I Background dei PG

Q

Quercia

Guest
Quercia con pseudo background

Come promesso invio il mio profilo x la schedatura :):cool:

QUERCIA : Mezz'Elfo -Guerriero/Gladiatore
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a seguire il profilo/background :

Rikar, abbandonato ancora bambino nelle lande desolate di Mudry, viene trovato da Klodivar, lo sciamano di una tribù di reietti senza patria.
Le sue origini gli sono sconosciute, ma apprende di essere un mezz'elfo: di appartenere ad una razza che unisce la caparbietà e la stupidità umana alla saggezza, all'agilità e alla destrezza degli elfi.
Superato il rito di iniziazione all'età adulta, chiamato ordalia del sangue,in un cruento scontro con un mostruoso essere del deserto di Mudry, Rikar assumerà poi il nome di Quercia.
Col passare degli anni Quercia si troverà, suo malgrado, ad essere una delle pedine nell'eterna lotta tra la Legge ed il Caos, combatterà contro nemici terreni e supernaturali accompagnato e sostenuto da intrepidi compagni di avventura.
Tra questi Roxa, una maga della razza degli elfi, sarà la sua inseparabile compagna in mille avventure, Oltre che una valida guerriera e maga, Roxa sarà anche la guida spirituale di Quercia, sostenendolo e spronandolo nei momenti più critici delle loro avventure.

Profilo del personaggio adattato da:
La saga di Ownworld, romanzo scritto da Roxa e Quercia

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Roxa ed io speriamo di riuscire a trasportare lo spirito e il carattere delle nostre creature nei personaggi.
Se non ci riusciamo, imploriamo il vostro perdono!
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Il sito del nostro romanzo è: http://members.xoom.it/Quercia_Roxa

ps_ scaricate i font necessari dalla pagina intro

Ciauzzzz
 
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L

Light

Guest
Background

Salve a tutti!
:ciao: :ciao:
Vi mando anch'io il mio background.
Sarà la base per nuove ed emozionanti avventure ... qui e... chissà... nel nuovo romanzo! :laugh:


Fino all'età adulta, Roxa non sa nulla della sua nascita, della sua provenienza né soprattutto del suo essere elfo.
Dall'età di sei anni è stata allevata a Mudry, nel deserto generato durante la guerra tra i guardiani, credendosi umana.
La sua infanzia è stata un susseguirsi di infrazioni alle dure ed inflessibili regole imposte, in una continua lotta per la sopravvivenza in un territorio ostile.
In seguito, una scoperta, per lei sconvolgente, la fa fuggire verso Erenthal, dove prende coscienza della propria origine elfica e comincia a rendersi conto della sua seconda natura, quella di maga, grazie alla guida di Liath, venerata maestra in arti arcane, che le svela anche il vero nome che le era stato assegnato alla nascita: Light.
Ad Erenthal incontra anche Quercia, al fianco del quale combatterà per conservare il predominio della Legge sulle forze del Male, utilizzando sia armi terrene sia sovrannaturali.

Profilo tratto da:
Da: “La Saga di Ownworld”, romanzo scritto da Roxa e Quercia


http://members.xoom.virgilio.it/Quercia_Roxa/



Roxa Light
 
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M

Misthral

Guest
Snowhill

Snowhill, il peso di un macigno sul cuore in un nome tanto anonimo quanto di sanguinoso retaggio.

Snowhill, luogo dove anche il cielo di quella notte urlava tradimento alla terra, scaricando la sua ira nella forma di fulmini e tuoni.
Snowhill, luogo dove il legittimo venne decapitato per lasciar sedere il meschino, con la scure della debolezza mascherata per l'occasione da necessità.
Snowhill, luogo dove l’onore venne riscattato a colpi di avidità, lasciando nei recessi della memoria l’assurdo precedente che trasformò crimine in buonsenso.

Lo stesso buonsenso che aveva lasciato strisciare le serpi nel proprio cortile senza schiacciare loro il cranio.

Ma perché non aspettarselo, il condottiero saggio conosce la realtà delle battaglie e il valore dei loro eroi.
Il coraggio si ferma sulla soglia delle taverne e l'audacia si esibisce dietro la grata dei castelli. La gloria invece, cortese dama, esce dai canti dei Templi per onorare le gesta nelle scritte delle vecchie lapidi che si sgretolano divorate dal muschio umido nei cimiteri abbandonati.

Tutte le casate tranne una delle minori, forse in cerca di un improbabile splendore o semplicemente scomoda e inutile, decisero di diventare protagoniste della storia, che da allora in avanti furono loro a scrivere.

L'intera armata e il nome della sua Casata vennero letteralmente spazzate via, travolte dalla carica di 7 Divisioni di cavalleria corazzata proveniente dalle retrovie.
Pare che gli umani non siano nemmeno capaci di consumare la notte di nozze se non aiutati dal solito zoo equino.
E quando impugnando la falce da guerra affronto il Cavaliere che la caricava sentì in gola il sapore inconfondibilmente acido del tradimento. Cavalieri nient’altro che due occhi pieni di paura e un cuore debole e vile sepolti sotto un ammasso di ferraglia.
Con un assalto di tale portata e da una direzione ritenuta sicura poiché presidiata dai temerari alleati lo scontro si ridusse a un ora di feroce quanto invano tentativo di resistenza.
E infine insperato giunse il fuoco che purificò quel promontorio non dall’onore ne dal valore o dalla vittoria come delirano i cantastorie, ma dal ghiaccio rosso sangue che lo lordava.
L’alone demoniaco dello spettacolo che generose offrivano le fiamme notturne doveva essere salito alto fino in cielo, visto che le nuvole lo oscurarono alla vista o all’odore di 10000 corpi che bruciavano.

Di ben poco valore deve essere apparso agli occhi dei traditori quel sacrificio necessario a dettare la loro pace nei Clan, il loro moderno concilio al posto di una vetusta feudalità e porre fine ad una sconsiderato sterminio a voler prestar orecchio alle ballate. Nondimeno interrompevano l'inutile scempio che si stava consumando nelle loro tesorerie a causa di una “dissoluta guerra territoriale” che stava rovinando loro il mercato, creando importanti nuove alleanze commerciali molto più proficue rispetto a quelle di spada.

E ancor meno deve essere parso agli occhi degli Dei tanto misericordiosi che in quella giornata come su tutti i campi di battaglia volgevano lo sguardo altrove.

E forse fu proprio per colpa di quella svista che rimase tra una delle poche centinaia di superstiti che furono dignitosamente riconvertiti quali addetti al vettovagliamento ed equipaggiati con solide catene per preservare la loro incolumità.
Questa nuova mansione non le tolse comunque il precedente titolo quale unica superstite ed erede del proprio casato.
Di quello se ne occupò lei stessa.
Ormai pericoloso quanto privo di significato, dato che per i suoi possedimenti avevano già trovato degli opportuni successori, se lo scrollò di dosso lasciandolo su quella rocca a eterna sentinella la notte che fuggi, drappeggiandosi le spalle con il nome dell’infamia, per non dimenticare. Mai.

Spettro del sentiero sono le parole che sussurrano le genti da dietro le imposte sbarrate quando attraversa un villaggio, o quando al suo passaggio il fabbro ammutolisce il lavoro sull’incudine e i commercianti interrompono le loro contrattazioni.

Vaga ora per le terre di Anaret avendo Silenzio per destriero Vendetta come compagna e Dolore come strada.
 

Jezebel

Lurker
In questo thread, per comodità, verranno raggruppati tutti i BG che i giocatori posteranno per i loro PG. Vi preghiamo di non postare messaggi non inerenti :)
 
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Gionny

Lurker
Ecco qui il mio profilo e il mio background


Lucyus The Warchief

Umano\Guerriero


BG

Lucyus nasce a Yartar. Fin da piccolo il padre lo istruisce per intraprendere la carriera militare. Infatti a solo 18 anni diventa capo della guardia cittadina e scorta del comandante delle guardie. Ma dopo due anni di brillante carriera avviene il fatto che gli sconvolge la vita. Mentre faceva la guardia vide due colleghi violentare e picchiare una ragazza. Senza pensarci due volte prese la sua spada e mozzò la testa alle due guardie. Molti pensarono ad un gesto eroico e meritevole di elogi....ma il comandante non la pensò cosi, per lui la vita di una povera ragazza non valeva niente, e cosi la pensavano le persone più ricche e più potenti di Yartar. Il comandante decise per la condanna a morte, ma il padre di lucyus, la vigilia dell'esecuzione, entro nella cella e liberò il figlio. Durante la fuga però il padre venne assalito e ucciso dai cani delle guardie. Dopo aver pianto lacrie amare per la morte del padre, Lucyus decise che da quewl giorno non avrebbe piùà messo la vita degli altri prima della sua, da quel momentocontava solo il suo interesse, fino a quando non avrebbe avuto il potere di cambiare questo mondo pieno di corruzione!
 
C

Chrisamere

Guest
il mio background. e anche il mio primo post ^_^ beh, è originale, come background. un infanzia tranquilla, i miei genitori non sono stati assassinati, la mia fidanzata non ancora rapita... al max mi ha piantato un paio di tradizionali corna... ma anche no... *ahem* ok. passiamo al background.

Non chiedete il nome di battesimo, conoscere il nome è un potere troppo grande. Quello che vi è consentito di sapere è che tutti mi chiamano Chrisamere. Un infanzia normale, tranquilla, passata in una famiglia borghese, che non ha mai ostacolato il mio desiderio di avventura, ma anzi incoraggiato da un padre che egli stesso avrebbe desiderato condurre una vita diversa da quella del mercante. Ho studiato in diverse accademie militari, per apprendere il meglio di varie scuole di combattimento, anche se la maggior parte delle mie tecniche, le ho apprese viaggiando da solo. Ho lasciato la mia città natale, per esplorare il resto del mondo che non ho ancora visto. E ora cerco compagnia per fare questo.
 
T

Thargh

Guest
Thargh Kaltorg / Nano /chierico

Nato da un clan molto isolato Thargh ha vissuto in serenità un infanzia protetto di suoi genitori, figure di spicco nel clan: essendo il padre il consigliere del capo. Purtroppo questa felicità ha breve durata un giorno durante l'esplorazione di antichissime rovine i nani hanno liberato un potentissimo necromante che con l'ausilio delle sue orde non morte ha ucciso buona parte del clan, tra cui entrambi i suoi genitori. Da allora Thargh viaggia per il mondo con un obiettivo: cercare di estirpare dal mondo la piaga dei "morti camminanti" ed aiutare il prossimo con le sue arti clericali.
 
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C

caramon78

Guest
IL BG....

Raga x il bg ci sto pensando e visto che mancherò x un po lo posterò quando torno..... Per ora dovete sapere che il mio pg è un umano guerriero cresciuto nelle lande desolate di..............(TO BE CONTINUE)............... IL suo nome è ROGAR BREAKFIRE:eek: :eek: :eek: :eek:
CI SI VEDE AMICI
 

Ymod E'lener

Super Postatore
BG Ymod Elener Mezzelfo Chierico

BG Ymod Elener Mezzelfo Chierico

Ymod Elener non sa molto di se, se non di essere stato trovato dai monaci dinanzi alla porta della chiesa di Talja nella cittadina di Overstamor e di essere , cosa dettagli dai monaci che lo hanno trovato e successivamente allevato e dagli altri abitanti di Ovestamor, un mezz’elfo.
L’unico esile legame che ha con i suoi genitori naturali sembrerebbero essere degli strani tatuaggi che ha da sempre sugli avambracci e di cui nessuno che ha incontrato conosce il significato.
Sin da piccolo ha dimostrato di aver ereditato in quantità maggiore l’irruenza umana che non la tranquillità riflessiva elfica, cosa mitigata dagli insegnamenti clericali ricevuti, ma allo stesso tempo accentuata dai continui sberleffi a cui veniva sottoposto dai suoi coetanei umani per il non essere né uomo né elfo.
Prova di ciò è il fatto che ha sempre preferito, nonostante tutti gli sforzi del suo precettore, allenarsi con il maestro d’armi del tempio piuttosto che passare il suo tempo sui libri.
Divenuto adulto, per i canoni di giudizio umani, gli è sembrato naturale prendere i voti come chierico di Talja, ed entrare così a far parte, a tutti gli effetti, di quella che per lui è la sua famiglia.
Finito il periodo di noviziato presso la chiesa ove è cresciuto è stato inviato nella cittadina di Budit per dare prova delle sue capacità e della forza della sua fede lontano dal posto ove è cresciuto, compito nel quale è fermamente deciso a riuscire anche per non deludere il priore che lo ha sempre trattato come un figlio suo.


P.S.: Vorrei precisare che è il primo BG che scrivo da solo e sono aperto a qualsiasi consiglio in merito.:)
 
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Z

Zophael

Guest
….Non chiedetemelo nuovamente tanto non risponderò.
Vi piacerebbe sapere da dove vengo e soprattutto perché sono giunto fin qui, ma non sono ancora in grado di svelare questo arcano né sono sicuro di volerlo fare. I ricordi nella mia mente si rincorrono freneticamente per poi confondersi e dare vita a quello che appare più come un delirio di un povero pazzo che la storia di un uomo. Posso tentare di spiegarvi, posso tentare di descrivere ciò che, da quando ho ripreso i sensi vicino alle porte di Budit, tormenta le mie notti insonni, ma non servirà a spiegare il perché della mia venuta. Le tenebre stavano nuovamente calando e già si udivano le terribili urla di battaglia dei Cavalieri Ombra; così erano chiamati, se la memoria non mi inganna. L’assordante rumore degli zoccoli lungo la strada ricordava quello dei tamburi in tempo di guerra, mentre alte colonne di fumo si innalzavano al passare di quelle furie a cavallo. Il Villaggio fu assalito, i raccolti dati alle fiamme, padri di famiglia impiccati alle pale del vecchio mulino, lassù sulla cima della collina e vedove in lacrime per la perdita dei propri familiari…almeno quelle che erano riuscite a salvarsi. Ricordo che la luna sembrava quasi tingersi di rosso in quelle notti di morte e distruzione; e tutte le creature viventi parevano intonare un canto di requiem, in ricordo di quelle povere vittime mentre gli assassini sparivano nell’oscurità così come erano giunti; soltanto le loro nefaste urla in lontananza squarciavano il silenzio della valle. Poi la luna tornò a risplendere e il suo pallido chiarore graffiò timidamente l’oscurità nella zona, a nord del villaggio, dove si trovava la collina del vecchio mulino. I corpi dei poveretti pendevano ancora straziati dando vita ad un tetro spettacolo e seduto ai piedi dell’imponente costruzione il comandante di quella legione di assassini rimase, come era solito fare, a godere della sua opera, ghignando di tanto in tanto come chi è fiero di aver fatto bene il proprio lavoro. Questo signori è dunque ciò che posso dirvi riguardo alla mia vita. Molte cose ancora restano da chiarire e per il momento mi auguro di poter svelare quale ruolo svolsi io in quella triste notte. Posso solo dire con certezza che le risposte che sto cercando sono intorno a me, il fatto che io mi trovi a Budit ora non può essere un caso. Inizierò dunque da qui le mie ricerche……
 
K

KiaZ

Guest
Ecco il mio pg

Di seguito incollo quello che dovrebbe essere il bg di Keon , halfling ladro :
Fatemi sapere se puo' andare bene per Anaret

[inizio BG]

Il mio nome è Keon. O meglio, così è come mi hanno sempre chiamato. Sono un orfano halfling, adottato da una famiglia di umani. La mia infanzia è stata abbastanza felice anche se fin da piccolo avevo la tendenza a giocare con piccoli utensili coi quai smontavo e rimontavo qualsiasi cosa: sportelli ,scatole ruote di carri... anche solo per il gusto di fare dispetti. Questo mio comportamento infastidiva la mia famiglia adottiva e, col tempo, più vedevo i miei "fratellastri" innervosirsi più volevo trovare un modo di allontanarmi da quella casa, ormai troppo stretta per me. Un giorno, alcuni pirati saccheggiarono il nostro villaggio, e mi presero mentre cercavo di approfittare del caos per darmi alla fuga.
I pirati mi legarono, mi incappucciarono e mi chiusero in una gabbietta che pareva più adatta ad una bestia che non ad una creatura intelligente come noi halfling. Cercai di stare zitto e di resistere, presagendo che forse quella disgrazia poteva volgere a mio favore.
Così, non appena nascosero la mia gabbia nella stiva della nave e si allontanarono, cominciai ad ingegnarmi per trovare una via di fuga e qualcosa di buono da mangiare , perchè... avevo fame ! Appena fui sicuro che non ci fosse nessuno, scassinai la serratura , ed esplorai la stiva della nave, in cerca di cibo. Niente, all'infuori di un enorme scatolone contenente arancie. Feci scorta di quelle, "meglio di niente", pensai.
Presto però la nave attraccò; sentivo i pirati parlare del nascondiglio di un tesoro... ero intento a cercare di capirne qualcosa quando vennero a prendere la mia gabbia. Li sentii discutere di cosa farne di me, dicevano che avevo visto le loro facce e che sarebbe stato meglio eliminarmi. Cominciai a tremare: forse la mia avventura si sarebbe conclusa molto più in fretta di quanto non sperassi. La nave intanto aveva attraccato al porto di una piccola cittadina. Mi tirarono fuori, erano incappucciati. Uno di loro mi minacciò con una spada:
"Dì le tue ultime preghiere piccolo verme..."
"Aspettate!" dissi "Forse posso esservi utile! Sono un esperto scassinatore... Vedete? Sono riuscito ad uscire da solo dalla mia gabbia! Potrei aiutarvi nelle vostre ricerche di tesori e..."
L'uomo mi guardò, incollerito e spazientito:
"Io ora lo uccido questo mezz'uomo, ha lingua e orecchie troppo lunghe"
"Aspetta" disse un altro "magari può davvero esserci utile..."
I due iniziarono a confabulare e a pensare in che modo meglio disporre di un esserino inutile come me... Senza accorgersi che avevo approfittato della loro distrazione per divincolarmi furtivamente e scendere dalla nave.
Mi trovai in una citta' chiamata Vajas , dalla quale cercai di allontanarmi al piu' presto onde evitare che i pirati mi venissero a cercare . ...
Ora sto vagando senza meta , procurandomi da mangiare (e da bere) saccheggiando cantine e cacciando qualche piccolo animale selvatico . L'idea di partire alla ricerca di quel famoso tesoro di cui parlavano i pirati ogni tanto mi ritorna in mente ... ma per ora mi accontento di hem .. prendere in prestito soldi e vari oggettini che luccicano hihihihihih

[/fine BG]
 
K

kilang

Guest
Background di Kilang Highlander!

Kilang, nato in un villaggio vicino a Budit, ha avuto un'infanzia molto difficile. A 5 anni ha visto i propri genitori fatti a pezzi da dei briganti che attaccavano spesso quella zona. Le guardie della citta sono arrivate troppo tardi questa volta... Lui era uno dei pochi sopravissuti e non aveva piu una famiglia. Siccome lavorava gia nei campi, aveva una costituzione molto buona ed e' stato notato da Dasser Highlander, una guardia cittadina che aveva partecipato alla difesa dei poveri contadini. Pure lui era solo al mondo, senza una famiglia avendola persa in un incendio. Vedendo lo sguardo spaventato del ragazzo, ha voluto adottarlo e farne un buon combattente. Questo ha cambiato radicalmente sia la vita di Kilang che quella di Desser che gli insegno' l'arte del combattimento per prepararlo alla dura vita che lo aspettava da grande. Gia a 12 anni sapeva usare perfettamente le spade piccole e medie (quelle pesanti erano troppo grandi e non permettevano molto movimento). Verso 16 anni combatteva gia come il maestro e ha cominciato a pensare a cosa poteva trovare oltre le porte cittadine. Due anni dopo e' successo un fatto che gli ha cambiato la vita un'altra volta: la morte di Desser. Durante un turno notturno sono stati individuati dei briganti che preparavano un assalto alla citta. Erano tanti e la battaglia e' stata dura. Sfortuantamente ci sono stati tanti morti e feriti... Tra questi pure Desser che aveva combattuto fino allo sfinimento. E' stato colpito da una freccia e ha passato i suoi ultimi giorni a letto in agonia assistito da Kilang. Da questo momento ha cominciato a dubitare del potere e del valore della legge ma ha continuato ad aiutare i piu deboli e bisognosi come gli aveva insegnato suo "padre". Non gli piace essere comandato. Adesso impiega il suo tempo cercando e massacrando i briganti in nome del padre adottivo e dei genitori. Per lui l'avventura e il pericolo sono un gioco che non puo non far parte della vita.



Questo e' il mio primo BG in assoluto. Puo andare bene?
 

Dorilen

Super Postatore
Berilindhae Violethill

Probabilmente se chiedete a Berilindhae, Beril per gli amici, non so se mi spiego, ma questo lungo nome inpronunciabile sembra una cantilena elfa, lo dico sempre io, dove l'avranno pescato un nome così, ehm insomma dicevamo, se le chiedete di parlarvi di lei, ella vi guarderà con i suoi strani occhi violacei, vedrete in quello sguardo, malizia e orgoglio, mischiati insieme, proprio così, e poi, poi vi sentirete come davanti a un tramonto, proprio così, vi sentirete un vuoto dentro, no, non nello stomaco, più su e più a sinistra, vicino al cuore, come davanti al più bel tramonto mai visto, dolce, eppure infuocato, probabilmente ella vi dirà, sempre guardandovi con quegli occhi, che nn so se mi spiego, non ho mai visto occhi così, ella vi guarderà, e vi dira:" Sono Berilindhae, Berilindhae Violethill e diventerò la più grande conoscitrice di boschi di tutto il Khaalin, e.....e...."
e probabilmente a questo punto tirerà su col naso, si pulirà con un braccio, e inchinandosi cambierà discorso, ridendo e scherzando, o prendendo in giro gli ospiti, e voi, voi non potrete fare a meno di chiedervi, e.... e.... e cosa piccola Halfling? Cosa vedono i tuoi occhi? Brutti ricordi? Speranze future? Non lo sai, capisci solo che lo sguardo è troppo profondo, non ne vedi la fine, sai che lì, in fondo al suo sguardo, va a finire la frase non detta, resta sospesa, per un attimo, poi si perde anche lei, e arriva nell'intimo segreto di quella giovane ranger, bè questo poi è quello che penso io, ma sapete com'è, c'è chi mi ritiene un pò, come dire, rincitrullito ecco, non che io sia daccordo, ma questa è un'altra storia.

Bè, a esser sinceri il vecchio Rill, un pò rincitrullito lo era davvero, aveva vissuto così tante stagioni, da averne perso il ricordo, però con gli anni aveva imparato ad esser saggio, a modo suo ovviamente, si può quasi dire che andasse "a naso", le emozioni che le persone suscitavano in lui, gli evocavano visioni delle loro aspettative, dei loro sogni, e lui a volte intuiva se qualcuno era predestinato da un fato grande o oscuro, con la piccola Beril ci aveva azzeccato, fin da quando ella era una minuscola fanciulla halfling, lui sosteneva che fosse "strana" , figlia di un mercante, si spostava col padre durante la bella stagione, con la carovana del vecchio Rill, l'intrecciatore, poi al giungere dell'inverno entrambi, padre e figlia, sparivano dalla circolazione, una mattina ti svegliavi e loro semplicemente non c'erano più, mai nessuno seppe o sentì dire dal padre di Beril dove se ne andassero ogni volta, era un Halflinh stranamente taciturno, dai modi un pò sgarbati, e questo già per un halflinh è cosa strana, se ci aggiungi le sparizioni, e il fatto che invece la figlia fosse educata e gentile, bè c'è da chiaccherarci per dei mesi in una buona taverna.

Girava ogni sorta di voce sui due, alcuni sostenevano che Beril non fosse la sua vera figlia, altri ancora più malvagi, arrivavano a pensare che quel burbero di un Halfling l'avesse rapita da chissà quale paese per farne la sua serva, altre più fantasiose ma meno pericolose affermavano che l'aveva trovata un giorno in un prato di viole, e rapito dallo sguardo della "allora in fasce" Berilindhae, avesse infine deciso per tenerla e spacciarla per sua figlia, addirittura una volta, una vecchia pazza si mise a farneticare in locanda che lei "sapeva la verità" e che in realtà Dianiver, questo era il nome del padre di Beril, era stato l'amante di una fata, e gli occhi della figlia ne erano la prova.
Ovviamente nessuna di quelle voci era vera, però contrariamente a quello che starete pensando, la storia che più si avvicinava, era quella della pazza, si, perchè Berilindhae una madre ce l'aveva, il suo nome era Elyrian ed era anche lei una strana Halfling, la più bella nata da molti e molti anni, viveva sola, in una casetta al limitare del bosco, proprio come nelle favole, e proprio come nelle favole, praticava la magia, una magia buona, che però le aveva dato una pessima fama, la fama di fattucchiera, i suoi vicini consideravano la magia degli stregoni come qualcosa di sinistro e oscuro, qualcosa da cui stare alla larga insomma, solo gli arcani dei preti di Talja venivano accettati come dono benefico e divino, non che in quel piccolo insediamento si fosse mai visto un incantesimo, ovviamente, tutto quello che si sapeva era per sentito dire, i racconti dei mercanti e della poca gente che era stata in qualche grande città, uno di questi era il giovane che divenne poi il padre di Beril, era costruttore d'archi, ma di umile estrazione, girava nei piccoli paesi e vendeva i suoi prodotti, fin quando per caso non trovò Elyrian, la trovò una mattina d'inverno, era fuori che cercava legna, e tossiva, tossiva forte, tanto che il giovane Dianiver, non resistette all' impulso di provare tenerezza per quella giovane sola e bellissima, il passo successivo fu l'amore, il tempo scorreva veloce vicino a lei, anche se la sua assurda tosse non passava mai, anzi, così come la sua bellezza fioriva, la sua salute diventava cagionevole.

Il desiderio di un figlio iniziò presto a farsi sentire, ma data la pessima salute di Elyrian, rimase per molti anni solo un desiderio, finchè ella non scoprì un incantesimo, con l'aiuto di alcuni ingredienti, fra i quali le viole del pensiero, avrebbe potuto sostenere il suo debole fisico per i mesi che servivano a far crescere il piccolo, era un inverno lungo e duro, la donna si sosteneva sempre con la pozione, e non sentiva quanto in realtà il suo fisico si stesse indebolendo, quando a primavera Berilindhae nacque, il sottobosco intorno alla casa era colmo di viole fiorite, e la bimba aveva gli occhi color delle viole, purtroppo la madre non potè gustarsi a pieno questa gioia, cadde in un sonno profondo subito dopo il parto, il marito credette che fosse caduta in una sorta di eterno sonno magico, una specie di pegno per il dono della vita della figlia, e che nn si sarebbe mai potuta risvegliare, e pianse, pianse tutte le sue lacrime, e odiò, odiò la figlia che aveva desiderato così tanto, perchè ora aveva perso l'unica donna che mai avesse amato, accudì la piccola perchè sapeva che se l'avesse abbandonata non avrebbe saputo perdonarselo, e accudì Elyrian che dormiva, e divenne taciturno e schivo, divenne un mercante come gli altri, ma con una strana espressione gelida, non costruiva più archi, aspettava solo il giorno in cui gli dei gli avrebbero restituito il suo amore perduto.
Intanto Beril divenuta grande e più intelligente del padre, capì che il sonno di sua madre, poteva essere interrotto solo magicamente, aveva letto tutti i suoi libri, scoprendo che la chiave della sua magia erano le piante e i fiori, la rugiada, e l'acqua di palude, alcuni strani funghi, e altre cose che ignorava, decise così di partire, avrebbe viaggiato e imparato, e un giorno avrebbe svegliato sua madre, e reso il sorriso a suo padre, si preparò nottetempo e scomparve nel sottobosco.
 

MDG

Lurker
Cari avventurieri, io, Gilthor Greyhelm, voglio chiarire il motivo della mia venuta a Budit e spiegare meglio la mia rara situazione.
Sono un mezzodrow, come avrete notato dalla mia pelle grigia, risultato dell'unione fra un'umana e un drow. "Come?" vi chiederete... In effeti è quasi impossibile che un'essere malvagio e perverso come un drow riesca ad innamorarsi di un semplice umano...Ebbene, mia madre era una potente maga che durante un'esplorazione del sottosuolo, incontrò mio padre Rez'd Zadr. Non mi è mai stato spiegato come avesse fatto lui a guadagnarsi l'amore di mia madre, ma sono sicuro che ella lanciò un incantesimo su di lui, che cadde in sua volontà. Ovviamente mio padre una volta finito l'effetto della magia, era già all'esterno, in un mondo per lui sconosciuto e alquanto ostile. Fu costretto a rimanere chiuso in casa per tutta la sua breve nuova vita e fu durante quel periodo che per strane cause la mia cara madre mi mise al mondo.
La mia infanzia fu difficilissima: i miei "amici" umani mi prendevano sempre in giro per via della mia pelle grigia e io mi sentivo diverso da tutti, perfino da mia madre. Con mio padre non ho mai instaurato un rapporto... Lo consideravo cattivo, mi puniva sempre e mi picchiava... Diceva che non ero suo figlio e che lui detestava il mondo, il mondo in cui ero nato.
Un giorno, mia madre si ammalò. La stessa notte, l'elfo scuro ne approfittò per fuggire. Venne ferito da alcuni briganti durante la fuga e un mese più tardi morì per malattia.
L'unica persona che mi voleva bene rimasta al mondo cessò di esistere circa dieci anni fa: mi disse che doveva tornare nel sottosuolo... Non fece mai più ritorno a casa.
Ora, che sono ormai adulto, mi chiedo se sia rimasto un po' di sangue drow nelle mie vene...
Mi chiedo se mia madre abbia mai amato Rez'd... Mi chiedo se ella mi abbia messo al mondo solo per creare una nuova razza, quella dei mezzidrow e mi chiedo se sia tornata in quell'inferno sotterrano solo per far cadere sotto i suoi ammaliamenti un altro drow con cui generare un altro figlio...
Questi dubbi mi assillano ancora adesso, mentre vi parlo.
Sono diventato un paladino per dimostrare a tutti che pur essendo in parte membro di una razza malfamata dentro di me conservo un cuore puro. Voglio farmi un nome e forse col tempo ci riuscirò, essendo uno dei pochissimi paladini della zona. Ho trovato Budit un luogo in cui non ci son discriminazioni sul mio conto, in cui ci sono amici e valori da rispettare, un luogo in cui poter farmi una vita gloriosa in nome della giustizia.
Perchè nel mondo dovrà sempre esserci giustizia.
 
V

Vicho

Guest
Davvero volete conoscere la mia storia messere?
Vi servirà parecchio tempo, mettetevi comodo perchè non ci vorra poco.
Mi chiamo Vicho Garrahmond, sono figlio adottivo del caitano Lahriz Garrahmond
detto "Sharky", non ho mai conosciuto i miei veri genitori, il capitano e il suo
equipaggio sono la mia famiglia.Prima di sapere chi sono è meglio che vi dica di
mio padre, un pirata, un ladro e a modo suo un gentil'uomo, era rispettato da
tutti, indossava sempre abiti splendidi degni di un principe ed era venerato
dalla ciurma, amava il rischio, l'avventura,il gioco d'azzardo e il mare,
infatti ricordo che anche quando avevamo l'opportunità di dormire in terra ferma,
restava a bordo se non c'era un valido motivo ovvero donne, gioco, o
affari.Aveva un forte istinto di protezione nei miei confronti, ed è stato per me
un severo insegnante, è lui che mi ha iniziato al combattimento, sosteneva che
un capitano doveva distinguersi anche in combattimento, doveva essere raffinato
ed elegante e combattere non con la forza bruta, ma con l'astuzia e l'agilità,
prediligeva senza dubbio armi leggere come spade corte, stocchi o pugnali; non
scorderò mai le sue parole: "lascia le armi pesanti agli stolti, e ricoda che
anche uno spillo pu uccidere penetrando qulsiasi armatura".Certo voi sorriderete
ad una simile frase, ma posso assicurarvi che non l'ho mai visto perdere un
combattimento, ha sempre inflitto dure lezioni a chi non gli andava a genio
rimanendo quasi sempre illeso meritandosi il soprannome di Sharky; così grazie
ai suoi insegnamenti ho imparato a ad essere veloce e rapido con la spada.Ho
viaggiato molto, ho visto tanti di porti, taverne e magazzini pieni di refurtive
di ogni genere: oro, armi, gemme preziose... il nostro covo era a Vajas
e tenevamo affari con i peggiori elementi di tutto il Mar XXXX, addirittura
ci siamo spinti perfino a XXXX dove abbiamo sostenuto dure trattative (se
così si può chiamare un accordo raggiunto sulla punta della spada) con una gilda
di ladri del luogo; da quel momento i nostri affari si spostarono in quella zona,
quindi da XXXX all'arcipelago di XXXX. Non ero pi un bambino, avevo 15
anni e spesso mio padre voleva che partecipassi alle "trattative".A 16 anni feci
il mio primo duello: ci imbattemmo in uno spaccone alto circa due metri, un vero
omone grosso sia di muscoli che di grasso, ma non si poteva di certo dire del
suo cervello pari a quello di una medusa. Reggeva in mano un'ascia di proporzioni
gigantesche senza fare il minimo sforzo e sosteneva che io l'avessi guardato con
aria di sfida e pretendeva soddisfazione, per la verità l'avevo guardato con
forte disgusto e in ogni caso non mi andava di battermi con lui perchè puzzava
come un maiale e il suo alito emanava un fetore di stocafisso."Scommetto
cento monete d'oro che ti schiaccio come un insetto", udendo queste parole
mio padre si intromise e disse: "rilancio di altre cento, e scommetto che
questo ragazzo ti ferirà per primo combattendo senza nessuna armatura e con un
semplice pugnale" Devo ammettere che per un momento ebbi paura, ma ormai non
potevo rifiutarmi, mio padre mi rassicurò disse che l'avrei battutto senza
problemi, intanto nella taverna tutti si azittirono ed io e il grassone uscimmo
per affrontarci, addirittura mio padre fece scegliere a lui l'arbitro; Ci
mettemmo in guardia, l'arbitro diede il via e il mio avversario tentò di
colpirmi con la sua pesante ascia, mi abrebbe taglaito in due se mi avesse
preso, ma lo schivai e non fu difficile schivare anche gli altri colpi,
aspettavo il momento giusto per accorciare le distanze in modo da entrare nella
sua guardia e ci riuscii solo quando commise l'errore di tentare un colpo
dall'alto verso il basso riuscendo così a schivarlo e portarmi sul suo fianco e
con il coltello impugnato com la lama rivolta verso il basso lo colpii
piantandoglielo in una natica, il balenottero si mise ad urlare, fu divertente
vedere un omone così sicuro di se rotolare in terra facendo un gran fracasso e
mio padre incass la somma patuita di cui 100 monete le donò a me.
Fui soddisfatto a tal punto che decisi di ripetere l'esperienza, iniziai così a giocare
d'azzardo scommettendo su me stesso, ma purtroppo riuscii a sostenere solo tre
combattimenti perchè ci rimettemmo in viaggio, fu un vero peccato perchè dopo il
combattimento con il balenottero la voce si era sparsa e avevo anche delle
ammiratrici molto generose.
In ogni caso ovunque andassimo trovavo sempre il modo per divertirmi tra donne,
gioco, e qualche "discussione" con gentaglia che crede di essere chissà chi.
Dall'arcipelago di XXXX facemmo vela verso casa quando una nebbia densa ci avvolse
completamente tanto da non riuscire neppure a vedere la testa d'albero,
il mare era piatto e liscio, tanto da sembrare un pavimento lucido,
passarono ore quando il nostro osservatore scorse qualcosa dritto a
prua; si trattava di una nave alla deriva.
Era un miracolo che non fosse già affondata da tempo, aveva falde ovunque e le vele erano ormai lise e bucate,
sullo specchio di poppa non vi era scritto alcun nome, probabilmente si era
cancellato a causa delle intemperie, non esiste una nave senza nome! Decidemmo
di salire a bordo così la raggiungemmo con le scialuppe a remi, in coperta era
presente ogni cosa necessaria ad una nave da guerra come quella, addirittura lo
scheletro del capitano ancora al timone.
Sottocoperta vi erano gli scheletri dell'equipaggio,
erano sistemati seduti come se non fossero mai ... beh mai morti.
Apparentemente era tutto in ordine, a parte la polvere si intende; nella
cabina del comandante non trovammo nulla di interessante, non vi era neppure il
diario di bordo.Nella cambusa vi era del cibo vecchio di anni e perfino i topi
erano morti, dopo aver scassinato la serratura della stiva trovammo un grosso
baule molto pesante, bastò una martellata per far saltare il lucchetto
arruginito, lo aprimmo e dentro trovammo il sogno di ogni pirata: oro, gioielli
di ogni genere e sorta, smeraldi, rubini e diamanti, era bellissimo, eravamo
finalmente ricchi.
Non fu facile per mio padre trattenere la gioia della ciurma,
tutti avrebbero voluto la loro parte e subito, in un momento in cui nessuno
prestava attenzione sfilai un orecchino da quella massa luccicante e lo misi in
tasca, si decise in ogni caso di portare il baule sulla nostra nave e dividerlo
una volta arrivati a casa.
Non ci eravamo accorti che stava succedendo qualcosa
di terribile: gli scheletri camminavano verso di noi con le scimitarre
sguainate, era come se nelle loro cavità oculari brillasse ancora una luce, si
scaten l'inferno!Quattro dei nostri morirono, ma alla fine riuscimmo ad avere la
meglio nonostante lo scheletro del capinato fosse un vero osso duro, ma cadde
sotto la doppia mazza di kahzan, il nostro mezzorco che con un colpo violento
gli sfondò il cranio una volta per tutte.
Nonostante le perdite il morale della ciurma era alle stelle,
la brezza era sufficiente a farci partire e a garantire una facile navigazione,
ma il volto di mio padre era pi scuro del solito, aveva
passato la notte nella sua cabina invece che festeggiare insieme alla ciurma,
non era da lui.
Io frugai in tasca e mi resi conto di avere ancora l'orecchino,
era molto bello nella sua semplicita' si tratta dell'orecchino che porto
tutt'ora, formato da uno spesso anello d'oro.Lo sostituii con quello che gia
portavo. L'indomani un vento forte rese impegnativa la navigazione, ma
accettabile fino alla sera quando il mare si ingrossò e il vento si fece bufera,
fummo costretti ad ammainare le vele al per non finire in pasto ai pesci.
Oltre al vento e alle onde si aggiunse persino il temporale, il frastuono della
tempesta era tale da coprire quasi completamente gli ordini di mio padre, ognuno
di noi sembrava alla disperata ricerca di un appiglio, ogni volta che cadeva un
fulmine illuminava le masse d'acqua che stavano prendendo la nave a pugni e uno
di quei lampi illuminò per un attimo la creatura pi mostruosa che io abbia mai
visto: davanti alla nostra prua usci dalle acque un Kraken.I suoi tentacoli si
avvinghiarono alla nave e la fecero lentamente a pezzi, gli arpioni non
servivano a nulla contro quel mostro, la sua pelle pareva dura come una roccia,
era la fine! Ero sicuro di non sopravvivere a quella notte, ogniuno di noi pareva
rassegnato mentre veniva schiacciato dai potenti tentacoli di quella creatura,
mio padre sacrificando la propria vita, si lanciò contro il mostro e gli piantò un
arpione nell'occhio, ma non rese più semplici le cose, anzi, l'ira della bestia
fu implacabile e distrusse la nave, la fece a pezzi, ed io caddi in quelle acque
buie e il kraken mi prese con un suo tentacolo, non mi fece alcun male non so
ancora perchè non mi uccise come fece con gli altri, si limitò a scrutarmi ed io
potei vedere che l'arpione di mio padre era ancora piantato nel'occhio e il
sangue colava copioso; in quel momento avevo un solo pensiero, quello di non
soffrire e morire subito. Sentii allentare la presa, caddi in mare e non vidi più
il kraken, se ne era andato; i pezzi della nave galleggiavano qua e la, raggunsi
a nuoto un frammento dello scafo del Fearless e mi agrappai ad essa. Dopo due giorni in completa
balia delle acque vidi la terraferma, ormai stremato e privo di ogni forza
cercai inutilmente di remare con le mani verso la meta, ma sembrava
irraggiungibile, a poco a poco la mia vista diventava sempre pi fioca e il
rumore dell'acqua era ormai un lievissimo brusio.
Mi risvegliai su un peschereccio, un brav'uomo era seduto vicino a me, mi dissetò e mi diede da
mangiare e presto recuperai le forze, in cambio del suo aiuto gli offrii le mie
braccia per lavorare e alla fine insistette per pagarmi ugualmente.Ecco come
sono finito qui ad Atramar, evidentemente ad XXXX (una dea minore del mare con allineamento C/M)
non manca il senso dell'umorismo!
Un tempo fu Lahriz "Sharky" Garrahmond, ora io mi chiamo Vicho "Sharky" Garrahmond e sarò
degno di questo nome!




(scusate se è un po' lungo ... spero che vi piaccia e se c'è ualcosa che non va dite pure, dove vedete le XXXX sono campi che non so ancora come completare)
 
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Harald

Lurker
Marcus Lane [BG]

"Infine sono arrivato....."
Queste furono le prime parole dell'uomo mentre valcava la soglia del portone Est di Atramar.
Albeggiava in quelle lande, e un palido sole riscaldava l'aria smossa solamente da un leggero vento.
Appena giunto, vestito solamente di una armatura leggera da viaggio, con una bisaccia in spalla e una spada lunga legata dietro la schiena, venne fermato dalle guardie, che gli diedero il benvenuto e gli chiesero chi fosse
"Miei signori, il mio nome è Marcus Lane, semplice uomo d'armi, qui per servire"
I militari sembrarono spiazzati da una tale presentazione e all'inizio erano leggermente dubbiosi, ma poi, mentre il loro dialogo continuava, lo sguardo fiero dell'uomo li convinse che non stava mentendo.
L'uomo si fece indicare la locanda piu vicina e si congedò dai gendarmi, giunto li non molte persone ancora si erano alzate, e solamente un assonnato locandiere lo accolse.
Investendo i pochi soldi che si era portato dietro, prese una stanza per potersi riposare e lavare.
Le ore che seguirono furono tranquille, anche troppo, infatti ben poche anime camminavano per la citta, e questo era strano visto la dimensione, e decise recarsi fuori dalla porta dalla quale era entrato in Atramar, si sedette sull'appalcatura di avvistamento e si mise a pensare, mentre oramai il sole era al suo apice e la luce che emetteva, risplendeva e riscaldava ogni cosa.
Ripensò ai compagni dai quali si era separato, un gruppo di uomini che oramai chiamava fratelli, il quale girava senza meta per le citta dei regni nell'intento di essere utile.
Ripenso a quello gnomo che li avvertì delle sommosse di Budit, e che lo spinse ad intraprendere il viaggio verso quelle zone...
Poi, dei rumori...
"finalmente, pare che ci sia qualcuno..."
Si alzò e si diresse verso la confusione...
 
D

dark77

Guest
L'infanzia di Ereldur fu sengata da un tragico episodio, il bambino elfo sin dalla sua nascita non emetteva alcun vagito, non piangeva ne' si lamentava, gli altri abitanti della piccola comunita' elfica dicevano che quel bambino era segno di sventura, e suo malgrado i genitori del giovane elfo si videro costretti a seguire il volere degli anziani... la foresta avrebbe deciso il destino del tacuturno elfo.

Il pargolo venne cosi' lasciato in un tronco d'albero dai suo cari e nulla si seppe piu' di lui al villaggio se non che un cacciatore mezz'orco che si aggirava da quelle parti lo raccolse, la popolazione del villaggio era sconvolta, era un chiaro segno di sventura...

Nessuno capi' le vere intenzioni del mezz'orco... egli disprezzava la razza elfica, ma disprezzava ancora di piu' una comunita' che aveva abbandonato un infante in fasce, e visto che sua moglie era morta nel tentativo di dare alla luce il suo erede, decise di adottarlo e crescerlo come se fosse suo figlio... Ereldur il suo nome, in onore al popolo che lo genero'.

La vita del mezz'orco Gurthak tuttavia non fu facile, il bimbo stentava ad adattarsi e strane voci circolavano per il villaggio... si parlava di un traditore che cresceva tra di loro, un essere impuro nel sacro villaggio degli orchi... Cosi' Ereldur non pote' mai uscire dalla sua casa, ne' frequentare i giovani orchi, cresceva gracile e taciturno, ma il suo destino sembrava riservargli grandi onori, infatti dimostrava una geniale padronanza del liuto di sua madre, e grazie al suono dello strumento sembrava poter finalmente parlare...

Gurthak raccontava al piccolo elfo le storie della sua vita. Egli infatti sebbene orco combatteva contro il volere di Roth, pienamente convinto che non vi poteva essere pace e tranquillita' per nessuno se solo Roth avesse potuto avere pieno controllo sulle menti dei suoi fedeli. Ereldur sembrava molto interessato e nei momenti piu' concitati sembrava emettere qualche strano vagito.

Gli unici momenti in cui l'elfo poteva uscire dalla sua casa erano durante le notti piu' buie, nelle quali facendo affidamento sulle sue innate capacita' di nascondersi poteva ascoltare le dicerie degli orchi e le nenie delle madri.

L'ultimo evento che si ricordi di Ereldur e' la sua fuga dal villaggio degli orchi, subito dopo la notizia che la compagine del padre era stata messa in rotta nei pressi del tempio di Roth... si dice che dopo aver sentito la notizia egli abbia emesso un gutturale grido, e sia partito alla ricerca di informazioni su Roth e sui possibili collegamenti con suo padre...
 
D

dark77

Guest
Selina Lyonsbane nacque in una famiglia benestante.
I genitori, notando la spiccata propensione per gli studi riuscirono "a far superare" il test d'ingresso alla piccola presso una prestigiosa gilda di Stregoni, dove la ragazza passo 14 dei suoi 25 anni...

La fanciulla crebbe in bellezza ma soprattutto in intelligenza e saggezza, scalzando ben presto i suoi istruttori che si videro costretti ad allontanarla dall'accademia conferendogli un titolo onorario e gli auguri per qualche importante scoperta.

Le sue capacita' dialettiche erano sbalorditive pari solo alla sua bellezza, tuttavia il peso degli anni trascorsi sui libri non fu trascurabile, infatti la ragazza crebbe gracile e cagionevole, i genitori cosi' decisero di inviarla fuori citta' affinche' potesse trovare un luogo in cui proseguire i suoi studi e contemporaneamente fortificare il fisico.

Come ultimo ricordo della propria stirpe affidarono alla bella Selina il piccolo Garth, fedele compagno di giochi dell'infanzia, sperando che quest'ultimo potesse essere un fedele compagno di viaggio e un fondamentale aiuto nell'affrontare i pericoli piu' grandi.

[GDR Off : vorrei interpretare Selina in questo modo... un'abile negoziatrice... che fa' leva sulla sua cultura e sul suo aspetto fisico; restia a buttarsi in situazioni pericolose se non per una completa fiducia in Garth.
E' impacciata e piuttosto debole... anche cagionevole (8 in tutte le stat fisiche) preferisce quindi risolvere i problemi a parole o se proprio deve (nel senso che non riesce con le parole), far ricorso alla magia.
Selina e' tuttavia una bambina viziata e spesso si diverte ad utilizzare la sua abilita' magica anche per infierire, perdendone spesso il controllo (stile furia del sangue dei berserker)]
 
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Rodoarre

Lurker
Rodoarre l'errante
Mezzelfo/Bardo Galante

la sua storia...

Nacque a Irdan, un piccolo paese a Nord della regione di Khaalin, in una famiglia semplice; dalla madre elfa ereditò la passione per le arti mentre dal padre umano ricevette la curiosità e l’ambizione che fecero di lui un tipico mezz’elfo.
Fin da molto giovane, Rodoarre, per volere dei genitori, fu educato insieme a tutti i bambini del paese dai mastri locali in arti quali la medicina, la botanica, la poesia, le lettere, la matematica ecc.
Già allora sviluppò la sua arte nell’oratoria, più volte infatti sfruttò il suo carisma per conquistare i cuori delle fanciullette di Irdan o per svincolarsi dai guai e dai rimproveri giustificati dalle sue bravate. Non rimase molto a lungo nel suo paese natale, partì infatti nell’età dell’adolescenza con l’idea che le sue conoscenze si sarebbero sviluppate con la pratica dei viaggi e delle avventure e non con la noiosa teoria dei libri; da allora fu quindi noto come Rodoarre l’errante, un viaggiatore per eccellenza che fa di tutte le terre di questo mondo la sua casa girovagando di paese in paese accrescendo conoscenza e fama narrando avventure e leggende.
 

Kaji il Corvo

Super Postatore
la vera essenza della vita

Un mezz'elfo, cioè una nullità. Per molte razze presenti in questo mondo, non rappresento nulla. Evitato dagli elfi, 'chè con la loro boria ed egoismo offuscano la loro intelligenza e creatività, deriso dagli umani, 'chè credono di poter risolvere tutto con la guerra dominando le altre razze. Una via di mezzo che non piace a nessuno, insomma. Mio padre era un alto ufficiale dell'esercito elfico, in una terra lontana di cui non ricordo neanche più il nome ormai, mia madre una umana, bellissima, figlia di commercianti. Si incontrarono, si amarono, nonostante fossero entrambi consapevoli che il loro amore sarebbe stato dannato, dal tempo, che per un elfo scorre molto lento rispetto ad un umano, e soprattutto dalla diffidenza reciproca tra le due razze.
Così io nacqui nella città degli umani, che subito dimostrarono la loro diffidenza nei miei confronti, non riuscivano ad accettare quell'umano dalla carnagione pallida e le orecchie a punta, sebbene fosse solo un bambino. Crebbi fa lo scherno ed il compatimento, persino dei miei nonni. Così, quando raggiunsi l'età che separa il bambino dall'adulto, mia madre, l'unica che veramente mi amava, decise a malincuore di affidarmi a mio padre, convinta che forse tra gli elfi avrei potuto avere una vita migliore. Mio padre si dimostrò subito altamente scettico, ma essendo ancora innamorato di mia madre, fece un tentativo, iscrivendomi all'accademia militare elfica, dove avrei potuto avere una posizione di tutto rispetto fra di loro. Ma da quest'altra parte le cose non cambiavano: la diffdenza degli umani ora era la diffdenza degli elfi, ed ogni giorno sentivo i loro occhi verdi che mi scrutavano con disgusto anche se, per l'amor del cielo, sono talmente superiori che non si permetterebbero mai di schernirti, a differenza degli umani. ll tempo che passai in accademia mi fu utile, imparai le arti delle spada e dell'arco, le tecniche del corpo a corpo e le regole fondamentali della guerra.
Ma un giorno, stanco ormai di tutto, scappai a ovest, lontano dal mio passato fatto di derisione e compatimento, deciso a portare avanti la mia vita in ogni caso. Non fu facile sopravvivere: dovetti imparare l'arte del vagabondo, imparare ad approfittare di ogni occasione, imparare a stare sempre in equilibrio sul filo del rasoio, imparare a vivere ai margini della legalità. Incontrai persone che mi insegnarono molte cose, altre con cui dovetti combattere per la mia stessa vita, e soprattutto altre che mi fecero ancora credere nei valori reali della vita, e soprattutto nella luce. Ora sono qui, in questa nuova terra, per sopravvivere ancora un giorno di più, per gustare ancora un giorno la vera essenza della vita, per combattere contro la malvagità e l'ignoranza, a modo mio, e con le mie regole.

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Morgan Raven, mezz'elfo vagabondo/guerriero, caotico/buono
 
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