Storia di un nano viaggiatore - Ongolvid

Era ormai il tramonto e Ongolvid cavalcava lento verso Tinnudir, l’accampamento dei ranger situato sul lago di Vesproscuro dove aveva deciso di fermarsi per qualche giorno prima di riprendere il suo viaggio verso sud. Non gli andava molto a genio l’acqua soprattutto se era scura e in una quantità tale da poter riempire l’intera valle di Thrain (come tutti i nani preferiva le montagne e la dura roccia), ma per questa volta fece un eccezione: aveva bisogno di un posto sicuro dove riposarsi e mangiare…e dei ranger ci si poteva fidare.

Fumava la sua vecchia pipa intagliata, dono di un altrettanto vecchio hobbit chiacchierone che aveva conosciuto anni prima durante una spedizione nelle Terre Solitarie alla ricerca di tesori nascosti, il quale dopo avergli salvato la vita da un branco di warg affamati gliela porse in dono e il nano fu felice di ciò. Non sempre si incontravano persone disponibili nella Terra di Mezzo negli ultimi tempi.

Da quando l’ombra era tornata a incombere su tutti i Popoli Liberi le persone erano più diffidenti e raramente si poteva discutere liberamente con i viandanti che percorrevano le strade più battute. Ongolvid aveva preso le sue precauzioni poichè non voleva essere assalito da briganti o peggio ancora bande di goblin che scorrazzavano liberamente in cerca di ignari viaggiatori: aveva sempre la sua ascia dietro la schiena coperta da un pesante mantello pronta ad essere sfoderata al minimo segno di pericolo. Spesso si accodava a carovane di mercanti o semplici viandanti offrendo la sua protezione in cambio di compagnia, una semplice cena o un boccale di birra.

Amava fumare soprattutto davanti a paesaggi come quelli: un enorme statua di pietra bianca e liscia ricoperta di arbusti e muschio alla base, probabilmente rappresentava un antico re degli uomini e celebrava le sue coraggiose gesta…“non male!” penso “anche se un mastro nano avrebbe potuto fare di meglio!”…e rise tra se e se. Prosegui oltre la statua salendo per un sentiero che lo portava sulla cima di una verde collina.

Ora il riflesso del lago era visibile e anche i primi falò vennero accesi a Tinnudir, rivoli di fumo salivano alti in cielo e già pregustava una cena a base di carne, di cui i ranger erano largamente provvisti date le loro abilità nella caccia. Arrivò finalmente all’accampamento dei ranger, lasciò la sua cavalcatura allo stalliere e si mise a sedere vicino ad un focolare. Guardò il bracere scoppiettare e rimase fisso per un tempo indistinto….molti pensieri scorrevano per la sua testa, sentiva la mancanza della sua casa tra le montagne innevate e del suo popolo, negli anni aveva visto cadere tanti amici nani in battaglia e oramai erano rimasti in pochi…aveva pianto ogni defunto come un fratello e giurato vendetta contro coloro che avevano compiuto tale gesto…ed era per questo che Ongolvid era partito, aveva il profondo desiderio di vedere altre dimore dove vivevano i Nani, posti magnifici e grotte costruite con abilità inaudita dei quali aveva sentito parlare solo nelle storie raccontate da vecchi nani che muovevano nel suo cuore antichi desideri e timori….”Ehi nano!!..se non mangi qualcosa finirai per scomparire!”…fu riportato alla realtà da una voce proveniente da li vicino. Si voltò stupito e vide un nano con strane vesti che lo osservava incuriosito, allora Ongolvid si alzò andandogli incontro e con un sorriso gli disse “Il mio nome è Ongolvid, sono stupito di trovare un nano qui…qual’e’ il tuo nome!?”….e quel nano gli rispose: “ Siediti e mangia prima di tutto, il mio nome è Toldref!”

Cosi mangiò e bevve finche non fu sazio mentre parlava con quel nano dall’aria strana quanto interessante….


--continua--


L'ho ripostata qui siccome a breve metterò il continuo, mi è venuta voglia di scrivere qualcosa di nuovo!! :)
spero di non aver sbagliato!!...accetto critiche e commenti ovviamente
 
Posto la seconda parte del racconto appena sfornata ^^..spero vi piaccia e ovviamente accetto consigli e critiche!!..nei prossimi racconti vorrei farlo interagire con qualche custode per intrecciare il racconto alla gilda.. ^^




Il viaggio verso le montagne nebbiose – La Partenza


Erano passate ormai due settimane dal suo incontro con quel nano di nome Toldref all’accampamento dei ranger. Dopo la chiacchierata di quella prima sera venne offerta a Ongolvid la possibilità di unirsi a lui.

“Siediti qui fratello, voglio parlarti di una cosa”….esordì in questa maniera, con una voce bassa quasi a voler tener segreto quello che si apprestava a dire. Ongolvid non poté rifiutare l’offerta vista la sua inguaribile curiosità!.. quella stessa curiosità che più avanti gli avrebbe portato guai grandi quanto un troll di montagna, ma di questo ne parlerò un'altra volta.

“Ho visto ciò che brilla nei tuoi occhi e ho riconosciuto l’inconfondibile ardore nanico nelle tue parole, sei un guerriero robusto e coraggioso…per questo ti propongo di seguirmi nel percorso che mi porterà fino all’antico reame di Khazad-Dum!..... Ma ti avviso subito, non sarà una passeggiata: il cammino è lungo più di quanto immagini e numerose insidie troveremo sulla nostra via!!”

Di tutta risposta Ongolvid afferro il bicchiere di birra e lo sbatté forte sul tavolo, sbuffò e poi si accarezzò la barba e fissò attentamente gli occhi del nano. Erano come due scintille anche se non lasciavano trasparire emozioni ma questo non lo turbò … e disse:
“Hai visto giusto amico, non rifiuterei la tua proposta per tutto l’oro del mondo, allora è deciso: partiremo insieme alla volta delle montagne nebbiose e di Moria!! Yaaaaaaaaaarrgh!!” ..il suo urlo eccheggiò per tutto il campo tanto che dovette scusarsi per il rumore creato.
“Calma calma mastro nano…se durante il nostro viaggio farai questo rumore non riusciremo nemmeno ad uscire da qui che persino l’Oscuro Signore saprà dove siamo!!”
E subito si scusò “scusate la mia baldanza ma sono così infervorato al sapere che presto Aithryl e Thorannon potranno tornare a lavorare…che non ho resistito ad esultare!!”…

Toldref lo guardò storto alzando un sopracciglio e gli chiese chi fossero queste due persone visto che non aveva esteso l’invito ad altri..

Il nano sorrise sotto la folta barba e rispose ghignando: “Sono proprio qui!”
Scosto il suo mantello e mostrò uno scudo imponente decorato con rune e al centro vi era simbolo della sua antica famiglia: un aquila enorme e accanto un nano con armatura sfavillante, del quale Ongolvid sapeva poco o nulla. Poi si alzò e dal suo cinturone penzolava un ascia in mithryl dalle sfumature bluastre, con l’impugnatura rivestita in pelle e il pomo costituito da una pietra di alabastro scura intagliata e incastonata nel metallo. La lama sembrava appena forgiata anche se aveva passato più battaglie di quanto il nostro protagonista potesse immaginare, egli attribuiva la sua lucentezza ad un antico incantesimo di mantenimento effettuato dai suoi padri.

“Ora capisco” disse Toldref mentre esaminava con occhio attento le armi sfoderate dal suo compagno…”sicuramente ci serviranno, ma sappi che le armi e la forza bruta non sono tutto amico mio!!”

“ohohoh questa non me la racconti!” esclamò in tutta risposta…”non c’è nulla che non si possa abbattere con l’aiuto di un ascia o un martello!!..e tu piuttosto dove hai messo le tue armi??..” mentre lo diceva si sporse dalla sedia per controllare che tipo armi avesse il suo nuovo compagno di viaggio. La cosa strana fu che non notò ne asce ne martelli o spade, e nemmeno archi o scudi!!

Quale nano intraprende un viaggio senza armi??...forse è un pazzo uscito da qualche miniera abbandonata. Gli venne da pensare ad uno scherzo di cattivo gusto..
Ma prima che potesse dire qualcosa Toldref prese la sacca che portava alla cintura, la poggiò sul tavolo e ne estrasse due strane pietre nere come il carbone ma lucide come l’ossidiana.
La cosa bizzarra era che recavano incisioni in ogni loro parte…incisioni che cominciarono a brillare di una luce verde smeraldo una volta che lui ebbe impugnate!!..non poteva credere ai suoi occhi, non aveva mai visto nulla di simile e non immaginava nemmeno a cosa servissero, di sicuro lanciandone ad un orco non lo avrebbero ucciso pensò Ongolvid..

Cosi Toldref sorrise e disse: “Ti presento i miei Ainglarth, loro sono le mie uniche armi…e non guardarmi con quella faccia mastro nano, presto vedrai che non sono pazzo come pensi!”..

A quel punto si alzò e disse che era giunto il momento di partire…

--continua--
 
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