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By xender on 21 Febbraio 2017 alle 05:37
  1. xender

    xender Super Postatore

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    Il panorama del mondo dei videogiochi è cambiato definitivamente dopo l’uscita di Minecrat. Lo spettacolare successo del gioco di Markus Persson ha dato uno scossone all’industria portando all’attenzione del grande pubblico, e anche dei più distratti, il sottobosco degli sviluppatori indipendenti, e allo stesso tempo, sull’onda del più famoso gioco a cubetti, il mix di generi survival, sandbox e openworld è divenuto uno dei più gettonati.

    Terratech, primo prodotto della casa di sviluppo indipendente Payload Studios, si inserisce in questo ricco e fortunato filone di giochi, in ottima compagnia insieme ad altri titoli di maggiore o pari successo come Factorio, Space Engineers e From The Depths. La sua storia inizia nel 2012 quando Russ Clarke, programmatore e produttore di diversi port su dispositivi mobile di titoli prestigiosi come Tomb Raider, Metal Gear Solid e Call of Duty, decise di lasciare la Ideaworks Game Studio per fondare la propria compagnia indipendente di videogiochi.

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    Russ Clarke, cofondatore di Payload Studios e ideatore di TerraTech. Precedentemente impegnato presso la sede londinese di Ideaworks come Creative Director, ha coperto importanti ruoli direttivi per i port su mobile di giochi come Lara Croft and the Guardian of Light, Metal Gear Solid e Call of Duty. Nel lontano 1998, fece parte dello staff della Stainless Software che sviluppò Carmageddon 2.

    Come molte realtà simili, Payload Studios nacque con pochi mezzi e molte idee, al punto che Clarke dovette mettere tutto nel cassetto per diversi mesi, durante i quali tornò a lavorare come consulente esterno. Quando il prototipo fu pronto, venne avviata una campagna di Kickstarter che riuscì a raggranellare poco più delle 35.000 sterline necessarie per il via libero definitivo.
    Ad oggi Terratech si trova in Early Access su Steam ed è acquistabile a 19,99 € o 28,99 € la versione deluxe comprendente il pacchetto R&D, e si trova nelle librerie di oltre 120.000 giocatori. Si tratta di un buon risultato per un gioco indipendente. Ma è meritato?

    In Terratech tutto ruota attorno alla propria cabina di comando, alla quale potremo attaccare “blocchi” di svariate forme, funzioni e colori. Con gli altri sandbox, il gioco della Payload Studios condivide l’impostazione a cubetti delle costruzioni mentre il mondo, diversamente da Minecraft, non è a voxel e non è modificabile. L’anima del gioco consiste nel creare macchine sempre più complesse ed efficienti, sia che siano impegnate per combattere, sia che vengano utilizzate per raccogliere e trasportare materiali.

    Attorno a questa struttura elementare, gli svuluppatori di Terratech hanno creato ben quattro modalità di gioco: Campagna, Sala test R&D, Sumo e Gauntlet.

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    Terratech, schermata di gioco della Campagna. In alto a sinistra i livelli raggiunti nelle varie tecnologie, in basso al centro il denaro accumulato (utile per comprare nuovi blocchi o per spawnare dopo essere stati distrutti), in basso a destra il radar con i punti di interesse e i nemici, in alto a destra la missione corrente.

    La prima modalità, ossia Campagna, è chiaramente la più indicata per i giocatori alle prime armi. In essa saremo guidati passo dopo passo a conoscere il mondo di Terratech e le varie tecnologie, completando diverse missioni. Di volta in volta verrà richiesto di distruggere un nemico, di raccogliere un certo numero e tipo di materiali o di creare alcune strutture. Durante le avventure sarà possibile imbattersi in personaggi amichevoli o in altri avversari da combattere.
    Ogni missione o incontro farà aumentare il livello di padronanza di una tecnologia, abilitando nuovi blocchi con cui costruire le macchine. I quattro insiemi tecnologici presenti nel gioco dovranno quindi essere percorsi singolarmente, completando diverse missioni per progredire fino al massimo livello, abilitandone i blocchi più complessi. Al momento i gruppi sono: GSO, che comprende blocchi base di colore generalmente grigio e di tutti i tipi ( ruote, batterie, armi e armature leggere ), GeoCorp, caratterizzati dal colore giallo in stile motoveicolo industriale e da una spiccata tendenza al raccoglimento e trasporto dei materiali ( pale meccaniche, trivelle, laser, enormi ruote da trattore ), Ventrue, che include pezzi di colore bianco e azzurro, specializzandosi soprattutto in veicoli aerei ( ali, missili, mitragliatrici ) e infine, Hawkeye, specializzata in componenti di color nero per la costruzione di elicotteri o carri armati ( pale, rotori, cingoli e cannoni ).

    Con il progredire della campagna, sarà possibile e anzi necessario controllare diverse strutture fisse, guidare o farsi seguire da carri armati, veicoli d’utilità, aerei o elicotteri, creati utilizzando tutte e quattro le tecnologie disponibili. I pezzi necessari potranno essere ottenuti in quattro modi diversi: distruggendo i nemici che lasceranno sul campo alcuni componenti riutilizzabili immediatamente, completando missioni e ricevendoli come ricompensa nelle casse premio, comprandoli nei centri di commercio e pagandoli con la sola moneta del gioco, i dollari galattici, oppure creandoli partendo dalle risorse e utilizzando appositi attrezzi.

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    Vagando per il pianeta, sarà possibile raccogliere risorse, costruire basi e mezzi mobili. Per costruire si dovranno comprare i blocchi o utilizzare quelli droppati dai numerosi nemici presenti nel mondo di gioco. In questo screenshot si nota come mi sono lasciato prendere la mano. Visto che è peccato lasciare in giro blocchi per poi doverli comprare al mercato (pagandoli a caro prezzo), spesso il mio mezzo si è trasformato in un TrankensteinTech mentre, pur di non lasciare nulla indietro, ho attaccato di tutto alla struttura base.

    La complessità del gioco, inizialmente molto semplice, cresce esponenzialmente all’aumentare delle tecnologie disponibili. Se nelle prime ore di gioco ci si può limitare a scorazzare liberamente e raccogliere blocchi di costruzione abbattendo nemici, dopo poco diviene necessario raccogliere i materiali utilizzando apposite attrezzature (i pezzi GeoCorp sono in genere i più efficaci) e portarli nei centri di commercio per venderli in cambio dei dollari galattici. Ma dopo poco tempo l’enorme costo dei blocchi più avanzati rende conveniente la costruzione diretta e quindi la creazione di complesse basi, lo stockaggio dei materiali e dei semilavorati (esistono raffinerie che possono lavorare le risorse base per creare risorse avanzate più costose – se vendute – e necessarie per i blocchi più complessi).

    Nella modalità di gioco Sala test R&D non sarà necessario preoccuparsi di risorse, blocchi e dollari galattici. Tutti i blocchi, anche quelli sperimentali prudentemente indicati con un cartello che recita “attenzione! Potrebbero esplodere sotto i vostri stessi occhi”, saranno immediatamente utilizzabili per le creazioni più ardite. Attorno all’area di assemblaggio ci saranno colline artificiali, terreni accidentati, bersagli fissi e nemici su cui testare immediatamente la propria opera per valutarne l’efficacia, sempre che non esploda da sola prima di ogni test.

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    Dopo aver costruito la mia nuova creazione, la piattaforma armata mobile, ho deciso di provarla contro un bersaglio fisso e ho scoperto che i mortai posizionati sul retro della mia PAM hanno un raggio veramente corto e sono inutili. Il lanciamissili cruise, per contro, si è rivelato molto preciso a lunga gittata. Nella modalità Sala Test R&D si può fare, e provare, di tutto. Anche i pericolosi blocchi sperimentali. Meglio fare attenzione, però.

    La Sala test R&D è di fatto l’antipasto per la modalità Sumo, nella quale potremo far combattere da due a quattro creazioni in uno scontro che, traendo spunto dal famoso sport orientale, vedrà sconfitte le macchine che soccombono ai colpi avversari o che cadono dal ring. In Sumo è possibile far combattere le proprie creazioni oppure, andando online, attingere dall’enorme libreria delle invenzioni sottoposte dagli altri giocatori.

    Utilizzando Twitter, cosa che inizialmente mi aveva fatto storcere il naso, è possibile guardare le opere della comunità di Terratech, farle scontrare tra loro, combatterle con le proprie creazioni oppure, semplicemente, trarre spunto per qualche futura invenzione. L’unica cosa necessaria è un account di Twitter per il quale verrà chiesta l’abilitazione dell’applicazione Terratech, dopo di che sarà possibile immediatamente iniziare a visualizzare e scaricare i progetti della comunità.

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    La modalità Sumo in tutto il suo scoppiettante brio. Fino a quattro avversari possono affrontarsi con ogni genere di arma (nell'immagine lanciafiamme, cannoni, missili, laser, mitragliatrici e mortai). Fino a quattro combattono, uno vince. Quello che rimane in piedi - ancora funzionante - sul ring. Per i più pigri, gli avversari possono essere caricati direttamente da Twitter. Per i più creativi, possono essere salvati su Twitter a disposizione di tutti.

    L’ultima modalità di gioco si chiama Gauntlet ed è di fatto una corsa a tempo utilizzando le proprie creazioni. Su un percorso pieno di ostacoli (dislivelli, colline, alberi, macigni, curve e trampolini) o di nemici (nella modalità Rolling Thunder), sarà possibile sperimentare il comportamento dinamico della propria invenzione. Se nella campagna era necessario progettare macchine solide ed efficienti, mentre nel Sumo era più importante la robustezza, la potenza delle armi e la mera forza propulsiva, in Gauntlet, come recita la nota pubblicità, la potenza non è nulla senza il controllo.

    Come in diversi giochi di corse, ad esempio Trackmania, una volta stabilito il proprio record di tempo, sarà possibile riprovare il percorso visualizzando l’ombra del proprio miglior giro per competere con sé stessi in tempo reale. Sfortunatamente in Gauntlet, al momento, sono disponibili solo due percorsi: uno ad ostacoli e uno con nemici.

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    Gauntlet ha due mappe a disposizione: Home Run, in cui bisogna solo correre, e Rolling Thunder, in cui bisogna anche evitare il fuoco nemico. Nella seconda non è necessario combattere i nemici ma una buona dose di capacità evasiva o di resistenza è molto utile per arrivare in fondo del percorso interi. O almeno parzialmente funzionanti.

    Terratech al momento si trova nella sua versione 0.7.2.7, modo elegante e informatico per dire che non si tratta di un prodotto pronto e completo ma di una beta che si sta avvicinando alla release definitiva, prevista – si spera – entro la fine dell’anno. Come tutti i giochi in Early Access, non è una scelta raccomandata per chi vuole tutto e subito, perché Terratech, al di là degli indubbi meriti e della giocabilità immediata, ha ancora molti problemi tra cui un’interfaccia grafica elegante ma a volte poco funzionale, dei requisiti di sistema decisamente alti (dovuti soprattutto alla mancata ottimizzazione, comprensibilmente posticipata verso la release) e una serie di bug più o meno gravi.

    Quello che però c’è, rende Terratech un gioco già decisamente divertente e pieno di cose da fare. La modalità Campagna è un po’ piatta e le missioni non sono entusiasmanti, ma la sfida è alta e la possibilità di creare è enorme e vincolata solo alla fantasia.

    Le modalità Sumo e Gauntlet, poi, aggiungono qualche cosa in più che fa sicuramente piacere e spezza il ritmo e dona maggiore varietà ad un gioco che, tra robot, carri armati, ruspe, elicotteri, razzi e aerei, ha già davvero tanta carne al fuoco.

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    Di sera il sole cala e le ombre si allungano. Si accendono le luci di posizione e i lampeggianti e l'effetto è molto suggestivo. La notte non è troppo scura ma qualche buon faro può aiutare.

    La realizzazione tecnica, se si chiude un occhio sulle richieste abbastanza esose dovute alla già discussa non ottimizzazione del codice, è buona. Partendo da Unity, una piattaforma di sviluppo molto amata dagli sviluppatori indipendenti, gli sviluppatori di Terratech hanno fatto un ottimo lavoro implementando anche la fisica e lo stress meccanico nelle creazioni (ad esempio, in invenzioni poco curate, sarà facile riscontrare stress eccessivo sulle ruote, dovuto ad una distribuzione inefficiente del peso).

    Trattandosi di un gioco in Early Access però, bisogna giudicare quello che c’è e non quello che è stato promesso o si ritiene sarà il risultato finale. Pertanto non mi sento di poter dare più di un ottimo 8,5, riservandomi di ritoccare verso l’alto quando, infine, Terratech verrà rilasciato, soprattutto se, come sembra sia intenzione degli sviluppatori, dovesse essere implementata una modalità multiplayer.

    Buon lavoro, Payload Studios!

    VOTO MMORPGITALIA 8,5/10
     
    #1 xender, 21 Febbraio 2017
    Ultima modifica: 21 Febbraio 2017

Commenti

Discussione in 'MMORPGITALIA RECENSIONI' iniziata da xender, 21 Febbraio 2017.

    1. Raise
      Raise
      Terratech mi ricorda, per via della possibilità di costruirsi il proprio robot con i cubi, il mmo Robocraft.
      @xender se hai giocato anche a Robocraft, sai quali sono le differenze tra i due titoli o chiunque altro ci abbia giocato?
    2. xender
      xender
      Robocraft è incentrato sul pvp. Terratech, al momento, non ha multiplayer e la campagna ruota attorno alla raccolta di risorse, la costruzione e il combattimento pve.
    3. crepuscolo
      crepuscolo
      Come si scaricano i progetti della comunità?

      P.S. grazie alla tua rece ho scoperto questo gioco e mi sto divertendo un sacco :D
    4. xender
      xender
      Da twitter. Devi abilitare l applicazione e poi sfogli i progetti della comunità e li carichi in sumo o gauntlet :)
      Ti sta piacendo?
    5. crepuscolo
      crepuscolo
      Si un sacco. Sono un fan di questo tipo di giochi dove devi costruire, gestire le risorse ecc.

      Ci vedo molto di un gioco che penso abbia rilanciato questo genere: Factorio.

      Dopo di lui sono usciti un sacco di giochi dove ci sono risorse da spostare con i nastri trasportatori, raffinerie ecc. Prima di Factorio esistevano già builder game ovviamente ma lui ha creato un sottogenere di "logistica" dove il problema principale e come gestire le risorse e muoverle.

      TerraTech ha sicuramente una nota "Factoriana" e dei mitici LEGO. Quindi si mi sta piacendo un sacco.
      Devo dire anche che la spinta a provarlo è stato questo tuo articolo. Lo conoscevo già tramite i suggerimenti Steam per l'ovvia affinità con la mia libreria però non mi ci sono mai soffermato.
      Leggendo l'articolo mi sono convinto a comprarlo.

      Ho abilitato twitter ma vorrei usare i progetti altrui nella campagna ma immagino non si possa fare visto che non la citi :(
    6. xender
      xender
      Che io sappia nella campagna non si può.
      Factorio è un gran gioco. Me lo sono comprato da tempo e non fa altro che migliorare. Appena ho tempo faccio un'anteprima :)
    7. crepuscolo
      crepuscolo
      Ho scoperto ora che si può. Vai su Twitter, salvi le immagini .png degli altri giocatori, presumo che il nome debba essere lasciato così perchè sembra un Seed generato dal gioco per poterlo importare, poi il file lo metti nella cartella del gioco. Quando sei in partita puoi comprare la creazione importata dallo shop sempre se hai abbastanza soldi e se possiedi già tutti i tipi di pezzi presenti del progetto.

      Occhio se vuoi provare a mandare tu l'invasione perchè puoi mandare il carro che stai utilizzando ma non ne mandi una "copia" ma proprio quello che stai pilotando te. Quando ho provato non sapevo di sta cosa e ho perso il carro e ovviamente non avevo abbastanza soldi per ricomprarlo.... ahahahah.
      Fortunatamente possiedo un carro da mino che ho usato per rifarmi i soldi per ricomprare il carro da combattimento.
      Chissà chi ha ricevuto la invasione :D
    8. xender
      xender
      Interessante :)

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