Speranza

Ugly

Lurker
Fredrik ha appena finito di combattere contro l'orda del caos che cercava di invadere Praag, povera città sono anni che è un campo di battaglia e lui non può dire di averla vista altrimenti.Al campo di battaglia ci sono numerosi volontari organizzati e non che si intercambiano e si uniscono per fare fronte alla minaccia, ma lui ha già dato il supporto che ha potuto e ora è stremato , inutile e deconcentrato , preferisce proseguire oltre la sua giornata dato che non sarebbe di nessun aiuto lì : non ha nozioni curative e non è in forze per combattere , sarebbe solo un'altra vita sprecata , meglio ritirarsi per combattere ancora dopo.
Si incammina quindi verso Il martello di Sigmar in cerca di ristoro e di qualche amico ,

Già gli amici dell'Ordo Iustitiae , quanti ne sono venuti a mancare ormai? Ricordo chiaramente le battaglie combattute con loro , il supporto fisico e morale che si creava all'interno del nostro manipolo. Pace all'anima loro...

Così pensando giunse nelle vicinanze di Reikwald , la fortezza ultimo baluardo prima di trovarsi di fornte ad Altdorf.
"Ehi voi!"
Una voce lo chaimava
"Mago del fuoco ! , siete voi fredrik Fartherk? "
Il vecchio si fermò e guardò il soldato dell'ordine del grifone che gli veniva incontro
"Si , sono io " disse
"vi stavo cercando" replicò il soldato "voi avete lasciato parola con molti della vostra ricerca disperata dei figli che avete perso , di comunicarvi una qualsiasi notizia appena ne fosse giunta ."
"Ebbene continua!" disse il mago in preda alle emozioni
"Ecco , non dovreste prenderla troppo sul serio ma si vocifera che un Templare novello sia sulla strada di Grimmerhagen insieme ad altri . Dalla descrizione sembrerebbe essere uno dei vostri figli ..."
Ormai la stanchezza era svanita , sopperita da quella scossa di adrenalina data dalla sorpresa e la voglia di ritrovare uno dei figli , il suo cuore era accelerato e la mente volava già oltre , verso l'incontro col figlio . Si riscosse da quei pensieri e rivolgendosi al soldato che lo guardava un po' intimorito gli chiese
" Ovviamente non conosci almeno il nome di questo templare? "
" No , mi spiace , non mi è dato di saperlo . Inoltre sono solo voci arrivate nei quartieri militari , sà l'arrivo di templari a dar man forte è una notizia lieta e che non passa in sordina "
"Capisco , bè mi sei stato utile ugualmente amico . Ti chiedo solo un ultima cortesia .Prendi , questo è il mio sigillo che ti farà riconoscere come mio portavoce , vai alla Martello di Sigmar e cerca i miei compagni dell'Ordo Iustitiae , riferisci loro quanto hai detto a me e che io sono partito immediatamente alla volta del mio paese natale . Se tutto andrà bene tornerò con un templare , mio figlio , a dar manforte alla gilda . tutto chiaro?"
Il soldato prese il sigillo , con un secco "sissignore!" si diresse immediatamente verso Altdorf mentre Fredrik senza indugiare mosse in direzione opposta .

Forza , è un lungo cammino senza intoppi dovrei essere di ritorno tra 5 giorni , con mio figlio!

GDR OFF

questa è l'introduzione per il BG del mio secondo pg che come avrete capito è un templare , l'incontro con l'ordo è chiaramente frutto del padre ma cercherò una storia che riempia il vuoto tra la separazione e l'arrivo come templare
 

Caesar Bernhardt

Super Postatore
L'attesa era snervante, i templari erano tutti fermi, in silenzio, i due schieramenti erano uno di fronte all'altro, il fetore degli orchi era chiaro e nauseabondo, poichè una leggera brezza soffiava loro sopravvento ed amplificava anche enormemente il frastuono.

Le case tutto attorno bruciavano, una luce innaturale colorava i visi del plotone oscurati dalla fuliggine. L'aria era irrespirabile.

Otto Hartman, era li, fieramente al centro in prima fila, fra i suoi compagni. Dietro di lui si apriva il Reikland, sapeva di non poter cedere.

All'unisono con i suoi camerati, alzava lo scudo per proteggersi dalle freccie dei goblin, come tutti con un colpo di spada lunga finita la salva, tagliava le freccie conficcate nel largo scudo quadro.

Quella pausa sembrava durare in eterno, sentiva il sudore sul collo creato dal caldo dei fuochi tutti attorno al manipolo. Un silenzio innaturale fra i plotoni ormai separati da una trentina di metri si era creato. Le solite battaglie fra schieramenti a Praag avevano lasciato spazio ad una terribile guerriglia, entrare a contatto poteva riverlarsi l'ultimo errore.

Dopo circa 3 lunghissimi minuti in cui i comandanti a cavallo giravano fra reparti attendendo notizie dal fronte caldo piu' a sud, venne il momento...

Il lieve vento per un attimo si fermò, all'unisono una voce gutturale incomprensibile orchesca e la voce cupa dello Stratega suo amico e comandante gridarono la carica. Gli orchi urlavano sbavavano disuniti pronti a sfondare le linee con una carica a cuneo forti della loro prestanza fisica.

I nuovi schieramenti di Templari erano forti della loro fede in Sigmar, della loro abilità e del loro Coraggio. L'impatto fu tremendo, Otto vide lo stratega scaraventato in alto ad almeno 3 metri in aria. Si muoveva in maniera innaturale era evidentemente già morto prima di atterrare, poco dopo vide l''enorme orco che lo aveva lanciato come lui avrebbe fatto con un bambino, guercio e con una sola zanna.

Da cuneo in maniera autonoma si formò la linea di combattimento, fu cosi' presto impegnato in un tremendo corpo a corpo.

Passarono minuti che sembravano ore, le ondate non gli permettevano di capire come andasse la battaglia, immaginò non benissimo quando si ritrovò spalla spalla invece che con i suoi templari con un Elfo Alto, sicuramente un maestro di spade.

Alla sua destra in un attimo di pausa noto' come i fanatici preti di Sigmar, cosi' come in una preghiera colpivano Orchi in maniera ritmica con i loro enormi magli, e con la calma serafica che solo il fondamentalismo in quei momenti può infonderti. Il manipolo tuttavia iniziava ad avanzare, prima aveva retto l'urto poi inizio' ad avanzare, anche grazie all'enorme lavoro dei nani spaccaferro.

Dopo una decina di metri in cui la linea degli orchi vacillo e ondeggiò parecchio, ci fu la rotta, un comando e tutti iniziarono a ritirarsi ordinatamente indietro. Dopo qualche momento in cui la ritirata sembrava potersi trasformare in rotta anche grazie ai Prescelti tutto ritornò sotto controllo, la linea dell'ordine si ferò permettendo la ritirata. Solo il clamore dei colpi dei cacciatori e dei nani ingegneri si udiva, insieme a qualche colpo secco di qualche corpo che cadeva a terra.

La battaglia era finira, il manipolo dei coraggiosi Templari pagò un enorme prezzo in quella battaglia, Solo un cinque o sei guerrieri rimasero vivi, ma quello pagato dalla distruzione fu almeno doppio. Anche quella giornata andava a concludersi, e l'ordine aveva retto ancora una volta. Il Reikland era salvo.

Quando i plotoni andarono a ricomporsi per tornare al campo, notò che di fatto il suo non esisteva più, un allegro nano che parlava incredibilmente con un Elfo che aveva riconosciuto in battaglia, lo invitarono ad unirsi a quell'agglomerato di elfi umani e nani quella notte. Capi' in seguito che si chiamavano Ordo Iustitiae
 
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