Subsiege - Recensione



Se fino ad un paio di lustri fa l’intera (e ancora piuttosto limitata) scena degli e-sport era in larga parte dominata da FPS et similia, oggigiorno le cose sembrano aver preso una piega nettamente differente: nonostante Counterstrike e famiglia rivestano ancora un ruolo di primo piano nel mondo delle competizioni ludiche, MOBA ed RTS sono riusciti nel tempo a ritagliarsi una fetta sempre più larga di audience ed importanza, creando proseliti ed un vero circo mediatico ultra-seguito sia dai player non professionisti che da semplici curiosi. Subsiege, in questo turbinio di aggressiva competizione, si presenta al grande pubblico come un ibrido ben congegnato e dall’essenza volutamente competitiva, nato e cresciuto come un titolo incentrato con velleità e-sportesche (passatemi il neologismo).



Consultando la pagina steam del titolo, è possibile rintracciare una definizione abbastanza precisa del pacchetto ludico offerto dal gioco data dal developer Icebird Studio: Subsiege è uno strategico in real time focalizzato sul PVP fino ad un massimo di 12 giocatori e che strizza visibilmente l’occhio a Dota & Co, introducendo al suo interno alcune feature classiche dei MOBA. Il ludo, buy to play in Early Access, è ambientato in un futuro distopico in cui la razza umana, per sfuggire alla totale estinzione derivante dalla distruzione dell’ecosistema terrestre, ha scelto di rifugiarsi in mare. Ma la summa solutio ed il retaggio auto distruttivo non hanno impedito ai pochi superstiti di uccidersi a vicenda per accaparrarsi le ultime risorse subacquee rimaste.



Questa piccola premessa narrativa è un mero pretesto per definire coerentemente lo scenario di gioco, che si presenterà sin da subito familiare ai giocatori di RTS più attempati: lo scopo del ludo, com’è ben intuibile, è quello di annientare i propri nemici e sopravvivere il più a lungo possibile attraverso la sistematica distruzione delle unità nemiche ed il controllo di aree colme di preziose risorse. Esplorando la mappa di gioco, infatti, incapperemo in due risorse principali, cristalli e gas elinyum, che ci serviranno per la produzione/upgrade delle nostre unità e che saranno al centro delle contese belliche dei vari match: tutte le “vene” di cristallo o gli impianti di estrazione del gas saranno visibili sulla minimappa, scelta atta a indirizzare il gameplay sin dalle battute iniziali allo scontro fra i vari team per il controllo dei preziosi giacimenti.


La terza importante risorsa presente nel gioco è l’ossigeno, terminato il quale la nostra partita risulterà in un perentorio game over: avremo a disposizione nella parte bassa dello schermo un timer che ci indicherà con crudele costanza le riserve d’aria rimaste, aggiungendo un pizzico di indiretta tensione al gameplay. A differenza delle altre risorse sopra elencate, l’ossigeno sarà ottenibile unicamente attraverso lo sterminio delle unità nemiche o attraverso l’uccisione dell’aggressiva fauna sottomarina, entrambi visibili sulla minimappa. Quali frecce avremo al nostro arco per primeggiare sugli avversari? Subsiege offre una selezione al momento non troppo vasta di unità, suddivise in categorie specifiche (danno, difesa, supporto ecc.), le quali avranno a disposizione un numero variabile di upgrade, sia passivi che attivi, che potranno esser ricercati e sviluppati nel corso del gioco. Nonostante i numeri non facciano gridare al miracolo, il titolo offre di base una discreta varietà di soluzioni strategiche e di composizione del proprio team di attacco/esplorazione, consentendo anche una certa libertà d’azione e di “problem solving” in base alla necessità ed alla dinamica del match.




Come precedente sottolineato, il titolo offrirà al contempo anche una serie di feature caratteristiche del mondo MOBA: oltre alla succitata suddivisione delle unità in stile Dota & Co, la mappa di gioco (al momento del test, l’unica giocabile) si presenterà ispirata in tal senso e suddivisa in una alternanza di “lane” e spazi aperti, in cui sarà possibile rintracciare facilmente le risorse principali di cui avremo bisogno o le unità nemiche da fronteggiare. Sparse per la mappa di gioco, in aggiunta, troveremo delle chiazze di vegetazione fitta in cui sarà possibile nascondere le proprie unità o gole profonde dal colore rossastro abitate da voraci vermi marini, che assumeranno un ruolo non troppo distante dalle “torrette” presenti nei MOBA. In più, ogni squadra avrà un quartier generale che servirà non solo come strumento di produzione delle unità, ma anche come ultima difesa contro le unità nemiche (ogni QG avrà una sorta di sistema missilistico automatizzato che attaccherà le unità nemiche nelle vicinanze).



Al momento della redazione dell’articolo, le modalità presenti nel gioco non sono tantissime e tutte perlopiù orientate al gaming online: l’unica modalità offline al momento presente nel gioco, oltre al tutorial, è la modalità “Training Ground” in cui sarà possibile disputare un match con l’intelligenza artificiale per affinare le proprie abilità. Il comparto online, invece, ci consentirà di creare/joinare una lobby per disputare un match generico, oppure fondare un clan e sfidare altri gruppi di player per il controllo di determinate aree del mondo nella modalità “League”. Nel menu’ principale del titolo compare anche un’altra sottosezione chiamata “Custom Gaming” ma che, purtroppo, al momento della redazione dell’articolo non è ancora implementata nel gioco.


Nonostante il titolo offra sostanzialmente una serie di feature “rudimentali” di entrambi i generi coinvolti e non abbia moltissimi contenuti al momento, ho trovato le partite disputate divertenti e piuttosto dinamiche ed imprevedibili, con il gameplay che resta sempre piuttosto vivo anche nelle sessioni più lunghe. Da un punto di vista tecnico, Subsiege non fa gridare al miracolo ma propone un comparto audio/video curato il necessario per rendere fluide e scorrevoli le sessioni di pvp intenso: sono incappato in qualche glitch fastidioso (come ad esempio dei barili di ossigeno irraggiungibili post uccisione dei nemici) ed in qualche crash/avvio fallito che mi è occorso durante i test, ma niente di epocale e che non possa esser risolto velocemente.



Cosa dire infine? Subsiege è un titolo promettente ed ha, nella sua proposta ludica semplice ma diretta e divertente, tutte le carte in regola per imporsi come un titolo di punta degli e-sports. La sua capacità di far confluire e al contempo semplificare feature basilari degli RTS e dei MOBA, lo rende sia “fresco” che godibile persino per chi non ha una grande cultura/esperienza in questi generi ludici. Al momento, nonostante le meccaniche siano già piuttosto solide, i contenuti non sono tantissimi e la community è piuttosto esigua anche se abbastanza attiva almeno per quanto concerne la modalità “League”. Com’è lecito aspettarsi, tutto sarà deciso dalle strategie e dai piani dei developer per supportare ed espandere il titolo nel lungo periodo.


VOTO MMORPGIALIA 7/10
 
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