NOSTALGIA DI TEMPI PASSATI....

Darkox

Lurker
-Per favore nonno, raccontaci ancora del “Grande Bianco”...- piagnucolò il ragazzino.
L’Unicorno Fatato, come sempre, quella sera era pieno di avventori alle prese con boccali di birra o di idromele; il chiacchiericcio, grazie all’ampiezza della sala comune, discretamente sopportabile, questo era anche normale, la locanda infatti era una delle più rinomate della grande città di Waterdeep.
Un vecchio dall’aria bonaria sedeva comodo su una poltrona sistemata davanti al camino, vestito in maniera abbastanza anonima ma con tessuti di buona qualità, fissava tranquillo l’allegro scoppiettare delle fiamme, alla richiesta del giovane si voltò sorridendo adocchiando uno ad uno i visi pieni di aspettativa della piccola combriccola di ragazzini che sedevano sul tappeto radunati intorno a lui.
-Ah Jeremy, ma non vi stancate mai di ascoltare mie storie?- affermò continuando a sorridere.
Un altro membro del giovane pubblico incalzò –si nonno ci piace da matti ascoltarti, sei quasi meglio dei bardi che vengono qui- concluse annuendo energicamente per dare enfasi alla sua affermazione.
Uno dopo l’altro i ragazzini espressero il loro apprezzamento sempre più insistente, al che l’anziano sistemando la lunga coda in cui teneva raccolti i suoi oramai argentei capelli si arrese –va bene, va bene e sia- disse ridendo tra gli strilli deliziati dei bambini.
…..
La temperatura per il periodo era abbastanza mite anche se verso sera cominciava ad essere frizzante, slacciandosi il mantello Sir Nicholas Von Drake entrò con passo tranquillo alla “Torre Caduta”, si guardò intorno osservando i peculiari clienti radunati intorno al camino, diversi figuri, un umano e un mezzorco in armatura completa, un nano anch’egli bardato come se dovesse andare in guerra ed una deliziosa halfling.
Si avvicinò al bancone salutando cordialmente l’oste –buonasera oste, il solito grazie-.
-A voi Sir Drake, ecco- rispose riempendo un boccale di schiumosa birra e posandolo sul piano in legno di quercia.
-Vedo che il ragazzo ha mantenuto la parola- commentò accennando un sorriso.
-Così sembra, ma non avevo dubbi, Tom è un tipo in gamba- rispose l’oste.
Annuendo Sir Nicholas prese il boccale e si avvicinò al gruppo –buonasera signori- esordì catturando lo sguardo di tutti i presenti.
-Dal vostro equipaggiamento direi che siete gli avventurieri che avevo richiesto- continuò.
Uno dei due in armatura completa, il mezzorco che sembrava una tartaruga tanto era corazzato a suo giudizio, gli rispose –presumo che voi siate l’autore dell’annuncio affisso in tutte le locande da qui a Sud di Neverwinter, giusto?-.
-Esatto messere presumete bene- disse dopo una sorsata di birra -Nicholas Von Drake, avventuriero, mercante e ricercatore per servirvi- concluse con un inchino.
-Allora dato che a grandi linee sappiamo di cosa tratta la spedizione, vogliamo parlare delle presunte difficoltà?- intervenne l’altro uomo in armatura.
-E magari di una paga- aggiunse scorbuticamente il nano dopo un sonoro rutto.
-Be, che dirvi signori, questo tomo a cui miro è custodito in una grotta situata quasi in cima ai monti della Spada da dei fanatici di Auril, ne sono venuto a conoscenza riuscendo ad avvicinarne uno…tra una birra e l’altra; di certo non sarà una passeggiata ma da quanto sono riuscito a carpire sembra ci siano anche immense ricchezze custodite dagli Auriliti. Come scritto nell’annuncio a me interessa solo il tomo, il resto è tutto vostro…e poi in fondo siete o non siete il Pugno Fiammante?- concluse l’avventuriero sorridendo.
Dopo una fitta conversazione Nicholas riuscì a trovare un accordo che soddisfacesse tutti, i due guerrieri inscatolati rispondevano al nome di Fezok Bonecrusher e Alexander Varsava, il nano al comando Otrebor e la piccola halfling, agile e svelta di mano, Meleneide; fatte le dovute presentazioni ed i preparativi del caso finalmente partirono alla volta dei monti.
Il cammino non fu certo agevole ma questo servì a Nicholas per valutare i membri della spedizione e capire se avevano speranze di successo.
Bugbear e orchi non furono un problema, l’avventuriero sospettava anzi che i suoi compagni fossero stati più volte in quei luoghi, con una certa sorpresa notò infatti che appena qualche gruppo di uomini-orso li scorgeva partendo alla carica poi come se li riconoscesse, si bloccava ed anzi alzava i tacchi ritirandosi in tutta fretta, “di certo questo depone a loro favore” pensò Nicholas sorridendo.
Così senza ulteriori problemi arrivarono al passaggio per svalicare sulle maestose montagne della Spada.
A parte qualche attacco di lupi dei ghiacci, altre creature svolazzanti che presumevano fossero imp e la neve alta, cominciarono la loro scalata in direzione della grotta.
Un po’ più impegnativi furono i giganteschi vermi remorhaz, ma alla fine giunsero davanti all’immenso ingresso.
Qui il cammino fu davvero periglioso, più di una volta pensarono di non farcela, in mezzo a quel dedalo di gallerie dovettero combattere quasi in continuazione contro i fanatici e sicuramente Auril vegliava su di loro conferendogli poteri tremendi.
Guerrieri e sacerdoti si scagliarono verso il gruppo di eroi che senza sosta falciava uno dopo l’altro i nemici, finché le gallerie non li condussero verso una enorme volta all’interno della montagna immersa nella fitta tenebra, avrebbe potuto contenere un piccolo villaggio per quanto era grande.
Con prudenza cercando di fare il meno rumore possibile vi si addentrarono e poi….lo scorsero, il sangue si gelo nelle vene e lo sconforto li assalì.
Nascosti dietro un costone di roccia osservavano inebetiti una delle creature più belle ma al tempo stesso più terrificanti che il parto degli dei avesse concepito un enorme drago bianco, il signore incontrastato dei quei picchi.
Gli eroi si guardarono, affrontare la creatura era probabilmente un suicidio, ma se fossero riusciti nell’impresa sapevano che fama e ricchezza erano assicurati.
Il drago impegnato a crogiolarsi sull’altrettanto enorme cumulo d’oro quasi non si avvide della furiosa carica degli avventurieri subendo profonde ferite, con un ruggito di dolore capace di far tremare la volta della grotta si voltò a fronteggiare la minaccia; chi osava infastidirlo nella sua stessa dimora?
La battaglia che ne seguì fu terribile, poderosi colpi di lama investirono la pelle corazzata del drago che a sua volta rispondeva con la sua immensa coda, con i suoi enormi artigli ma soprattutto con la sua gargantuica bocca corredata da affilatissimi denti e dalla quale fuoriuscivano getti di gelo puro.
Il confronto sembrò eterno tra urla di rabbia e di dolore, tra ruggiti furiosi che pian piano si trasformavano in lamenti disperati.
Un colpo, uno solo in mezzo a quella tempesta di artigli e spade tra i contendenti ormai allo stremo centrò l’obiettivo, non si sa chi lo abbia dato con esattezza, ancora oggi i compagni che furono si domandano chi fu a sferrarlo, il drago con un ultimo lamento agonizzante cadde, l’impresa era fatta.
Esultanti e incuranti delle gravi ferite il gruppo fece razzia delle ricchezze custodite dal Grande Bianco, e anche Nicholas trovò il tomo tanto agoniato.
Ma più di tutto la fama imperitura li avrebbe accompagnati per il resto della loro vita.
…..
-Contenti?- il vecchio sempre sorridendo guardava soddisfatto gli occhi sognanti del giovane gruppo di ragazzini dopo aver concluso il racconto.
-Ancora una!- esclamò Jeremy.
-Per oggi basta- rispose l’anziano scuotendo dolcemente il capo in segno di diniego –e poi la vecchia Nam mi sta già guardando male perché siete ancora qui ed è tardi, lo sapete che dovete andare via ad una certa ora-.
Deluso il gruppetto cominciò ad incamminarsi verso l’uscita dell’Unicorno Fatato, Jeremy si voltò un ultima volta –nonno domani ci racconterete altre storie vero?- chiese speranzoso.
-Certo Jeremy, lo farò più che volentieri- rispose il vecchio sorridendo, poi tornò tranquillo a fissare il fuoco nel camino.
Alcuni viaggiatori rientrati da poco a Waterdeep dopo molto tempo avevano notato e ascoltato la scena appoggiati al bancone, uno in particolare si rivolse alla vecchia Nam che gestiva la locanda –signora scusate, ma chi è il vegliardo seduto laggiù?- chiese con genuina curiosità.
La donna, non tanto avanti con gli anni con un fisico un po’ tracagnotto da matrona e dallo sguardo dolce guardò l’uomo mentre puliva le mani sul grembiule oramai sporco per la giornata di lavoro trascorsa.
-Si vede che mancate da un po’- rispose bonariamente poi fissando uno sguardo affettuoso nei confronti del vecchio continuò –in realtà non so molto di lui, per noi è Sir Alexander. Qualche anno fa si è presentato qui con una sacca piena zeppa di monete e gioielli ed ha rilevato l’attività. È una brava persona ci ha sempre trattato bene ed è molto gentile con i bambini del circondario, tanto che come avete sentito lo chiamano tutti “nonno” ora il suo passatempo preferito è raccontare storie anche se penso che la maggior parte siano inventate- facendo una pausa intervallata con una risatina poi aggiunse –pensate in una delle sue favole sostiene addirittura di essere stato alle rovine della maledetta Ulcaster e di esserne ritornato sano e salvo, più volte!- concluse sempre ridendo mentre si allontanava.
Il viaggiatore perplesso tornò a fissare il vecchio poi qualcosa attirò la sua attenzione, appesa sopra il camino vi era un enorme spadone che brillava al riflesso delle fiamme il più bello che lui avesse mai visto; notò che l’anziano vegliardo lo guardava come preso da una sorta di nostalgia.
Finendo il boccale lasciò due monete sul bancone e si incamminò verso l’uscita, sarebbe tornato anche la sera successiva, favole o storie vere non gli importava aveva solo voglia di ascoltare un’altra storia.
 
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