Il lungo viaggio

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Divo
Tarkamil sedeva in taverna davanti ad un buon boccale di birra raccontando a Thorek, il patrigno, e Brix, curatore ed amico di famiglia, le avventure dei suoi viaggi.
Ora era giunto a Moria e ne stava esplorando ogni suo anfratto, quel che è rimasto del grande regno di Durin, vanto e gloria per ogni nano, ora divenuto luogo di mille insidie e pericoli e per questo meta di molti avventurieri in cerca di gloria o di denaro.
Chissà forse in qualche meandro di queste antiche costruzioni avebbe trovato qualche segno della sua naturale discendenza, domanda la cui risposta nonostante il suo peregrinare, giaceva ancora insoluta...

Dalla sicura casa di Thorin, passando per lo Shire era giunto a Bree città di scambio per varie regioni, arrivando sino alle gelate vette di Forochel, o all'insidosa Angmar.....

Ovunque l'oscurità ha piantato il suo seme, ed i frutti da essi scaturiti devono essere combattuti a suon di ascia .... o qualsiasi altro mezzo.
Nani, hobbit, uomini ed elfi certo non mancano, ma anche il nemico non scarseggia in risorse.

Ho veduto partire Gimli ed il resto della Compagnia, ho asservito alle loro richieste.
Ho avvertito la malvagia potenza del grande occhio infuocato.
Ho lottato per chiunque avese una giusta causa, a volte sono caduto....ma mi son sempre rialzato.
Ora non resta che attendere dove le vie del destino mi condurranno, sia su una vetta innevata che nelle profondità della montagna stessa.....
 
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LA PROVA DEL FUOCO

La giornata procedeva con la solita routine, quqlche orco ucciso, goblin decapitati, eccetera, quando giungendo alla 21sima sala di Moria Tarkamil vide avvicinarsi un messaggero e consegnarli una missiva che recava la firma del maesto Javius:

"Preparati che a breve ti portiamo a GS"

Tarkamil rimase sopreso, sebbene sapesse che il momento della "prova" era ormai imminente.

Combattuto da eccitazione, nel dover prestar la sua ascia al fianco di compagni e masetri, e timore, nel dover affrontare una sfida così importante.

Combattente solitario Tarkamil ora doveva affrontare nuove tecniche di comabttiemto in gruppo.

Sebbene il luogo non avesse nulla di diverso da altri analoghi di Moria, i nemici invece erano ben più aggressivi, nulla di che per i suoi compagni che li affrontavano agilmente, tutt'altro era per Tarkamil impacciato, in mezzo a quella bolgia, tra un febdente e l'altro tentava di carpire i saggi suggerimenti dei suoi maestri.

Il peggio arrivò al termine del viaggio:

"....bene ora tu devi farti seguire da "boss" (un essere mostruoso dalle manie incendiarie) e corre attorno al suo trono mentre gli altri lo colpiscono...e non colpire mai il "devoto"..."

Sebbene un po' perplesso Tarkamil annuì, ed infatti si ritrovò nella situazione inversa, ovvero lui rincorreva il "boss" saltellando, come un hobbit diretto ad un aluto pranzo, in mezzo al vario ciarpame che circondava il suo trono.

Si cambiò la strategia:

".... ora tu devi tenere impegnati i due arceri, non ucciderli perchè ne arriverebbero dei nuovi, e non farli nemmeno scappare perchè ferirebbero i nostri compagni della retroguardia impedendogli di solvere i loro vitali compiti...."

Anche questa volta Tarkamil annuì perplesso, domandandosi se non fosse stato meglio legare i due arcieri....
Ma questa volta tutto filò liscio, e sebbene di tanto in tanto si ritrovasse a rincorrere uno dei due arceri, alla fine l'ergumeno incendiario venne sconfito.
 

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IL FUOCO DELLA PROVA

Tarakamil stava tranquillamente pensando ad un lauto pasto dopo una dura giornata di lavoro, quando inaspettatamente una mano si posò sulla sua spalla; il nano si girò e vide Tharnadar che prontamente disse:

"Tarkamil sei stato reclutato per una missone!"
"Uh...bhe..."

Tarkamil fù preso alla sprovvista, e rispondendo al suo orgoglio di nano accettò.

Il luogo era una sorta di gigantesca fucina, piena di pericoli, oltre ad abominevoli orchi e giganteschi troll.
Ad ogni angolo era nascosta un insidia, e se le fiamme della giornata precedente non eran bastate, qui avrebbe trovato il ben servito.

I saggi maestri cercavano di guidare, con consigli, i più giovani su terreno sicuro, anche durante i combattimenti dettavano strategie di gruppo, anche se Tarkamil tra gli improperi che lanciava agli orchi per atirare su di sè l'attenzione, e le loro ancor più tonanti risposte .... o forse perchè un po' sordo.... non udiva perfettamente:

"Tarka ... spo...vai...ora....cor....il fuoco..."

Inutile dire che qualche scottatura se l'è portata a casa!

Oltre tutto il tempo era tiranno e tra sè pensò:

"Nell' indecisione o scappi o combatti......considerando che la fuga è ben poco onorevole, sopratutto per una nano.....non rimane che menar l'ascia..."

Nonostante le difficoltà tutto si risolse come previsto....o quasi.

 

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NELLA TANA DEL RAGNO

"Ora andremo in un posto che vedrai ti piacerà..."

Questo era l'idilliaco esordio per la nuova missione.

Tarkamil sperava soltanto non vi fosse ancora fuoco e calore, non era onorevole per un nano girare con la barba tutta sbruciacchiata!
Ma pensava ciò, solo perchè non conosceva ancora cosa lo attendeva.

Un covo di ragni!

Questa volta il suo compito era di proteggere i compagni dall'avanguardia, mentre un maestro esperto avrebbe tenuto buono "il pezzo grosso".

Certo avrebbe preferito spccare la testa di un orco, piuttostoche avere a che fare con un orda di insettacci che sputano e piene di zampacce, anche quella sorta di "loculo" dove erano confinati non era gran chè, sopratutto con quella specie di fungaccio in mezzo ai piedi !

Ma era certamente meglio del ragnaccio gigantesco che sputava acido, o peggio ancora il compito di quel piccolo hobbit Crizia, costretto a prendere sonore mazzate per distrarre l'attenzione degli insetti......

 

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BRODO DI TARTARUGA

Anche a Trakamil erano giunte le voci che un enorme tartaruga si celasse nei meandri di Moria, finchè non giunse il momento di affrontare questa ennesima prova.

"...Mi raccomando è un prezioso gioco di coordinazione, quando quell'essere ti prende di mira infligge durissimi colpi che col passare del tempo divengono sempre più forti, per questo dovremo gestirci nei giusti tempi i suoi colpi..."
Queste furono le sagge parole del suo mentore.

Una squadra di ben dodici combattenti partì per l'ardua missione, ognuno con il suo compito, ognuno prezioso per l'intero gruppo.

Sebbene la missione si concluse, dopo una breve ma intensa battaglia, positivamente, quando Wotangar diede a Tarkamil l'ordine di attirare l'e attenzioni dell'enorme creatura su di sè, il nano non esitò un secondo ed obbedì prontamente.
Non tanto prontamente fù nel ripassare il bestione al mentore, stava per farlo....ma ormai era tardi e così cadde inconscio sotto i suoi colpi.

 

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OSPITI INDESIDERATI .... A CENA

"Chi l'avrebbe mai detto che quelle sudicie creature di orchi avessero una mensa!"

Queste furono le parle che attraversarono la mente del nano, quando gli venne comunicato il luogo della nuova missione.

Indubbiamente nè Trakamil, nè i suoi compagni vi si sarebbero recati per affrontare il menù del giorno, tantomento la pietanza consigliata dal cuoco .... nemmeno un hobbit a digiuno da giorni !

Il primo tentativo non fù molto fortunato e dovettero ritirarsi per un disguido ... ehm ... tecnico.

Il secondo non poteva che andare a buon fine, sotto la guida esperta del capitano Valyriel che ne avrebbe garantito il successo.

Facendo attenzione a non allertare le sentinelle, affinchè non allertassero ulteriori orchi, indubbiamente irritati ed affamati, piano dopo piano si fecero strada a suon fendenti, sino a raggiungere l'ambita meta.
 
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16

"Oggi andremo alla sedicesima..."

Così aveva esordito il suo mentore, lasciando Tarkamil il dubbio di cosa fosse questa "sedicesima".

Sotto la rassicurante guida del capitano Ifareth, si addentrarono in una serie di sale abitate da orchi.

"...ora entra ed attirali qua..."

Tarkamil entrò nel'enorme sala, nessuna di quelle orrende creature aveva notato la sua presenza, il nano osservò la situazione e prendendo di mira l'orco in mezzo al gruppo, urlò una serie di improperi svelando la sua presenza, e fulmineo ritornò indietro dai compagni.

Appena vide apparire il nano il capitano chiese lui:

"non li avrai attirati tutti quanti ?"

Tarkamil imbarazzato rispose:

"Ups!..."

Superato il momento critico proseguirono sino ad arrivare al loro capo, un orco molto strano pensò Trakamil, che già qualche stranezza l'aveva veduta, questi infatti mentra combatteva, improvisamente iniziava a tossire per poi eruttare conati di vomito pestilenziali.

Il percorso prosegiva in miniere di nuda roccia infestate da insetti sempre più numerosi e letali, finchè finalmente gudagnarono l'uscita.
 

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CASA DOLCE CASA...

"Ehilà ! E' qui che abiti allora ?"
Turgbaraz: apprendista dell'arte delle rune, cugino acquisito di Tarkamil, soprese quest'ultimo mentre usciva di casa, e che rispose:

"Uh ! E tu che ci fai qui ? ..... Casa .... un buco direi ma al momento non posso permettermi altro..."

I due si guardano pensierosi, finchè Turgbaraz esordisce:
"Anche io stavo cercando casa .... che ne dici cugino di unire le nostre finanze e prendere una casa bella grande ? Sai ne ho visitate alcune e anche se dobbiamo condividere gli spazi è sicuramente meglio di quelle piccole topaie...."

Tarkamil soppesa mentalmente la proposta fatta dal cugino, finchè non giunge ad una conclusione
"Sai che gli spazi troppo stretti non mi piacciono granchè, e questo è un punto a tuo favore ..... ed in fin dei conti le nostre strade ci portano spesso lontano da casa ..... forse ci incotreremo più spesso, ma non troppo spero..."

Entrambi scoppiano in una grossa risata, finchè Tarkamil non s'interrompe improvvisamente
"Uh! ma una casa puù grande richiederà più tempo: pulizie e tutto il resto..."

Il sorriso viene sopraffatto dallo sconforto, ma non per molto, al runkeeper viene a mente un idea
"Forse ho la soluzione ! Conosco una giovane hobbit Tormalina che per guadagnare qualche moneta si cura delle case altrui ..... bhe è un po rumorosa .... "
Sospira Turgbaraz
"E' una gran chiaccherona ... ed è sempre dietro a strimpellare con qualche strumento, ma prepara dei banchetti indimenticabili, credimi !"

"Bhe se in cucina è brava come dici, credo valga la pena tentare .... "
 

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TOCCATA ...... E FUGA !

La chiamano Hall of Crafting, uno dei tanti anfratti di Moria che Tarkamil non aveva ancora visitato.

Quella sera però sembrava il momento giusto per esplorare quelle sale.

La Compagnia di valorosi ed ormai veterani Custodi era più che affidabile; Tarkamil non ama molto mettersi al servizio di sconosciuti, anche perchè, essendo lui stesso in prima linea, la sua vita è appesa all'affidabilità dei suoi compagni; quella sera, quel problema, non sussisteva, aveva, ed ha, piena fiducia nei Custodi.

Tutto iniziò bene, al loro passaggio orchi ed affini cadevano come foglie al vento, niente e nessuno avrebbe potuto fermarli.

Incontrarono però una prima difficoltà entrando nella tana di un grosso orco panciuto e ritrovandosi rinchiusi con esso, ma non era finita qui dovevano fare attenzione al pavimento: una sorta di griglia metallica dove ogni tanto qua e là si innalzava una mortale fiamma.
Nulla di particolarmente complicato se non fosse stato che la grassa creatura tendeva a stordire spesso la propria vittima, che ritrovandosi frastornata non reagiva in tempo e si ritrovava, nel vero senso della parola, sulla graticola.

Qualche bruciatura ed un po' di ustioni, ma riuscirono a proseguire il loro viaggio.

Viaggio che giunse al suo capolinea entrando nella sala ove dimorava il capo: una creatura imponente e disumana.
Menava fendenti che quasi ti uccidevano, in più ti scarvanteva a metri di distanza e senza muoversi di un passo finiva di ucciderti.
Il primo tentativo fallì, ne seguì un secondo, ma anche questo non ebbe un esito positivo, ritentarono più volte, cambiando tecnica di attacco, riuscendo ad infliggerli maggiori ferite, ma ahimè senza ucciderlo.
Tentarono sin quando logori, loro stessi come le proprie armature, decisero di ritirarsi.

E' persa forse una battaglia, ma non la guerra.

Ora aveva un conto in sospeso con quella creatura .....



 

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HALLS OF CRAFTING .... LA VENDETTA !

La gioia del nemico ha avuto breve durata.

Reclutato frettolosamente, Tarkamil, non era molto sicuro che in così breve tempo e con un tattica che appariva alquanto banale, si potesse sconfiggere il famigerato boss ma la sete di vendetta dava un leggero formicolio alle mani, che altro non attendeva di brandire l'ascia e menar fendenti.

Vuoi per qualche benevola stella, vuoi per un diverso assortimento della compagnia, ma i nemici questa volta cadevano come frutti troppo maturi, e ciò è valso anche per il "famigerato", tanto che Tarkamil si chiese se fosse lo stesso ....
 

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USCITA ALTERNATIVA

Da tempo i Maestri e i guerrieri migliori sono alle prese con Dar-Narbugud, nel ricercare tattiche sempre migliori per sconfiggerlo.

Per le giovani reclute è una sorta di "mito" di cui si sente spesso parlare, ma non si è mai veduto ......si sà i giovani sono curiosi.....

"Perchè non organizzare una spedizione anche per coloro che rimangono eslusi ?
Magari con l'aiuto di qualche veterano ..... senza ovviamente la pretesa di fare meglio dei Maestri, una preparazione a ciò che il futuro ci riserva..."

"Un idea magnifica!
Peccato mi manchi l'equipaggiamento per affrontarlo..."

"Bhe a quello c'è rimedio....seppur temporaneo..."

Ci si organizza in due gruppi, per affrontare i due famelici troll, anche se si tratta di un semplice tentativo, la tensione è alta.

La zona viene ripulita dai nemici, con il fine di lascere soli i troll.

Tutto fila liscio.
La tensione sale.
Il desiderio di riuscire a sconfiggere i Troll è alto.

Viene esplicato il piano tattico:

"Dunque i due warden si prendono un troll a testa ......"

"Ma è meglio lo facciano i guardian !"

"Forse dovremmo mandare un guardian e warden..."

Tarkamil non sà chi ascoltare.

Alla fine si decide per i due warden.

Tutto pare pronto, Tarkamil si sistema affinchè tutto sia apposto.

I warden stanno per partire:

"Voi intervenite solo quando li avremo leggermente feriti..."

"Forse dovremmo intervenire prima..."

"Forse dovremmo intervenire dopo..."

Tarkamil si gratta la testa confuso, intanto il tempo passa....

I warden stanno affrontando soli i troll, qunado giunge il momento di intervenire:

"Ognuno vada in aiuto al warden del proprio gruppo..."

"Il troll di destra è meno ferito dovremmo andare tutti su di lui..."

"No meglio quello di sinistra..."

Tarkamil:
"....uhm...questa è la destra...no ...la sinistra...uhm bo? .... seguo la massa...purchè si mena..."

Tutto pare proseguire per il verso giusto, scansando rigurgiti di Troll, passando da un troll all'altro, poi improvvisamente le ginocchia di Tarkamil iniziano a tremare ... sente che la paura lo sta immobilizzando e pensa:
"Bhe a quello c'è rimedio....seppur temporaneo..."
Troppo tardi...
Riesce a malapena a spsostarsi ed evitare l'acido rigurgitato, ma per poco....finchè non cade.

Ciò nonostante tutto procede bene sino a che qualche divinità ci mette lo zampino, impedendone la riuscita.

Considerando che si trattava di una prova, si può dire che è stata un ottima prova.
 

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HALLS OF CRAFTING .... LA RIVINCITA DELL'OMBRA.

Ennesima incursione nelle sale organizzata da Venelin, con persone di "fortuna" tra cui Tarkamil, che notioriamente non ama molto questo genere di compagnie: perchè in genere non hanno un piano ben preciso e combattono nel caos, ed in secondo luogo, l'incompresione linguistica, sebbene in questo caso poteva contare sulla traduzione del rune keeper.

Già al primo scontro si hanno i primi risultati negativi, che portano Tarkamil a borbottare con un pizzico di presunzione:

"Ecco lo sapevo io, non abbiamo ancora iniziato e già due caduti....."

Presunzione, che pagherà cara.
Presunzione, che gli si ritorcerà contro.
Presunzione, che lo porterà ad umiliarsi, e a ricordarsi dell'umiltà.

Venelin prende subito in mano le redini del gruppo, con grande sapienza e grande cognizione spiega, tarducendo pazientemente a Tarkamil, le tattiche da adottare, stupendo il nano guardian per le capacità organizzative.

Al primo boss Tarkamilriceve, giustamente, la prima lezione di umiltà:
Venelin istruisce prima il gruppo sulle tattiche da adottare, poi istruisce Tarkamil, il quale stupidamente, terminate le istruzioni, parte verso il nemico senza attendere un istante e nemmeno che il resto del gruppo fosse pronto a partire, facendo fallire il primo attacco.

Al secondo boss nonostante le raccomandazioni del rune keeper, la "grigliata" non manca.

Al terzo ed ultimo boss Venelin spiega a Tarkamil, dopo aver istruito gli altri, che il Burglar dovrà prima utilizzare una mossa speciale, ma il guardian dopo aver visto nascondersi il Burglar, parte colpendo il boss e rovinando per l'ennesima volta tutto il piano.
Al secondo tentativo riescono ad abbattere il temibile orco, ma a Tarkamil il ritorno a casa costerà un elmo nuovo per i pugni datosi in testa per la propria stupidità.
 

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ZUPPA DI TARTARUGA CON SCONOSCIUTI

Venetuc (detto il "santo") stava organizzando una spedizione dalla temibile tartaruga, raccogliendo adesioni anche tra sconosciuti.
Arrivando alla 21 incontrò un gruppeto di Custodi:

"Qualcuno vuol venire dalla tartaruga ? ci mancherebbe un guardian..."

Wotangar, tra i presenti si escluse subito:
"Io non posso...."

Venetuc posò il suo sguardo su Tarkamil, che tentava di nascondersi dietro il suo maestro:
"Tu Tarka ?"
"Uh...bhe ... ecco...per noi guardian è un lavoro di precisione nel rimpallarsi la tartarugona .... l'ho sempre fatto col mio maestro... passi con un Custode, ma con estranei, viste le precedenti esperienze..."
"Ah ma tanto se l'unico guardian..."

Tarkamil sempre più preoccupato ed intenzionato a svignarsela:
"..e quindi a chi dovrei passarla ?"

Il maestro Wotangar intervenne per rassicurare il nano:
"Quello che facciamo di solito noi guardian Custodi, è una nostra tecnica, inusuale per altri, in questo caso non devi preoccuparti, ci sono i champion (ndr: o capitani non ricordo) ci pensano loro, fanno tutto loro..."

Tarkamil, rassicurato dalle parole del maestro, accettò l'offerta.

Il gruppo era quasi pronto quando Tarkamil chiese con un po' di soddisfazione:
"Dunque io posso usare il mio bel martellone ..."

A tale accenno, intervenne Nemyl (detta anche la "saggia"), a reguardire il nano:
"Che martellone!? tu devi stare lì e tenere occupata la tartaruga!!"

Tarkamil sconcertato ed intimorito:
"Ma ...il mio maestro ha detto che ci pensano i champion...."
"Se se ma quali champion...se tu che devi tenere a bada la tartaruga!"

A tale affermazione anche Venetuc annui, e Tarkamil, la cui sudorazione stava aumentando esponenzialmente:
"A ecco.... mi pareva che non ci fosse la fregatura..."

Venetuc però precisò:
"Non devi tenerla solo tu, quando arrivi che l'acido diventa troppo, la molli ai champion..."

Tarkamil tirò un sospiro di sollievo:
"A .. meno male.."

Lo scontro riservò una sopresa per il nano, quando teneva impegnata la tartaruga, nonostante le enormi ferite, era costantemente nelle attenzioni dei curatori, tanto che gli dispiaceva seguire la tattica programmata e cedere le attenzioni della mostruosa creatura, era come essere nel paradiso dei guardian!!
Quando poi passava ad altri il tartarugone, il sogno svaniva e l'attenzione dei curatori passava ad altri, anche se continuava a predere sonore mazzate....come al solito doveva arrangiarsi ...

A vittoria avvenuta Tarkamil tirò le somme dell'esperienza appena fatta:
"Tutto sommato ne è valsa la pena..."



[nb: mi scuso se ho sbagliato i nomi]
 

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Immersa nella quiete mattutina la foresta si svegliava al cinguettio degli uccelli che vi dimoravano.
I primi raggi sole facevano breccia tra le rigogliose chiome degli alberi che, in contrasto con la lieve foschia che saliva dal terreno, creava un divertente gioco di luci.

Nascosto dietro un albero però, immerso nel silenzio, Tarkamil stava puntando un cinghiale bello grosso, pregustandone le carni arrostite e speziate che avrebbe diviso con i compagni.
L'arco non era certamente l'arma prediletta dal nano, ma se l'avesse ferito ad una gamba, il cinghiale, non sarebbe fuggito lontano; doveva però mettere a segno il colpo e quindi attendava con trepidante pazienza che la preda fosse nella posizione giusta, pensò:
"Ancora un passo e....."

Come un lampo, all'improvviso, un sibilio passo sopra la sua testa rompendo il mistico silenzio e subito dopo il cinghiale cadde a terra stecchito;
da prima Tarkamil rimase immobile, pietrificato, cercando di capire cosa fosse successo, quando finalmente realizzò che un'altra freccia, e non la sua, aveva ucciso sul colpo la SUA preda, fece per voltarsi ed al suo fianco apparve un elfa che saltellava tranquillamente in direzione del cinghiale morto.

Tarkamil osservava a bocca aperta tutta la scena, tanta fù la sopresa che non riusciva a proferir parola.

L'elfa si chinò sul corpo ormai inerme e ne estrasse la freccia, alzò lievemente il capo in direzione del nano e proferì un lieve sorriso.

Il viso di Tarkamil iniziò a colorirsi in un crescendo dal rosa al rosso fuoco, iniziò a bonfonchiare sillabe incombrensibili:
"Uh!...ah!...uhm....oh!..."

continuò con lo sbuffare come un montone prima della carica, e brandendo l'ascia al vento, finalmente riuscì a proferire una frase di senso compiuto:
"EHI TU ORECCHIE A PUNTA! QUELLA E' LA MIA PREDA!!"

L'elfa rimase immobile per qualche secondo fissando il nano che si agitava come un bambolotto di pezza nelle mani di un bambino felice, e non riuscendosi a trattenersi, scoppiò in una fragorosa risata.

Il volto di Tarkamil rosso fuoco cambiò nuovamente divenendo violaceo, e con un grido che avrebbe ridestato un morto dal suo profondo sonno, si scagliò con violenza contro la, secondo lui, beffarda elfa....

La sua corsa fù breve, inciampando in una radice, il nano cadde rovinosamente a terra, come se avessero lancianto un sacco di patate, e l'elfa non potè che continuare a ridere.

Tarkamil si agitava con la faccia piantata tra foglie e terriccio, batteva gambe e pugni a terra borbottando qualcosa di incomprensibile; l'elfa si avvicinò ed aiutando il nano a rialzarsi disse:
"Non c'è problema è tuo..."

Tarkamil rialzatosi, sempre rosso in volto ma con qualche macchia di terriccio e qualche foglia qua, che lo rendevano ancor più buffo agli occhi della cacciatrice, brandendo braccia al vento e sbattendo piedi a terra, urlò:
"E' MIO! LO STAVO SEGUENDO....."

Realizzando solo ora quanto detto dall'elfa, s'interruppe improvvisamente senza terminare la frase, la sua ira si placò altrettanto celeremente, il volto tornò roseo, ed il tutto lasciò spazio ad un profondo imbarazzo.

Imbarazzo colto e prontamente scacciato dall'elfa:
"Il mio nome è Delenriel, mastro nano ed il vostro?"
disse porgendo un inchino al nano
"uhm...Tarkamil...sì... io sono Tarkamil..."
poi Delenriel proseguì:
"Mi spiace avervi fatto arrabiare, non era mia intenzione, vogliate perdonarmi..."
"Ohhh... suvvia... non mi avete.... bhe si ecco...è che noi nani... sì insomma...."
Tarkamil sorrise all'elfa che lo ricambiò scrutando il cielo e mettendolo in guardia:
"Mmm si prepara un forte acquazzone, venite poco più avanti c'è un riparo..."
Il nano esitò qualche iistante poi annuì.

Poco più avanti infatti vi era una sorta di piccolo capanno mimetizzato tra la vegetazione, giusto il tempo di arrivare e iniziarono a cadere le prime goccie di pioggia.

I due attesero che il grosso del temporale passasse e nel frattempo Delenriel raccontò la sua storia:

A me piace molto stare in mezzo a queste foreste, di girono, di notte, quando c'è il sole e quando piove, sentire l'odore fresco e pungente dell'aria, ma sono una sorta di anomalia, i miei genitori infatti sono entrambi grandi studiosi, e subito hanno avuto difficoltà nell'apprendere che la loro unica figlia non seguisse le loro stesse orme, ma bensì ne fosse avversa.
Io amo essere libera e presto mi metterò in cammino, perchè non voglio apprendere le conoscenze come fanno i miei genitori, su antichi tomi e polverose pergamene, voglio conoscere ed imparare visitando anche il più oscuro anfratto della Terra di mezzo, non è certo il coraggio che mi manca e da sola sò cavarmela abbastanza bene; sò bene che ci sono luoghi molto pericolosi e che nemmeno un pazzo visiterebbe da solo e per questo credo che mi unirò ad una gilda, voi mastro Tarkamil potete darmi qualche consiglio ?
 

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Tarkamil e l'istanza maledetta

Tarkamil era convinto che nelle Fondation esistesse un luogo particolarmente maledetto: Dark Delving.
Un ultimo passo per terminare i suoi insegnamenti di Guardian, una prova da affrontare in quel luogo oscuro e nefasto.

Una convinzione non basata certamente per aver appurato in prima persona in quelle profondità, ma bensì dal comportamento dei compagni, che alla richietsa di formare una spedizione per affrontare l'esplorazione di quel luogo, riceveva le più inimmaginabili risposte che ne impedivano la partenza, gli sembrava che le persone, al pronunciar quel nefasto nome, si dileguassero come neve al sole...

Per due volte però avvenne un mezzo miracolo, riuscendo a formare una spedizione e partire, ma una volta solcata l'entrata accadeva qualcosa di sinistro che portava la compagnia a sciogliersi quasi immediatamente.

Erano passati mesi e Tarkamil si era ormai rassegnato, affrontare Dark Delving per lui era evidentemente impossibile.

Qualcuno disse che un hobbit può cambiare il destino del mondo, cosa di cui Tarkamil non era molto convinto, ma di certo lo è nel rompere le maledizioni, fù Lawrance a proporre una spedizione dopo tanto silenzio:

"Io ci sono ..... ma ho molti dubbi si riesca a partire.."
la risposta pessimista del nano.

Venne diramato l'annuncio, e contro ogni aspettativa del nano, raccolse invece i consensi di Lardino, Kaelix, Canorn ..... ma ne mancava uno .... finchè Melmo rispose all'appello; erano al completo!!!

Tarkamil non fece a tempo ad acquisire un po' di fiducia, che Lardino dovette abbandonare improvvisamente il gruppo ..... la maledizione colpiva per l'ennesima volta, e nuovamente la spedizione sarebbe fallita, loro non sarebbero forse scesi nelle profondità della Foundation, ma il morale del nano sì !

Non aveva però fatto i conti con quel losco umano di Melmo, che con agilità estrasse il suo asso dalla manica, o meglio afferrò Deko per il collo della tunica e lo portò in mezzo al gruppo giusticandosì:
"Tarkamil deve finire il suo addestramento!"
il nano, Deko, guardandosi attorno per capire che accadesse ed allo stesso tempo con fierezza rispose:
"......bastava dirlo...."

Partirono e si addentrarono nelle profondità di Moria, e ritornarono vittoriosi !
Affrontarono tutto ciò che li ostacolava, e infransero la maledizione!

 

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DESTINO

Tarkamil rientrava a casa, come di consueto, all'imbrunire, la tavola imbandita dalla cuoca Tormalina lo attendeva, e ad ogni passo pregustava i ghiotti manicaretti che l'hobbit aveva preparato per lui.

Terminata la lunga scalinata pochi passi lo separava dalla casa e dalla cena, ma qualcosa di insolito catturò la sua attenzione: la porta di casa era aperta !
Ciò è inconsueto, Tormalina dovrebbe essere uscita da tempo ormai ... e la porta la chiude sempre.
Il cugino Turgbaraz, rientra sempre tardi ....

Il nano entrò e rimase immobile, quasi scioccato nell'osservare lo scempio all'interno della sua dimora, tutto era sottosopra, ribaltato, rotto.... il pavimento allagato dalla birra fuoriscita dalla botte, la sua cena gicieva qua e là a terra o spiaccicata contro il muro ...... nel caos una sola cosa era rimasta immutata: il tavolo, Tarkamil si avvicinò per osservare meglio, su di esso una stiletto piantato nel legno bloccava una pergamena:

"Non hai tempo ! Ti stiamo osservando ! Se vuoi che la hobbit viva presentati immediatamente a Sarnur. Non avvisare nessuno e non tardare, orchi affamati mirano le teneri carni della hobbit..."

Tarkamil non ci pensò due volte e a cavallo del suo caprone si diresse verso Sarnur....
 

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Notte fonda, Thorin's Hall è tranquilla come sempre, per le strade solo qualche guardia o qualche ubriaco ulluminati dalle lampade o dalle torcie che qua e là combattono contro l'oscurità della notte.

Turgbaraz si affretta a rientrare, alla tarda ora come al solito, solo di fronte alla porta aperta ad un palmo di mano dal suo naso, si rende conto che qualcosa non và.
Accende una piccola torcia, non trovando la candela nel solito posto, entra ed osserva stupito il caos che lo circonda, tenta di capire ... un furto?
No, a terra ci sono oggetti che potrebbero essere comodamente rivenduti .... dunque ?
Si avvicina al tavolo e legge il messaggio, tutto è più chiaro.
Si ferma a pensare, quando può essere accaduto tutto ciò .... almeno cinque ore prima....

L'istinto lo portava ora, subito, a Sarnur, ma la mente gli rammentava che non era saggio.

Doveva trovare qualcuno che lo accompagnasse, senza cadere anche lui in trappola, prima che fosse troppo tardi ....

[continua...]
 
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Turgbaraz, si diresse velocemente a Noglond; mentre cavalcava il caprone pensava ad un piano, non troppo eroico magari, ma che avrebbe salvato entrambi.
All'arrivo rimase stupefatto nel vedere Tarkamil e Tormalina che discutevano con un losco hobbit, si avvicinò a loro e disse:
-"Mah....non dovreste...."
Tarkamil lo interruppe con un sorriso:
-"Dovremmo, se non che la nostra cara governante...."
indicò Tormalina che anch'essa sorrideva e continuò:
-"...vuoi che i rapitori non fossero molto svegli ed organizzati, vuoi che Tormalina abbia fatto di tutto per rallentarli, vuoi un po' fortuna, insomma sono arrivato alle porte si Sarnur immediatamente prima di loro e quando mi han visto sono fuggiti !"
Turgabaraz tira un sospiro di sollievo:
-"Meglio così, anche se mi sono preoccupato per nulla...."
-"Nulla?"
Reguardì il guardian
-"Ora che sei qui dovrai decidere su chi ha ragione!"
-"Ragione?"
-"Sì ! La nostra cara governante dice che sono scappati perchè sono brutto e vesto male, mentre io dico che quando mi hanno visto agitare la mia ascia, se la sono fatti sotto!"
Il RuneKeeper seppur a disagio trovò la soluzione:
-"Bhe vedi cugino, non è curi molto il tuo aspetto..."
Tarkamil sbuffa:
-"Non sono micca un elfo!"
-"Ah...no di certo, ma guarda me...non noti un po' di differenza?"
-"Oh...bhe...sì...insomma..."
Trakamil guarda l'hobbit che sino ad ora aveva ascoltato silente:
-"Va bene ! vediamo cosa vuoi rifilarmi..."
L'hobbit corre verso il pony e scarica un pesante zaino, dal quale estrae alcuni indumenti:
-"Ecco vedete sono stupendi !"
Il guardian stanito annusa l'aria:
-"Non sentite una .....sì una certa puzza di cavallo?"
Mentre i due amici minimizzano, anche l'hobbit:
-"Ovvio vengono da Rhoan, terra di guerrieri, non vengono certo da Rivendell !"
Mentre le difese alla reticenza del guardian stanno cadendo, l'hobbit prosegue la sua strategia di venditore:
-"Vedete, sono tutte opere del famoso sarto Inlore, tutta roba pregiata, lavorata tra le leggendarie mura del fosso di Helm !"
Tarkamil era ormai convito dell'affare:
-"Oh bhe, allora li compro tutti ! .... Vedremo se dopo avrete da ridire sulla mia eleganza Tzè!"
-"Ehi cugino lasciane qualcuno anche per me!"
Rispose ridendo scherzosamente Turgbaraz, se non che il cugino:
-"Ah si ? bene questo è tuo ! Pago io ovviamente....ma se non te lo vedo indosso, ti prendo a calci in culo!"
Il runekeeper deglutì ed accettò di finto buon grado......
 
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