ha partorito l’hardware della nuova console Sony. Inoltre il gioco mette a disposizione due opzioni grafiche, con la prima è possibile scegliere se privilegiare il frame rate o la risoluzione (cosa che consiglio, non scende mai sotto i 30fps), mentre la seconda opzione permette di abilitare l’HDR.
Nel corso delle nostre gite fuori porta potremo imbatterci in scontri gestiti interamente dall’IA con banditi o alleati che affrontano un gruppo di macchine, confermando l’impressione che il mondo di gioco sia realmente vivo e al giocatore resti la scelta se intromettersi nella battaglia o lasciare che lo scontro finisca da sé.

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Macchine che assediano una cittadella​

Il sistema di combattimento è un mix di stealth ed azione frenetica, basato principalmente sull’utilizzo di uno degli archi che potremo portare in battaglia (ne esistono tre tipi: Caccia, Guerra e Precisione, ognuno con le proprie frecce e peculiarità). Oltre agli archi, sono presenti diverse tipologie di armi che potranno arrecare danno (fionda, lancia ed altre) o semplicemente fungere da gadget (come ad esempio uno spara corde utile ad intrappolare le macchine più grosse). Nel caso non volessimo esporci troppo ad un combattimento, il gioco va incontro al giocatore dandogli la possibilità di eseguire un Override, una sorta di hacking eseguibile sulle macchine, che le renderà docili nei nostri confronti.
Oltre a poterle schierare al nostro fianco in battaglia, potremo anche cavalcarle così da rendere i nostri spostamenti più sicuri e veloci. Per poter utilizzare l’Override su macchine differenti sarà necessario avventurarsi in speciali luoghi appartenuti alla civiltà del metallo, colmi di mistero e pericolose compagnie. Questi luoghi sono dei veri e propri dungeon con tanto di tranelli, vicoli, storie dimenticate e gli immancabili boss finali che dovremo risvegliare (e sconfiggere) per apprenderne le conoscenze.

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Tutto questo su una console​

La componente RPG è invece caratterizzata dalla presenza di livelli che garantiranno maggiori punti vita e punti abilità utilizzabili per sbloccare diverse utility in uno dei tre skill tree presenti. Queste utility portano reali vantaggi al giocatore, come la possibilità di lanciare due o tre frecce in contemporanea, poter rallentare il tempo durante la mira, poter eseguire takedown sulle macchine stese al suolo o poter espandere la sacca medica, cosa praticamente fondamentale. Sono inoltre presenti mercanti che vendono armi ed armature sempre più potenti, che potremo anche modificare con degli speciali oggetti recuperabili dai corpi dei nemici o dalle numerose casse di rifornimento sparse per il gioco. I dialoghi con gli NPC ricalcano in pieno quanto visto in Fallout o Mass Effect, con scelte multiple in grado di svelare ulteriori segreti sul mondo di gioco o saltare direttamente al cuore dell’argomento trattato. Aloy non è un mostro di personalità ma si dimostra intelligente e furba, evitando che i dialoghi risultino stupidi e scontati.
Una volta portata a termine la bellissima storia principale (con la missione finale che è un tripudio di epicità) della durata di circa 30 ore potremo continuare l’avventura completando diverse sfide secondarie. Tra queste troviamo i terreni di caccia (prove a tempo che prevedono l’abbattimento di determinate macchine), le immancabili missioni secondarie (che risultano molto profonde ed articolate), i raid contro i campi di banditi e le zone corrotte da ripulire.

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Mi è spuntato da sotto i piedi...​

Guerrilla è riuscita a combinare gli elementi classici del genere RPG con qualche piccola innovazione che ha portato Horizon: Zero Dawn ad eccellere sotto tutti i punti di vista raggiungendo quasi la perfezione. La storia è avvincente, interessante e non annoia mai, il comparto grafico porta la console di Sony a vette mai raggiunte fino ad ora, il comparto sonoro esalta quasi sempre l’azione di gioco ed il gameplay è un bilanciamento perfetto tra azione e premeditazione esaltando le capacità del giocatore nel capire quali azioni compiere durante i combattimenti. Playstation 4 ha quindi un’altra grande esclusiva che ne consolida la sua posizione predominante sul mercato. Personalmente non ho mai amato gli RPG, soprattutto quelli con mondo aperto, ma questo gioco è riuscito a coinvolgermi in ogni suo aspetto.

VOTO MMORPGITALIA 9,5/10

Tutte le immagini presenti sono state scattate su PS4 Pro con la modalità foto presente nel gioco.
 
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AlphAtomix

AlphAtomix

cosi stupida che nel giro di due settimane ha venduto 2.6 milioni di copie. .
ok ma non ho mai detto che non avrebbe venduto nulla... il mio parere, forse errato, che fare un gioco per un unica piattaforma è forse accontentarsi; penso ad esempio a Rise of Tomb Raider che è stato giocato da multi piattaforme e ha avuto un bel seguito... poi forse parlo con l'amaro in bocca per non avere la possibilità di giocarci, ma credo di non essere l'unico pc gamer che avrebbe sborsato felicemente il prezzo pieno per poterci giocare... buon divertimento a chi lo ha...
 
Il problema è che per svilupparlo multipiattaforma guerrilla avrebbe dovuto farsi carico di tutti i costi (ipotizzando che non sia proprietà di Sony). Così facendo invece non ha sborsato una lira ed in caso di flop ha le chiappe parate.
 
ok ma non ho mai detto che non avrebbe venduto nulla... il mio parere, forse errato, che fare un gioco per un unica piattaforma è forse accontentarsi; penso ad esempio a Rise of Tomb Raider che è stato giocato da multi piattaforme e ha avuto un bel seguito... poi forse parlo con l'amaro in bocca per non avere la possibilità di giocarci, ma credo di non essere l'unico pc gamer che avrebbe sborsato felicemente il prezzo pieno per poterci giocare... buon divertimento a chi lo ha...
effettivamente ti sei perso un gran gioco :p
era da tempo che un single player non mi prendeva cosi, 80 ore in 2 settimane tonde tonde.
 
Eh lo so azzarola... l'ho seguito fin dalle prime fasi. Spero solo che il successo avuto li sproni a rilasciare anche una versione per pc... se no cercherò un amico con console da cui andare :birra:
 
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