The Surge - Recensione

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Deck 13 e Focus Home Interactive ci riprovano pubblicando un nuovo titolo “ispirato” alle meccaniche ideate da From Software che hanno reso celebre l’azienda ed il loro ideatore, Hidetaka Miyazaki, oltre ad aver creare un vero e proprio genere battezzato con il nome “Souls-Like”. Volete sapere la nostra? Leggete la nostra recensione!

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Dopo l’atteso e criticato Lords of the Fallen, Deck 13 ci riprova stravolgendo l’ambientazione ed ispirandosi più alle meccaniche di Bloodborne piuttosto che a quelle dei vari Dark Souls. Dopo aver visto e rivisto le location dark-fantasy (che non smettono comunque di emozionare) questa volta si viene catapultati direttamente nel futuro con mech, macchinari, e robot guidati da una IA divenuta aggressiva.

La storia si apre con una breve introduzione, il nostro alter ego è su una sedia a rotelle avendo perso l’uso delle gambe. Questo handicap lo ha portato ai laboratori CREO, una megacorporazione che vuole salvare il mondo innestando (tra le altre cose) degli impianti negli esseri umani per renderli dei superuomini (o supermacchine, fate voi). Fin da subito si capisce che qualcosa però va storto e noi ci risveglieremo in una sorta di location dedicata ai rottami dopo aver eseguito la prima scelta fondamentale scegliendo tra una corazza agile o una più robusta.

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Il lungo tutorial ci porta ad esplorare l’area mettendo subito in mostra dei combattimenti classici per il genere che risultano fin da subito statici (anche troppo). Si maneggiano armi pesanti e possenti quindi è normale avere una certa “preparazione” prima di scagliare il colpo, ma dopo qualche ora il sistema inizia a risultare ripetitivo a causa della sua estrema lentezza.

L’esplorazione la fa da padrona per tutta la durata dell’avventura andando ad essere il vero fulcro del gioco (a discapito dei boss). Le aree di gioco sono molto bene intersecate tra loro grazie alle scorciatoie presenti che vanno scovate nelle parti più remote della mappache spesso ci ricompensano con oggetti extra che vanno scovate nelle parti più remote della mappa.
Pur apprezzando questa voglia di creare percorsi segreti e più o meno nascosti devo ammettere che dopo anni di gioco passati tra un Souls e l’altro (ai quali va aggiunto Bloodborne, capolavoro delle scorciatoie segrete) si riescono facilmente ad individuare tutte le nuove strade. Anche i tranelli e le trappole non sono così elaborate. Un mob dietro ad una porta? Uh, che paura, non me l’aspettavo. Un passaggio segreto dietro a quelle casse di legno messe in mezzo al nulla? Wow che fantasia.

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Il sistema di personalizzazione è stato inoltre semplificato fino a risultare quasi banale se si considera anche solo quello presente in Lords of the Fallen. Addio forza, agilità, costituzione ed attributi vari. Adesso si ha un semplice livello dato dall’Energia Nucleare.
Oltre ad aumentare la forza generica del nostro personaggio questo ci permetterà di aprire nuove strade. Nei livelli sono infatti presenti delle porte che vanno “bypassate” e per farlo è richiesto un livello minimo.
Infine l’Energia Nucleare servirà anche per permettere l’equipaggiamento di oggetti sempre più potenti, ogni oggetto avrà un “costo” e noi potremo destreggiarci entro un limite massimo dettato dal nostro livello. Più semplice a farsi che a dirsi.

La vera personalizzazione la si ottiene dagli Impianti. Questi possono aumentare la nostra vita, darci delle ricariche per l’energia simili a delle pozioni, potranno farci vedere la vita dei nemici e così via. In sostanza, riprendono le meccaniche degli anelli dei vari Souls che garantiscono al giocatore qualche bonus o utility.

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Gli equipaggiamenti invece possono essere collezionati in due modi: amputandoli direttamente dai nemici o craftandoli.
La seconda opzione è la meno elaborata, si devono trovare le ricette, si collezionano materiali, si sceglie la rarità dell’oggetto da creare, si tiene premuto il tasto X et voilà, il vostro oggetto avrà preso forma.
La prima opzione è invece la più divertente e risulta essere il vero punto di forza del gioco. I nemici potranno essere mirati nelle loro singole parti del corpo (testa, torso, braccio destro, gamba sinistra, ecc) e sarà nostra la scelta di attaccare la parte non corazzata per eliminarli in fretta oppure scagliarci contro la parte rinforzata avendo una percentuale di drop dell’oggetto che andremo a colpire.
Questa è la parte che più mi ha divertito del gioco. Decapitare nemici, staccargli la testa e sfoggiarla come nostro elmo, tagliargli il braccio per utilizzare la loro arma con cui ammazzare altri nemici… Dopo feature viste e riviste finalmente qualcosa di nuovo e ben riuscito.

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Nuova di zecca è anche la location, come vi ho anticipato siamo in mezzo a macchinari assassini e fabbriche.
Già dai 5Gb di download si capisce da subito che ci troveremo di fronte a scenari e nemici ripetuti e purtroppo questo timore si realizza. Gli scenari sono comunque ben riprodotti ma scordatevi le ambientazioni epiche delle produzioni From Software. Le fabbriche risultano anonime, i nemici sono dei miscugli di macchinari e gli effetti grafici non esaltano l’azione, basterebbero delle scintille ben riprodotte tra un colpo e l’altro, alla fine per il 90% del gioco colpiamo dei pezzi di metallo con le gambe.
Ci vorrebbe un tocco personale che faccia svoltare l’atmosfera, forse basterebbe solo un semplice filtro video che dia al gioco un tratto distintivo.

Un ultimo paragrafo lo dedico alla difficoltà, ho letto ovunque di “gioco difficile” ma personalmente l’ho trovato un gioco stupidamente difficile. I nemici hanno pochissimi attacchi facilmente schivabili se non ci si accanisce contro di loro, ma i boss sono i grandi assenti della produzione facendo ricadere Deck 13 nell’errore fondamentale già percorso con Lords of the Fallen.
Oltre ai pochi attacchi a disposizione hanno anche una quantità di punti vita esageratamente alta facendoli sembrare dei nemici un po’ troppo cresciuti piuttosto che vere e proprie armi da guerra. Questo porta il giocatore ad abbassare la guardia una volta comprese le meccaniche, cosa che lo porta però a compiere banali errori di “distrazione” (come l’accanirsi eccessivamente sul nemico) che vengono pesantemente puniti con la perdita di gran parte della nostra vita.

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The Surge è un prodotto onesto che preferisce ripercorrere le strade consolidate del genere piuttosto che evolverle o modellarle a proprio piacimento.
Se da un lato abbiamo l’amputazione delle parti meccaniche dei nemici come vera e propria novità, dall’altra abbiamo un combattimento molto lento ed alla lunga ripetitivo che potremmo aver visto in altri giochi di ruolo.
Il comparto audio è quasi sempre assente per permetterci di “assaporare” i colpi inflitti sulle carcasse metalliche dei nemici, il comparto grafico invece non eccelle per qualità e varietà degli scenari.
Se però siete appassionati del genere Souls like e vi siete spolpati le produzioni From Software fino al midollo ora avete una nuova alternativa che vi terrà occupati per circa 35 ore.
Il gioco acquista un grande valore se considerato nel panorama PC/Xbox dove titoli simili scarseggiano rendendolo di fatto l’unico titolo con meccaniche simili a quelle del capolavoro Bloodborne.
Al contrario, se avete una PS4 potreste averne visti di ogni tipo tra i vari Dark Souls, Bloodborne e Nioh.


VOTO MMORPGITALIA

6.5


PRO
+ Amputazione dei nemici
+ E’ un buon Souls like senza stravolgimenti
+ L’esplorazione è il cuore del gioco…

CONTRO
… Ma sa di già visto -
I combattimenti non esaltano -
Manca un tocco distintivo al comparto grafico -​
 
AlphAtomix

AlphAtomix

secondo me il problema più grosso di questo gioco è l'ambientazione. un intero gioco ambientato in uno sfasciacarrozze di periferia non è il massimo.

un occasione mancata, forse era meglio fare un lords of the fallen 2 e pompare ancora di più l'ambientazione fantasy.
 
secondo me il problema più grosso di questo gioco è l'ambientazione. un intero gioco ambientato in uno sfasciacarrozze di periferia non è il massimo.

un occasione mancata, forse era meglio fare un lords of the fallen 2 e pompare ancora di più l'ambientazione fantasy.
Concordo in pieno. Se proprio lo vuoi fare lì almeno dagli un tocco unico.
 
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