Steam™: Rails to Riches - Recensione

Steam™: Rails to Riches, è un boardgame disegnato dal britannico Martin Wallace. Abbastanza conosciuto e apprezzato, questo titolo appartenente alla grande famiglia della serie Age of Steam, il cui tema, come suggerisce il titolo, è quello delle ferrovie. Dovremo insomma vestire i panni di un imprenditore della nascente industria ferroviaria negli anni d’oro in cui si posero le basi per le attuali reti ferroviarie.

Per chi non è molto pratico di boardgame, i giochi in stile tedesco, sono caratterizzati da meccaniche condivise come per esempio l’asta in cui i giocatori dovranno contendersi le risorse o l’ordine di gioco, un gameplay che tendenzialmente include tutti i giocatori fino alla fine della partita (non prevedendone l’eliminazione), un ruolo marginale della fortuna (spesso mitigato ulteriormente dalla possibilità di scegliere che azioni compiere dopo l’estrazione di carte, il tiro di dadi etc) e più in generale una competizione indiretta tra i giocatori. Al contrario, i giochi da tavolo in stile americano sono più basati sull’elemento aleatorio, sul confronto diretto tra i giocatori con tanto di eliminazione e partite generalmente più lunghe.

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Il gioco di Wallace, evoluzione del capostipite della serie Age of Steam, appartiene a buon titolo alla famiglia dei giochi in stile tedesco e ripropone praticamente tutti gli elementi caratterizzanti della grande categoria di giochi resi famosi, tra gli altri, da game designer come Reiner Knizia (Ra, Taj Mahal, Lost Cities e molti altri) o Uwe Rosenberg (Agricola, Le Havre): l’asta, la competizione indiretta, la non eliminabilità dei giocatori, il tema delle ferrovie trattato in modo relativamente astratto e così via.

Steam™: Rails to Riches è recentemente sbarcato sulla piattaforma di distribuzione digitale Steam (la precisione qui è d’obbligo visto i nomi molto simili) grazie all’opera di un team di sviluppo ufficialmente licenziatario del lavoro di Wallace, ossia la Acram Digital, che per altro si era già occupata della versione mobile, per Android e iOs, del gioco da tavolo. Estremamente fedele all’originale di Wallace, Steam™: Rails to Riches per PC è un gioco pensato principalmente per trarre vantaggio dalla sua caratteristica di essere utilizzato in partite crossplatform asincrono, ossia tra giocatori che si interfacciano su piattaforme diverse (mobile e PC) per competere nella stessa partita giocando in tempi diversi.

E’ anche presente una modalità singleplayer, in cui gli avversari, da 2 a 5 oltre ovviamente al giocatore umano, si affrontano sulle mappe disponibili, ma come spesso capita in questo genere di giochi, si tratta solo di una sorta di antipasto perché la vera sfida, e il vero divertimento, in genere si trova nel confronto assai più impegnativo con altri giocatori in carne ed ossa.

Come accennato all’inizio della recensione, lo scopo del gioco è quello di creare una rete ferroviaria, trasportare merci, accumulare punti vittoria e primeggiare sugli avversari nei 10 turni di gioco disponibili prima della fine della partita. Per far questo è necessario padroneggiare con saggezza molte variabili di gioco (il numero limitato di binari che si possono costruire ad ogni turno, il numero limitato di merci e la necessità di spostarle dalla sede in cui si trovano ad una città che può acquistarle, la limitata capacità delle locomotive a disposizione, il tempo, le mosse e i soldi limitati, per dirne solo alcuni) cercando di fare del proprio meglio mentre gli altri giocatori ci metteranno i bastoni tra le ruote, cercando di perseguire la propria strategia ma, per via degli spazi limitati, finendo per metterci un binario di traverso o aggiudicarsi una merce una mossa prima di noi.

Insomma in Steam, come succede in molti giochi di tipo tedesco, bisogna avere una strategia di lungo periodo ma essere allo stesso tempo in grado di variarla, adeguandola alle continue fluttuazioni della partita, cercando di fare del proprio meglio con quello che si ha a disposizione.

Sembra facile? Non lo è per nulla.

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Le cose si fanno complicate. Le reti ferroviarie dei giocatori avversari non si toccano. Una volta piazzate restano. Possiamo costruire sopra, sotto o accanto, usando un numero limitato di tessere speciali che possono quindi anche esaurirsi durante la partita. Se non c'e' la tessera giusta, non si può più costruire e si deve ripiegare sull'usare le linee avversarie, pagando dazio.

Il gioco inizia con un’asta, che si ripete ad ogni turno, in cui i giocatori a suon di soldi si contenderanno un’abilità speciale: essere il primo a muovere o costruire, cambiare l’ordine del turno, potenziare la propria locomotiva senza rinunciare ad un’azione, sviluppare una città, poter costruire un binario più dei tre normalmente consentiti o poter piazzare un paio di merci dove preferito. Terminata l’asta l’effetto delle scelte dei giocatori si avvera immediatamente e si entra subito nel vivo della partita.

Ogni giocatore, con il turno previsto dall’asta appena compiuta, può costruire i suoi tre binari (o quattro se in possesso della carta Ingegnere) e lo scopo è quello di collegare due città e trasportare subito merci. Il problema è che le merci sono distinte da cinque colori (blu, viola, rosso, giallo e bianco) e solo le città dello stesso colore della merce saranno interessate all’acquisto, pagando un corrispettivo di punti pari al numero di segmenti ferroviari percorsi dalle stesse prima di arrivare a destinazione.

Ho detto bene: il numero di segmenti. Questo vuol dire che spesso le merci finiranno per fare il cosiddetto “giro dell’oca” perché più segmenti percorreranno, maggiori saranno i punti guadagnati. Ci sono delle eccezioni ovviamente: una merce non può passare due volte nello stesso snodo ferroviario o lo stesso binario ma in alternativa può passare sui binari degli avversari. L’unico scotto da pagare sarà la cessione di una quota del guadagno al giocatore che ci avrà fatto transitare.

E’ quindi evidente che nel gioco non ci si dovrà limitare a “farsi i fatti propri” creando una propria rete ferroviaria, magari disconnessa da quelle avversari, ma sarà più efficace andare a cercare connessioni tra città centrali alla mappa, in modo da costringere gli avversari ad usare almeno ogni tanto i nostri binari e quindi pagarci. Allo stesso tempo si dovrà cercare di evitare di usare i binari avversari per non regalare punti ma tutto sarà complicato dal limitato numero di merci che farà focalizzare l’attenzione di tutti i giocatori su alcuni nodi cruciali della mappa.

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L'asta iniziale. Per essere il primo giocatore, cosa abbastanza comoda, bisogna prepararsi a sborsare diversi soldi e quindi accettare di essere sempre a corto di denaro per diversi turni. In Steam™: Rails to Riches ogni azione comporta dei vantaggi e degli svantaggi, da considerare attentamente.

Quando tutti i giocatori hanno posizionato i propri binari, si passa alla seconda fase: quella del trasporto delle merci. Ogni giocatore, a turno, potrà spostare una merce di un numero di segmenti pari alla forza della propria locomotiva (all’inizio della partita pari, per tutti, a 1 tranne per il fortunato giocatore che ha acquistato l’upgrade all’asta): locomotive più forti, con un massimo di 6 punti, consentiranno di fare più strada e guadagnare più punti, possibilmente senza regalarne agli avversari. In alternativa, invece di muovere, i giocatori potranno aumentare la propria locomotiva di un punto.

Spostate le merci si fanno i conti: ogni segmento percorso dona un punto che può essere usato per il “percorso delle entrate”, ossia per aumentare i fondi iniziali dei turni successivi, o per accumulare punti. In genere all’inizio la scelta è obbligata: dovendo costruire tanto, bisogna dedicare tutti i punti al percorso delle entrate perché i binari costano e senza soldi per estendere la rete ferroviaria, si rimane indietro alla svelta. Nella seconda parte della partita, al contrario, i punti vengono spesi per acquisire punti vittoria perché, ovviamente, vince il giocatore che alla fine della partita ne ha di più.

“All the best games are easy to learn and difficult to master.”, recita la cosiddetta Legge di Bushnell, il creatore di Atari e ideatore di Pong. Steam™: Rails to Riches, che piaccia o meno, segue questo adagio perché le regole sono poche e il breve tutorial spiega tutto quello che serve per iniziare. Ma per padroneggiare il gioco e vincere, ci vuole molto di più: ci vuole esperienza, capacità strategica, intuizione e conoscenza della mappa. La fortuna non serve: in realtà è praticamente assente, limitandosi all’estrazione del colore delle coppie di merci disponibili da piazzare per chi sceglie l’apposito upgrade nell’asta.

Il singleplayer è, in definitiva, solo un antipasto perché l’AI non pone particolari problemi al giocatore che ha completato un paio di partite e inizia a capire le meccaniche. Il multiplayer è la vera sfida.

E qui iniziano i problemini del titolo in questione.

Visti i numeri necessari per fare una partita (da 3 a 6 giocatori) e il numero di copie vendute, il multiplayer cross platform è essenziale. La versione per PC, dal giorno di lancio, ha avuto un picco di soli 16 giocatori online presto declinati a meno di una manciata, cosa che rende impossibile avviare una partita e quindi non usufruibile la parte più interessante del titolo. Poter avviare una partita anche con giocatori mobile migliora leggermente la situazione ma, curiosamente, gli sviluppatori hanno implementato un sistema di account non integrato in Steam (la piattaforma) che obbliga quindi i giocatori a registrarsi e loggare. Sarebbe disponibile un login tramite Facebook, o almeno è previsto il pulsante, che però è disattivato con un laconico “Facebook login not available”.
Bisogna quindi registrarsi, cosa fastidiosa – per gli utenti PC - ma sicuramente superabile. E qui arriva il secondo problema: il pulsante per l’iscrizione ad una newsletter non è disattivabile.

Una volta loggati, il problema dei giocatori si presenta in tutta la sua importanza. Ho più volte avviato il gioco e ho visto soltanto un paio di partite a cui potevo aggiungermi e, per via del numero molto esiguo di giocatori, nessuna è iniziata in tempi ristretti. Il multiplayer asincrono si è poi trasformato in una lunga attesa tra un turno e l’altro che sinceramente ha avuto un effetto disincentivante. Alla fine ho proferito tornare a giocare contro l’AI.

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Quando ho detto che il gioco per PC è molto fedele al boardgame, ero serio. Molto.

Complessivamente Steam™: Rails to Riches, è un ottimo porting del gioco da tavolo, molto fedele e ben funzionante. Il problema, come spesso accade per questi giochi indipendenti, è che manca la player base e il titolo, in definitiva, è parzialmente godibile e non esprime il suo pieno potenziale anche a causa di una politica di vendita, almeno per quanto riguarda la versione PC, forse un po’ pretenziosa. Il gioco base è venduto a 9,99 €, ossia il doppio del gioco mobile, e comprende 3 mappe di cui una con il set “nuove regole” ossia piccole mutazioni alle regole base.

Sono inoltre vendute separatamente, a ben 4,99 € l’uno sotto forma di DLC, le mappe aggiuntive della versione da tavolo. Il prezzo, soprattutto considerando la difficoltà di trovare giocatori, è decisamente troppo elevato ma probabilmente legato alla licenza del gioco di Wallace (le mappe aggiuntive per il boardgame erano vendute separatamente a 20 € circa a coppia).

In ogni caso, allo stato attuale, Steam™: Rails to Riches vale la pena solo per gli appassionati del gioco da tavolo che non hanno più il tempo o la possibilità di vedersi con i propri compagni di giochi o, eventualmente, in sconto per provare (e probabilmente innamorarsi) delle eleganti meccaniche ideate da WQallace. Il gioco, nel suo genere, è solido e divertente, ottimamente bilanciato anche perché la versione da tavolo è un gioiello di design, ma la versione PC soffre davvero tanto la difficoltà di sfruttare a dovere il multiplayer.

VOTO MMORPGITALIA 6/10
 
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