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By xender on 9 Marzo 2017 alle 19:35
  1. xender

    xender Super Postatore

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    Inizialmente noto come Das Tal, The Exiled è l’esordio della piccola software house tedesca Fairytale Distillery, fondata da Alexander Zacherl e Sebastian Dorda a Monaco. Con un pugno di collaboratori, amici e freelance, Zacherl e Dorda sono riusciti ad ottenere luce verde su Steam Greenlight il 6 novembre per poi lanciare ufficialmente l’Early Access del loro gioco lo scorso 23 febbraio.

    The exile è, secondo i suoi stessi sviluppatori, un MMORPG sandbox progettato per i fan del PVP, in cui l’abilità dei giocatori conta più dell’equipaggiamento, il gameplay più del grinding e il pay-to-win è vietato. Sulla carta, queste caratteristiche potrebbero trasformarlo in un titolo vincente e interessante, un nuovo piccolo gioiello dell’industria indipendente.

    La prima cosa che salta all’occhio è l’onestà e il coraggio degli sviluppatori che, con una mossa per certi versi azzardata, hanno deciso di dare a tutti la possibilità di provare il gioco, sin dalla prima fase di Early Access, senza alcun limite oltre a quello dei 7 giorni di durata della trial. Si tratta di una mossa poco frequente e che la dice lunga sulla passione di questo piccolo staff che, con grande serenità, mette i giocatori nella posizione di poter provare il prodotto nella propria interezza prima di procedere con l’eventuale acquisto.

    Anche il prezzo è tutto sommato contenuto. Il pacchetto base, comprendente tutto quello che serve per poter giocare, costa 19,99 € e consente l’accesso illimitato al gioco, che pertanto rientra nella categoria dei titoli online Buy-to-Play, in quanto non è infatti previsto alcun costo mensile per poter giocare dopo l’acquisto iniziale. Sono previsti inoltre due pacchetti, da 36,99 € e 73,99 € che aggiungono esclusivamente privilegi estetici in gioco e nel forum ufficiale.

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    Evento PVE di tipo "meteorite". Quando si attiva l'evento (premendo la barra spaziatrice) parte un conto alla rovescia lungo cinque minuti durante i quali batterie di uova spawnano nei pressi del cratere. Ogni uovo va distrutto prima che si dischiuda e la creatura generata vada a danneggiare il cratere. Alla fine dei cinque minuti il controllore del cratere (leggi: chi c'è stato vicino più tempo alla fine del conteggio) può impossessarsi dei materiali. Gli altri possono ucciderlo e depredarlo. Cosa che succede spesso.

    La strategia della Fairtale Distillery è quindi basata sul what you see is what you get, quel che vedi (e che puoi provare) è proprio quello che otterrai con l’acquisto, incoraggiando i giocatori a spendere di più per sostenere il progetto piuttosto che per avere vantaggi su alleati e avversari.

    Ma funzionerà?

    L’intero gioco ruota attorno all’interazione con gli altri giocatori. Dopo un breve tutorial, che per altro spiega bene come interagire con il mondo di gioco, il sistema di controllo del personaggio basato su mouse e tastiera (WASD per spostare l’avatar, hotkey per le abilità e mouse per muovere il puntatore) ma lascia un po’ a desiderare per quanto riguarda le meccaniche e lo sviluppo del personaggio, i player sono subito lanciati nel mondo di gioco. E qui iniziano i primi problemi.
    Prima di ogni altra cosa, il giocatore deve scegliere il server su cui giocare. Esistono quattro server in totale (due in Europa, uno negli Stati Uniti e uno in Cina) e il numero massimo di personaggi dipenderà dal pacchetto acquistato: 1 per trial o prodotto base, 2 o 3 per le offerte più costose.

    In realtà, il limite è tutt’altro che stringente in quanto ogni personaggio - e questo si scopre quasi subito, durante il breve tutorial - può imparare a fare un po’ di tutto. La scelta iniziale di arma e armatura determina solo le prime abilità conosciute ma, al progredire del livello, legato come di consueto all’esperienza, diviene possibile apprendere abilità anche di altre armi e armature. Gli unici limiti sono il numero di abilità totali memorizzabili (legato al livello) e l’utilizzo delle sole abilità legate all’equipaggiamento utilizzato al momento.

    Così, ogni arma o armatura consente l’utilizzo di abilità specifiche, sbloccate alla creazione del gioco (per l’arma o l’armatura scelta inizialmente) o in seguito, tramite il reperimento di apposite pergamene e l’utilizzo delle stesse nei vari edifici di addestramento sparsi per le mappe. Ogni abilità può poi essere incrementata, sempre nei centri di addestramento, ma l’aumento è tutto sommato modesto e comunque limitato a sua volta dal livello del personaggio, che determina il numero massimo di livelli di upgrade per ogni abilità appresa.

    Il progredire dei livelli di esperienza, in definitiva, non aumentando caratteristiche come punti vita o energia, determina solo il numero di abilità disponibili complessivamente e il livello di upgrade massimo delle stesse.

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    Evento PVE "la carovana". Qui si può vedere all'opera la carovana, accompagnata da due membri di un clan, e la stupidità di certi giocatori, sfortunatamente italiani, che hanno deciso di dare un nome blasfemo al proprio clan. La via era sbarrata da alcune installazioni di un altro clan ma, fortunatamente per gli accompagnatori della carovana, gli avversari erano offline. Si noti che la UI (in alto a destra) mi stava ricordando la possibilità di attaccare la carovana nemica, missione decisamente suicida vista la superiorità numerica e di equipaggiamento delle due guardie blasfeme.

    Scelto l’equipaggiamento, il giocatore è scaraventato subito nella mappa di gioco, in un avamposto di livello base, dotato quindi di centro di edifici con limitate capacità di addestramento e costruzione. L’impatto è, in genere, devastante perché sin dal primo minuto di gioco, è subito chiara la vocazione di The Exiled per un PVP senza limiti, direi addirittura brutale.

    Ogni personaggio può essere attaccato in qualsiasi momento e in ogni luogo. Non ci sono aree protette, non c’è uno status “principiante”, non ci sono guardie e nessun altro genere di tutela. Chiunque può essere bersaglio, cacciatore e preda allo stesso momento, e in caso di sconfitta, tutto può essere depredato.

    Per questi motivi, il gioco in The Exile diventa spesso una sorta di Royal Rumble in cui tutti combattono contro tutti e nemmeno l’appartenere alla stessa gilda o party mette al sicuro dal fuoco amico. Incantesimi, colpi di spada, attacchi ad area o frecce d’arco colpiscono indiscriminatamente amici e nemici, avversari, compagni e semplici passanti sfortunati, facendo in modo tale che in The Exile non sia mai possibile annoiarsi e ci sia sempre qualche cosa da fare, qualcuno da inseguire o qualcuno da cui fuggire.

    Il gameplay, in sostanza, ruota attorno al PVE in eventi casuali necessari per reperire le risorse per il crafting, il grinding di NPC e mostri per recuperare esperienza, abilità aggiuntive da imparare e altri materiali necessari per il crafting e tanto, tantissimo PVP per difendersi, attaccare, conquistare e distruggere.

    In The Exiled si può quindi decidere di farmare risorse o lasciare che siano gli altri giocatori a completare gli eventi PVE per sconfiggerli velocemente e impossessarsi del bottino. Ogni via è lecita, ogni strategia è permessa.

    Visto che la progressione dei personaggi è scarsamente legata all’esperienza e il miglioramento delle abilità permette incrementi marginali di potenza, l’ultimo modo rimanente per potenziare il proprio personaggio è quello di migliorarne l’equipaggiamento.

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    L'erba alta fornisce invisibilità, a patto di rimanere fermi. Un grande cespuglio vicino ad una via trafficata è un buon posto per tendere un'imboscata. L'unico problema è che i server sono poco frequentati e l'attesa rischia di essere molto lunga.

    Sparsi per la mappa di gioco, ci sono degli edifici che consentono di craftare versioni migliorate delle armi base, al costo delle risorse necessarie per la costruzione. Durante la fase di crafting sarà possibile scegliere di personalizzare l’oggetto, migliorandone alcune caratteristiche, con i relativi bonus sul personaggio, a discapito di altri parametri che dovranno essere diminuiti in proporzione. Il bilancio di bonus e malus sulle caratteristiche di ogni oggetto deve infatti essere pari a zero, costringendo i giocatori a decidere se sacrificare il bonus sulla vita, per esempio, per avere più velocità, o viceversa.

    Gli oggetti dei livelli avanzati forniscono effettivamente degli ottimi bonus rispetto a quelli ottenibili con l’aumento dei livelli delle abilità. Lo scotto da pagare è però che in The Exiled vige la legge del full-loot, ossia ogni cosa può essere depredata dal corpo inerme del giocatore sconfitto: anche le armi e le armature costruite con tante ore di sacrifici o ladrocinii ai danni degli altri giocatori.
    Oggetti più potenti avranno maggiori possibilità di essere droppati alla sconfitta e di finire quindi nelle mani del proprio carnefice, mentre gli oggetti base, o di basso livello, avranno probabilità bassissime (dell’ordine del 2%) di passare di mano al nemico.

    Insomma in The Exiled, i dev hanno deciso di consentire una leggera e difficile progressione dei personaggi tramite l’acquisizione di skill avanzate, che costituiscono un patrimonio permanente e non cedibile del proprio avatar e, parallelamente, di rendere in proporzione molto più potente l’equipaggiamento. Considerando che quest’ultimo, a differenza delle skill, può essere sottratto al non sempre legittimo proprietario, si ha un quadro completo del gioco che gli sviluppatori di Fairytale Distillery hanno deciso di creare.

    In tutto questo, lo staff di Zacherl e Dorda si è prodigato nel creare un mondo in costante mutamento, in cui le mappe stesse, se non protette dai giocatori completando eventi PVE e donando risorse, sono soggette a continui attacchi esterni con la possibilità che “il mondo venga distrutto” e la mappa chiusa e rigenerata. Anche nel caso in cui i giocatori riescano - e non è per nulla semplice di fronte a quantità sempre crescenti di risorse necessarie per evitarne la distruzione - a mantenere vivo il proprio mondo, il gioco di The Exiled è stato creato per cicli di vita della durata di 28 giorni, al termine dei quali, in ogni caso, giunge l’inevitabile wipe.

    L’unica cosa che si salva, ed ha comunque solo un risvolto estetico, è la fama, conseguita tramite il raggiungimento di obiettivi e il completamento di missioni e infine trasferita all’account del giocatore.

    Ed ecco quindi presentato The Exiled: un gioco in cui il PVP è totale e persino brutale, il ganking all’ordine del giorno e la legge del più forte l’unica che valga qualche cosa. Non è un gioco per singoli, anche se, lo ammetto, tra momenti di sconforto per i ripetuti gank da parte di gruppi, ho potuto conseguire anche piacevoli esperienze di gioco in solitario, difendendo altri singoli attaccati a tradimento, dando man forte ai più deboli o concedendomi appaganti, anche se fugaci, vendette su chi mi aveva precedentemente attaccato.

    The Exiled incoraggia il combattimento tra gruppi organizzati, complicando lo scontro con il fuoco amico e una quantità notevole di combinazioni di armi, armature e abilità che però, a volte, si fa fatica a distinguere e riconoscere.

    La vera sfortuna di questo gioco, mi duole dirlo vista la buona volontà e la serietà degli sviluppatori, è che il progetto - forse - si è rivelato troppo ambizioso per i mezzi a disposizione. La grafica è scialba e poco ispirata anche per un titolo indipendente ma fa comunque il proprio dovere. L’audio è insignificante, con effetti sonori poco interessanti, a tratti fastidiosi, e che, in comunione con gli effetti visivi, sono scarsamente indicativi e utili per distinguere tra loro abilità e incantesimi.
    I server, inizialmente presi d’assalto dal pubblico entusiasta della trial di 7 giorni, hanno avuto qualche difficoltà a gestire la popolazione assai numerosa e hanno avuto una performance mediocre, con tanto lag che ha peggiorato l’esperienza di gioco dei primi giorni. Successivamente, al forte calare del pubblico, l’infrastruttura ha ovviamente iniziato a funzionare meglio. Ma, essendo The Exiled un gioco multiplayer con vocazioni al MOO, il calo della popolazione ha innescato un processo autoalimentato di declino demografico.

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    La UI in tutta la sua semplicità. L'inventario è ridotto a due slot: arma e armatura. Nell'inventario è possibile vedere alcune abilità droppate da mostri e NPC e un oggetto di nome XP che può essere utilizzato per conseguire velocemente esperienza (e salire di livello) o per craftare. I requisiti in genere sono esosi: pochi materiali e tanta XP, con la differenza che ogni mostro droppa XP mentre i materiali sono reperibili solo negli eventi come crateri, carcasse di animali etc. Nella schermata della ladder delle gilde è possibile nuovamente ammirare la stupidità di certi giocatori italiani.

    Oggi, a sole due settimane dal lancio, The Exiled è un gioco con buone idee, una realizzazione tutto sommato migliorabile ma non inadeguata, ma che soffre del peggior problema possibile per un MOO, ossia la desertificazione.

    I tre server, negli orari di punta, raggiungono a malapena i cinquanta giocatori connessi contemporaneamente. Anche considerando che le mappe non sono enormi, incontrare altri giocatori è divenuto infrequente e il PVP, che è alla base del gameplay di The Exiled, in simili circostanze non può essere gratificante. L’abbandono da parte della prima “generazione” di giocatori della trial di 7 giorni ha fatto venire meno la popolazione minima necessaria perché il gioco fosse divertente e, nonostante The Exiled sia ancora accessibile in modalità trial, sempre meno giocatori lo provano e, di questi, pochissimi restano perché oltre al PVP, nel gioco della Fairytale Distillery c’è poco altro da fare.

    In conclusione, giudicare The Exiled è veramente difficile. Il coraggio degli sviluppatori, la loro onestà e la correttezza meriterebbero molto di più. Sfortunatamente, allo stato attuale, il gioco soffre di alcuni problemi che sono sicuramente risolvibili e sui quali gli sviluppatori sono certamente al lavoro ma, allo stesso tempo, la rara popolazione in continuo declino rende il titolo ingiocabile.
    Augurandomi che in futuro i dev riescano a introdurre gli aggiustamenti necessari per migliorare il gioco e infondere nuovamente vita nei server, consiglio a tutti quelli che sono incuriositi da The Exiled di attendere speranzosi ed eventualmente provare, rigorosamente in compagnia dei propri amici, la trial puntando soprattutto sul gioco di squadra e la competizione, ossia i punti di forza del gioco.
     
    #1 xender, 9 Marzo 2017
    Ultima modifica: 10 Marzo 2017

Commenti

Discussione in 'MMORPGITALIA RECENSIONI' iniziata da xender, 9 Marzo 2017.

    1. Dragorosso
      Dragorosso
    2. xender
      xender
      Lo so. Infatti recensirlo è stato difficile. Dopo il primo giorno c'era il deserto.
    3. kaio01
      kaio01
      Un gran peccato, un gioco molto divertente e non adatto a tutti. Spero si riempia così ci gioco!
    4. Thalim
      Thalim
      ah è già fuori il gioco? desolato?
    5. SpaceMushroom
      SpaceMushroom
      l'integritá morale ti alleggerisce in egual modo anima e portafogli
      avessero fatto come albion online 1 anno di pubblicitá + svariati anni di beta a pagamento a quest'ora navigherebbero nell'oro
    6. indubiis
      indubiis
      Lo vedo molto come Albion ma non ho ben capito perchè gli sviluppatori lo hanno reso così crudo, sembra tipo un Hunger Game\ genere survival . Io accettavo anche di venire gankato ma mi sentivo pesante la necessità di dover tornare ad una città per bankare, città dove potevo anche essere ucciso mentre depositavo..

      Credo gli manchi un po' di struttura logica che gli doni maggiore consistenza..
    7. xender
      xender
      Cosa che non ho detto nella preview.. le banche qui ci sono e non sono interconnesse. Pertanto quando si deposita la roba è al sicuro si, ma se si deve spostare, si corre nuovamente il rischio di perdere tutto. Inoltre se il mondo muore, si resettano tutte le banche insieme alla mappa.
    8. Kaiman
      Kaiman
      The Exiled, ha di buono ad oggi e purtroppo solo l'idea a base del game play. Il resto è ancora troppo acerbo. Embrionale.
      Anche il discorso di crepare al deposito ci starebbe, dopotutto essendo un puro sandbox se non hai il gruppo, in solitaria, anche per depositare semplicemente, puoi rischiare. Come nella vita reale.
      Il problema di fondo è come hanno implementato ad oggi il tutto, legnoso, poco appagante e strutturalmente primitivo. Già il fatto di muoverti proprio in WASD castra l'azione che, per quanto deve essere ragionata e rallentata, ti porta ad una frustrazione "del personaggio" pesante.
      Anche essendo skillato, se si viene gankato, attaccato, da più avversari il concept di movimento e di attacco ti si torce contro. Almeno questo il feeling che ho provato alla penultima alpha.
      Il gioco è immediato, semplice ed intuitivo, ma a parte ciò non c'è niente altro. Se riescono a proseguire e ad evolvere il prodotto potrebbe divenire interessante, ma al momento la vedo male.
    9. kaio01
      kaio01
      Il fatto che ci si muove con WASD secondo me è un grande punto a favore, poichè rende il combat skill based. Sul fatto che puoi essere attaccato ovunque è vero ma ben bilanciato poiché non essendo un gioco grindoso ti puoi permettere di perdere tutto e rifartelo, proprio come un gioco full loot dovrebbe essere. Il bello è che puoi decidere di livellare andando a mob oppure mandandoci gli altri e killarli per rubargli XP, che sono dei consumabili che se non usi restano nell inventario, cosa che ho sempre fatto e che mi ha sempre evitato il pve. Gli spostamenti sono veloci e francamente non vedo tutti questi problemi sulla parte pvp, ci fai la mano All inizio poi capisci che è un gioco pvp e ti diverti. Non penso sia un gioco hardcore dato che in poche ore puoi avere e fare tante cose. Non per tutti è vero, ma sinceramente a sentire queste lamentele mi chiedo, perché non giocate a wow? :D

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