Un vecchio Amico

Jzot

Lurker
Era tarda l'ora in cui un affananto messaggero giunse al cospetto di due stimati membri dell'Ordo Iustitiae.

"Signori! Miei Signori" gridava il paggio affannato per la corsa. "Miei Signori, le orde del caos sono in marcia nuovamente. Si stanno avvicinando al passaggio sotterraneo di Tor Arnoc."
Il mago Kursh ed il suo fidato compagno d'arme ed amico l'elfo Rhaegar non parlarono nemmeno, semplicemente slegarono i cavalli e partirono al galoppo.
Grazie all'ingegno dei nani ed ai loro rapidi Girocotteri il viaggio fu corto, ed il tempo per prepararsi alla battaglia fu quasi nullo, ma Kursh notò con piacere che molti altri guerrieri avevano già risposto alla chiamata degli elfi.
In lontananza già si vedeva la disordinata massa di pelleverde, elfi oscuri e feccia caotica.
Come spesso capita, anche questa massa di marmaglia era guidata e coordinata da uno dei numerosi Prescelti dal signore del mutamento. Si aggirava fra le linee brandendo la sua enorme spada e sbraitando nella loro lingua gutturale.
Eppure c'era qualcosa di familiare nel suo portamento, nel suo modo di camminare, nel suo modo di portare la spada. Ma il mago non aveva tempo per questi dettagli, e cominciò ad attingere ai venti della magia per prepararsi alla battaglia imminente.
I corni di battaglia risuonarono nell'aria e grida disumane coprivano il rimore della corsa dei guerrieri verso le linee nemiche. L'assalto era stato lanciato.
I due fronti si scontravano ritmicamente, come le onde del fiume Reik sulle pietre del Reikland, talvolta avanzava un fronte talvolta l'altro. Più e più volte le magie del mago ponevano fine alle vite dei dananti caotici, e più e più volte i pugnali delle streghe elfe lo costringevano alla ritirata, la battaglia era furiosa.

Continua appena al lavoro ho un po' più di tempo :D
 

Jzot

Lurker
E fu grazie ad un possente colpo d'ascai vibrato da uno Spaccaferro che i dubbi del mago terminarono. L'elmo del prescelto prese il volo a causa del colpo subito e Kursh potè riconoscere quel viso, una volta tanto familiare. Nonostante i mutamenti indotti dal acos quel viso lo avrebbe riconosciuto ovunque.
Kursh e quell'uomo una volta avevano vestito gli stessi colori, combattuto fianco a fianco.
Tsarevich. Pensato morto in battaglia, pianto dai suoi commilitoni e dagli mici. Il vile aveva in realtà ceduto alle lusingeh degli Dei Oscuri.
Una nuova furia si imposessò del mago del fuoco. "Come può essere accaduto? NON LO TOLLERO!"
LA visioen di quel volto una volta amico mosso come un burattino dalle armate del caos diedero il colpo di grazia alla volontà di dominio del mago.
Esiste un punto oltre il quale il dominio dei venti di magia vacilla, una soglia che non dovrebbe essere mai superata per non attirare lo sguardo dei demoni dell'immaterium. E mai tanto poco gliene era fregato a Kursh. Lasciò scorrere il vento rosso come un fiume in piena, forzò il suo corpo al massimo, sentì il potere accumularsi. La roccia stessa si fondeva sotto il calore sprigionato dal mago, fuoco e furia lo muovevano, lento, impassibile, determianto ad uccidere.

Continau nella prossima puntata :D
 
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