Ubisoft spiega la convenienza dei Giochi come Servizi



In una recente intervista, Yves Guillemot di Ubisoft ha spiegato il motivo per cui la compagnia preferisce i Giochi come Servizi al modello tradizionale.

Dedichiamo molto tempo e impegno nel realizzare universi videoludici che includano città e attività in grado di intrattenere per molto tempo i giocatori.

La possibilità di esplorare degli universi con i propri amici è importante, ma la domanda che mi pongo è, perchè bisogna ripetere ogni anno il processo di sviluppo se puoi migliorare e quindi aumentare l'esperienza di un gioco?

Per noi è più facile aumentare le possibilità offerte da un titolo che ripartire da zero.


Cosa ne pensate?
 

Commenti

#2
toh, a quanto pare adesso il genere mmorpg inteso in senso lato si chiama GAaS (game as a service). Interessante.
 
#5
Lo spostamento da prodotto a servizio è una tendenza ormai consolidata in molti mercati, basti vedere la diffusione del leasing per le automobili ecc...

è naturale che le aziende preferiscano vendere servizi invece che prodotti dato che un servizio lo paghi ogni mese e non una volta sola e basta.
 
#6
Il concetto alla base dovrebbe essere quello di non dover necessariamente possedere, acquistare, ciò di cui si usufruisce: concetto più volte ribadito in questi anni.
La questione si pone quando ci fanno ricomprare n volte lo stesso prodotto, in assenza di un game concept serio e gestito economicamente e praticamente in modo da rispettare tutti gli utenti da quelli casual a quelli hardcore.
 
#7
Secondo me non ha le idee molto chiare. È la software house che caga più titoli di tutti e ora scrive che un gioco non è un gioco ma un servizio, in quanto è più facile ampliare il contenuto di un singolo titolo invece che creare mille titoli, partendo da 0 con lo sviluppo. Yves ma che c.... stai a dí!.
 
#8
Penso che è falso come una banconota da due euro.
Quello che preferiscono è fare gli stessi giochi ogni anno mettendo un titolo diverso per venderlo come novità.
 
#9
Meh, che teoria del c%#=0.
Se voglio un gioco online, un MMO o un gioco che effettivamente ha una collaborazione con altri giocatori e una continuità nel tempo mi va benissimo.

MA A ME piace anche un'altra tipologia di gioco, il singleplayer con una campagna ben fatta, ben strutturata, senza l'obbligo di dover giocare online. Un bel gdr a vecchio stampo, dove mi isolo e mi immergo in quel mondo a vivere la mia storia.
Parlando di news recenti (vedi le porcate di voci che girano su Dragon Age 4): DAO l'ho amato (e lo sto rigiocando proprio ora, ed è un giocone, tecnicamente ormai è un pò vecchiotto, ma rimane comunque molto gradevole) DA2 ha una storia che è una bomba e rimane un gran gioco, il problema sono tanti piccoli/medi difetti poichè l'hanno fatto uscire troppo in fretta (i dungeon fotocopia sono il peggio, per il resto sono cose piccole ed è godibilissimo), DA:I altro giocone, l'ho adorato anche se già si sono viste troppe fetch quest alla MMO, ma ignorando gran parte di queste è stato un titolone.
Sono stati 3 titoli completamente offline con una grande storia e un bel gameplay (quell'aborto della modalità online di DAI non la considero, ma era completamente a parte) e ora vogliono macinarmi un DA4 simil-anthem dove sono obbligato a giocare online? Porcata! Se voglio un Gdr online, scusate ma me ne torno su uno dei tanti MMO con le palle che girano (WoW e FF14 per citarne 2 a caso, pieni di lore e storia).

PS: Non centra na bega, ma parlando di Bioware, voglio un Kotor3 o comunque un gdr single-player con le palle su Star Wars!
 
#10
è un concetto di giochi come servizi un po' distorto, ad esempio avrebbero dovuto ampliare The Division 1 a tutta l'area di new york, con il tempo, invece adesso è uscito il 2. il servizio di cui parla, sono qualche DLC di intermezzo e vagonate di skins vendute per fare cassa, per titoli che con il tempo verranno comunque abbandonati (da loro in primis, dall'utenza in secondo). software house del genere hanno sempre e comunque bisogno delle vendite iniziali per sostenersi.

poi ognuno ormai si appropria del termine che vuole, chiamano mmorpg giochi che sono al massimo co-op istanziati, chiamano giochi come servizi, giochi con qualche pezzo di mappa da scaricare ogni tanto finchè non passano al nuovo titolo (mappa che magari doveva essere nel gioco iniziale, ma loro sicuramente questo non lo diranno).
 
#11
Loro risparmiano e noi continuiamo a sborsare? perchè da questo ho capito "Possiamo usare gli stessi assets, quando vogliamo".
 
#12
Troppi servizi su ogni fronte, oggigiorno... quindi, no grazie. Preferisco acquistare il gioco e se proprio ne vale la pena, anche i dlc.
Queste software house sono proprio delle sanguisughe incallite!
 
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