The Division - recensione

Il venerdì è il giorno della settimana che segue il giovedì e precede il sabato. In America questo normalissimo momento settimanale successivo al giorno del ringraziamento vede inaugurare il "black friday", che dà il via allo shopping natalizio. The Division ci porta ad affrontare proprio i giorni successivi al venerdì nero, dove un infezione mortale ha sconvolto i ritmi della frenetica città di New York. Il virus getta il caos nella città che ormai al collasso sprofonda in un cupo e distopico mondo fatto di saccheggi e scorrerie, terreno fertile solo per gli scontri tra bande. A contendere il controllo del territorio a questi nemici della civiltà abbiamo le forze JTF, una coalizione di poliziotti soldati e volontari, affiancati dalla "Divisione". Come player indosseremo quindi i panni di un agente "Division", una sorta di collettivo di cellule dormienti richiamati per riportare l'ordine là dove regna l'anarchia.




QUESTO E' PER NEW YORK

Senza saltare a piè pari sui numerosi aspetti peculiari (quanto sulle stesse storture) del gioco in questione, merita un elogio alla banalità la storia. Brevemente: l'ennesima arma letale biologica ultra modificata, sfugge ad un rischioso quanto stupido esperimento su come la stessa riuscirebbe a diffondersi in un ambiente controllato, che verrebbe da aggiungere che tanto controllato non è. Il virus si può considerare un successo perchè non solo è capace di evadere le maglie del salotto scientifico dove viene collaudato, ma si diffonde in tutto il pianeta facendo collassare interi stati e causando miliardi di vittime. Nonostante ciò questo il gioco ci vedrà totalmente localizzati a Manhattan dove l'infestazione ha avuto il primo rilascio. Verrebbe da chiedersi come sia possibile che la razza umana tenti (quando non ci riesce direttamente) l'estinzione generale una volta a weekend giocando a fare "gli Dei scesi in terra" ma questo dovremmo forse chiederlo direttamente al caro Tom Clancy's, l'epicureo autore della trama. Senza fraintendimenti, noi contro lo scrittore di Baltimora non abbiamo nulla, però se potesse evitare di dare costantemente buone idee ai signori terroristi su come annientare l'umanità sarebbe anche meglio. A parte le battute, quello veramente passa in secondo luogo in questo titolo è proprio la narrazione, con personaggi piatti e dalle coscienze stereotipate, indegni di essere persino gli interpreti secondari del più brutto dei topolini (che poi sono tutti fighi). Non li salva infatti la macistica spontanea degli americani nell'affrontare i problemi: sono banali, noiosi, quando ci provano a fare battute non fanno ridere e vederli saltare in aria personalmente ci ha dato grande soddisfazione (scusate ma gli intramezzi animati non skippabili ci hanno fatto trasalire la bile). Detto questo sono comunque funzionali al loro scopo, ovvero farci correre da una parte all'altra della città nello svolgimento delle varie missioni primarie e delle tranquillamente opzionali, side quest secondarie.

DOVEVO VEDERE IL VOLTO DI ARMAGGEDDON

Dimenticheremo facilmente il motivo per cui stiamo giocando certo, vero però che The Division visivamente è davvero ben realizzato. L'ambiente grafico è tutt'altro che lunare: detriti ovunque effetti particellari degni di un film d'azione, veicoli sfondati ricoprono la superficie di quello che è uno scenario ragguardevole degno dei migliori tecno- thriller mai girati dell'universo Tom Clancy's. Se vogliamo discutere poi delle opzioni grafiche a disposizione dell'utente per poter customizzare l'universo degradato attorno a lui, siamo del parere che la versione PC da noi giocata è un capolavoro garantito. La "Cappella SIstina" di tutti gli action game lancia il genere ad un nuovo livello di confronto veramente difficile da eguagliare. Non stiamo scrivendo solamente a riguardo dell'avvenieristico progetto che vede texture e modelli poligonali realistici: è l'insieme degli elementi sia morfologici del territorio, sia atmosferici (pazzesche le nevicate nel mezzo della partita) a modificare in meglio l'intera esperienza. Probabilmente se The Division non avesse potuto contare su di un simile comparto tecnico, oggi non ne staremmo a parlarne in termini così positivi, il divertimento è garantito sopratutto per l'alta spettacolarità con cui sono state unite il dramma della catastrofe, allo spasso di uccidere e girovagare per una New York innevata e post-apocalittica. Ad onor della cronaca dobbiamo dire come abbia risentito in particolare nelle prime settimane di problemi al rendering degli oggetti (apparizioni e improvvise sparizioni di calcinacci spartitraffico ecc..), e di fastidiosi glitch, che più volte ci hanno molestato lasciandoci sprofondare nel più profondo dei sotto-suoli, all'interno di un buco nero dalla quale era impossibile riemergere. Queste tristi complicazioni sono durate fino alla patch 1.1, liberandoci definitivamente di quei fastidiosi momenti che pur senza essere frequenti rovinavano un'immersione fino ad allora totale. Una menzione particolare merita anche l'underworld del gioco. Passeggiare tra le buie e ciclopiche gallerie nelle viscere di Manhattan è fantastico già così com'è senza che esse abbiano una loro utilità, se a questo aggiungiamo le illuminazioni che si alternano tra lo scorrere di enormi rotori nei canali di ventilazione e l'intermittenza inquientante della segnaletica d'emergenza guasta allora siamo all'apoteosi. Il vento si alza e resta quindi di New York solo il simulacro stesso di Manhattan. In un tempo diverso in un luogo diverso quella doveva essere una città, ora è un illusione: il sogno di un armaggeddon biologico che si concretizza tra le strade annientate ed i rottami ricoperti di neve però lascia a bocca aperta. Passiamo alle uniche due note stonate di questo meraviglioso coro angelico che ci ha elevato ad un estasi di spari e copiosi spargimenti di sangue: la prima riguarda il sistema di coperture, funzionale quando si tratta di osservare un panorama, riottoso ed eccessivamente sensibile agli spari quando bisogna inquadrare un avversario nei momenti critici (accusare il fuoco di soppressione ci è sembrato troppo semplice), la seconda è rappresentata dalla davvero eccessiva onerosità in termini d prestazioni hardware. Senza troppi giri di parole, The DIvision è una bestia al galoppo che consuma se spinto ad i suoi massimi anche i sistemi PC più potenti. Noi lo abbiamo giocato su di una potentissima "GTX 980 Ti Kingpin" e questo ci è ovviamente bastato a trastullarci con le opzioni più moderne nei settaggi (oltretutto amplificate da un ottimo supporto iNvidia). Non significa che tutti abbiano a disposizione simili gioiellini per il proprio portafoglio, molti non riusciranno a sbalordirsi infatti dell'estetica ultra-rifatta di questo gioco proprio proprio perchè bisognerà che il team di sviluppo riesca a MIGLIORARNE le capacità di funzionare anche sulle macchine casalinghe meno potenti. Se questo giorno arriverà a ciò potremo ritenerci pienamente soddisfatti in tal senso.




KISS KISS BANG BANG

E' il momento di tornare con i piedi per terra e se finora abbiamo volato raccontando le enormi capacità di un platform che ha fatto delle qualità grafiche uno dei suoi punti forti, per quanto riguarda il gameplay di nervi tesi ne abbiamo un po'. Al di fuori di ogni dubbio possiamo dire che siamo di fronte (o di spalle), ad un third player shooter con un sistema di coperture organizzato, eppure è proprio adesso che arriviamo alla loffa... tolte le prime ore di gioco in cui il player si gratifica nel cercare nuovi attrezzi del mestiere da aggiungere alla sua collezione (il solito arsenale arcinoto che si divide tra pistole, fucili d'assalto, armi automatiche leggere, sniper ecc..) rimaniamo piuttosto delusi. Quando si tratta di stupire con dei fantasiosi gadget Sci-Fi come la torretta automatica schierabile e le sticky bomb per chi gradisce le skill ingegnere andiamo bene, se volessimo mai andare oltre fantasticando su armi energetiche, raggi laser e quant'altro naufraghiamo in un mare in cui "navigar ci è noto". Per quanto riguarda la durezza della giocabilità questa come era normale pensare non è scalabile, ma cresce nel tempo e tiene botta con una difficoltà proporzionale crescente che gestirà il coefficiente di complessità: dalla campagna alle missioni secondarie (queste ultime sono tutte uguali di volta in volta appariranno sulla mappa segnalate da delle apertura grafiche stile pop-up). Non è tutto qui e comunque sia i giusti innesti per poter andare avanti vengono comunque offerti ai player smaniosi di poter ottenere equipaggiamenti migliori. Spesso mentre giocherete i nemici sconfitti lasceranno dietro di se il loot che verrà indicato per la rarità nei colori bianco, verde, viola ecc.. utili a evidenziarne la preziosità e la relativa performance in battaglia. E' così che guidati dal bisogno di cacciare i nemici, affronteremo le varie missioni e side quest avanzando nel grado e nelle statistiche personali, in grado di farci accedere, a dirla tutta, non troppo originali abilità. Il trittico di "Skills" "talent" "perk" caratterizza la trama dell'azione e viene progressivamente inanellato nell'impianto di gioco attraverso lo sviluppo del personaggio. Le "skills" sono degli strumenti/poteri ricaricabili, possono essere selezionati nel menù in qualsiasi momento e non richiedono punti per essere sbloccate. I "talents" sono bonus attivi, ottenuti tramite il soddisfacimento di certe condizioni (esempio il "salvataggio critico" un talento che ricorre se abbiamo la salute bassa e ci permette di infliggere più danni).Per ultimi abbiamo i "perk" che sono i classici buff, dei particolari potenziamenti passivi che rimangono fino a che restano selezionati. Ognuna delle citate abilità è collegata alla base della JTF dove in tre settori separati potremo potenziare i rami di conoscenza principali: "Medical" "Tech" e "Security". tener conto del proprio quartier generale è fondamentale per poter progredire nel gioco essendo essi i luoghi di ricerca all'interno del quale avremo le chiavi per ottenere nuove capacità; ovvio che non possiamo sviluppare ciascuna di queste istantaneamente: per trovare il nostro stile personale dobbiamo sperimentare collezionando punti esperienza e materiali di recupero. Ad ogni avanzamento questi centri cresceranno oltre che nel supporto che potranno offrirci anche nella sofisticatezza tecnologica a loro disposizione, modernizzandosi. Entrare in guerra con il set giusto può fare la differenza pesantemente sia sulla performance che sul divertimento: i nostri gingilli al momento giusto possono fare sempre la differenza in maniera inaspettatamente strategica. Se gli incursori offrono copertura quando ci occorre, i dottori sparano dardi in grado di curare tutta la squadra a distanza e gli ingegneri sono in grado di lasciare dietro di se delle speciali granate che gravitano attorno il nemico per poi esplodere proprio dietro le loro postazioni! In apparenza potrebbe sembrare che The Division abbia quindi un sistema di classi divise tra combattimento e logistica, ma non è così. La libertà lasciata dagli sviluppatori ci consente di creare degli utili ibridi tra "dottori che combattono" e "ingegneri assaltatori". Ciò che resta a dividere quindi il player dall'obiettivo di end-game è quindi uno solo: i bot nemici. Il sistema di coperture dovrebbe rendere ogni esperienza tattica e l'azione di gioco ponderata (una raffica concentrata e precisa è tranquillamente in grado di freddarci), vero, eppure gli NPC non fanno nulla per complicarci la vita nonostante spesso siano in numero soverchiante. Gli scontri sono identici gli uni agli altri e eccezion fatta per i demenziali "bruiser", una sorta di picchiatori armati di mazza da baseball, nulla di sconvolgente ci viene contro. Certo i boss nemici amplificano la longevità dello scontro ma non di certo ne aumentano l'azione. Eccezion fatta su come non siamo gli unici agenti ma come anche altri lavorino per la concorrenza e contro di noi (i membri corrotti della "LMB" sono capaci di hackerare i nostri dispositivi elettronici), non aspettatevi di trovare in the division qualcosa che vada oltre una guerra di trincea in cui accovacciarsi e correre da un riparo all'altro sia diverso da quanto fatto ad esempio in Gears of War. Non importa quale fazione incontrerete; ogni volta che entrerete in contatto con un gruppo nemico saprete subito chi state per affrontare; Ogni coalizione ha esattamente gli stessi ruoli al suo interno, ognuno caratterizzato stilisticamente in maniera dettagliata eppure sono comunque facili da identificare. Se affrontare in tranquilla solitudine la campagna principale contro rivoltosi, fanatici purificatori, evasi di galera o i temibili membri del "Last Man Battalion" non è abbastanza per voi (per noi non di certo!) eccoci assieme a degli alleati umani nella chiacchierata co-op.

NON CI GIOCO PIU' CON TE

Nella sostanza estrinsecare questa modalità è molto semplice: possiamo decidere di fare matchmaking alla ricerca di persone in giro per il mondo come noi vogliose di iniziare una quest in particolare, oppure invitare i nostri amici. Le uniche meritevoli di essere giocate sono le missioni legate alla campagna principale. Giocare in compagnia tra ambasciate diroccate, tunnel di transito ormai inutilizzati o ingaggiare lunghi scontri a fuoco di fronte la celebre Grand Central Station è senza dubbio impressionante, eppure l'impressione di stare lì per grindare specialmente quando ci occorre affrontare in più di un'occasione lo stesso scenario con lo scopo di sbloccarne il successivo è abbastanza frequente. Per essere chiari: The division non è di certo lungo in virtù del fatto che maciniamo tonnellate di bot ma per via dei suoi contenuti social. La cooperazione tra individui non è affatto richiesta (anzi a volte è controproducente) e le uniche circostanze oltre quelle descritte che ci vedranno amichevolmente intrattenerci con altri player sono all'interno degli HUB per scambiare e creare party. Avanzare di livello, rientrare nell'atmosfera insalubre di una metropoli terrorizzata scorrazzando allegri con i propri amici eppure, non rende il titolo solo uno sparatutto ma il tentativo di impostare un nuovo linguaggio da parte di questo multiforme open-world. Sarà strano , ma come l'ellittica orbita di un pianeta non si arresta una volta compiuta la sua rivoluzione, il nostro viaggio non finisce qui; The division salva il suo voto in recensione con quella che è la sua perla "nera", che più che essere una modalità inedita rappresenta il "concept" futuro che sparge uno stile che è destinato ad essere imitato. La Dark Zone...



"POCHI NE ENTRANO MA ANCORA MENO SONO COLORO CHE NE TORNANO"

La Dark Zone è il miraggio distorto da un vento freddo che proviene dall'Atlantico, è la regione del nulla in cui l'unica vincitrice è la contaminazione, è il luogo in cui gli elementi giocano a osservare come satelliti nello spazio gli agenti di mezzo mondo sfidarsi, tradirsi e perdere... tutti o quasi. E' la rappresentazione di quel viaggio all'inferno che i giocatori hanno sempre desiderato. Che tu sia solo od in compagnia non fa differenza: se sei arrivato qui o ti sei perso, oppure per il tuo macabro divertimento hai deciso di infiltrarti in cerca del miglior loot esistente di tutto il lunario. Addentrarsi in questo posto di teschi non è facile, occorre essere del livello minimo richiesto e poi attraversare uno dei vari varchi presenti (sono illuminati di viola sulla mappa), in alternativa a questi è possibile fare parkour lungo i tetti e poi scendere consapevoli che non saranno accessibili per tornare da dove si viene. Prima di essere dentro verrete affrancati in uno spazio neutrale in cui effettuare rifornimento e acquistare gli ultimi oggetti utili al massacro da un venditore che si adeguerà in base al vostro livello (l'unica valuta accettata presso di esso è una speciale moneta guadagnabile esclusivamente nella zona nera). Sorpassata questa stanza siete all'interno di una delle zone più feroci per l'habitat umano, popolata da improbabili quanto letali bot nemici e dai temibili agenti rogue. Essendo una zona PVP dove chiunque può accedervi per combattere contro tutti, occorre essere chiari: creare una coalizione di amici è consigliatissimo, e a patto che siate in 4 e tutti nello stesso "tier", potrete accedervi come squadra. Entrerete in una anarchica bolgia dove un lago di sangue vi aspetta. Chiunque può essere aggredito da chiunque altro, e se entrarvi è facile, è l'uscita che rappresenta l'ostacolo maggiore. Non vi è altra maniera una volta ottenuto del "Dark Zone equipments" che essere estratti da un elicottero. Tra l'emissione di un bollente red flare in aria e l'attesa dell'elicottero passeranno pochi ma interminabili minuti in cui dovrete vedervela con ondate di nemici, e dagli agenti "rogue" (evidenziati con un teschio bianco, sono i giocatori che hanno aggredito altri player e non possono in tale condizione lasciare la zona nera prima dell'estinzione del termine temporale di tale condizione). Da qualsiasi luogo del quartiere verrà segnalata la vostra voglia di evadere con del prezioso loot. Possiamo garantirvi che seguiranno degli attimi di assedio frenetico, in cui voi e i vostri compagni sarete messi, un'agguato dopo l'altro, sotto il torchio incessante delle armi da tiro.. Avrete un solo comandamento: non morire! Ne caso in cui ciò avvenisse perderete parte dei gradi acquisiti nella Dark Zone (qui proseguirete con un livello a parte rispetto a quello conseguito nel resto del gioco), i suoi crediti ed il loot conquistato. La Dark Zone è un gioco a parte: terribile e bellissima allo stesso tempo, ci ha caricato come poche altre avventure prima d'ora. Essa è una vera arena ma non sopperisce ad essa ed in quanto tale non potrete sfidarvi con altre squadre di agenti "conosciuti". Non sceglierete infatti i vostri avversari, sarà il terreno di scontro che lo farà per voi almeno in tale versione del prodotto. Questa potrebbe essere vista quasi come una linea politica di casa Ubisoft che vuole spezzare una dualità tra FPS e competizione in senso stretto, che fino ad oggi era sembrata sacra ed intoccabile.

CONCLUSIONI

C'è molto da dire e siamo sicuri The DIvision lascerà ancora molto parlare di se in futuro, eppure non possiamo non definirci entusiasti di un'esperienza completa che ci lascia sedotti specialmente se inquadrata nell'ottica della Dark Zone, in cui i nostri cuori battevano ritmi all'unisono dei percussori delle armi automatiche. Il nostro voto non sconfina oltre la media internazionalizzata di Metacritic, considerando che tiene conto del prezzo, alto ma giusto, e che invece in maniera miope esclude i contenuti "First incursion" rilasciati gratuitamente il giorno 12 aprile (cosa che tratteremo in un articolo ad HOC più avanti).

VOTO MMORPGITALIA 8
 
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Commenti

Siamo oggettivi, il gioco, se cosi vogliamo chiamarlo, fa pena. Ubisoft mantiene la sua reputazione di casa editrice di ambienti 3d, e non di videogiochi. Ci ho giocato solo perchè nvidia me lo ha regalato con la scheda video, e devo dire che una roba più ripetitiva e banale non la provavo da tempo.
 
Siamo oggettivi, il gioco, se cosi vogliamo chiamarlo, fa pena. Ubisoft mantiene la sua reputazione di casa editrice di ambienti 3d, e non di videogiochi. Ci ho giocato solo perchè nvidia me lo ha regalato con la scheda video, e devo dire che una roba più ripetitiva e banale non la provavo da tempo.
CONCORDO IN PIENO
 
Beh dai non possiamo dire che anche i bug siano ripetitivi, uno ogni settimana :asd:
Ero pure convinto che fossero appannaggio della versione PC, ma a quanto leggo alcuni girano anche su console...
 
Ah guarda... ho provato la beta e testandolo mi sono deciso a non comprarlo. Ringrazio Ubisoft tutti i giorni per avermi permesso di non spenderci 60 euro sopra.

A parte gli scherzi... a me i giochi ripetitivi stancano, soprattutto se non ho un gruppo nutrito di amici con cui giocare. 1 amico l'ha comprato, l'ha giocato 2 settimane (e per quelle due settimane ovviamente era per lui "il gioco piu' bello della storia videoludica") poi ha smesso.

Per quanto ho visto e letto non merita i miei soldi, ma se proprio arriverò da qui a breve ad un periodo di calma piatta un pensierino ce lo faro'.
 
Giocato un intero mese con passione...
Veramente ti appassiona per un mese. Ma una volta visto un po' tutto... noia.

Sai qual'e' il piu' grande difetto di questi giochi? che dipendono dall'abilità del personaggio piu' che dall'abilità del giocatore. Cioe' all'inizio è fico.. hai un fucile di precisione.. colpisci alla testa... kill.
Nell'endgame per abbattere un elite devi sparargli alla testa almeno 15-20 volte.. rendendo irrealistico l'intero gioco. e tutto dipende da quanto è potente la tua arma.

Headshot significa muori porca zozza!
 
Headshot significa muori porca zozza!
Se il gioco volesse essere un FPS realistico avresti ragione, ma non è quello che il gioco è o vuole essere. Già il fatto di essere un TPS dovrebbe far capire che non cerca il realismo poi il fatto di avere numeretti tipo DPS, item level ecc lo porta a essere più verso una specie di RPG cooperativo online o una specie di Diablo TPS. Se preso in quest'ottica e giocato senza perderci le giornate sopra, magari in gruppo di amici, è divertente, la ricostruzione della città è stupenda e ben fatta, le missioni sono impegnative al punto giusto e il feeling del combattimento è quello giusto per un TPS a coperture. E se a uno interessa il PvP la zona nera come meccanismi non è male, anche se dovrebbero suddividere ancora di più e meglio in base all'equip e ovviamente fixare vari cheat che i poveri imbecilli che si credono fighi usano per poter avere i loro 5 minuti di gloria in un giochino online dato che probabilmente nella vita non hanno altre soddisfazioni
 
Blando come sparatutto in terza, blando come RPG, basato su farm e loot ma sono incredibilmente riusciti a rendere quello stesso loot poco interessante (sai le seghe che ci si tira sui cappellini), ripetitivo, estremamente facile e poco tattico, pieno di bug, trama da cartone animato polacco disegnato sbattendo l'uccello sulla tavoletta grafica, armi tutte uguali che non restituiscono nessun feedback al giocatore, nemici tutti uguali, IA pessima e sicuramente non impegnativa per il giocatore, la DZ è ampiamente e facilmente migliorabile per meccaniche ma gliene sbatte cazzi di farlo (forse in qualche DLC), nessun interesse a fare prevenzione sui cheaters (che in giochi del genere ci sono sempre ma c'è una sottile differenza tra il cercare di arginare la cosa e sbattersene le balle come hanno fatto loro) e altra roba che ora non mi viene in mente.
Si salva l'ambientazione e la grafica piacevole, ovviamente fixati i glitch grafici da realtà che collassa su se stessa.

Altra marchetta firmata Ubifail: per loro basta appiccicarci sopra Tom Clancy ed il giocone è fatto, immagino che il povero vecchio stia ballando la lambada nella tomba per come lo stanno spremendo.
Che poi i polli abbocchino non stupisce nessuno, è una storia vecchia che non merita menzione.

Ricapitolando: classico giochillo da provare a tempo perso o per quelli che sono convinti di avere dentro un piccolo soldatino e poi si cagano sotto a correre in casa con le forbici in mano.
Non discuto il divertimento che in compagnia sono sicuro che si possa avere ma le vostre risate non sono una feature del prodotto e se ci si limita ad analizzare solo quest'ultimo è e rimane una cagata disumana.

Questi non riescono neanche più ad imbroccare un Assassin's Creed decente, pensa che cazzo ne sanno loro di simil-MMO o titoli dalla natura persistente.
Comunque il suo sfacelo di vendite l'ha fatto, l' achievement *Spaghettata di Cazzi in Faccia* l'avete sbloccato ancora una volta.

Long Live the Best Story Mode Final Boss: l'elicottero che staziona lassù nel cielo, che non fa praticamente nulla per non prendere i forse 3 mesi di caricatori continui che dovrete sparargli addosso per segarlo.
Quando la mestizia non solo ti precede ma ti apre anche la porta prima che entri.

Io dico un generoso 5/10 perchè ad Ubisoft qualche spiraglio puoi pure lasciarglielo, povere bestie ferite.
 
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Hahahahah grandissimo commento, esattamente come la penso io, è uno dei titoli più piatti e insipidi che abbia visto ultimamente, sotto tutti i punti di vista.
Non entusiasma in nulla, non ci sono delle vere classi con dei ruoli più o meno definiti, le armi sembrano dei "superliquidator genera-numerini", i boss e in generale gli elite sono di un piattume assurdo.
A dare 8/10 a questo aborto ci vuole veramente coraggio, uno sputo in faccia ai primi cari e vecchi tom clancy ghost recon.
 
vi siete scordati di dire che è quasi tutto client side con pochissimi check lato server e un anticheat che fa ridere i polli (il fairfight), roba da impiccagione nel 2016.

 
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vi siete scordati di dire che è quasi tutto client side con pochissimi check lato server e un anticheat che fa ridere i polli (il fairfight), roba da impiccagione nel 2016.
Cavolo è vero.. mi ricordo quando in gioco trovai un pallone e chiesi al mio compagno di team di farci 2 passaggi... ma entrambi vedevano solo il proprio pallone lato client.

Comunque non sono d'accordo con tutte le opinioni sopra esposte. il gioco non è piattissimo.. anzi la trama è ricca. Andando in giro ad esplorare ascoltando tutte le conversazioni telefoniche e i rapporti, si scoprono un sacco di ministorie legate a questa apocalisse. certo non hanno impatti sul gameplay.. ma sono comunque contenuti.
Il gioco è bello... ma per 4 settimane secondo me.Anche con un team di amici con i quali giocare un'oretta la sera. Dopo l'ennesima missione ripetibile, va a noia.
Ti fai un culo per farti l'equip full giallo... le missioni molto difficili diventano delle run senza senso... in zona nera ti diverti solo se non becchi il team di cheater che ti spara con armi da 1milione di dps o che non crepa neanche se gli svuoti 3 fucili addosso in parallelo... e ti passa la voglia.
 
Blando come sparatutto in terza, blando come RPG, basato su farm e loot ma sono incredibilmente riusciti a rendere quello stesso loot poco interessante (sai le seghe che ci si tira sui cappellini), ripetitivo, estremamente facile e poco tattico, pieno di bug, trama da cartone animato polacco disegnato sbattendo l'uccello sulla tavoletta grafica, armi tutte uguali che non restituiscono nessun feedback al giocatore, nemici tutti uguali, IA pessima e sicuramente non impegnativa per il giocatore, la DZ è ampiamente e facilmente migliorabile per meccaniche ma gliene sbatte cazzi di farlo (forse in qualche DLC), nessun interesse a fare prevenzione sui cheaters (che in giochi del genere ci sono sempre ma c'è una sottile differenza tra il cercare di arginare la cosa e sbattersene le balle come hanno fatto loro) e altra roba che ora non mi viene in mente.
Si salva l'ambientazione e la grafica piacevole, ovviamente fixati i glitch grafici da realtà che collassa su se stessa.

Altra marchetta firmata Ubifail: per loro basta appiccicarci sopra Tom Clancy ed il giocone è fatto, immagino che il povero vecchio stia ballando la lambada nella tomba per come lo stanno spremendo.
Che poi i polli abbocchino non stupisce nessuno, è una storia vecchia che non merita menzione.

Ricapitolando: classico giochillo da provare a tempo perso o per quelli che sono convinti di avere dentro un piccolo soldatino e poi si cagano sotto a correre in casa con le forbici in mano.
Non discuto il divertimento che in compagnia sono sicuro che si possa avere ma le vostre risate non sono una feature del prodotto e se ci si limita ad analizzare solo quest'ultimo è e rimane una cagata disumana.

Questi non riescono neanche più ad imbroccare un Assassin's Creed decente, pensa che cazzo ne sanno loro di simil-MMO o titoli dalla natura persistente.
Comunque il suo sfacelo di vendite l'ha fatto, l' achievement *Spaghettata di Cazzi in Faccia* l'avete sbloccato ancora una volta.

Long Live the Best Story Mode Final Boss: l'elicottero che staziona lassù nel cielo, che non fa praticamente nulla per non prendere i forse 3 mesi di caricatori continui che dovrete sparargli addosso per segarlo.
Quando la mestizia non solo ti precede ma ti apre anche la porta prima che entri.

Io dico un generoso 5/10 perchè ad Ubisoft qualche spiraglio puoi pure lasciarglielo, povere bestie ferite.
this

(ho giocato le beta e da pochi giorni l'ho installato in quanto un mio caro amico, che lo ha, ha comprato gtx970 ed era in regalo e me l'ha passato.)
Purtroppo non vedrò MAI un degno erede di Quake Arena (nonostante la sua ancora attiva presenza su steam in f2p) anche se con The Division & C. ci azzecca poco.
Sembrano fatti con stampi di gesso ormai i giochi, prodotti quasi in serie e uno quasi uguale all'altro, relativamente ad ogni genere.
 
va beh ma che pretendete .... è un gioco nato per console. Mi stupisce ache abbia avuto cosi tanto seguito anche su pc.
si ma il punto è che l'engine e netcode sono merda liquida sia su console che su pc, l'unico motivo per cui sull'altro fronte girano meno cheaters è per via delle difficoltà di accesso ai dati console, e infatti i tordi consolari che si vantano della loro versione mi fanno ridere.
 
In realtà basterebbe dividere la Zona Nera in PvP abilitato e PvP non abilitato, che queste lamentele hanno senso solo in PvP. O dividere ancora in più tier in base all'equip (e senza poter barare tipo cambio equip una volta dentro la ZN). Certo i problemi i bug e gli exploit andrebbero risolti, ma per chi gioca solo PvE non sono un problema.
 
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