Necromante e gli elfi: punto di vista dei druidi

L

Lucas Laditas

Guest
*Aniel si appresta a pregare alla grande quercia per chiedere consiglio alla amata madre quando i pensieri di ciò che è accaduto due giorni prima la distraggono*

*ripensa*

Due giorni orsono ci recammo al molo commerciale del porto di Atramar,
come ci era stato richiesto in gran segreto nel messaggio condotto
a noi dal gufo reale inviato da fratello Elendil...
Era notte fonda e le poche luci del porto rischiaravano a malapena
i nostri volti pallidi. Non stentai tuttavia a riconoscere i miei cari elfi
che si erano radunati sulla banchina per salpare alla volta di Budit in
cerca del fantomatico gnomo che teneva già da troppo tempo prigioniero
il nostro amato Cervo Bianco. Non c'era tempo da perdere.

Ebbene sul molo si avvicinarono due individui incappucciati che, come
si rivelarono in seguito, erano messer Drin e il giovane Balmung.
Costoro celarono la loro identità e non sentendo ragione alcuna non
vollero farci imbarcare con loro sulla nave ormeggiata e noleggiata
da un marinaio senza scrupoli...

Era un modo per estrometterci dalla ricerca del povero cervo e solo ora
comprendo che fu una stolta paura ad insinuarsi nei loro cuori e non
vollero la nostra compagnia perchè temevano che il caro fratello Elendil
perdesse il senno per la rabbia e uccidesse degli "innocenti" cacciatori in
nome del cervo...

Quanto alla faccenda di innocenti umani o gnomi che fossero, beh chi
caccia di fordo nella foresta, rapisce e pratica strani esperimenti sugli
animali credo non meriti nessun rispetto pur tuttavia mi sforzai di capire
in seguito che forse lo fecero in buona fede anche se mancarono di tatto
e soprattutto di rispetto per la nostra congregazione druidica, l'unica
eletta e prescelta a fare giustizia nelle cose della natura!...
Eletta per volere delle Dame e per l'amore e il desiderio che inspira i
nostri passi e le azioni della grande madre.

Ebbene quindi ostacolati ed in ritardo giungemmo a Budit che era giorno
fatto e mascherandoci come potemmo ci recammo nel negozio di magia
della città cercando di carpire infomazioni su "un fantomatico gnomo
possessore di speciali ingredienti" ma il mago, anche se probabilmente
non volle dire nulla per diffidenza, affermò che non aveva la fortuna di
conoscere questo individuo.
Solo in seguito Elendil si ricordò che conosceva il ricettatore della città
ed era convito che se qualche cosa di particolare od illegale veniva
commericato entro le mura di Budit lui era l'unico al corrente.
Non senza problemi riuscimmo a farci dire il posto ed il nome del sospettato
e come andarono i fatti in seguito è presto detto. Incontrammo Balmung
sulla porta del castello dello gnomo e il paladino ci sbarrò la strada
come gli era stato richiesto da Drin. Senza fermarci proseguimmo
finchè giungemmo al salone dove trovammo Drin e il suo pari discutere di
magia ed altri irrilevanti argomentazioni mentre il nostro cervo giaceva
prostrato e malfermo in gabbia.

I due non erano al corrente del piano messo a punto da noi druidi eppur
tuttavia senza interpellarci assunsero per buone le loro supposizioni
e ci negarono l'opportunità di servire come si conviente lo spirito delle
nostre selve. Elendil non aveva intenzione di attaccare barbaramente il
colpevole di tali "presunti" misfatti ma lo voleva condurre al cospetto delle
dame e farlo processare dagli spiriti stessi sotto la supervisione della nostra
compagnia elfica. L'esito avrebbe potuto condannare o scagionare l'imputato
ma avrebbe fatto giustizia.
Sir Drin non fece parlare Elendil e iniziò ad inveire sul suo operato non senza
tradire una certa sufficienza nei confronti dell'elfo. Rimasi turbata e delusa.
Lo gnomo strgone forse trovando un suo consimile non voleva consegnarlo
alla giustizia giustificandolo per il fatto che lo gnomo era malato.
Costui tuttavia si era mmalato per il suo stolto desiderio di potere che
l'aveva portato a sperimentare su di se diavolerie alchemiche di ogni tipo
e lo aveva fatto diventare una mummia vivente...

Ebbene chi è causa del suo mal pianga se stesso... Questo gnomo forse
proprio per la sua presunzione di volere essere dio meritava di morire nella
sua malattia.

Con il compromesso che si raggiunse non senza una lunga diatriba tra Elendil
e messer Drin non potemmo compiere questo processo lecito e doveroso e
l'accusato ebbe salva la sua miserrima vita quand'anche si riteneva un
grande alchimista e dotto...Sciocco.
La sua volgare scienza non potè nulla contro la sua malattia e solo
il sangue sacro del cervo lo salvò da morte certa.
Fortuna che almeno il cervo è libero...

*si concetra e seguita a pregare*
 
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