Le mille e una notte [Racconti dal BG del Chierico di Selune Lhasad]

Cyberiena

Lurker
La nascita del primo araldo del sud.
[Premessa questa (e si spera le prossime tempo e ispirazione permettendo) è (saranno) una storia/e del BG di Lhasad ed è svincolata dalla macrotrama ufficiale invito a leggere la presentazione del mio pg alla gilda per meglio comprendere tutto.]


Da piccolo spesso la notte avevo terribili incubi.
Spade insanguinate in mano a terribili mostri che le brandivano sopra di me, cieli oscuri, orribili visioni e dolore quasi vivo, mi facevano svegliare di soprassalto e con il cuore all'impazzata. Così uscivo dalla mia stanzetta ed andavo a rifugiarmi nel tempio, a pregare come mi avevano insegnato i fratelli e le sorelle più grandi.
Nella nicchia di una navata laterale c'era un altare minore su cui campeggiava una grande statua della Signora della Notte e tra le sue braccia una mezza luna calante sopra la quale mi stendevo quasi a voler trovare riparo tra le mani della Dea e dove spesso riuscivo a riprender sonno.
Una notte, dopo che l'ennesimo incubo mi aveva strappato al sonno e costretto a cercare riparo di nuovo tra le braccia di Selune, mentre ero rannicchiato in lacrime nel mio rifugio, sentii una mano che mi si poggiava sulla schiena dolcemente. Era Jasmina mia levatrice e mentore, colei che mi aveva ritrovato e "svegliato " dal sonno eterno.
Mi prese in braccio mi poggiò sulle sue ginocchia e mi disse: - " Ancora i tuoi incubi piccolo Lhasad?" Io annuii senza proferire parola mentre tentavo con tutte le mie forze di frenare la pioggia di lacrime che però implacabilmente scendevano imperlando le mie gote color ciliegia. Jasmina tirò fuori un fazzoletto e mi asciugò il viso accarezzandomi. :-" Lo so che hai tremendi incubi, incubi che farebbero tremare i polsi al più duro dei veterani di battaglia, e un pò è anche colpa mia..." A quelle parole trasalii con uno scatto repentino, Jasmina allargo il suo viso in un bellissimo sorriso e fissandomi con i suoi grandi occhi color di quercia:- " mi sono occupata poco del mio bambino ultimamente, adesso ti racconterò una storia e vedrai riuscirò a placare le tue paure piccolo mio. Tu sei stato prescelto dalla Dea, io lo so, lo vedo, e come tutti i prescelti sono temuti dalle forze del male che cercano di corrompere il tuo spirito ora che sei solo un bimbo indifeso...

"La leggenda narra che ella non poteva avere figli.
La Signora splendente della notte anelava sopra ogni altra cosa quella di poter stringere a se un bimbo a cui offrire tutto il suo immenso amore, ma per volere del fato o di superiore disegno divino questo piacere le era precluso.
In un villaggio del sud, tra montagne e deserto una giovane donna si era invaghita tremendamente del figlio del Pasha, uomo prestante dalla pelle color dell'ebano con profondi occhi neri. La sua bellezza e le costanti attenzioni avevano fatto breccia nella corazza del guerriero che le aveva concesso qualche notte d'amore e di passione ma, quando la donna fece capire che chiedeva un impegno più solenne, l'uomo la rifiutò causandole estremo dolore e vergogna.
Disperata la giovane pianse per giorni e giorni pregando e supplicando l'uomo tornare da lei senza ottenere alcun risultato.
Una sera, mentre passeggiava per le vie della cittadina, vide l'uomo che amava uscire dalla locanda tra le braccia di una donzella sghignazzante che si prodigava in effusioni e carezze.
Il suo cuore non potè resistere a lungo a quella vista e scappo via piangendo verso il deserto, raggiunse un promontorio dove inginocchiandosi iniziò ad imprecare nel cielo verso la luna chiedendole per una volta di darle ascolto, di sentire il suo immenso dolore e frustrazione. La sabbia arida rapiva velocemente la pioggia di lacrime che scendevano dagli occhi di lei e la luce della luna risplendeva nella notte quando una voce dal nulla fece trasalire la donna:- "Vedo il tuo dolore ma non comprendo la tua disperazione mia giovane fanciulla". Alzando lo sguardo la ragazza vide che la luna piena aveva preso le sembianze di un volto etereo con due immensi occhi contornati da stelle, " Ma io lo amo, lo desidero! Ti prego mia signora fa che torni da me!". Di colpo si alzo un vento da nord che costrinse la donna a socchiudere gli occhi. " Riavrai quell'uomo ragazza impura, ma in cambio voglio che mi consegni il tuo primogenito" . Senza battere ciglio la ragazza acconsentì al patto ed il mattino seguente il figlio del Pasha andò a trovarla porgendole le sue scuse e chiedendo di sposarla.
Dopo alcuni mesi la donna diede alla luce un bambino, un bambino dalla pelle chiarissima e lucenti occhi di luna.
Alla vista del suo presunto figlio, il principe fu furente di rabbia e dolore, convinto del tradimento della donna la afferrò urlando e maledicendo il suo nome e dopo averla baciata affondò la sua scimitarra nel petto della moglie. Prese il bimbo appena nato e cavalcò salendo su un monte circostante. Giunto sulla cima stese le braccia su cui teneva il neonato come per volerlo gettare nel dirupo ma non trovò il coraggio e si limitò a lasciarlo lì abbandonato.
Da allora la luna non fu più sempre rotonda nel cielo. Quello fu il primo Figlio della Luna, araldo della Signora della notte."

"Ti è piaciuta questa storia Lhasad?" io annuii ma in maniera non convinta, Jasmina sorrise e mi accarezzò, "Lo so ti starai chiedendo che fine avrà fatto il bimbo abbandonato sul monte. Bhe te lo racconterò un'altra sera adesso cerca di riprendere sonno" E la sua voce soave intonò questo canto ed io caddi nel sonno più tranquillo che avessi mai avuto:
 
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