Il capolavoro di casa Blizzard ne ha fatta di strada dal quel lontano 2004!

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Era il lontano 2004, un anno tutto sommato tranquillo e privo di accadimenti emozionanti se non fosse stato per l’arrivo, il 23 novembre, di un MMORPG che avrebbe fatto, e riscritto aggiungeremmo noi, la storia dei giochi di ruolo: World of Warcraft. Questo Massive(ly) Multiplayer Online Role-Playing Game d’azione, all’interno del quale avevamo la possibilità di scegliere se schierarci con i buoni, l’Alleanza, oppure con i cattivi, l’Orda, impersonando, tra gli altri, o un umano, o un elfo, o uno gnomo oppure un orco, un non-morto o un troll, era basato inizialmente su poche e semplici regole: esplorare mappe immense e completare missioni.

Dopo aver selezionato la classe del nostro eroe, come per esempio guerriero, paladino, ladro, sciamano e sacerdote, eravamo pronti, partendo dal reame di appartenenza, a soddisfare le tante e diverse richieste (quests) degli abitanti e delle persone sparse tra villaggi e accampamenti. Riuscirci ci dava l’opportunità di fare esperienza, livellare come si diceva in gergo, e potenziare di conseguenza i nostri parametri vitali. Il pianeta Azeroth, composto inizialmente da cinque continenti, i Regni Orientali, Kalimdor, Nordania, Pandaria e le Isole Disperse, era la cornice in cui potevano scrivere la personalissima storia del nostro infinito viaggio alla scoperta di luoghi incantati ma anche di pericolosi territori popolati da creature demoniache.

Con Burning Crusade, prima espansione di WoW del 2007, il nostro vagabondare diveniva ancor più interessante poiché “mamma” Blizzard, conscia del fatto che avevamo una gran voglia di novità, decise di aggiungere un nuovo continente da visitare, le Outlands, ci consentì di acquistare animali alati che potevamo cavalcare in ogni occasione, mise a nostra disposizione nuovi accessori, armi e armature e, dulcis in fundo, ci diede l’opportunità di imparare la professione Jewelcrafting indispensabile per creare gioielli e rune. E pensate che eravamo solo nel 2007! In 13 anni Azeroth è stato geograficamente sconvolto da una miriade di catastrofi e recentemente arricchito con nuove zone facenti parte delle Terretetre (Bastione, Selvarden, Maldraxxus, Revendreth e Fauce). Come se non bastasse questo pianeta ora ospita anche alcune sette misteriose.

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Un titolo sempre più coinvolgente grazie a Shadowlands

Sebbene siano passati ormai 16 anni da quando World of Warcraft ha rivoluzionato l’universo mmorpg grazie a mappe immense, modellate sui più bei paesaggi reali del mondo terrestre, quests di ogni tipo e infinite possibilità di personalizzare i tantissimi eroi facenti parte o dell’Orda o dell’Alleanza, la casa produttrice Blizzard Entertainment ha pensato bene di non adagiarsi sugli allori nemmeno nel 2020. Con l’arrivo di Shadowlands, ottava espansione di WoW, questo capolavoro facente parte degli e-Sports preferiti dai gamer, insieme a Doom Eternal con i suoi update, è ancora oggi sulla cresta dell’onda. Ne è passato di tempo da quando per sport elettronici si intendevano tornei videoludici in cui i più esperti giocatori si sfidavano a colpi di cartucce NES.

Gli eventi planetari di allora erano quelli in cui era d’obbligo permettere al pixellato Super Mario di salvare la principessa Toadstool e non certo iscriversi a una gilda al fine di superare, insieme ad altri appassionati, boss “esterni” come il potentissimo Calamir del Tempio delle mille luci oppure Mangiachiglie della Baia dei Derelitti! Con Shadowlands Il ruolo delle gilde, aggregato di players che si muove all’unisono per superare missioni di gruppo a dir poco tostissime, riveste ancora oggi maggiore importanza. Inoltrarsi nelle Terretetre da soli non è certo una buona idea poiché il gruppo, come recita un vecchio detto, fa davvero la forza. Che dire poi di Torreterna, la torre dei dannati ogni volta diversa rispetto alla precedente esplorazione? Quante cose ci sarebbero da scoprire. Non ci resta dunque che fare come gli oltre 5 milioni di utenti (dato del 2017) che già conoscono nel dettaglio l’espansione Shadowlands e gustarci, in toto, questo nuovo capitolo di una saga per nostra fortuna infinita.

E per non farci mancare nulla ecco Small World of Warcraft

Siccome il termine noia non può certo entrare a far parte del nostro vocabolario, ecco che Blizzard Entertainment e Days of Wonder hanno ideato un gioco che ha saputo riunire insieme i tratti peculiari di WoW, di cui vi abbiamo ampiamente parlato, con quelli di Small World, gioco da tavolo fantasy molto rinomato e apprezzato, ovvero Small World of Warcraft. Questo game, anch’esso da tavolo, è una chicca per gli amanti del genere action/adventure che vogliono divertirsi offline e sono stanchi di passare le loro esistenze connessi. Provatelo e poi fateci sapere.
 

Commenti

La storia su come è nato WoW e la blizzard è interessante, fatto di sogni e fatta realmente da giocatori, però negli ultimi anni le cose sono cambiate, anche se WoW resta sempre uno degli mmorpg più solidi D:
 
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