RICHIESTA DI AMMISSIONE IN GILDA BACKGROUND

Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.

Fabiolone

Lurker
Ok lo rifatto nel messaggio precedente.
Come si puo notare ho voluto farmi un pg che avesse un volto ignoto e che nessuno conoscesse la sua storia ne il perchè combatta dalla parte dell'ordine. :)
 
Ultima modifica:

L@nny

Lurker
Nome Pg:
Aralar
Classe:
Piromante
Background:
Aralar è nata in una famiglia agiata nel cuore di una piccola cittadina, fin dalla nascita però in lei cominciarono a presentarsi particolari caratteristiche… era una bambina dai grandi occhi azzurri, pelle chiara eterea ma … crescendo di anno in anno in lei qualcosa ardeva si intensificava dandole un aspetto fuori dal comune, Aralar era una piromante, inconsapevole di se stessa all’inizio ha imparato a sue spese a evocare il fuoco, il calore e manipolarlo a suo piacimento.
La sua particolarità fu subito accolta male, la gente dapprima la guardava con sospetto, fino ad arrivare a temerla ed ad isolarla, aveva in se la potenza distruttiva del fuoco e la gente era consapevole di ciò che poteva scatenare il controllo di un tale elemento.
Ma Aralar questo controllo lo apprese nel tempo e duramente, da bambina rischiò quasi di morire,dopo esseresi buttata in un lago per un bagno con altri bambini, si immerse completamente e dopo alcuni minuti sentì di colpo il suo corpo spegnersi inesorabilmente abbandonarla, svenne e rimase fra la vita e la morte per giorni.
I suoi genitori decisero comunque di aiutare in tutti i modi possibili la loro sventurata figlia che non comprendevano e ritenevano quasi “maledetta” :riuscirono a trovare dopo lunghe ricerche un gruppo isolato di piromani che accettarono di aiutare la loro amata figlia a dominare il potere e allo stesso tempo a farla così uscire da un ambiente in cui non avrebbe mai potuto essere accettata e quindi felice.
Fu l’ultima volta che Aralar vide i genitori, aveva 9 anni.
Seguirono anni duri e crudeli, formata da chi non aveva amore e sentimento alcuno per lei divenne una donna forte e consapevole del suo dono.
Una guerriera con nobili principi mai smarriti in lei nonostante spesso fu tentata a seguire altre vie.
Un giorno si scontrò letteralmente con Caesar, capì subito che lui sarebbe stato la sua svolta … decise di abbandonare chi l’aveva allevata e istruita e di seguire quel destino che sentiva forte chiamarla da tempo, scelse di unirsi agli Ordo di lottare al loro fianco per proteggere l'impero e per mantenere l'ordine e la giustizia la dove stava avanzando vorace il caos.
 
Ultima modifica:
tenebroso..dato che stiamo cercando prevalentemente classi quali piromanti o tank o al massimo guaritori ci potresti dire a che livello è il tuo Witch hunter?

per Aralar direi che per me va bene...attendiamo la parola di ALTRI PERSONAGGI INFLUENTI ^^
 

Hendioke

Divo
Buono quello di Lanny.

Mi sentirei di accettare anche quello di Tenebroso (ok che abbiam bisogno di tank ed healer ma abbiamo anche solo 3 WH in gilda e anche gli insopportabilistealthersculoidi servono purtroppo) se solo aggiunge un paio di righe dove spiega come incontra l'Ordo Iustitiae. Se poi vuole lasciarci tutti all'oscuro dei segreti del suo PG per meglio giocarseli in GDR a me sta anche bene :)
 

ShiningSoul

Super Postatore
Ehm salve a tutti, sono un giocatore di warhammer....tempo fa ho ricevuto la newsletter di war-online in cui era citata la vostra gilda e ne sono rimasto piacevolmente colpito...qualche giorno fa inoltre ho ricevuto un invito in gilda da parte di un vostro clannato ma mi sono riservato un pochetto di tempo per creare un bg mezzo decente sul personaggio ke avevo già creato da un po' come da me riferito al suddetto vostro gildato. Beh ecco i dati hihi :

Nome personaggio: Aenarionn
Razza: Elfo
Classe: Maestro di Spada (lvl 30 a oggi)

Nato secondo la leggenda dalla fugace infatuazione tra il principe Tyrion e la regina eterna Alarielle durante l’effimera tregua seguita alla vittoria nella piana di finubar contro gli odiati cugini di naggaroth, Aenarionn ricevette il nome del nonno quasi a presagire quello che sarebbe stato il suo futuro; la sua identità tuttavia rimase celata fin dalla nascita benchè la somiglianza con il padre fosse evidente; il piccolo principe infatti aveva lunghi capelli dorati che gli adornavano il viso e occhi di un azzurro vivo, che parevano aver strappato al cielo parte della sua vernice; proprio il suo sguardo, severo e privo di emozioni a prima vista, rivelava invece una grande profondità d’animo e un grande bisogno di certezze e amore, valori rarissimi e da proteggere con la vita al tempo dati gli incessanti e sanguinosi conflitti che devastavano ogni terrirorio.
Tyrion fin dall’ età infantile decise di affidarlo a Grandalbero Cuorediquercia,ovvero colui ke in passato aveva protetto lui e il fratello Teclis; raggiunta l’età adatta il giovane Aenarionn fu mandato, come da volontà paterna, alla torre di Hoeth per imparare le profonde e raffinate tecniche dei maestri di spada sotto la guida di Belannaer il saggio, maestro e amico del celebre Eltharion nel periodo successivo alla difesa di Tor Yvresse contro la marea pelleverde capeggiata da Grom il pancione.
Fin dai primi allenamenti fu chiaro quale sarebbe stato il futuro del giovane; le sue capacità belliche e le sue doti atletiche erano a dir poco uniche e in breve tempo riuscì a superare il suo tutore in maestria.
Nei suoi occhi ardeva lucente come la fiamma di Asuryan la voglia di dimostrare il proprio valore, di non essere inferiore a nessuno, nemmeno a suo padre…era la reincarnazione dello spirito dell’antenato, il più grande guerriero che ebbe mai calcato il suolo di Ulthuan.
Tuttavia Belannaer conosceva bene la differenza tra il combattimento durante un allenamento e quello nella caoticità del campo di battaglia e nutriva in fondo al cuore un grande timore, timore che la voglia di dimostrare il proprio valore e la totale mancanza di paura del giovane potessero portarlo alla disfatta; per questo il maestro di Hoeth cercò di rimandare per quanto possibile la sua discesa sul campo.
Eppure secondo Aenarionn Belannaer si sbagliava…lui si sentiva pronto e voleva dimostrarlo; colse dunque la prima opportunità e di nascosto una notte abbandonò Hoeth e si diresse verso la costa, non molto distante da lì, dove, secondo alcune voci giunte alla torre, il giorno prima erano sbarcati i velieri degli odiati cugini guidati da Urian Lamavenefica; questo spietato elfo oscuro, braccio destro di Malekith, era stato educato alla guerra dallo stesso re stregone ed era considerato pressochè imbattibile.
La notizia della sua presenza aveva dunque buttato nello sconforto i difensori di Ulthuan e fin dalle prime ore della mattinata fu chiaro quale sarebbe stato l’infausto esito della battaglia; le schiere degli elfi oscuri parevano inarrestabili e le difese cominciavano a cedere quando all’improvviso una voce si alzò dalle linee elfiche; la voce esortava Urian ad affrontarlo in duello.
Non appena l’elfo oscuro udì quelle parole scoppiò in una tetra e fragorosa risata e cercò di trovare l’origine della voce; gli stessi difensori di Ulthuan cercarono di intravedere tra le linee chi fosse il povero stolto ke aveva avuto il coraggio di sfidare l’assassino oscuro in duello condannandosi così all’ inevitabile morte; un guerriero con addosso una leggera cotta di maglia in mithril finemente ricamata e un elmo recante l’idioma della torre di hoeth avanzò; non appena lo vide Urian si stupì e riprese a ridere certo della vittoria.
Il giovane elfo infatti, pur essendo fisicamente prestante, non era ben armato ragion per cui, a parere comune, sarebbe stato semplice per l’orgoglio del re Stregone superare le sue difese con un pugnale avvelenato e ucciderlo; lo stesso Belannaer, presente in prima fila alla battaglia, considerò un pazzo lo sfidante ma non riconobbe in lui nulla di familiare dato l’elmo che gli oscurava il volto.
Dunque il duello ebbe inizio e gli elfi, che non nutrivano alcuna speranza rimasero in silenzio aspettando l’inevitabile; nel campo rieccheggiavano solo le urla dei corsari e delle streghe oscure in attesa del sacrificio di sangue versato dal loro campione oscuro per il dio Khaine; tuttavia, malgrado Urian non si stesse risparmiando, pareva incapace di colpire il misterioso guerriero; egli infatti sembrava limitarsi a difendere schivando i colpi con movimenti veloci e flessuosi o ricacciando indietro le lame avvelenate e affilate come rasoi con la propria spada.
Una strana aura circondava il suo corpo, come se qualche volontà divina fosse al suo fianco; dalle linee degli asur cominciò a levarsi dunque qualche flebile sussurro di speranza che divenne poi voce di sostegno, voce che divenne infine grido quando all’ improvviso il giovanè evitò l’ennesimo affondo dell’elfo oscuro e rispose balzando in un istante all’ attacco per la prima volta mozzandogli la testa con un solo preciso fendente.
Era quindi lui il vincitore ma dopo un momento di sbandamento e stupore le prime linee dei cugini di naggaroth gli furono addosso pronte a vendicare la sorte del vessillo del re stregone; tuttavia Belannaer rispose prontamente ordinando l’avanzata in difesa del campione elfo.
La battaglia durò a lungo ma nei cuori degli Usur ormai non vi era più alcun timore, solo forza e coraggio; l’esito della battaglia era ribaltato e prima del calare del sole le armate oscure furono in rotta; Belannaer ordinò allora che fossero soccorsi i numerosi feriti e ke venissero raccolti i corpi dei caduti e subito di diresse verso l’elfo misterioso che li aveva portati alla vittoria quel giorno sul campo e che ora rivolgeva il suo sguardo verso la spiaggia dove gli ultimi elfi oscuri superstiti stavano ancora affannosamente tentando la fuga; quando il maestro di spada gli fu dietro gli sfilò l’elmo desideroso di scoprire chi egli fosse e non appena il giovane si voltò Belannaer vide davanti a sé il volto di Aenarionn, il suo allievo, che gli sorrideva soddisfatto. _E’ dunque pronto, è il migliore….non ho più nulla da insegnargli. – Pensò e di tutta risposta anch’egli si sciolse in un sorriso.
Molte altre furono le battaglie nei territori di Ulthuan nelle quale egli si distinse riportando successi non meno importanti e la sua fama crebbe alba dopo alba; eppure un giorno, senza preavviso, decise di recarsi nell’impero per sfidare il caos e i demoni maggiori ke il suo antenato aveva segregato in passato a costo della propria vita.
Un pomeriggio, nei pressi del Reikland, durante l’ennesima battaglia contro le legioni della distruzione venne a contatto con l’Ordo Iustitiae, un gruppo organizzato di uomini coraggiosi negli occhi dei quali riuscì a intravedere il bagliore della fiamma della speranza, del coraggio; malgrado la sia indole solitaria e schiva Aenarionn desise di unirsi alle loro fila, egli era nato per combattere quella guerra e ne sarebbe stato protagonista, pronto a donare la propria vita per la causa dell’ordine insieme ai suoi nuovi compagni.


Spero possa piacervi un pochetto anke se logicamente dato il nome da me scelto può risultare poco originale....tuttavia alla creazione del pg non immaginavo di dover creare un bg altrimenti avrei scelto un nome diverso per facilitare le cose e avere più libertà...un saluto a tutti e grazie mille in ogni caso ^^ .
 
Nome: Kaditir

Razza: Nano

Carriera: spaccaferro

Katidir, nano spacca ferro, è l’ultimo di una gloriosa stirpe di guerrieri. Suo padre Eramor e, prima ancora, suo nonno Zeonar lo hanno addestrato all’arte della guerra sin da bambino.
I suoi giorni venivano scanditi dai racconti delle epiche gesta dei suoi antenati nelle indimenticabili ed ormai perse nel tempo dei tempi guerre del Grande Nord, dove la lealtà, il coraggio e la sagacia del suo popolo giorno dopo giorno facevano crescere in lui un grande orgoglio.
Ma un evento indimenticabile avrebbe segnato la vita del giovane nano, qualcosa che lo avrebbe ferito nel profondo del suo grande cuore.
Era una mattina di primavera, una come tante. Katidir, il suo fedele amico e compagno d’arme Holner ed il loro maestro d’armi Kunars si stavano allenando come sempre all’arte della guerra. I nani adulti, richiamati in gran segreto dal Grande Ordine dei Nani, erano giunti in soccorso delle armate di Minthya, capo supremo degli eserciti umani, bloccati nella valle di Heringord dopo la disastrosa ritirata seguita alla sconfitta nell’assedio di Minaren, ad opera delle legioni del Caos.
La città di Kaditir, Orenia, era perciò popolate di soli giovani nani, donne, vecchi e bambini.
All’incirca al sole di mezzo, una strana sensazione mista a stupore pervase l’anima del giovane nano, qualcosa non andava per il meglio quel giorno, lo splendido sole che adesso si stagliava lucente più che mai in cielo, pareva rivolgersi a lui con un riso di beffa e fu proprio allora che i giovani aspiranti guerrieri scorsero all’orizzonte le sagome nere e brulicanti di un orda di invasori che si avvicinava velocemente.
In quel momento come un vero aiuto di un Dio Vaahrahart, i giovani nani, udirono la voce di Kunars: “presto seguitemi mettiamoci in salvo”. I tre si affrettarono a raggiungere un posto sicuro al centro della città e precisamente la torre del consiglio degli anziani che, una volta chiusa dall’interno, non avrebbe permesso l’ingresso nemmeno ad un esercito di nani talmente forte e resistente si dimostrò nel corso dei secoli.
Fu una volta entrati che Kunars decise di uscire e tentare di salvare più persone che potesse, con il coraggio e la foga che solo un nano può avere, tanto fu vero che Holner, suo figlio, sebbene ancora inesperto, decise d’istinto di seguirlo nel valoroso gesto. Il giovane Kaditir era terrorizzato, le urla delle donne e dei bambini continuavano a riecheggiare nella sua testa, si affacciò da uno dei merli della torre e da li vide il suo maestro ed il suo amico combattere strenuamente contro l’invasore, erano in due ma sembravano in cento. Combatterono finchè poterono poi, stremati, caddero sotto i colpi dei nemici.
In Kaditir si scatenò un sentimento di odio nei suoi confronti per essere stato così codardo e per non essere anch’egli morto con i suoi amici e compagni in battaglia misto a vendetta, si voglia di vendetta che lo avrebbe per sempre cambiato e trasformato. Mai più, si ripromise, avrò un solo istante di incertezza e fu così che dopo lunghi anni di peregrinaggio, ormai nano adulto e guerriero instancabile, senza famiglia e senza nemmeno il desiderio di farsela incontrò lungo il cammino un personaggio che gli avrebbe per sempre cambiato la vita, il suo nome era Caesar. Egli notò in lui qualcosa di familiare, qualcosa che lo indusse ad invitarlo nella sua famiglia.
La famiglia sono gli Ordo Iustitiae ed io sono Kaditir nano spacca ferro.

Un saluto a tutti voi, piacere di conoscervi e di far parte della comunità.
 

Borde

Super Postatore
Nome: Borde

Razza: Uomini

Carriera: Templare del Sole splendente
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Era notte nella foresta e una torcia, guidata da agile passo, sfidava l’oscurità. Di colpo lo vide. Si avvicinò e, scuotendolo, disse “Svegliati…..svegliati uomo, nella migliore delle ipotesi morirai di freddo se resterai qui…svegliati, dannazione!”
Borde, seduto e assopito alla base di una grossa quercia, iniziò a muovere lentamente le palpebre e a ondeggiare il capo, quella voce maschile gli giungeva come ovattata, attutita dal torpore che lo attanagliava e che ancora manipolava i suoi sensi. D’un tratto un colpo secco…era la sua nuca che cozzava contro il tronco della quercia, improvvisato e obbligato giaciglio… Aprì gli occhi, Borde, con un respiro calmo e profondo nonostante il sussulto. Davanti a lui iniziarono lentamente a delinearsi i contorni di una figura umana… “Bene, alla fine sembra che tu ce l’abbia fatta…lasciati guardare un po’…in effetti sei combinato male, ma pensavo peggio. Sai, hai avuto un’idea geniale ad addormentarti proprio qui, nel bel mezzo della foresta…hai rischiato di non svegliarti più fra noi”. Borde, ancora non ripresosi del tutto, con aria stizzita e passandosi una mano tra i capelli, rispose all’uomo “Beh, chiunque tu sia, ti ringrazio per l’interessamento, ma se è al freddo che alludi…ci sono abituato…da anni”. L’uomo sorrise, senza parlare mise mano a una borsa di pelle che pendeva dal suo fianco sinistro, tirò fuori la testa di un membro dell’Armata del Corvo, la mostrò a Borde e gliela lanciò tra i piedi “Vedi” gli disse “il freddo non è più l’unica insidia da queste parti…e neanche la più temibile”.
Borde si alzò in piedi di scatto “Si, lo so,scusa la mia impulsività, dall’estremo Nord giungono voci sui servitori degli Dei Oscuri…e poi la peste, che trasforma gli uomini in creature immonde. Ma piuttosto, dimmi, tu dove sei diretto, cosa te ne fai del capo decollato di quell’essere ignobile…chi sei e…quelle insegne…non mi sono nuove…tu combatti per Sigmar, sei uno dei guerrieri pellegrini…onore a te, dunque”.
L’uomo, stupito dalla risposta di Borde, replicò con fierezza “Il mio nome è Caesar Bernhardt, Templare dell’Ordo Iustitiae, votato a Sigmar e alla causa dell’Impero, cacciatore di streghe. Infilzerò questa testa fuori le mura di Altdorf, affinché gli oscuri emissari del Caos sappiano cosa li attende. Adesso che sai chi sono, dimmi, uomo, come mai conosci il nostro sacro ordine?”
Borde guardò a lungo Caesar, la schiettezza e l’audacia di quell’uomo avevano penetrato la corazza della sua innata diffidenza, stanco e deluso dagli uomini, vide in lui ciò che da tempo cercava. Disse “mi chiamo Borde, ho servito l’Impero, ero un Ufficiale della Milizia. Sul volto porto i segni della mia fedeltà” e mentre diceva ciò mostrò a Caesar le profonde cicatrici che gli solcavano il viso “sarei morto per l’Impero, più volte ho affrontato i nemici anelando una morte gloriosa, quasi bramando di morire alla guida dei miei uomini…poi ho visto la corruzione e la sete di potere dei nostri superiori, ho conosciuto la loro falsità…ho visto piangere le mogli dei miei soldati, dei miei uomini migliori, ho visto le loro famiglie abbandonate…e ho scelto…ho scelto di non scendere a compromessi…ho deciso che non avrei più brandito la mia spada in loro nome. Ma nel profondo il mio cuore è lacerato, vedo l’Impero minacciato e appestato, riesco quasi a percepire, nelle gelide notti e fra la bruma, le preghiere e le voci demoniache dei discepoli del Caos. Stanotte il destino ha voluto che le nostre strade si incrociassero…e io ti domando, nobile Templare di Sigmar, se nel vostro Ordine vorrete accogliere un guerriero puro nell’animo e negli intenti, che sin da ora è pronto a giurarvi eterna fedeltà e obbedienza”.
Caesar raccolse dal suolo la testa ancora sanguinante e la ripose nella sua borsa. Poi scrutò Borde, dal basso verso l’alto, fissandolo a lungo negli occhi “Non so bene perché, ma voglio fidarmi di te; è vero, - disse annuendo con il capo - oggi le nostre strade si sono incrociate…sono sicuro che questo è il volere di Sigmar…raccogli le tue cose e seguimi, seguimi Borde, andiamo ad Altdorf, ti presenterò a Bakalite, il nobile prete guerriero, Cappellano dell’Ordo Iustitiae…lui se vorrà ti inizierà…”
Senza aggiungere altro, Caesar si girò, incamminandosi nella foresta in direzione di Altdorf. Borde, mentre racimolava i suoi pochi averi, non riusciva a smettere di fissarlo…e in cuor suo sentiva vicino l’inizio di una nuova vita.
 
Stato
Chiusa ad ulteriori risposte.
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